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Valiamo più per quello che soffriamo che per quello che facciamo

La salute acquista senso nella malattia.

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Anche se a volte non ci credo, se soffro la mia vita vale più la pena

La vita mi confronta con la sua fine. La salute acquista senso nella malattia. Mi costa tanto capire il senso di molti dei miei passi verso il cielo…

Leggevo giorni fa: “Valiamo più per quello che soffriamo che per quello che facciamo”.

È chiaro. A volte penso che se faccio una determinata cosa cambierò ciò che mi circonda, il mio mondo, il cuore delle persone.

Mi aggrappo in modo ossessivo al sogno di far bene tutte le cose, ma non ci riesco perché sono debole.

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Penso di valere di più se faccio di più, o almeno qualcuno ha instillato in me questa idea come un pensiero troppo forte e ossessivo.

E allora giudico dentro di me chi non fa nulla, chi non agisce, chi non si mette a servire gli altri anziché i suoi interessi, chi non prende l’iniziativa per aiutare gli altri, chi non vive solo per gli altri.

E oggi sento di valere di più quanto più soffro. Ma è proprio questo che cerco di evitare ad ogni costo.

Non voglio soffrire, non voglio provare dolore, non voglio che le cose che faccio mi costino.

Sono ossessionato dal condurre una vita facile, comoda, protetta, sicura, come se fosse ciò che è davvero prezioso e importante in questa vita.

Dove ho posto il mio cuore? Dove ho gettato davvero le radici? La mia bocca parla di ciò che c’è nel mio cuore. Mi è ben chiaro.

Pensare che la sofferenza è quello che mi dà valore mi colpisce. Ci sono persone che soffrono continuamente. Nella loro vita affrontano difficoltà e crisi.

Sperimentano abbandono e solitudine, il vuoto e la mancanza di senso. Soffrono malattie difficili. Sembra che non ci sia speranza nel loro cuore.

Quelli che fanno molto valgono di più? Sì, nel cuore di Dio.

E mi sento parte di quel gruppo di coloro che fanno molte cose e valgono poco. Di quelle persone che hanno riposto il loro cuore nel luogo sbagliato.

Di quelle che non soffrono tanto e valorizzano di più le azioni, i gesti. E poi si trovano vuote. Soffrire molto e finire per morire nel cammino comune di tante persone.

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Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
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La vita mi confronta con la sua fine. La salute acquista senso nella malattia. Mi costa tanto capire il senso di molti dei miei passi verso il cielo…

Leggevo giorni fa: “Valiamo più per quello che soffriamo che per quello che facciamo”.

È chiaro. A volte penso che se faccio una determinata cosa cambierò ciò che mi circonda, il mio mondo, il cuore delle persone.

Mi aggrappo in modo ossessivo al sogno di far bene tutte le cose, ma non ci riesco perché sono debole.

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Penso di valere di più se faccio di più, o almeno qualcuno ha instillato in me questa idea come un pensiero troppo forte e ossessivo.

E allora giudico dentro di me chi non fa nulla, chi non agisce, chi non si mette a servire gli altri anziché i suoi interessi, chi non prende l’iniziativa per aiutare gli altri, chi non vive solo per gli altri.

E oggi sento di valere di più quanto più soffro. Ma è proprio questo che cerco di evitare ad ogni costo.

Non voglio soffrire, non voglio provare dolore, non voglio che le cose che faccio mi costino.

Sono ossessionato dal condurre una vita facile, comoda, protetta, sicura, come se fosse ciò che è davvero prezioso e importante in questa vita.

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Dove ho posto il mio cuore? Dove ho gettato davvero le radici? La mia bocca parla di ciò che c’è nel mio cuore. Mi è ben chiaro.

Pensare che la sofferenza è quello che mi dà valore mi colpisce. Ci sono persone che soffrono continuamente. Nella loro vita affrontano difficoltà e crisi.

Sperimentano abbandono e solitudine, il vuoto e la mancanza di senso. Soffrono malattie difficili. Sembra che non ci sia speranza nel loro cuore.

Quelli che fanno molto valgono di più? Sì, nel cuore di Dio.

E mi sento parte di quel gruppo di coloro che fanno molte cose e valgono poco. Di quelle persone che hanno riposto il loro cuore nel luogo sbagliato.

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