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HomeParola di DioIl Vangelo della Festa - Anno CXXVII Domenica Per Annum - Anno C - 06 ottobre 2013.

XXVII Domenica Per Annum – Anno C – 06 ottobre 2013.

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san_francesco

Semplicemente servi.

Ab 1, 2-3; 2, 2-4; 2Tm 1, 6-8.13-14; Lc 17, 5-10

Ascoltate oggi la voce del Signore.

 

«5Gli apostoli dissero al Signore: 6″Accresci in noi la fede!”. Il Signore rispose: “Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

7Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? 8Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? 9Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? 10Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo semplicemente servi. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”». (Lc 17, 5-10)

Questa vuole essere oggi la mia brevissima riflessione che prende spunto dalla visita di papa Francesco ad Assisi:

Con la fede pari a un granello di senape, si potrebbero compiere atti smisurati e incommensurabili. Tuttavia, credo che, non sia necessario per il cristiano giungere a risultati così sorprendenti. Lo stesso Gesù, in realtà lo ricorda: «Siamo semplicemente servi. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (Lc 17, 10). Basterebbe compiere di per sé, quanto spetta ad ogni giorno e farlo bene. In più occasioni, papa Francesco, attraverso il suo esempio, “ha fatto capire” che quello che una volta era considerato straordinario per un papa, in realtà è qualcosa di assolutamente normale e ordinario: pranzare con i poveri, visitare in carcere i “delinquenti” o abbracciare gli ammalati. Spesso, erroneamente, traduciamo il versetto 10 del capitolo 17 di Luca, con “Siamo servi inutili…”, ma in realtà, il greco “acreioi” va tradotto con “semplicemente servi”. Noi siamo semplicemente servi e, quando facciamo il nostro dovere di servi nei riguardi di Dio, non dobbiamo lesinare acclamazioni: è come cercare elogi perché abbiamo fatto il nostro dovere. Quello che mi rammarica tuttavia, da cristiano, è il fatto che un papa pranza con i poveri, va in carcere a visitare i “delinquenti” o abbraccia gli ammalati e io che sono “normale” e “ordinario” non ne ho mai avuto il coraggio.

Giuseppe Gravante

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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Ab 1, 2-3; 2, 2-4; 2Tm 1, 6-8.13-14; Lc 17, 5-10

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«5Gli apostoli dissero al Signore: 6″Accresci in noi la fede!”. Il Signore rispose: “Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

7Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? 8Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? 9Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? 10Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo semplicemente servi. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”». (Lc 17, 5-10)

Questa vuole essere oggi la mia brevissima riflessione che prende spunto dalla visita di papa Francesco ad Assisi:

Con la fede pari a un granello di senape, si potrebbero compiere atti smisurati e incommensurabili. Tuttavia, credo che, non sia necessario per il cristiano giungere a risultati così sorprendenti. Lo stesso Gesù, in realtà lo ricorda: «Siamo semplicemente servi. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (Lc 17, 10). Basterebbe compiere di per sé, quanto spetta ad ogni giorno e farlo bene. In più occasioni, papa Francesco, attraverso il suo esempio, “ha fatto capire” che quello che una volta era considerato straordinario per un papa, in realtà è qualcosa di assolutamente normale e ordinario: pranzare con i poveri, visitare in carcere i “delinquenti” o abbracciare gli ammalati. Spesso, erroneamente, traduciamo il versetto 10 del capitolo 17 di Luca, con “Siamo servi inutili…”, ma in realtà, il greco “acreioi” va tradotto con “semplicemente servi”. Noi siamo semplicemente servi e, quando facciamo il nostro dovere di servi nei riguardi di Dio, non dobbiamo lesinare acclamazioni: è come cercare elogi perché abbiamo fatto il nostro dovere. Quello che mi rammarica tuttavia, da cristiano, è il fatto che un papa pranza con i poveri, va in carcere a visitare i “delinquenti” o abbraccia gli ammalati e io che sono “normale” e “ordinario” non ne ho mai avuto il coraggio.

Giuseppe Gravante

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Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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