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Vicario di Roma, il Papa sceglie monsignor Angelo De Donatis

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Sostituisce il cardinale Agostino Vallini dimissionario per raggiunti limiti d’età. 63 anni, è stato ordinato vescovo dallo stesso Pontefice ed è apprezzato da gran parte del clero romano di cui è formatore e padre spirituale

SALVATORE CERNUZIO
CITTÀ DEL VATICANO

È il vescovo ausiliare monsignor Angelo De Donatis, 63 anni, di origini salentine, il nuovo vicario della diocesi di Roma, che succede al cardinale Agostino Vallini che il 17 aprile scorso ha compiuto 77 anni e superato i due anni di “prorogatio”. L’annuncio è stato dato questa mattina alle 12 dallo stesso Vallini nella sala del terzo piano del Palazzo del Vicariato ai vescovi, ai parroci prefetti e ai dipendenti del Palazzo Lateranense, quest’ultimi convocati via mail mezz’ora prima.  

 

 

Una figura carismatica “don Angelo” come continuano a chiamarlo i fedeli di San Marco Evangelista in Campidoglio, per anni la sua parrocchia nel centro di Roma, e i numerosi sacerdoti dell’Urbe della maggior parte dei quali è padre spirituale e formatore, i quali hanno proposto in massa il suo nome nelle circa 400 lettere dela consultazione indetta dal Papa.  

 

Francesco ha sempre mostrato grande stima nei suoi confronti chiamandolo a predicare gli Esercizi spirituali di Quaresima 2014 ad Ariccia e poi ordinandolo egli stesso vescovo con la sede titolare di Mottola a San Giovanni in Laterano il 9 novembre 2015, solennità della dedicazione della Basilica lateranense. Un gesto significativo che già aveva fatto presagire due anni fa la nomina di oggi. 

 

«Annunzia la Parola in ogni occasione opportuna e alle volte non opportuna», gli aveva raccomandato Papa Francesco nell’omelia, «ammonisci, rimprovera, ma sempre con dolcezza; esorta con ogni magnanimità e dottrina. Le tue parole siano semplici, che tutti capiscano, che non siano lunghe omelie. Mi permetto di dirti: ricordati di tuo papà, quando era tanto felice di avere trovato vicino al paese un`altra parrocchia dove si celebrava la Messa senza l`omelia! Le omelie, che siano proprio la trasmissione della grazia di Dio: semplici, che tutti capiscano e tutti abbiano la voglia di diventare migliori». 

 

Dal Vicariato si racconta che quando Vallini aveva annunciato l’ordinazione episcopale di De Donatis durante il Convegno diocesano di due anni fa fosse scattata una vera ovazione da parte dei tanti sacerdoti presenti. In un’altra occasione, dopo il tradizionale appuntamento del Pontefice con il clero romano a San Giovanni, Bergoglio aveva incontrato privatamente i seminaristi del Seminario Maggiore nella Sala Rossa del Vicariato per «scusarsi» di aver rimandato per due volte la sua visita e per ribadire il suo affetto filiale, indicando proprio De Donatis (Vallini, quella volta, era stato lasciato fuori) come suo «referente», punto di congiunzione tra il Vescovo di Roma e i futuri preti. 

 

A monsignor De Donatis il Papa ha affidato – con una novità assoluta – la cura del clero romano, presbiteri, seminaristi e diaconi, da amare – disse il giorno dell’ordinazione – «con tutto il cuore» di padre e di fratello. E insieme con loro anche i poveri, gli indifesi e a quanti hanno bisogno di aiuto. «Ascoltali volentieri e con pazienza», aveva detto il Papa : «Tante volte ci vuole tanta pazienza, ma per il Regno di Dio si fa così!». E proprio nell`impegno nei confronti del clero Francesco a braccio aveva avanzato una richiesta specifica al nuovo vescovo, alla vigilia del Giubileo della misericordia: «Ti chiedo, come fratello, di essere misericordioso. La Chiesa e il mondo hanno bisogno di tanta misericordia. Tu insegni ai presbiteri, ai seminaristi la strada della misericordia. Con parole, sì: ma soprattutto con il tuo atteggiamento. La misericordia del Padre che sempre riceve, sempre c`è posto nel suo cuore, mai caccia via nessuno. Aspetta. Aspetta. Questo ti auguro: tanta misericordia». 

 

Descritto da tutti come «uomo di preghiera e di profonda spiritualità», monsignor Angelo De Donatis, nonostante le origini pugliesi, è fortemente legato alla Diocesi capitolina: nel suo primo saluto aveva ringraziato infatti «la Chiesa di Roma alla quale devo tutto fin dal mio arrivo in città e che amo tantissimo» e i diversi sacerdoti a cui chiedeva «la preghiera perché non mi manchino mai assiduità e quotidianità». 

 

Nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, provincia di Lecce e diocesi di Nardò-Gallipoli, alunno prima del Seminario di Taranto e quindi del Pontificio Seminario Romano Maggiore, ha compiuto gli studi filosofici alla Pontificia Università Lateranense e quelli teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia Morale. È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 per la diocesi di Nardò-Gallipoli e dal 28 novembre 1983 è incardinato a Roma. Dopo essere stato nei primi anni ’80 collaboratore nella parrocchia di San Saturnino e insegnante di religione, dal 1983 al 1988, è stato vicario parrocchiale della medesima parrocchia, al quartiere Trieste; entra in Vicariato nel 1988 come addetto alla segreteria generale e collaboratore dell’arcivescovo Giovanni Marra, al contempo è vicario parrocchiale nella parrocchia Santissima Annunziata a Grottaperfetta. Dal 1989 al 1991, svolge l’incarico di archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio; dal 1990 al 1996, è direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma; dal 1990 al 2003, direttore spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore; dal 2003, parroco a San Marco Evangelista al Campidoglio e assistente per la diocesi di Roma dell’Associazione Nazionale Familiari del Clero. È membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e del Collegio dei Consultori. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere; è Cappellano di Sua Santità dal 10 aprile 1990.  

 

Alla designazione si è arrivati dopo che il Papa aveva chiesto, attraverso i parroci prefetti del Vicariato di Roma, di promuovere una consultazione nelle parrocchie per definire l’identikit del successore di Vallini. Al Pontefice sono arrivate, come accennato, circa 400 lettere con segnalazione di nomi (tra questi circolavano, oltre a De Donatis, anche quelli di Fisichella, Ruzza, Pompili, Lojudice) e indicazioni sulle necessità della diocesi. Le missive erano giunte quasi tutte nella Casa Santa Marta, residenza papale in Vaticano, e poche nell’ufficio della Cancelleria del Palazzo lateranense come richiedeva la procedura, che mai è stata resa pubblica o specificata sugli organi ufficiali del Vicariato per volontà dello stesso Vallini. Il che ha determinato la scarsa affluenza, soprattutto da parte dei laici, alle “primarie”. 

 

In ogni caso Francesco – che nella riunione in Vicariato con i prefetti aveva detto di essere in cerca di «un bravo prete» – ha letto tutto quello che gli è arrivato, quindi la Congregazione per i vescovi ha fatto il lavoro di spoglio della documentazione per preparare una terna di candidati come si fa per le nomine dei vescovi diocesani. Nonostante vi fossero altre candidature, la scelta del Papa è andata sul vescovo De Donatis. Con questa designazione Francesco mostra di puntare sulle risorse interne della sua diocesi di per ricostruire il rapporto con le parrocchie e con un clero non facile come quello romano, segnato peraltro da problemi pastorali, amministrativi ed economici dopo i nove anni del ministero di Vallini. 

 

La nomina di De Donatis avviene a pochi giorni da quella del presidente della Cei, l’arcivescovo Gualtiero Bassetti. In entrambi i casi, Papa Bergoglio ha puntato su due pastori «con addosso l’odore delle pecore». Lo stesso criterio che sicuramente adotterà per la scelta dell’arcivescovo di Milano, la cui nomina è imminente. 

 

(Ha collaborato Iacopo Scaramuzzi)  

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Vicario di Roma, il Papa sceglie monsignor Angelo De Donatis

  

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CITTÀ DEL VATICANO

È il vescovo ausiliare monsignor Angelo De Donatis, 63 anni, di origini salentine, il nuovo vicario della diocesi di Roma, che succede al cardinale Agostino Vallini che il 17 aprile scorso ha compiuto 77 anni e superato i due anni di “prorogatio”. L’annuncio è stato dato questa mattina alle 12 dallo stesso Vallini nella sala del terzo piano del Palazzo del Vicariato ai vescovi, ai parroci prefetti e ai dipendenti del Palazzo Lateranense, quest’ultimi convocati via mail mezz’ora prima.  

 

 

Una figura carismatica “don Angelo” come continuano a chiamarlo i fedeli di San Marco Evangelista in Campidoglio, per anni la sua parrocchia nel centro di Roma, e i numerosi sacerdoti dell’Urbe della maggior parte dei quali è padre spirituale e formatore, i quali hanno proposto in massa il suo nome nelle circa 400 lettere dela consultazione indetta dal Papa.  

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Francesco ha sempre mostrato grande stima nei suoi confronti chiamandolo a predicare gli Esercizi spirituali di Quaresima 2014 ad Ariccia e poi ordinandolo egli stesso vescovo con la sede titolare di Mottola a San Giovanni in Laterano il 9 novembre 2015, solennità della dedicazione della Basilica lateranense. Un gesto significativo che già aveva fatto presagire due anni fa la nomina di oggi. 

 

«Annunzia la Parola in ogni occasione opportuna e alle volte non opportuna», gli aveva raccomandato Papa Francesco nell’omelia, «ammonisci, rimprovera, ma sempre con dolcezza; esorta con ogni magnanimità e dottrina. Le tue parole siano semplici, che tutti capiscano, che non siano lunghe omelie. Mi permetto di dirti: ricordati di tuo papà, quando era tanto felice di avere trovato vicino al paese un`altra parrocchia dove si celebrava la Messa senza l`omelia! Le omelie, che siano proprio la trasmissione della grazia di Dio: semplici, che tutti capiscano e tutti abbiano la voglia di diventare migliori». 

 

Dal Vicariato si racconta che quando Vallini aveva annunciato l’ordinazione episcopale di De Donatis durante il Convegno diocesano di due anni fa fosse scattata una vera ovazione da parte dei tanti sacerdoti presenti. In un’altra occasione, dopo il tradizionale appuntamento del Pontefice con il clero romano a San Giovanni, Bergoglio aveva incontrato privatamente i seminaristi del Seminario Maggiore nella Sala Rossa del Vicariato per «scusarsi» di aver rimandato per due volte la sua visita e per ribadire il suo affetto filiale, indicando proprio De Donatis (Vallini, quella volta, era stato lasciato fuori) come suo «referente», punto di congiunzione tra il Vescovo di Roma e i futuri preti. 

 

A monsignor De Donatis il Papa ha affidato – con una novità assoluta – la cura del clero romano, presbiteri, seminaristi e diaconi, da amare – disse il giorno dell’ordinazione – «con tutto il cuore» di padre e di fratello. E insieme con loro anche i poveri, gli indifesi e a quanti hanno bisogno di aiuto. «Ascoltali volentieri e con pazienza», aveva detto il Papa : «Tante volte ci vuole tanta pazienza, ma per il Regno di Dio si fa così!». E proprio nell`impegno nei confronti del clero Francesco a braccio aveva avanzato una richiesta specifica al nuovo vescovo, alla vigilia del Giubileo della misericordia: «Ti chiedo, come fratello, di essere misericordioso. La Chiesa e il mondo hanno bisogno di tanta misericordia. Tu insegni ai presbiteri, ai seminaristi la strada della misericordia. Con parole, sì: ma soprattutto con il tuo atteggiamento. La misericordia del Padre che sempre riceve, sempre c`è posto nel suo cuore, mai caccia via nessuno. Aspetta. Aspetta. Questo ti auguro: tanta misericordia». 

 

Descritto da tutti come «uomo di preghiera e di profonda spiritualità», monsignor Angelo De Donatis, nonostante le origini pugliesi, è fortemente legato alla Diocesi capitolina: nel suo primo saluto aveva ringraziato infatti «la Chiesa di Roma alla quale devo tutto fin dal mio arrivo in città e che amo tantissimo» e i diversi sacerdoti a cui chiedeva «la preghiera perché non mi manchino mai assiduità e quotidianità». 

 

Nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, provincia di Lecce e diocesi di Nardò-Gallipoli, alunno prima del Seminario di Taranto e quindi del Pontificio Seminario Romano Maggiore, ha compiuto gli studi filosofici alla Pontificia Università Lateranense e quelli teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia Morale. È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 per la diocesi di Nardò-Gallipoli e dal 28 novembre 1983 è incardinato a Roma. Dopo essere stato nei primi anni ’80 collaboratore nella parrocchia di San Saturnino e insegnante di religione, dal 1983 al 1988, è stato vicario parrocchiale della medesima parrocchia, al quartiere Trieste; entra in Vicariato nel 1988 come addetto alla segreteria generale e collaboratore dell’arcivescovo Giovanni Marra, al contempo è vicario parrocchiale nella parrocchia Santissima Annunziata a Grottaperfetta. Dal 1989 al 1991, svolge l’incarico di archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio; dal 1990 al 1996, è direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma; dal 1990 al 2003, direttore spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore; dal 2003, parroco a San Marco Evangelista al Campidoglio e assistente per la diocesi di Roma dell’Associazione Nazionale Familiari del Clero. È membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e del Collegio dei Consultori. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere; è Cappellano di Sua Santità dal 10 aprile 1990.  

 

Alla designazione si è arrivati dopo che il Papa aveva chiesto, attraverso i parroci prefetti del Vicariato di Roma, di promuovere una consultazione nelle parrocchie per definire l’identikit del successore di Vallini. Al Pontefice sono arrivate, come accennato, circa 400 lettere con segnalazione di nomi (tra questi circolavano, oltre a De Donatis, anche quelli di Fisichella, Ruzza, Pompili, Lojudice) e indicazioni sulle necessità della diocesi. Le missive erano giunte quasi tutte nella Casa Santa Marta, residenza papale in Vaticano, e poche nell’ufficio della Cancelleria del Palazzo lateranense come richiedeva la procedura, che mai è stata resa pubblica o specificata sugli organi ufficiali del Vicariato per volontà dello stesso Vallini. Il che ha determinato la scarsa affluenza, soprattutto da parte dei laici, alle “primarie”. 

 

In ogni caso Francesco – che nella riunione in Vicariato con i prefetti aveva detto di essere in cerca di «un bravo prete» – ha letto tutto quello che gli è arrivato, quindi la Congregazione per i vescovi ha fatto il lavoro di spoglio della documentazione per preparare una terna di candidati come si fa per le nomine dei vescovi diocesani. Nonostante vi fossero altre candidature, la scelta del Papa è andata sul vescovo De Donatis. Con questa designazione Francesco mostra di puntare sulle risorse interne della sua diocesi di per ricostruire il rapporto con le parrocchie e con un clero non facile come quello romano, segnato peraltro da problemi pastorali, amministrativi ed economici dopo i nove anni del ministero di Vallini. 

 

La nomina di De Donatis avviene a pochi giorni da quella del presidente della Cei, l’arcivescovo Gualtiero Bassetti. In entrambi i casi, Papa Bergoglio ha puntato su due pastori «con addosso l’odore delle pecore». Lo stesso criterio che sicuramente adotterà per la scelta dell’arcivescovo di Milano, la cui nomina è imminente. 

 

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