15.4 C
Roma
Sab, 26 Settembre 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno A XVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno A - 19 luglio 2020

XVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A – 19 luglio 2020

Calunnia e zizzania i mali del parlare e del raccolto






    Dal Vangelo secondo Matteo

    “In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio” “.




    “La calunnia è un venticello un’auretta assai gentile che insensibile sottile  leggermente dolcemente incomincia a sussurrar. Piano piano terra terra,  sotto voce, sibilando va scorrendo, va ronzando; nelle orecchie della gente s’introduce destramente, e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar…”. Inizia così un’opera molto conosciuta di Gioacchino Rossini: “Il barbiere di Siviglia”.

    Si, la zizzania che nasce in un campo, mettendo a rischio il raccolto, è come la calunnia che intorbidisce le relazioni, inquina i rapporti e mette in cattiva luce chi ne diventa l’oggetto. Gesù, continuando la similitudine del seme che viene posto nel campo, parla della zizzania che vi può nascere e compromettere tutto il raccolto giacché inquina, vizia e altera la bontà del seme che deve essere conservato e posto nei granai. Essa cresce spontaneamente ma può anche essere seminata per creare disguido, disappunto, per portare scompiglio e disagio. E’ deleteria come la calunnia che altera la verità, mistifica le relazioni porta scompiglio.

    Papa Francesco, ravvisando che anche in ambiente ecclesiale, talvolta, regnino e si fomentino molte chiacchiere che alterano, compromettendo, la verità; afferma alla curia romana in occasione degli auguri natalizi:”… Santità nella Curia significa anche obiezione di coscienza. Sì, obiezione di coscienza alle chiacchiere. Noi giustamente insistiamo molto sul valore dell’obiezione di coscienza, ma forse dobbiamo esercitarla anche per difenderci da una legge non scritta dei nostri ambienti che purtroppo è quella delle chiacchiere. Allora facciamo tutti obiezione di coscienza; e badate che non voglio fare solo un discorso morale! Perché le chiacchiere danneggiano la qualità delle persone, danneggiano la qualità del lavoro e dell’ambiente…”.

    Chiacchiere e zizzania sono unite nel risultato negativo a cui espongono coloro che ne fanno uso. Delle volte appare quasi che il male cresca assieme al bene; è solo questione di tempo. Per non correre il rischio che sradicando il male si comprometta anche il bene, si lascia correre, ma poi, a tempo debito, il fuoco divorerà il male, la zizzania, e il bene, il grano, sarà riposto nei granai. 




    Con la fiducia filiale
    che lo Spirito di Cristo suscita nei nostri cuori,
    innalziamo la comune preghiera a Dio Padre misericordioso.

    R. Ascolta, o Padre, la nostra supplica.

    Perché la Chiesa sia sempre più comunità di fede,
    di preghiera e di carità fraterna, preghiamo. R.

    Perché non manchino uomini e donne
    pronti ad accogliere la chiamata di Dio, preghiamo. R.

    Perché Dio faccia cadere le armi dalla mano dei violenti, preghiamo. R.

    Perché la città degli uomini
    diventi un luogo di convivenza pacifica e cordiale, preghiamo. R.

    Perché lo Spirito del Signore porti salute agli infermi,
    consolazione agli afflitti,
    speranza e pace al mondo intero, preghiamo. R.

    O Padre, fonte di ogni dono,
    ti abbiamo manifestato con umile confidenza
    le nostre intenzioni;
    nella tua immensa bontà esaudisci la nostra preghiera.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.

    da Liturgia.Silvestrini.org




    Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.





Dal Vangelo secondo Matteo

“In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio” “.



“La calunnia è un venticello un’auretta assai gentile che insensibile sottile  leggermente dolcemente incomincia a sussurrar. Piano piano terra terra,  sotto voce, sibilando va scorrendo, va ronzando; nelle orecchie della gente s’introduce destramente, e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar…”. Inizia così un’opera molto conosciuta di Gioacchino Rossini: “Il barbiere di Siviglia”.

Si, la zizzania che nasce in un campo, mettendo a rischio il raccolto, è come la calunnia che intorbidisce le relazioni, inquina i rapporti e mette in cattiva luce chi ne diventa l’oggetto. Gesù, continuando la similitudine del seme che viene posto nel campo, parla della zizzania che vi può nascere e compromettere tutto il raccolto giacché inquina, vizia e altera la bontà del seme che deve essere conservato e posto nei granai. Essa cresce spontaneamente ma può anche essere seminata per creare disguido, disappunto, per portare scompiglio e disagio. E’ deleteria come la calunnia che altera la verità, mistifica le relazioni porta scompiglio.

Papa Francesco, ravvisando che anche in ambiente ecclesiale, talvolta, regnino e si fomentino molte chiacchiere che alterano, compromettendo, la verità; afferma alla curia romana in occasione degli auguri natalizi:”… Santità nella Curia significa anche obiezione di coscienza. Sì, obiezione di coscienza alle chiacchiere. Noi giustamente insistiamo molto sul valore dell’obiezione di coscienza, ma forse dobbiamo esercitarla anche per difenderci da una legge non scritta dei nostri ambienti che purtroppo è quella delle chiacchiere. Allora facciamo tutti obiezione di coscienza; e badate che non voglio fare solo un discorso morale! Perché le chiacchiere danneggiano la qualità delle persone, danneggiano la qualità del lavoro e dell’ambiente…”.

Chiacchiere e zizzania sono unite nel risultato negativo a cui espongono coloro che ne fanno uso. Delle volte appare quasi che il male cresca assieme al bene; è solo questione di tempo. Per non correre il rischio che sradicando il male si comprometta anche il bene, si lascia correre, ma poi, a tempo debito, il fuoco divorerà il male, la zizzania, e il bene, il grano, sarà riposto nei granai. 



Con la fiducia filiale
che lo Spirito di Cristo suscita nei nostri cuori,
innalziamo la comune preghiera a Dio Padre misericordioso.

R. Ascolta, o Padre, la nostra supplica.

Perché la Chiesa sia sempre più comunità di fede,
di preghiera e di carità fraterna, preghiamo. R.

Perché non manchino uomini e donne
pronti ad accogliere la chiamata di Dio, preghiamo. R.

Perché Dio faccia cadere le armi dalla mano dei violenti, preghiamo. R.

Perché la città degli uomini
diventi un luogo di convivenza pacifica e cordiale, preghiamo. R.

Perché lo Spirito del Signore porti salute agli infermi,
consolazione agli afflitti,
speranza e pace al mondo intero, preghiamo. R.

O Padre, fonte di ogni dono,
ti abbiamo manifestato con umile confidenza
le nostre intenzioni;
nella tua immensa bontà esaudisci la nostra preghiera.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

da Liturgia.Silvestrini.org



Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

XVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A – 19 luglio 2020

Calunnia e zizzania i mali del parlare e del raccolto



Dal Vangelo secondo Matteo

“In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio” “.



“La calunnia è un venticello un’auretta assai gentile che insensibile sottile  leggermente dolcemente incomincia a sussurrar. Piano piano terra terra,  sotto voce, sibilando va scorrendo, va ronzando; nelle orecchie della gente s’introduce destramente, e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar…”. Inizia così un’opera molto conosciuta di Gioacchino Rossini: “Il barbiere di Siviglia”.

Si, la zizzania che nasce in un campo, mettendo a rischio il raccolto, è come la calunnia che intorbidisce le relazioni, inquina i rapporti e mette in cattiva luce chi ne diventa l’oggetto. Gesù, continuando la similitudine del seme che viene posto nel campo, parla della zizzania che vi può nascere e compromettere tutto il raccolto giacché inquina, vizia e altera la bontà del seme che deve essere conservato e posto nei granai. Essa cresce spontaneamente ma può anche essere seminata per creare disguido, disappunto, per portare scompiglio e disagio. E’ deleteria come la calunnia che altera la verità, mistifica le relazioni porta scompiglio.

Papa Francesco, ravvisando che anche in ambiente ecclesiale, talvolta, regnino e si fomentino molte chiacchiere che alterano, compromettendo, la verità; afferma alla curia romana in occasione degli auguri natalizi:”… Santità nella Curia significa anche obiezione di coscienza. Sì, obiezione di coscienza alle chiacchiere. Noi giustamente insistiamo molto sul valore dell’obiezione di coscienza, ma forse dobbiamo esercitarla anche per difenderci da una legge non scritta dei nostri ambienti che purtroppo è quella delle chiacchiere. Allora facciamo tutti obiezione di coscienza; e badate che non voglio fare solo un discorso morale! Perché le chiacchiere danneggiano la qualità delle persone, danneggiano la qualità del lavoro e dell’ambiente…”.

Chiacchiere e zizzania sono unite nel risultato negativo a cui espongono coloro che ne fanno uso. Delle volte appare quasi che il male cresca assieme al bene; è solo questione di tempo. Per non correre il rischio che sradicando il male si comprometta anche il bene, si lascia correre, ma poi, a tempo debito, il fuoco divorerà il male, la zizzania, e il bene, il grano, sarà riposto nei granai. 



Con la fiducia filiale
che lo Spirito di Cristo suscita nei nostri cuori,
innalziamo la comune preghiera a Dio Padre misericordioso.

R. Ascolta, o Padre, la nostra supplica.

Perché la Chiesa sia sempre più comunità di fede,
di preghiera e di carità fraterna, preghiamo. R.

Perché non manchino uomini e donne
pronti ad accogliere la chiamata di Dio, preghiamo. R.

Perché Dio faccia cadere le armi dalla mano dei violenti, preghiamo. R.

Perché la città degli uomini
diventi un luogo di convivenza pacifica e cordiale, preghiamo. R.

Perché lo Spirito del Signore porti salute agli infermi,
consolazione agli afflitti,
speranza e pace al mondo intero, preghiamo. R.

O Padre, fonte di ogni dono,
ti abbiamo manifestato con umile confidenza
le nostre intenzioni;
nella tua immensa bontà esaudisci la nostra preghiera.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

da Liturgia.Silvestrini.org



Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
284FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
632FollowerSegui
119IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x