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“Un piatto a tavola per le famiglie in difficoltà”

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La testimonianza di don Maurizio Patriciello parroco di San Paolo Apostolo: «unico presidio contro il degrado» a Parco Verde di Caivano dove si attende la sentenza per la morte della bimba precipitata da un palazzo

GIACOMO GALEAZZI
INVIATO A NAPOLI

In pochi altri posti in Italia la Chiesa è “un ospedale da campo” quanto a Caivano, il comune della Terra dei Fuochi, 40mila abitanti alle porte di Napoli. Tra rifiuti tossici sotterrati illegalmente dalla camorra, microcriminalità dilagante e degrado urbano, un’indagine dell’autorità garante dell’infanzia ha localizzato una tragica confluenza di primati negativi: mortalità per tumori, baby gang, gioco d’azzardo minorile, obesità infantile, evasione scolastica.  

 

 

Don Maurizio Patriciello è il parroco del Parco Verde, 6mila persone a dividersi palazzoni senza spazi comuni, servizi sociali, presidii delle Forze dell’ordine. E qui il 3°% della popolazione ha precedenti con la giustizia. Davanti alla chiesa di San Paolo Apostolo, il parroco indica un gruppo di ragazzini. «I bambini del Parco Verde sentono la parrocchia come la loro casa, lo spazio in cui giocare senza la paura che qualcuno possa far loro del male e come la chiesa nella quale pregano», afferma don Patriciello. «I nostri bambini sanno che in parrocchia possono stare sereni perché tutti si prendono cura di loro. A questi bambini, le suore, i volontari, i catechisti, il parroco insegnano a rispettare le regole del vivere civile, a volersi bene, ad aiutarsi, ad avere fiducia in Gesù che non li lascia mai».  

 

Intorno alla parrocchia il vuoto totale. «Ci siamo accorti che gli insegnanti hanno paura di segnalare ai servizi sociali le situazioni a rischio e così abbiamo creato un sistema di segnalazioni riservate al garante», spiegano alla regione Campania, ente promotore dell’inchiesta sugli incesti ha scoperto 200 casi all’anno di abusi tra le mura domestiche («ma sono 4 volte di più, perché la zona grigia del sommerso è immensa», spiegano i responsabili dell’ indagine). I problemi sono quelli che affliggono i quartieri a rischio. «Il rione non è vigilato, è scarsamente illuminato, la disoccupazione raggiunge vette da capogiro, in tante case la povertà diventa miseria nera – evidenzia don Patriciello -. I bambini vivono sulla loro pelle situazioni di enorme disagio, di privazioni di ogni tipo, di abbandono da parte delle istituzioni. È vero, tolto l’impegno della chiesa e della scuola, dei volontari che si prendono cura di loro, ai bambini del Parco Verde non viene riconosciuto nessun diritto». E, aggiunge il parroco, «per tanti di essi le vacanze sono solo un sogno». Perciò d’estate la parrocchia organizza campi scuola e gite di pochi giorni «per donare loro un pizzico di gioia».  

 

Intanto si aspetta «giustizia e verità» sulla morte di Fortuna Loffredo, la bimba morta dopo essere caduta da un palazzo del Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014, In queste ore è arrivata un’accelerata per arrivare in Camera di Consiglio, e quindi ad un passo dalla sentenza per il 12 luglio, al netto di grosse novità. Il processo si avvia alla conclusione secondo il cronoprogramma stabilito dal presidente della quinta sezione della Corte d’Assise di Napoli, Alfonso Barbarano. La prima udienza del processo si è svolta l’8 novembre 2016 e, da allora, sono stati ascoltati numerosi testimoni, periti e consulenti, e i due imputati, Raimondo Caputo e Marianna Fabozzi. I giudici nell’ultima udienza hanno accolto tre richieste di ascolto di altrettanti ulteriori teste, rigettandone altre.  

 

Non sarà ascoltata in aula la figlia maggiore di Marianna Fabozzi, testimone chiave per la Procura di Napoli Nord che nel corso delle indagini, e in sede di incidente probatorio, ha parlato di violenze sessuali subite da Raimondo Caputo indicandolo come responsabile della morte di Fortuna Loffredo, sua amichetta del cuore. Sarà ascoltato invece l’ex compagno di cella di Caputo, che ha citato alcune confessioni che lo stesso Caputo gli avrebbe fatto in carcere. I teste rimanenti dovrebbero essere ascoltati nel corso della prossima udienza, fissata per martedì 6 giugno, o al massimo in una seconda udienza.  

 

Dal 21 giugno è previsto l’inizio delle requisitorie del pm e delle difese di Caputo e Fabozzi, con il ritiro in Camera di Consiglio previsto per il 12 luglio salvo colpi di scena, che nel corso del processo non sono sicuramente mancati. Una vicenda che ha sconcertato l’opinione pubbblica nazionale, avvenuta in un contesto di ordinario e diffuso degrado. «Come parroco mi ritrovo ad affrontare emergenze di ogni tipo – racconta il parroco di San Paolo Apostolo -. A cominciare da quello di assicurare un piatto a tavola a decine e decine di famiglia, pagare le bollette dell’ elettricità e del gas, comprare libri e quaderni ai ragazzi per farli andare a scuola». 

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In pochi altri posti in Italia la Chiesa è “un ospedale da campo” quanto a Caivano, il comune della Terra dei Fuochi, 40mila abitanti alle porte di Napoli. Tra rifiuti tossici sotterrati illegalmente dalla camorra, microcriminalità dilagante e degrado urbano, un’indagine dell’autorità garante dell’infanzia ha localizzato una tragica confluenza di primati negativi: mortalità per tumori, baby gang, gioco d’azzardo minorile, obesità infantile, evasione scolastica.  

 

 

Don Maurizio Patriciello è il parroco del Parco Verde, 6mila persone a dividersi palazzoni senza spazi comuni, servizi sociali, presidii delle Forze dell’ordine. E qui il 3°% della popolazione ha precedenti con la giustizia. Davanti alla chiesa di San Paolo Apostolo, il parroco indica un gruppo di ragazzini. «I bambini del Parco Verde sentono la parrocchia come la loro casa, lo spazio in cui giocare senza la paura che qualcuno possa far loro del male e come la chiesa nella quale pregano», afferma don Patriciello. «I nostri bambini sanno che in parrocchia possono stare sereni perché tutti si prendono cura di loro. A questi bambini, le suore, i volontari, i catechisti, il parroco insegnano a rispettare le regole del vivere civile, a volersi bene, ad aiutarsi, ad avere fiducia in Gesù che non li lascia mai».  

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Intanto si aspetta «giustizia e verità» sulla morte di Fortuna Loffredo, la bimba morta dopo essere caduta da un palazzo del Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014, In queste ore è arrivata un’accelerata per arrivare in Camera di Consiglio, e quindi ad un passo dalla sentenza per il 12 luglio, al netto di grosse novità. Il processo si avvia alla conclusione secondo il cronoprogramma stabilito dal presidente della quinta sezione della Corte d’Assise di Napoli, Alfonso Barbarano. La prima udienza del processo si è svolta l’8 novembre 2016 e, da allora, sono stati ascoltati numerosi testimoni, periti e consulenti, e i due imputati, Raimondo Caputo e Marianna Fabozzi. I giudici nell’ultima udienza hanno accolto tre richieste di ascolto di altrettanti ulteriori teste, rigettandone altre.  

 

Non sarà ascoltata in aula la figlia maggiore di Marianna Fabozzi, testimone chiave per la Procura di Napoli Nord che nel corso delle indagini, e in sede di incidente probatorio, ha parlato di violenze sessuali subite da Raimondo Caputo indicandolo come responsabile della morte di Fortuna Loffredo, sua amichetta del cuore. Sarà ascoltato invece l’ex compagno di cella di Caputo, che ha citato alcune confessioni che lo stesso Caputo gli avrebbe fatto in carcere. I teste rimanenti dovrebbero essere ascoltati nel corso della prossima udienza, fissata per martedì 6 giugno, o al massimo in una seconda udienza.  

 

Dal 21 giugno è previsto l’inizio delle requisitorie del pm e delle difese di Caputo e Fabozzi, con il ritiro in Camera di Consiglio previsto per il 12 luglio salvo colpi di scena, che nel corso del processo non sono sicuramente mancati. Una vicenda che ha sconcertato l’opinione pubbblica nazionale, avvenuta in un contesto di ordinario e diffuso degrado. «Come parroco mi ritrovo ad affrontare emergenze di ogni tipo – racconta il parroco di San Paolo Apostolo -. A cominciare da quello di assicurare un piatto a tavola a decine e decine di famiglia, pagare le bollette dell’ elettricità e del gas, comprare libri e quaderni ai ragazzi per farli andare a scuola». 

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