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Un frammento di ostia nel calice. Quale significato?

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Perché il sacerdote mette un frammento dell’ostia nel calice prima della Comunione? Risponde il teologo Sirboni.

MEMMO C. Sapevo che il sacerdote mette un frammento dell’ostia nel calice prima della Comunione per significare l’interezza del corpo del Signore. Un amico mi ha detto che significa l’unione con il Papa. Quale la corretta interpretazione?

A Roma, nel V secolo, era prassi liturgica che un pezzo del pane consacrato dal Papa nella concelebrazione con tutto il clero romano fosse portato nelle altre chiese dell’Urbe e immesso nel calice dai presbiteri che presiedevano l’Eucaristia, per significare la piena comunione con il vescovo. Durante i primi secoli ci si preoccupava di imitare la Chiesa di Pietro per manifestare la correttezza della fede celebrata. Per questo la stessa prassi fu accolta anche fuori di Roma e nelle Chiese orientali, ma, per ovvie ragioni, assunse un diverso significato, che è quello che ancora oggi è presente nel Messale romano: «Il sacerdote spezza il pane e mette una parte dell’ostia nel calice per significare l’unità del corpo e del sangue di Cristo nell’opera della salvezza, cioè del corpo di Cristo Gesù vivente e glorioso».

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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A Roma, nel V secolo, era prassi liturgica che un pezzo del pane consacrato dal Papa nella concelebrazione con tutto il clero romano fosse portato nelle altre chiese dell’Urbe e immesso nel calice dai presbiteri che presiedevano l’Eucaristia, per significare la piena comunione con il vescovo. Durante i primi secoli ci si preoccupava di imitare la Chiesa di Pietro per manifestare la correttezza della fede celebrata. Per questo la stessa prassi fu accolta anche fuori di Roma e nelle Chiese orientali, ma, per ovvie ragioni, assunse un diverso significato, che è quello che ancora oggi è presente nel Messale romano: «Il sacerdote spezza il pane e mette una parte dell’ostia nel calice per significare l’unità del corpo e del sangue di Cristo nell’opera della salvezza, cioè del corpo di Cristo Gesù vivente e glorioso».

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