19.8 C
Rome
sabato, 21 Settembre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno C XVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - 4 agosto 2019

XVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 4 agosto 2019

Amare la povertà per essere ricchi






    Dal Vangelo secondo Luca

    “In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio»”.




    In un mondo come quello contemporaneo dove tutto si regge sull’economia che è il motore di ogni decisione, di ogni Stato e di ciascun individuo, il brano di vangelo odierno sembra essere un terremoto dirompente. “… Anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede”. Certo possedere è un dono di Dio ma non l’epicentro e l’anima dell’esistenza umana. Ma solo un mezzo, uno strumento attraverso il quale vivere dignitosamente. “Chi sceglie i poveri sceglie bene due volte, sceglie come Cristo e sceglie Cristo” ( De Lubac). Sì, Cristo è di parte, nel senso che indica una strada, traccia un sentiero, fa scrutare mondi diversi. Provoca, etimologicamente parlando, chiama a fare, compiere, scegliere qualcosa, Qualcuno.

    La vita dell’uomo, il suo divenire, soprattutto la vita eterna non dipendono dai possedimenti, dalle ricchezze, ma dal saper vivere e dare intensità all’esistenza. Le ricchezze si sciolgono come neve al sole, non danno garanzia se non di capacità di acquisto ma non offrono il senso e il gusto dell’esistere. Col denaro compro il libro, ma non la cultura, il letto, ma non il riposo, la casa, ma non l’unione coniugale e familiare. Immaginiamo un uomo solo nel deserto con una sacca piena di diamanti, che ci potrà fare? Eppure è ricco!

    Il futuro della vita, la sicurezza dell’esistenza non dipendono dai beni, dalle ricchezze, dal divertimento edonistico e gaudente. La vera ricchezza non si trova nel mercato delle cose ma nell’indirizzo che ci fa approdare alle persone da amare, accogliere, accudire e custodire. Il bene che faremo, l’amicizia che regaleremo, l’accoglienza che riserveremo, le visite che praticheremo ai poveri, ai bisognosi che debbono essere i nostri “vip”, da questo dipende la gioia, la serenità del cuore umano. Purtroppo sommersi da una logica del possesso e dell’estremo individualismo si fa fatica a capire ed accettare la logica evangelica che sembra inarrivabile e illusoria. Quando ci accorgiamo, in uno stato di malattia, in uno stop imposto da un incidente, una menomazione fisica, in un allettamento, quanto è esile il filo della vita, quanto è breve il percorso che ci fanno fare le ricchezze; allora il cuore si dilata e scopre la vera esistenza. Non il denaro, ma i fratelli, non i portafogli ma i cuori con le loro situazioni, sofferenze e necessità occorre scegliere, perciò Gesù ci ha insegnato: “Quando pregate dite, Padre nostro…”. Siamo famiglia, siamo comunità, dall’amore vicendevole nasce la vera gioia e il futuro che si genera nell’oggi. E l’eternità diventa calamitante e possibilità parossisticamente evangelica.




    Lo Spirito di Gesù è il principale artefice
    della preghiera della Chiesa;
    affidandoci alla sua ispirazione interiore
    innalziamo al Padre la nostra preghiera.

    R. Esaudisci il tuo popolo, signore.

    Per la santa Chiesa,
    perché in ogni sua parola e in ogni suo gesto
    faccia trasparire sempre più chiaramente il signore Gesù
    in cui crede e in cui spera, preghiamo. R.

    Per la città in cui viviamo,
    perchè il signore dia a tutti noi forza e immaginazione,
    per creare rapporti veramente umani
    in un mondo dominato dalla fretta e dall’ansia, preghiamo. R.

    Per le nostre famiglie,
    perché accrescano il senso di ospitalità e di comunione nell’amore
    e diventino luogo privilegiato di crescita nella speranza, preghiamo. R.

    Per le suore di clausura,
    che nella preghiera e nel lavoro edificano silenziosamente
    l’unità della Chiesa e la pace nel mondo,
    perché siano liete e perseveranti nell’offerta della loro vita, preghiamo. R.

    Per noi qui presenti,
    perché sappiamo interrogarci davanti a Dio e ai fratelli
    sui nostri limiti e le nostre contraddizioni,
    per fare della comunità eucaristica una vera famiglia, preghiamo. R.

    Concedi, a noi il dono della tua sapienza, o Padre,
    e fa’ che la tua Chiesa
    diventi segno concreto dell’umanità nuova,
    fondata nella libertà e nella comunione fraterna.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.




    Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell’eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.








    Dal Vangelo secondo Luca

    “In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio»”.




    In un mondo come quello contemporaneo dove tutto si regge sull’economia che è il motore di ogni decisione, di ogni Stato e di ciascun individuo, il brano di vangelo odierno sembra essere un terremoto dirompente. “… Anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede”. Certo possedere è un dono di Dio ma non l’epicentro e l’anima dell’esistenza umana. Ma solo un mezzo, uno strumento attraverso il quale vivere dignitosamente. “Chi sceglie i poveri sceglie bene due volte, sceglie come Cristo e sceglie Cristo” ( De Lubac). Sì, Cristo è di parte, nel senso che indica una strada, traccia un sentiero, fa scrutare mondi diversi. Provoca, etimologicamente parlando, chiama a fare, compiere, scegliere qualcosa, Qualcuno.

    La vita dell’uomo, il suo divenire, soprattutto la vita eterna non dipendono dai possedimenti, dalle ricchezze, ma dal saper vivere e dare intensità all’esistenza. Le ricchezze si sciolgono come neve al sole, non danno garanzia se non di capacità di acquisto ma non offrono il senso e il gusto dell’esistere. Col denaro compro il libro, ma non la cultura, il letto, ma non il riposo, la casa, ma non l’unione coniugale e familiare. Immaginiamo un uomo solo nel deserto con una sacca piena di diamanti, che ci potrà fare? Eppure è ricco!

    Il futuro della vita, la sicurezza dell’esistenza non dipendono dai beni, dalle ricchezze, dal divertimento edonistico e gaudente. La vera ricchezza non si trova nel mercato delle cose ma nell’indirizzo che ci fa approdare alle persone da amare, accogliere, accudire e custodire. Il bene che faremo, l’amicizia che regaleremo, l’accoglienza che riserveremo, le visite che praticheremo ai poveri, ai bisognosi che debbono essere i nostri “vip”, da questo dipende la gioia, la serenità del cuore umano. Purtroppo sommersi da una logica del possesso e dell’estremo individualismo si fa fatica a capire ed accettare la logica evangelica che sembra inarrivabile e illusoria. Quando ci accorgiamo, in uno stato di malattia, in uno stop imposto da un incidente, una menomazione fisica, in un allettamento, quanto è esile il filo della vita, quanto è breve il percorso che ci fanno fare le ricchezze; allora il cuore si dilata e scopre la vera esistenza. Non il denaro, ma i fratelli, non i portafogli ma i cuori con le loro situazioni, sofferenze e necessità occorre scegliere, perciò Gesù ci ha insegnato: “Quando pregate dite, Padre nostro…”. Siamo famiglia, siamo comunità, dall’amore vicendevole nasce la vera gioia e il futuro che si genera nell’oggi. E l’eternità diventa calamitante e possibilità parossisticamente evangelica.




    Lo Spirito di Gesù è il principale artefice
    della preghiera della Chiesa;
    affidandoci alla sua ispirazione interiore
    innalziamo al Padre la nostra preghiera.

    R. Esaudisci il tuo popolo, signore.

    Per la santa Chiesa,
    perché in ogni sua parola e in ogni suo gesto
    faccia trasparire sempre più chiaramente il signore Gesù
    in cui crede e in cui spera, preghiamo. R.

    Per la città in cui viviamo,
    perchè il signore dia a tutti noi forza e immaginazione,
    per creare rapporti veramente umani
    in un mondo dominato dalla fretta e dall’ansia, preghiamo. R.

    Per le nostre famiglie,
    perché accrescano il senso di ospitalità e di comunione nell’amore
    e diventino luogo privilegiato di crescita nella speranza, preghiamo. R.

    Per le suore di clausura,
    che nella preghiera e nel lavoro edificano silenziosamente
    l’unità della Chiesa e la pace nel mondo,
    perché siano liete e perseveranti nell’offerta della loro vita, preghiamo. R.

    Per noi qui presenti,
    perché sappiamo interrogarci davanti a Dio e ai fratelli
    sui nostri limiti e le nostre contraddizioni,
    per fare della comunità eucaristica una vera famiglia, preghiamo. R.

    Concedi, a noi il dono della tua sapienza, o Padre,
    e fa’ che la tua Chiesa
    diventi segno concreto dell’umanità nuova,
    fondata nella libertà e nella comunione fraterna.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.




    Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell’eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.



B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

XVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 4 agosto 2019

Amare la povertà per essere ricchi






    Dal Vangelo secondo Luca

    “In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio»”.




    In un mondo come quello contemporaneo dove tutto si regge sull’economia che è il motore di ogni decisione, di ogni Stato e di ciascun individuo, il brano di vangelo odierno sembra essere un terremoto dirompente. “… Anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede”. Certo possedere è un dono di Dio ma non l’epicentro e l’anima dell’esistenza umana. Ma solo un mezzo, uno strumento attraverso il quale vivere dignitosamente. “Chi sceglie i poveri sceglie bene due volte, sceglie come Cristo e sceglie Cristo” ( De Lubac). Sì, Cristo è di parte, nel senso che indica una strada, traccia un sentiero, fa scrutare mondi diversi. Provoca, etimologicamente parlando, chiama a fare, compiere, scegliere qualcosa, Qualcuno.

    La vita dell’uomo, il suo divenire, soprattutto la vita eterna non dipendono dai possedimenti, dalle ricchezze, ma dal saper vivere e dare intensità all’esistenza. Le ricchezze si sciolgono come neve al sole, non danno garanzia se non di capacità di acquisto ma non offrono il senso e il gusto dell’esistere. Col denaro compro il libro, ma non la cultura, il letto, ma non il riposo, la casa, ma non l’unione coniugale e familiare. Immaginiamo un uomo solo nel deserto con una sacca piena di diamanti, che ci potrà fare? Eppure è ricco!

    Il futuro della vita, la sicurezza dell’esistenza non dipendono dai beni, dalle ricchezze, dal divertimento edonistico e gaudente. La vera ricchezza non si trova nel mercato delle cose ma nell’indirizzo che ci fa approdare alle persone da amare, accogliere, accudire e custodire. Il bene che faremo, l’amicizia che regaleremo, l’accoglienza che riserveremo, le visite che praticheremo ai poveri, ai bisognosi che debbono essere i nostri “vip”, da questo dipende la gioia, la serenità del cuore umano. Purtroppo sommersi da una logica del possesso e dell’estremo individualismo si fa fatica a capire ed accettare la logica evangelica che sembra inarrivabile e illusoria. Quando ci accorgiamo, in uno stato di malattia, in uno stop imposto da un incidente, una menomazione fisica, in un allettamento, quanto è esile il filo della vita, quanto è breve il percorso che ci fanno fare le ricchezze; allora il cuore si dilata e scopre la vera esistenza. Non il denaro, ma i fratelli, non i portafogli ma i cuori con le loro situazioni, sofferenze e necessità occorre scegliere, perciò Gesù ci ha insegnato: “Quando pregate dite, Padre nostro…”. Siamo famiglia, siamo comunità, dall’amore vicendevole nasce la vera gioia e il futuro che si genera nell’oggi. E l’eternità diventa calamitante e possibilità parossisticamente evangelica.




    Lo Spirito di Gesù è il principale artefice
    della preghiera della Chiesa;
    affidandoci alla sua ispirazione interiore
    innalziamo al Padre la nostra preghiera.

    R. Esaudisci il tuo popolo, signore.

    Per la santa Chiesa,
    perché in ogni sua parola e in ogni suo gesto
    faccia trasparire sempre più chiaramente il signore Gesù
    in cui crede e in cui spera, preghiamo. R.

    Per la città in cui viviamo,
    perchè il signore dia a tutti noi forza e immaginazione,
    per creare rapporti veramente umani
    in un mondo dominato dalla fretta e dall’ansia, preghiamo. R.

    Per le nostre famiglie,
    perché accrescano il senso di ospitalità e di comunione nell’amore
    e diventino luogo privilegiato di crescita nella speranza, preghiamo. R.

    Per le suore di clausura,
    che nella preghiera e nel lavoro edificano silenziosamente
    l’unità della Chiesa e la pace nel mondo,
    perché siano liete e perseveranti nell’offerta della loro vita, preghiamo. R.

    Per noi qui presenti,
    perché sappiamo interrogarci davanti a Dio e ai fratelli
    sui nostri limiti e le nostre contraddizioni,
    per fare della comunità eucaristica una vera famiglia, preghiamo. R.

    Concedi, a noi il dono della tua sapienza, o Padre,
    e fa’ che la tua Chiesa
    diventi segno concreto dell’umanità nuova,
    fondata nella libertà e nella comunione fraterna.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.




    Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell’eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.



Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
277FansMi piace
838FollowerSegui
13,000FollowerSegui
606FollowerSegui
56IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO