12.4 C
Rome
sabato, 19 Ottobre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Papa Urbi et Orbi. Papa: anche se diversi, viviamo come fratelli in umanità

Urbi et Orbi. Papa: anche se diversi, viviamo come fratelli in umanità

Dio è un Padre buono e noi tutti fratelli

- Advertisement -
E’ un augurio di fraternità per il mondo quello che il Papa ha rivolto stamani nel tradizionale Messaggio natalizio al termine del quale ha impartito la Benedizione Apostolica “Urbi et Orbi”. Francesco ha ricordato diversi Paesi del mondo, bisognosi di pace e riconciliazione, e ha rivolto un pensiero particolare ai cristiani che festeggiano il Natale in contesti ostili, auspicando che tutte le minoranze possano veder riconosciuta la libertà religiosa
 

Debora Donnini – Città del Vaticano

Questo Natale “ci faccia riscoprire i legami di fraternità che ci uniscono come esseri umani e legano i popoli”, nonostante le differenze di religione, culture e idee. È l’augurio che Papa Francesco rivolge dalla Loggia Centrale della Basilica di San Pietro ai fedeli presenti nella Piazza scaldata, stamani, da un bel sole, e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione.  Nelle sue parole ha ricordato la Terra Santa, la Siria, lo Yemen, l’Africa, l’Ucraina, la Penisola coreana, il Venezuela e il Nicaragua, auspicando pace e riconciliazione, così come i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche e soffrono per fame e mancanza di educazione e sanità. E ancora, i contesti dove i cristiani sono minoranza vulnerabile, e tutti i bambini della terra e gli scartati. 

Dio è un Padre buono e noi tutti fratelli

È, dunque, la fraternità il filo conduttore del Messaggio Urbi et Orbi nella Solennità di questo Natale 2018: una fraternità senza la quale – ricorda Francesco – gli sforzi per un mondo più giusto hanno il “fiato corto”. “Dio è un Padre buono e noi siamo tutti fratelli” è, infatti, il messaggio del Natale:

Per questo il mio augurio di buon Natale è un augurio di fraternità. Augurio di fraternità. Fraternità tra persone di ogni nazione e cultura. Fraternità tra le persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro. Fraternità tra persone di diverse religioni. Gesù è venuto a rivelare il volto di Dio a tutti coloro che lo cercano.

Un volto che non è apparso in un angelo ma in un volto umano concreto:

E così, con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l’amore, l’accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture…, ma tutti fratelli in umanità!

Come un mosaico è migliore se si hanno a disposizione tessere di molti colori, così “le nostre differenze non sono un danno o un pericolo”, ma una ricchezza, prosegue il Pontefice. Ed è l’esperienza stessa della famiglia ad insegnarlo: come i genitori aiutano fratelli e sorelle a volersi bene – non sempre vanno d’accordo anche se sono legati da un legame indissolubile – così Dio, “genitore” per la famiglia umana, è il fondamento della “nostra fraternità”.

Pace e riconciliazione

Come ogni anno, le parole del Papa passano in rassegna i diversi Paesi del mondo. Prima di tutto Francesco auspica che israeliani e palestinesi possano riprendere il dialogo e intraprendere un cammino di pace, che ponga fine ad un conflitto che lacera, da più di 70 anni, la Terra scelta dal Signore.

Per l’amata e martoriata Siria, chiede che ritrovi la fraternità dopo questi lunghi anni di guerra. Il suo desiderio è che la comunità internazionale si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni, in modo che il popolo siriano – specie chi ha dovuto lasciare le proprie terre – possa “tornare a vivere in pace nella propria patria”. E ancora lo Yemen, perché la tregua possa finalmente portare sollievo ai bambini e alle popolazioni, stremate dalla guerra e dalla carestia.

Nel pensiero del Papa non manca spazio per l’Africa, con i milioni di persone sfollate, che hanno bisogno di assistenza umanitaria e alimentare. “Il Divino Bambino, Re della pace – è il suo auspicio – faccia tacere le armi e sorgere un’alba nuova di fraternità in tutto il Continente”, benedicendo gli sforzi di chi favorisce la riconciliazione.

Quindi, il Papa spera che il Natale consenta di proseguire “il cammino di avvicinamento” intrapreso nella Penisola coreana per giungere a soluzioni condivise. Sollievo è quanto chiede, poi, per l’amata Ucraina, “ansiosa di riconquistare una pace duratura che tarda a venire”. Solo con la pace “rispettosa dei diritti di ogni nazione”, il Paese può riprendersi dalle sofferenze subite, sottolinea il Pontefice esprimendo la sua vicinanza alle comunità cristiane di quella Regione e la preghiera che si possano tessere rapporti di fraternità.

Per il Venezuela, Francesco auspica che si possa ritrovare la concordia fra le componenti sociali, per lavorare fraternamente per lo sviluppo del Paese e per assistere le fasce più deboli. E per il Nicaragua, che non prevalgano le divisioni e che tutti si adoperino per la riconciliazione.

Libertà religiosa per minoranze

Francesco ricorda anche “i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche, culturali ed economiche vedendo lacerata la loro libertà e la loro identità” e che soffrono per la fame e per la mancanza di educazione e sanità.

Un pensiero particolare va ai nostri fratelli e sorelle che festeggiano la Natività del Signore in contesti difficili, per non dire ostili, specialmente là dove la comunità cristiana è una minoranza, talvolta vulnerabile o non considerata. Il Signore doni a loro e a tutte le minoranze di vivere in pace e di veder riconosciuti i propri diritti, soprattutto la libertà religiosa.

I bambini e ogni persona scartata

Infine, nel cuore del Papa, tutti i bambini:

Il Bambino piccolo e infreddolito che contempliamo oggi nella mangiatoia protegga tutti i bambini della terra ed ogni persona fragile, indifesa e scartata. Che tutti possiamo ricevere pace e conforto dalla nascita del Salvatore e, sentendoci amati dall’unico Padre celeste, ritrovarci e vivere come fratelli!

L’amore di Dio favorisca collaborazione per il bene comune

Ad affiancare il Papa per l’Urbi et Orbi il cardinale protodiacono Renato Raffaele Martino e il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la Famiglia e la Vita. Al termine, il Papa saluta nuovamente i fedeli venuti dall’Italia e da diversi Paesi, come pure quanti sono collegati attraverso la radio, la televisione e gli altri mezzi di comunicazione, ringraziandoli per la loro presenza nel giorno in cui si contempla l’amore di Dio, apparso nel mondo con la nascita di Gesù. “Questo amore – conclude – favorisca lo spirito di collaborazione per il bene comune, ravvivi la volontà di essere solidali, doni a tutti la speranza che viene da Dio. Buon e Santo Natale!”

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Urbi et Orbi. Papa: anche se diversi, viviamo come fratelli in umanità

Dio è un Padre buono e noi tutti fratelli

  

- Advertisement -
E’ un augurio di fraternità per il mondo quello che il Papa ha rivolto stamani nel tradizionale Messaggio natalizio al termine del quale ha impartito la Benedizione Apostolica “Urbi et Orbi”. Francesco ha ricordato diversi Paesi del mondo, bisognosi di pace e riconciliazione, e ha rivolto un pensiero particolare ai cristiani che festeggiano il Natale in contesti ostili, auspicando che tutte le minoranze possano veder riconosciuta la libertà religiosa
 

Debora Donnini – Città del Vaticano

Questo Natale “ci faccia riscoprire i legami di fraternità che ci uniscono come esseri umani e legano i popoli”, nonostante le differenze di religione, culture e idee. È l’augurio che Papa Francesco rivolge dalla Loggia Centrale della Basilica di San Pietro ai fedeli presenti nella Piazza scaldata, stamani, da un bel sole, e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione.  Nelle sue parole ha ricordato la Terra Santa, la Siria, lo Yemen, l’Africa, l’Ucraina, la Penisola coreana, il Venezuela e il Nicaragua, auspicando pace e riconciliazione, così come i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche e soffrono per fame e mancanza di educazione e sanità. E ancora, i contesti dove i cristiani sono minoranza vulnerabile, e tutti i bambini della terra e gli scartati. 

Dio è un Padre buono e noi tutti fratelli

È, dunque, la fraternità il filo conduttore del Messaggio Urbi et Orbi nella Solennità di questo Natale 2018: una fraternità senza la quale – ricorda Francesco – gli sforzi per un mondo più giusto hanno il “fiato corto”. “Dio è un Padre buono e noi siamo tutti fratelli” è, infatti, il messaggio del Natale:

Per questo il mio augurio di buon Natale è un augurio di fraternità. Augurio di fraternità. Fraternità tra persone di ogni nazione e cultura. Fraternità tra le persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro. Fraternità tra persone di diverse religioni. Gesù è venuto a rivelare il volto di Dio a tutti coloro che lo cercano.

Un volto che non è apparso in un angelo ma in un volto umano concreto:

- Advertisement -

E così, con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l’amore, l’accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture…, ma tutti fratelli in umanità!

Come un mosaico è migliore se si hanno a disposizione tessere di molti colori, così “le nostre differenze non sono un danno o un pericolo”, ma una ricchezza, prosegue il Pontefice. Ed è l’esperienza stessa della famiglia ad insegnarlo: come i genitori aiutano fratelli e sorelle a volersi bene – non sempre vanno d’accordo anche se sono legati da un legame indissolubile – così Dio, “genitore” per la famiglia umana, è il fondamento della “nostra fraternità”.

Pace e riconciliazione

Come ogni anno, le parole del Papa passano in rassegna i diversi Paesi del mondo. Prima di tutto Francesco auspica che israeliani e palestinesi possano riprendere il dialogo e intraprendere un cammino di pace, che ponga fine ad un conflitto che lacera, da più di 70 anni, la Terra scelta dal Signore.

Per l’amata e martoriata Siria, chiede che ritrovi la fraternità dopo questi lunghi anni di guerra. Il suo desiderio è che la comunità internazionale si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni, in modo che il popolo siriano – specie chi ha dovuto lasciare le proprie terre – possa “tornare a vivere in pace nella propria patria”. E ancora lo Yemen, perché la tregua possa finalmente portare sollievo ai bambini e alle popolazioni, stremate dalla guerra e dalla carestia.

Nel pensiero del Papa non manca spazio per l’Africa, con i milioni di persone sfollate, che hanno bisogno di assistenza umanitaria e alimentare. “Il Divino Bambino, Re della pace – è il suo auspicio – faccia tacere le armi e sorgere un’alba nuova di fraternità in tutto il Continente”, benedicendo gli sforzi di chi favorisce la riconciliazione.

Quindi, il Papa spera che il Natale consenta di proseguire “il cammino di avvicinamento” intrapreso nella Penisola coreana per giungere a soluzioni condivise. Sollievo è quanto chiede, poi, per l’amata Ucraina, “ansiosa di riconquistare una pace duratura che tarda a venire”. Solo con la pace “rispettosa dei diritti di ogni nazione”, il Paese può riprendersi dalle sofferenze subite, sottolinea il Pontefice esprimendo la sua vicinanza alle comunità cristiane di quella Regione e la preghiera che si possano tessere rapporti di fraternità.

Per il Venezuela, Francesco auspica che si possa ritrovare la concordia fra le componenti sociali, per lavorare fraternamente per lo sviluppo del Paese e per assistere le fasce più deboli. E per il Nicaragua, che non prevalgano le divisioni e che tutti si adoperino per la riconciliazione.

Libertà religiosa per minoranze

Francesco ricorda anche “i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche, culturali ed economiche vedendo lacerata la loro libertà e la loro identità” e che soffrono per la fame e per la mancanza di educazione e sanità.

Un pensiero particolare va ai nostri fratelli e sorelle che festeggiano la Natività del Signore in contesti difficili, per non dire ostili, specialmente là dove la comunità cristiana è una minoranza, talvolta vulnerabile o non considerata. Il Signore doni a loro e a tutte le minoranze di vivere in pace e di veder riconosciuti i propri diritti, soprattutto la libertà religiosa.

I bambini e ogni persona scartata

Infine, nel cuore del Papa, tutti i bambini:

Il Bambino piccolo e infreddolito che contempliamo oggi nella mangiatoia protegga tutti i bambini della terra ed ogni persona fragile, indifesa e scartata. Che tutti possiamo ricevere pace e conforto dalla nascita del Salvatore e, sentendoci amati dall’unico Padre celeste, ritrovarci e vivere come fratelli!

L’amore di Dio favorisca collaborazione per il bene comune

Ad affiancare il Papa per l’Urbi et Orbi il cardinale protodiacono Renato Raffaele Martino e il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la Famiglia e la Vita. Al termine, il Papa saluta nuovamente i fedeli venuti dall’Italia e da diversi Paesi, come pure quanti sono collegati attraverso la radio, la televisione e gli altri mezzi di comunicazione, ringraziandoli per la loro presenza nel giorno in cui si contempla l’amore di Dio, apparso nel mondo con la nascita di Gesù. “Questo amore – conclude – favorisca lo spirito di collaborazione per il bene comune, ravvivi la volontà di essere solidali, doni a tutti la speranza che viene da Dio. Buon e Santo Natale!”

- Advertisement -
Originale: Vatican News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
277FansMi piace
856FollowerSegui
13,000FollowerSegui
603FollowerSegui
57IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Libri – Diacone: un dossier di studio

Il mondo mistico dell’ebraismo

Ezechiele quadriforme

La simbolica del grido nel Vangelo di Marco

Rileggere il Decalogo

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO