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Violenza di genere: in arrivo nuove misure?

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di: Andrea Lebra

Riconosciamo che la violenza sessuale e di genere si manifesta in molti modi diversi e spesso in contesti nascosti, tra cui l’abuso coniugale e il matrimonio infantile. Il suo impatto viene aggravato dallo stigma sociale, dalla discriminazione razziale, dalle divisioni socioeconomiche, dalla povertà, dall’abuso, dai conflitti armati e dalla mancanza di accesso a un’assistenza sanitaria di qualità nel campo della procreazione. I temi relativi al comportamento sessuale e alle relazioni all’interno della famiglia sono tabù in molte Chiese, e questo impedisce loro di essere un luogo sicuro e protettivo per le donne che sono vittime o sono minacciate dalla violenza sessuale e di genere. La Chiesa invece dovrebbe contribuire attivamente all’eliminazione di tali violenze e abusi (Dalla dichiarazione del Comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle Chiese sulla violenza sessuale e di genere, Uppsala (Svezia), 2-8 novembre 2018).

Nelle settimane scorse ha avuto ampia eco sugli organi di stampa l’approvazione in prima lettura, da parte della Camera dei Deputati, del disegno di legge del Governo n. C. 1455-A volto a inasprire la disciplina penale della violenza domestica e di genere[1].

Il provvedimento, approvato[2] il 3 aprile con numerose modifiche apportate al testo originario durante i lavori parlamentari a seguito dell’assorbimento di altre cinque proposte di legge[3], è ora all’esame del Senato dove ha preso il n. S 1200.

Il testo iniziale presentato dal Governo il 17 dicembre 2018 si componeva di cinque articoli. In relazione ad un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere, esso interveniva sul codice di procedura penale, al fine di velocizzare l’instaurazione del procedimento e conseguentemente accelerare l’adozione dei provvedimenti di protezione delle vittime.

Violenza nelle relazioni

Durante l’esame in Commissione giustizia della Camera vi è stato un confronto con tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione. La Commissione ha altresì svolto un ampio ciclo di audizioni, nel corso del quale sono stati ascoltati diversi magistrati impegnati nel settore, rappresentanti dell’avvocatura e del mondo della ricerca in materia di diritto processuale penale, oltre ad un gran numero di associazioni che si occupano di sostenere e di tutelare le vittime della violenza di genere.

Sono state presentate decine e decine di emendamenti, che sono stati presi in considerazione e analizzati uno per uno, per comprendere quali contributi migliorativi potessero essere accolti per apportare miglioramenti al testo.

Si tratta di un segnale significativo che il Parlamento manda al paese: sulla violenza di genere non ci possono essere divisioni politiche di sorta ed è necessario combatterle con tutti i mezzi a disposizione, unendo le forze. Il che induce a ritenere che anche al Senato il provvedimento sarà oggetto di esame in tempi presumibilmente brevi[4].

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Nelle settimane scorse ha avuto ampia eco sugli organi di stampa l’approvazione in prima lettura, da parte della Camera dei Deputati, del disegno di legge del Governo n. C. 1455-A volto a inasprire la disciplina penale della violenza domestica e di genere[1].

Il provvedimento, approvato[2] il 3 aprile con numerose modifiche apportate al testo originario durante i lavori parlamentari a seguito dell’assorbimento di altre cinque proposte di legge[3], è ora all’esame del Senato dove ha preso il n. S 1200.

Il testo iniziale presentato dal Governo il 17 dicembre 2018 si componeva di cinque articoli. In relazione ad un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere, esso interveniva sul codice di procedura penale, al fine di velocizzare l’instaurazione del procedimento e conseguentemente accelerare l’adozione dei provvedimenti di protezione delle vittime.

Violenza nelle relazioni

Durante l’esame in Commissione giustizia della Camera vi è stato un confronto con tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione. La Commissione ha altresì svolto un ampio ciclo di audizioni, nel corso del quale sono stati ascoltati diversi magistrati impegnati nel settore, rappresentanti dell’avvocatura e del mondo della ricerca in materia di diritto processuale penale, oltre ad un gran numero di associazioni che si occupano di sostenere e di tutelare le vittime della violenza di genere.

Sono state presentate decine e decine di emendamenti, che sono stati presi in considerazione e analizzati uno per uno, per comprendere quali contributi migliorativi potessero essere accolti per apportare miglioramenti al testo.

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Si tratta di un segnale significativo che il Parlamento manda al paese: sulla violenza di genere non ci possono essere divisioni politiche di sorta ed è necessario combatterle con tutti i mezzi a disposizione, unendo le forze. Il che induce a ritenere che anche al Senato il provvedimento sarà oggetto di esame in tempi presumibilmente brevi[4].

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