22.5 C
Rome
sabato, 21 Settembre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno B XV domenica del Tempo Ordinario - Anno B - 12 luglio 2015

XV domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 12 luglio 2015

- Advertisement -

Missione: cercare e non essere cercati.

Am 7, 12-15; Ef 1, 3-14; Mc 6, 7-13

Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Da sempre, l’identità e l’essenza della Chiesa si palesano nella sua capacità di saper essere “comunità missionaria”. Tale specificità, poi, esprime con chiarezza la fedeltà all’insegnamento evangelico offerto dal Maestro.

Il riacquisto dell’indole missionaria, dunque, riaffermato costantemente anche dallo stesso papa Francesco, favorisce il consolidamento dell’autocoscienza ecclesiale, sostenendola nel cammino di santità e preservandola da forme di retorica e idealismo accentuato costantemente presenti in lei. Tale crescita, allora, esprime un sostanziale passo in avanti verso la simmetria d’identità con il Cristo, diventando persino terapeutica nei confronti di tutti quegli atteggiamenti diffusi, nonché emblematici, di una Chiesa stanca, poco creativa, giudicante e arroccata su stessa.

La missione della Chiesa, allora, deriva da quella del Cristo. Cristo è il primo missionario, inviato dal Padre per la salvezza del mondo. Se venisse meno tale paradigma, che senso avrebbe il sacerdozio? Il battesimo stesso? Il rischio concreto, oggi, è quello di settorializzare eccessivamente l’azione pastorale; esiste, infatti, la pastorale dei migranti, quella sanitaria, quella dei giovani, quella delle coppie, quella scolastica, quella missionaria ecc. Ma esiste una reale unità tra queste? L’impressione è che sia tutto “pastoralizzato”, ma che rimanga ben poco della concretezza del vangelo.

Proprio Marco – nel suo vangelo (Cap. 6) – parla dell’invio in missione dei Dodici. Attraverso una descrizione sintetica e puntuale dell’attività di Gesù: «Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando» (Mc 6, 6b), ci aiuta a comprendere come dalla missione stessa del Cristo sgorghi quella dei discepoli, in continuità con essa sia nella forma sia nei contenuti.

Gesù è colui il quale invia la sua comunità. È proprio a partire da ciò che si percepisce l’essenza di un mandato preciso e per nulla autonomo; la Chiesa non fonda su di sé la sua azione ed è per questo motivo che il tradimento di se stessa deriva dall’affievolimento della sua indole missionaria. Essa è missione, punto e basta! Non si danno né se e né ma: si è preti per essere missionari, si è battezzati per essere missionari, si deve cercare non essere cercati.

Gesù invia i discepoli «a due a due» (Mc 6,7). La prima testimonianza credibile è quella della carità reciproca all’interno della comunità. Purtroppo, è sempre più difficile far percepire il valore della comunione, la bellezza e la novità di vivere il vangelo; si assiste inermi a comunità parrocchiali incrostate da carrierismo atipico, da uomini e donne inaciditi/e e ripiegati/e su se stessi. L’invio «a due a due» esprime tutta la singolarità di una missione concepita come azione ecclesiale, valorizzata pur tuttavia dalle individualità e dalle tipicità proprie a ciascuno.

Essere missionari chiarisce definitivamente che non ci può essere spazio per ricchezza e comodità di sorta. Il grande valore aggiunto è dunque la povertà. La povertà, in ogni sua forma, è testimonianza credibile della priorità del Regno e della fede nella scala di valori e nell’agire della Chiesa. La povertà, infatti, è essenziale per la libertà dell’annuncio e per l’affermazione del primato di Dio, svincolando la Chiesa da compromissioni con il mondo e con i suoi potentati. Se questo non è accettato a priori, meglio non diventare sacerdoti, meglio rimanere a casa piuttosto che popolare conventi e seminari di zizzania.

I Dodici, come segno di questa continuità con il Signore, accompagnano il loro ministero con azioni dal sapore squisitamente gesuano: «scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano» (Mc 6, 13). Continuare la missione del Maestro garantisce la partecipazione al suo potere; solo chi ha come scopo primario la continuazione dell’opera di Gesù può esorcizzare ed essere puro da ombre. Ogni parola pronunciata e ogni azione compiuta, in fedeltà al vangelo e per amore di Cristo, riscatta l’uomo dalla sua possibile disumanizzazione, restituisce all’umanità il senso della dignità e annuncia la misericordia di Dio.

Giuseppe Gravante

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

XV domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 12 luglio 2015

  

- Advertisement -

Missione: cercare e non essere cercati.

Am 7, 12-15; Ef 1, 3-14; Mc 6, 7-13

Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Da sempre, l’identità e l’essenza della Chiesa si palesano nella sua capacità di saper essere “comunità missionaria”. Tale specificità, poi, esprime con chiarezza la fedeltà all’insegnamento evangelico offerto dal Maestro.

- Advertisement -

Il riacquisto dell’indole missionaria, dunque, riaffermato costantemente anche dallo stesso papa Francesco, favorisce il consolidamento dell’autocoscienza ecclesiale, sostenendola nel cammino di santità e preservandola da forme di retorica e idealismo accentuato costantemente presenti in lei. Tale crescita, allora, esprime un sostanziale passo in avanti verso la simmetria d’identità con il Cristo, diventando persino terapeutica nei confronti di tutti quegli atteggiamenti diffusi, nonché emblematici, di una Chiesa stanca, poco creativa, giudicante e arroccata su stessa.

La missione della Chiesa, allora, deriva da quella del Cristo. Cristo è il primo missionario, inviato dal Padre per la salvezza del mondo. Se venisse meno tale paradigma, che senso avrebbe il sacerdozio? Il battesimo stesso? Il rischio concreto, oggi, è quello di settorializzare eccessivamente l’azione pastorale; esiste, infatti, la pastorale dei migranti, quella sanitaria, quella dei giovani, quella delle coppie, quella scolastica, quella missionaria ecc. Ma esiste una reale unità tra queste? L’impressione è che sia tutto “pastoralizzato”, ma che rimanga ben poco della concretezza del vangelo.

Proprio Marco – nel suo vangelo (Cap. 6) – parla dell’invio in missione dei Dodici. Attraverso una descrizione sintetica e puntuale dell’attività di Gesù: «Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando» (Mc 6, 6b), ci aiuta a comprendere come dalla missione stessa del Cristo sgorghi quella dei discepoli, in continuità con essa sia nella forma sia nei contenuti.

Gesù è colui il quale invia la sua comunità. È proprio a partire da ciò che si percepisce l’essenza di un mandato preciso e per nulla autonomo; la Chiesa non fonda su di sé la sua azione ed è per questo motivo che il tradimento di se stessa deriva dall’affievolimento della sua indole missionaria. Essa è missione, punto e basta! Non si danno né se e né ma: si è preti per essere missionari, si è battezzati per essere missionari, si deve cercare non essere cercati.

Gesù invia i discepoli «a due a due» (Mc 6,7). La prima testimonianza credibile è quella della carità reciproca all’interno della comunità. Purtroppo, è sempre più difficile far percepire il valore della comunione, la bellezza e la novità di vivere il vangelo; si assiste inermi a comunità parrocchiali incrostate da carrierismo atipico, da uomini e donne inaciditi/e e ripiegati/e su se stessi. L’invio «a due a due» esprime tutta la singolarità di una missione concepita come azione ecclesiale, valorizzata pur tuttavia dalle individualità e dalle tipicità proprie a ciascuno.

Essere missionari chiarisce definitivamente che non ci può essere spazio per ricchezza e comodità di sorta. Il grande valore aggiunto è dunque la povertà. La povertà, in ogni sua forma, è testimonianza credibile della priorità del Regno e della fede nella scala di valori e nell’agire della Chiesa. La povertà, infatti, è essenziale per la libertà dell’annuncio e per l’affermazione del primato di Dio, svincolando la Chiesa da compromissioni con il mondo e con i suoi potentati. Se questo non è accettato a priori, meglio non diventare sacerdoti, meglio rimanere a casa piuttosto che popolare conventi e seminari di zizzania.

I Dodici, come segno di questa continuità con il Signore, accompagnano il loro ministero con azioni dal sapore squisitamente gesuano: «scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano» (Mc 6, 13). Continuare la missione del Maestro garantisce la partecipazione al suo potere; solo chi ha come scopo primario la continuazione dell’opera di Gesù può esorcizzare ed essere puro da ombre. Ogni parola pronunciata e ogni azione compiuta, in fedeltà al vangelo e per amore di Cristo, riscatta l’uomo dalla sua possibile disumanizzazione, restituisce all’umanità il senso della dignità e annuncia la misericordia di Dio.

Giuseppe Gravante

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
277FansMi piace
838FollowerSegui
13,000FollowerSegui
606FollowerSegui
56IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Rut, la moabita

Interrogare la sofferenza

Marconi: L’infanzia di Maria

Accompagnare gli adulti nella fede

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO