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Il vescovo Forte ai giovani: “Sognate!”

Il Vescovo ai Giovani.

- Advertisement -
di: Giampietro Brunet

In questa vigilia del sinodo dei vescovi d’autunno dedicato ai giovani, il vescovo di Chieti, Bruno Forte, ha scritto loro un’interessante lettera con l’invito a sognare.

«Vi scrivo – esordisce – perché siete al centro dell’attenzione del mio cuore, specialmente in questo tempo in cui, su invito di papa Francesco, tutta la Chiesa riflette su di voi, con voi e per voi, preparandosi al prossimo Sinodo dei vescovi a voi dedicato. Non vi scrivo per dirvi che cosa dovete fare, ma per invitarvi a sognare, certo che – se saprete sognare a occhi aperti – la vostra vita potrà diventare un po’ alla volta quello che di più bello sognate».

E con riferimenti personali aggiunge: «È quello che è successo anche a me da quando ho incontrato Gesù e ho scoperto la mia vocazione: è anche per questo che ve ne parlo! Il sogno che intendo non è fuga dalla realtà o presunzione di realizzare l’impossibile: è, invece, la sfida a volare alto, a vedere l’invisibile e ad amare con l’amore che viene da Dio, quell’amore che ci invita a fare della nostra vita la realizzazione del suo progetto per ognuno di noi, spendendola con gioia al servizio suo e degli altri».

Speranza e servizio

Nella lettera riporta quindi una sorta di beatitudine inventata da dom Helder Camara: «Beati quelli che sognano: porteranno speranza a molti cuori e correranno il dolce rischio di vedere il loro sogno realizzato». E poi quella di un altro grande pastore dell’epoca stupenda del concilio Vaticano II, il cardinale belga Leo J. Suenens: «Beati quelli che sognano e sono pronti a pagare il prezzo più alto perché il loro sogno prenda corpo nella vita degli uomini».

«Sono due le espressioni del sogno di Dio – aggiunge – che vorrei condividere con voi: la speranza e il servizio, che nasce dalla carità. Sono certo che la vostra presenza attiva e responsabile nella comunità cristiana, come nella società civile, potrà arricchire tutti e spingerà ciascuno a sognare insieme con gli altri e a realizzare così il sogno che ci è stato mostrato in Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, nel quale l’amore eterno ha preso carne fra noi. Vi chiedo perciò: siete disposti a interrogarvi sul senso della vostra vita in ascolto di Gesù e dialogando con Lui, per imparare a sognare a occhi aperti ed essere protagonisti di un domani migliore per tutti? Quale bellezza il vostro cuore cerca, quella del consumismo, che sembra saziare ma poi lascia vuoti, o quella di un amore così grande, che possa occupare tutti gli spazi dell’anima e porti a fare scelte generose ed esigenti, come è solo l’amore di Dio?».

«Anche oggi – prosegue l’arcivescovo di Chieti-Vasto – il Signore Gesù chiama a seguirlo nella via della fede e dell’amore tanti giovani come voi… Il Dio in cui crediamo è l’amico dei giovani, non il loro concorrente, è il loro vero garante e salvatore. Nel suo progetto su ciascuno di voi al primo posto c’è la chiamata alla solidarietà, alla responsabilità verso gli altri e verso il creato, all’amore che non deluderà mai. La sfida con cui vi invito a misurarvi, allora, è quella a volervi pienamente umani, non nella solitudine di un egoismo sazio e prigioniero di sé, ma nella comunione di un patto di solidarietà e di alleanza con gli altri e con Dio, il cui amore tutto avvolge ed è misura piena e definitiva di ogni scelta vera, giusta e bella. Se accetterete questa sfida potrete contribuire a rendere il mondo migliore per tutti» (cf. anche Gaudium et spes 31).

Una preghiera dei giovani

«Vorrei incoraggiare tutti voi – prosegue mons. Forte – a trovare queste ragioni che danno senso alla vita e a organizzare insieme la speranza per tirare nel nostro presente qualcosa del futuro promesso da Dio, radioso della sua bellezza. Provate a parlare di ciò che vorreste essere e fare con chi vi ama: i vostri cari, gli insegnanti, i sacerdoti e i catechisti, che vi hanno fatto conoscere Gesù, i testimoni più credibili di Lui, che avete incontrato». E ne possiamo parlare insieme, precisa, anche via e-mail.

«Soprattutto, chiedete con fiducia al Signore di illuminarvi e di riscaldare il vostro cuore con il suo amore. Se volete, fatelo con questa preghiera che ho scritto per voi»:

«Signore, aiutami a comprendere che il vero, grande viaggio della mia vita è quello verso la profondità di me stesso, dove Tu, che mi hai creato, mi attendi per dirmi parole d’amore e aiutarmi a comprendere

e realizzare il progetto che da sempre hai pensato per me.

Fa’ che io non fugga davanti al fuoco del tuo amore, accetti anzi di arrendermi al tuo abbraccio per andare non dove forse avrei voluto, ma dove è bene per me e per coloro cui mi mandi e che mi affidi.

Fa’ che io sappia dirti con umiltà e coraggio: Eccomi! – come un giorno disse, rispondendo all’Angelo dell’annuncio, la giovane donna Maria. Sia lei, come tenera madre, ad accompagnare questa consegna di tutto me stesso a Te, per lasciarmi condurre con docile fiducia ai pascoli della vita che hai preparato per me.

E fa’ che riconosca nella tua Chiesa, comunità di fratelli e sorelle uniti nel tuo amore,il grembo vitale dove il mio sì diventerà possibile e la mia gioia piena, nel tempo e per l’eternità.

Allora, riconoscerò rivolta a me la tua parola di promessa e di missione, e il tuo sogno si compirà nella mia vita per i sentieri dove Tu mi condurrai e in coloro cui mi invierai, dandoci la felicità per la quale ci hai chiamato ad esistere e che il tuo Figlio non cessa di annunciarci e offrirci nella forza del tuo Spirito d’amore. Amen. Alleluia!».

Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Il vescovo Forte ai giovani: “Sognate!”

Il Vescovo ai Giovani.

  

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di: Giampietro Brunet

In questa vigilia del sinodo dei vescovi d’autunno dedicato ai giovani, il vescovo di Chieti, Bruno Forte, ha scritto loro un’interessante lettera con l’invito a sognare.

«Vi scrivo – esordisce – perché siete al centro dell’attenzione del mio cuore, specialmente in questo tempo in cui, su invito di papa Francesco, tutta la Chiesa riflette su di voi, con voi e per voi, preparandosi al prossimo Sinodo dei vescovi a voi dedicato. Non vi scrivo per dirvi che cosa dovete fare, ma per invitarvi a sognare, certo che – se saprete sognare a occhi aperti – la vostra vita potrà diventare un po’ alla volta quello che di più bello sognate».

E con riferimenti personali aggiunge: «È quello che è successo anche a me da quando ho incontrato Gesù e ho scoperto la mia vocazione: è anche per questo che ve ne parlo! Il sogno che intendo non è fuga dalla realtà o presunzione di realizzare l’impossibile: è, invece, la sfida a volare alto, a vedere l’invisibile e ad amare con l’amore che viene da Dio, quell’amore che ci invita a fare della nostra vita la realizzazione del suo progetto per ognuno di noi, spendendola con gioia al servizio suo e degli altri».

Speranza e servizio

Nella lettera riporta quindi una sorta di beatitudine inventata da dom Helder Camara: «Beati quelli che sognano: porteranno speranza a molti cuori e correranno il dolce rischio di vedere il loro sogno realizzato». E poi quella di un altro grande pastore dell’epoca stupenda del concilio Vaticano II, il cardinale belga Leo J. Suenens: «Beati quelli che sognano e sono pronti a pagare il prezzo più alto perché il loro sogno prenda corpo nella vita degli uomini».

«Sono due le espressioni del sogno di Dio – aggiunge – che vorrei condividere con voi: la speranza e il servizio, che nasce dalla carità. Sono certo che la vostra presenza attiva e responsabile nella comunità cristiana, come nella società civile, potrà arricchire tutti e spingerà ciascuno a sognare insieme con gli altri e a realizzare così il sogno che ci è stato mostrato in Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, nel quale l’amore eterno ha preso carne fra noi. Vi chiedo perciò: siete disposti a interrogarvi sul senso della vostra vita in ascolto di Gesù e dialogando con Lui, per imparare a sognare a occhi aperti ed essere protagonisti di un domani migliore per tutti? Quale bellezza il vostro cuore cerca, quella del consumismo, che sembra saziare ma poi lascia vuoti, o quella di un amore così grande, che possa occupare tutti gli spazi dell’anima e porti a fare scelte generose ed esigenti, come è solo l’amore di Dio?».

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«Anche oggi – prosegue l’arcivescovo di Chieti-Vasto – il Signore Gesù chiama a seguirlo nella via della fede e dell’amore tanti giovani come voi… Il Dio in cui crediamo è l’amico dei giovani, non il loro concorrente, è il loro vero garante e salvatore. Nel suo progetto su ciascuno di voi al primo posto c’è la chiamata alla solidarietà, alla responsabilità verso gli altri e verso il creato, all’amore che non deluderà mai. La sfida con cui vi invito a misurarvi, allora, è quella a volervi pienamente umani, non nella solitudine di un egoismo sazio e prigioniero di sé, ma nella comunione di un patto di solidarietà e di alleanza con gli altri e con Dio, il cui amore tutto avvolge ed è misura piena e definitiva di ogni scelta vera, giusta e bella. Se accetterete questa sfida potrete contribuire a rendere il mondo migliore per tutti» (cf. anche Gaudium et spes 31).

Una preghiera dei giovani

«Vorrei incoraggiare tutti voi – prosegue mons. Forte – a trovare queste ragioni che danno senso alla vita e a organizzare insieme la speranza per tirare nel nostro presente qualcosa del futuro promesso da Dio, radioso della sua bellezza. Provate a parlare di ciò che vorreste essere e fare con chi vi ama: i vostri cari, gli insegnanti, i sacerdoti e i catechisti, che vi hanno fatto conoscere Gesù, i testimoni più credibili di Lui, che avete incontrato». E ne possiamo parlare insieme, precisa, anche via e-mail.

«Soprattutto, chiedete con fiducia al Signore di illuminarvi e di riscaldare il vostro cuore con il suo amore. Se volete, fatelo con questa preghiera che ho scritto per voi»:

«Signore, aiutami a comprendere che il vero, grande viaggio della mia vita è quello verso la profondità di me stesso, dove Tu, che mi hai creato, mi attendi per dirmi parole d’amore e aiutarmi a comprendere

e realizzare il progetto che da sempre hai pensato per me.

Fa’ che io non fugga davanti al fuoco del tuo amore, accetti anzi di arrendermi al tuo abbraccio per andare non dove forse avrei voluto, ma dove è bene per me e per coloro cui mi mandi e che mi affidi.

Fa’ che io sappia dirti con umiltà e coraggio: Eccomi! – come un giorno disse, rispondendo all’Angelo dell’annuncio, la giovane donna Maria. Sia lei, come tenera madre, ad accompagnare questa consegna di tutto me stesso a Te, per lasciarmi condurre con docile fiducia ai pascoli della vita che hai preparato per me.

E fa’ che riconosca nella tua Chiesa, comunità di fratelli e sorelle uniti nel tuo amore,il grembo vitale dove il mio sì diventerà possibile e la mia gioia piena, nel tempo e per l’eternità.

Allora, riconoscerò rivolta a me la tua parola di promessa e di missione, e il tuo sogno si compirà nella mia vita per i sentieri dove Tu mi condurrai e in coloro cui mi invierai, dandoci la felicità per la quale ci hai chiamato ad esistere e che il tuo Figlio non cessa di annunciarci e offrirci nella forza del tuo Spirito d’amore. Amen. Alleluia!».

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