XXXIII Domenica Tempo Ordinario – Anno C – 13 novembre 2016


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IL VANGELO STRABICO

XXXIII Domenica Tempo Ordinario – C

A  cura di Benito Giorgetta

(Malachia 3,19-20; 2 Tessalonicesi 3,7-12; Luca 21,5-19)

 Per Dio assicurazione “kasko” obbligatoria in nostro favore

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. 
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita»”.

L’assicurazione “kasko” è quella forma di garanzia che la compagnia assicuratrice garantisce, a chi la stipula, il risarcimento di ogni danno subito o causato dal proprio mezzo. “…Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita…»”. Questa affermazione di Gesù sembra che indichi la stessa modalità di premura totale in nostro favore da parte di Dio. Il suo amore, la sua tenerezza, la sua misericordia, la sua paternità sono così completi e garantiti che, davvero ci dobbiamo sentire da lui protetti, accompagnati, sorretti, compresi.

Dio ci difende da ogni male, ci protegge da ogni avversità, ci accompagna con premurosa attenzione, ma rispetta la nostra libertà. Non ci tratta da pedine spostandoci da una parte all’altra. No! Ci fa camminare con i nostri piedi, anche se il cammino è in salita, è faticoso, scoraggiante. Lui ci dona la forza per fare tutto. A noi il compito di investire le risorse possedute al fine di compiere ciò che è bello, buono e giusto.

La distruzione di cui parla Gesù, applicata alla nostra, vita equivale alla sconfitta, alla delusione, alla rassegnazione, alla depressione. Queste cose, purtroppo, ci sono, ma se confidiamo in lui ne usciremo illesi. Siamo protetti e garantiti dalla certezza del suo amore e delle sue premure. “Se vuoi vedere l’arcobaleno devi sopportare la pioggia”. Ci sono dei passaggi nella vita che non si possono eludere, dribblare, fanno parte del “tutto” ma al momento sono un frammento, una parte della partita. Anche chi rimonta una momentanea sconfitta è capace di sopportare, di soccombere pur di riuscire, alla fine, vittorioso.

Così noi, così la nostra vita. I momenti no, sono temporanei, talvolta, addirittura, pedagogici, forse necessari per educarci a vincere. Tutto può accaderci nella vita, ma dinanzi alla premurosa tenerezza di Dio, per ciascuno dei suoi figli, tutto si dissolve, tutto è trasformato. Seminare la speranza e vivere di speranza perché Qualcuno ci ha promesso che ci protegge. E’ la sfida del cristiano, di chi confida che, dopo la notte, inevitabile, sorgerà l’alba e porterà vita nuova, energie supplementari, orizzonti diversi, sorrisi e sicurezze. “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo la spada?…”(Romani 8,35)

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