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TRUTH, il prezzo della verità.

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“In tempi di menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.”

George Orwell

Truth, il thriller politico di inchiesta giornalistica è tornato ad affascinare Hollywood, con James Vanderbilt, (Al calare delle tenebre 2003, Basic 2003, Il tesoro dell’Amazzonia 2003, Zodiaco 2007, The Losers  2010, The Amazing Spider-Man 2012, Total Recall – Atto di forza 2012, Sotto assedio – White House Down 2013, The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro 2014, RoboCop 2014 ) sceneggiatore di prestigio e qui anche al suo debutto alla regia. Opera che pone al centro lo scandalo, l’ondata di polemiche che travolsero la trasmissione 60 minutes nel 2004, ovvero in piena campagna elettorale per la rielezione alla Casa Bianca di George W. Bush.

Il cosiddetto “Rathergate”,  che vide protagonisti la giornalista e produttrice televisiva Mary Mapes, vincitrice di due Emmy e professionalmente riconosciuta come un pezzo da novanta del settore, e il noto anchorman Dan Rather, leggenda del giornalismo televisivo d’America. I due costruirono, montarono e mandarono in onda un servizio bomba sui presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush nei primi anni ’70, quando da giovane figlio di papà si fece raccomandare per farsi prendere dalla Guardia Nazionale, anche se privo di alcun merito, in modo da fuggire dal sanguinoso Vietnam. Un’inchiesta, ad effetto boomerang, portata a termine troppo frettolosamente a causa del palinsesto e che ha finito per travolgere tutti i suoi autori e la CBS al completo. Purtroppo perché mai “radicalmente” fu confermata e fondata su documenti che altri non erano che fotocopie dalle dubbie origini, pur essendo i relativi originali debitamente scomparsi, e che a due mesi dalle elezioni presidenziali terremotò la rete, portando Rather alle dimissioni e la Mapes, autrice del libro da cui è tratto il film, al licenziamento.

Truth è un film di impianto tradizionale, all’altezza, nel solco del grande filone del cinema sul giornalismo come metafora dei principi basilari della democrazia Usa, che solleva il quesito di quanto può ledere un interrogativo e quanto in profondità può arrivare e quante sconsiderate reazioni a catena può generare. E’ dunque un processo all’etica giornalistica e alla tragica evoluzione a cui questa è andata incontro nel corso degli ultimi 15 anni.

Poiché il web, suo malgrado, ha spalancato le porte anche alla disinformazione, allo sciacallaggio mediatico e alla manipolazione di una notizia in ambo le direzioni. Vanderbilt, nel cercare la veritas dietro questa incredibile storia che ha visto pericolosamente incrociarsi potere politico e libertà d’informazione, tratteggia i lineamenti di una professione in caduta libera, quella del giornalista moderno, tanto più influenzabile e manipolabile quanto in grado di manipolare e influenzare un’opinione pubblica che sempre più tende a soffermarsi sul dito che indica la Luna e che anche se vedesse la Luna continuerebbe a chiedersi se sia veramente un pianeta e non un gigantesco pezzo di formaggio emmenthal.

La nostra pellicola non è l’unica nel suo genere e giunge infatti in sala a quarant’anni dall’uscita di un altro caposaldo di Sidney Lumet – Quinto Potere e l’intenzione del film non è mai quella di provare che la Mapes e Rather avessero ragione o torto. Così come Tutti gli uomini del Presidente, o anche Lo Sciacallo e per finire perché no Qualcosa di Personale non parlano effettivamente di uno scandalo o di una vicenda nello specifico ma é il giornalismo a parlare di giornalismo, egli parla di se stesso.

Ed è per questo che è il finale, l’amarezza di quelle ultime righe che si leggono appena prima dei titoli di coda, a fare la differenza: “Dopo il licenziamento di Mary Mapes, CBS news vinse un Peapody per la sua inchiesta su Abu Ghraib. Quell’inchiesta è considerata uno dei capisaldi de giornalismo dell’ultimo decennio. Mary Mapes non lavora più nel giornalismo televisivo dal 2004”.

Per tornare, ad “onor di cronaca”, passatemi il termine, strettamente agli interpreti della nostra pellicola ricordiamo: Cate Blanchett (Paradise Road  1997, Elizabeth 1998, Il talento di Mr. Ripley 1999, The Gift 2000, Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello 2001, Il Signore degli Anelli – Le due torri 2002, Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re 2003, The Aviator 2004, Babel 2006, Elizabeth: The Golden Age 2007, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo 2008, Il curioso caso di Benjamin Button 2008, Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato 2012, Blue Jasmine 2013, Lo Hobbit – La desolazione di Smaug 2013, Monuments Men 2014, Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate 2014, Knight of Cups 2015, Cenerentola 2015, Carol 2015) nei panni di Mary Mapes; Robert Redford (Caccia di guerra 1962, Situazione disperata ma non seria 1965, Lo strano mondo di Daisy Clover 1965, La caccia  1966, Questa ragazza è di tutti 1966,  A piedi nudi nel parco 1967, Butch Cassidy 1969, Ucciderò Willie Kid 1969,  Gli spericolati 1969, Lo spavaldo 1970, La pietra che scotta 1972, Il candidato 1972, Corvo rosso non avrai il mio scalpo 1972, Come eravamo 1973, La stangata 1973,Il grande Gatsby 1974, Il temerario 1974,I tre giorni del condor 1975, Tutti gli uomini del presidente 1976,  Quell’ultimo ponte 1977, Il cavaliere elettrico 1979, Brubaker 1980,  Il migliore 1984, La mia Africa 1985, Pericolosamente insieme 1986, Havana 1990, I signori della truffa 1992, Proposta indecente  1993, Qualcosa di personale 1996, L’uomo che sussurrava ai cavalli  1998, Il castello 2001, Spy Game 2001, Il vento del perdono 2005, Leoni per agnelli 2007, La regola del silenzio – The Company You Keep 2012, All Is Lost – Tutto è perduto 2013, Captain America: The Winter Soldier 2014, A spasso nel bosco 2015, Truth – Il prezzo della verità 2015, Pete’s Dragon 2016) nei panni di Dan Rather; Dennis Quaid (All American Boys 1979, I cavalieri dalle lunghe ombre  1980, Il cavernicolo 1981, La notte in cui si spensero le luci in Georgia 1981, Lo squalo 3 1983, Uomini veri  1983, Salto nel buio  1987, Suspect – Presunto colpevole 1987, Benvenuti in paradiso 1990, Cartoline dall’inferno 1990, Qualcosa di cui… sparlare 1995, Dragonheart  1996, Istinti criminali – Gang Related 1997, Genitori in trappola 1998, Scherzi del cuore 1998,Ogni maledetta domenica 1999 Traffic,  2000, Alamo – Gli ultimi eroi  2004, The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo  2004,

 

 

Prospettive di un delitto 2008, Legion 2009, Footloose  2011,Soul Surfer  2011, The Words  2012, Che cosa aspettarsi quando si aspetta  2012, A qualsiasi prezzo  2012, Quello che so sull’amore  2012, Comic Movie 2013,Truth – Il prezzo della verità  2015) nel ruolo del Colonello Roger Charles; Christopher John “Topher” Grace (Traffic 2000, Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco 2001 cameo, Mona Lisa Smile 2003, Appuntamento da sogno! 2004, P.S. Ti amo 2004, Ocean’s Twelve 2004 cameo, In Good Company 2004, Spider-Man 3 2007, Appuntamento con l’amore 2010, Predators 2010, Take Me Home Tonight 2011, The Double 2011, Big Wedding 2013, Playing It Cool 2014,  Interstellar 2014, American Ultra 2014,  Truth – Il prezzo della verità  2015) quale ricercatore del gruppo Mike Smith; Stacy Keach (L’urlo del silenzio  1968, Città amara – Fat City  1972, Gli esecutori 1976, La montagna del dio cannibale 1978, Correre per vincere 1982, Classe 1999 1989, Sunset Grill 1993Fuga da Los Angeles 1996, American History X 1998, Minaccia nucleare 2000, When Eagles Strike 2003, The Hollow – La notte di Ognissanti  2004, W., regia di Oliver Stone 2008, Machete 2010, The Bourne Legacy 2012, Sin City – Una donna per cui uccidere 2014, Cell 2016 ) come il colonello Bill Burkett; Elisabeth Moss  nel ruolo di Lucy Scott.

Il discorso finale della Blanchett,  quando finisce sotto commissione d’inchiesta,  sull’accavallarsi non casuale delle notizie, in modo che tutto si confonda e si annulli affinché alla fine sembri che sono tutti uguali e via con l’amnesia, è un gioiello di sociologia che vale da solo tutto il film e ci riguarda da vicinissimo in quanto paese che geneticamente non possiede la qualità della culture of shame e plurimillenariamente noto come luogo delle peggio trivialità politiche ed etiche.

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E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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TRUTH, il prezzo della verità.

  

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“In tempi di menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.”

George Orwell

Truth, il thriller politico di inchiesta giornalistica è tornato ad affascinare Hollywood, con James Vanderbilt, (Al calare delle tenebre 2003, Basic 2003, Il tesoro dell’Amazzonia 2003, Zodiaco 2007, The Losers  2010, The Amazing Spider-Man 2012, Total Recall – Atto di forza 2012, Sotto assedio – White House Down 2013, The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro 2014, RoboCop 2014 ) sceneggiatore di prestigio e qui anche al suo debutto alla regia. Opera che pone al centro lo scandalo, l’ondata di polemiche che travolsero la trasmissione 60 minutes nel 2004, ovvero in piena campagna elettorale per la rielezione alla Casa Bianca di George W. Bush.

Il cosiddetto “Rathergate”,  che vide protagonisti la giornalista e produttrice televisiva Mary Mapes, vincitrice di due Emmy e professionalmente riconosciuta come un pezzo da novanta del settore, e il noto anchorman Dan Rather, leggenda del giornalismo televisivo d’America. I due costruirono, montarono e mandarono in onda un servizio bomba sui presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush nei primi anni ’70, quando da giovane figlio di papà si fece raccomandare per farsi prendere dalla Guardia Nazionale, anche se privo di alcun merito, in modo da fuggire dal sanguinoso Vietnam. Un’inchiesta, ad effetto boomerang, portata a termine troppo frettolosamente a causa del palinsesto e che ha finito per travolgere tutti i suoi autori e la CBS al completo. Purtroppo perché mai “radicalmente” fu confermata e fondata su documenti che altri non erano che fotocopie dalle dubbie origini, pur essendo i relativi originali debitamente scomparsi, e che a due mesi dalle elezioni presidenziali terremotò la rete, portando Rather alle dimissioni e la Mapes, autrice del libro da cui è tratto il film, al licenziamento.

Truth è un film di impianto tradizionale, all’altezza, nel solco del grande filone del cinema sul giornalismo come metafora dei principi basilari della democrazia Usa, che solleva il quesito di quanto può ledere un interrogativo e quanto in profondità può arrivare e quante sconsiderate reazioni a catena può generare. E’ dunque un processo all’etica giornalistica e alla tragica evoluzione a cui questa è andata incontro nel corso degli ultimi 15 anni.

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Poiché il web, suo malgrado, ha spalancato le porte anche alla disinformazione, allo sciacallaggio mediatico e alla manipolazione di una notizia in ambo le direzioni. Vanderbilt, nel cercare la veritas dietro questa incredibile storia che ha visto pericolosamente incrociarsi potere politico e libertà d’informazione, tratteggia i lineamenti di una professione in caduta libera, quella del giornalista moderno, tanto più influenzabile e manipolabile quanto in grado di manipolare e influenzare un’opinione pubblica che sempre più tende a soffermarsi sul dito che indica la Luna e che anche se vedesse la Luna continuerebbe a chiedersi se sia veramente un pianeta e non un gigantesco pezzo di formaggio emmenthal.

La nostra pellicola non è l’unica nel suo genere e giunge infatti in sala a quarant’anni dall’uscita di un altro caposaldo di Sidney Lumet – Quinto Potere e l’intenzione del film non è mai quella di provare che la Mapes e Rather avessero ragione o torto. Così come Tutti gli uomini del Presidente, o anche Lo Sciacallo e per finire perché no Qualcosa di Personale non parlano effettivamente di uno scandalo o di una vicenda nello specifico ma é il giornalismo a parlare di giornalismo, egli parla di se stesso.

Ed è per questo che è il finale, l’amarezza di quelle ultime righe che si leggono appena prima dei titoli di coda, a fare la differenza: “Dopo il licenziamento di Mary Mapes, CBS news vinse un Peapody per la sua inchiesta su Abu Ghraib. Quell’inchiesta è considerata uno dei capisaldi de giornalismo dell’ultimo decennio. Mary Mapes non lavora più nel giornalismo televisivo dal 2004”.

Per tornare, ad “onor di cronaca”, passatemi il termine, strettamente agli interpreti della nostra pellicola ricordiamo: Cate Blanchett (Paradise Road  1997, Elizabeth 1998, Il talento di Mr. Ripley 1999, The Gift 2000, Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello 2001, Il Signore degli Anelli – Le due torri 2002, Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re 2003, The Aviator 2004, Babel 2006, Elizabeth: The Golden Age 2007, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo 2008, Il curioso caso di Benjamin Button 2008, Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato 2012, Blue Jasmine 2013, Lo Hobbit – La desolazione di Smaug 2013, Monuments Men 2014, Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate 2014, Knight of Cups 2015, Cenerentola 2015, Carol 2015) nei panni di Mary Mapes; Robert Redford (Caccia di guerra 1962, Situazione disperata ma non seria 1965, Lo strano mondo di Daisy Clover 1965, La caccia  1966, Questa ragazza è di tutti 1966,  A piedi nudi nel parco 1967, Butch Cassidy 1969, Ucciderò Willie Kid 1969,  Gli spericolati 1969, Lo spavaldo 1970, La pietra che scotta 1972, Il candidato 1972, Corvo rosso non avrai il mio scalpo 1972, Come eravamo 1973, La stangata 1973,Il grande Gatsby 1974, Il temerario 1974,I tre giorni del condor 1975, Tutti gli uomini del presidente 1976,  Quell’ultimo ponte 1977, Il cavaliere elettrico 1979, Brubaker 1980,  Il migliore 1984, La mia Africa 1985, Pericolosamente insieme 1986, Havana 1990, I signori della truffa 1992, Proposta indecente  1993, Qualcosa di personale 1996, L’uomo che sussurrava ai cavalli  1998, Il castello 2001, Spy Game 2001, Il vento del perdono 2005, Leoni per agnelli 2007, La regola del silenzio – The Company You Keep 2012, All Is Lost – Tutto è perduto 2013, Captain America: The Winter Soldier 2014, A spasso nel bosco 2015, Truth – Il prezzo della verità 2015, Pete’s Dragon 2016) nei panni di Dan Rather; Dennis Quaid (All American Boys 1979, I cavalieri dalle lunghe ombre  1980, Il cavernicolo 1981, La notte in cui si spensero le luci in Georgia 1981, Lo squalo 3 1983, Uomini veri  1983, Salto nel buio  1987, Suspect – Presunto colpevole 1987, Benvenuti in paradiso 1990, Cartoline dall’inferno 1990, Qualcosa di cui… sparlare 1995, Dragonheart  1996, Istinti criminali – Gang Related 1997, Genitori in trappola 1998, Scherzi del cuore 1998,Ogni maledetta domenica 1999 Traffic,  2000, Alamo – Gli ultimi eroi  2004, The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo  2004,

 

 

Prospettive di un delitto 2008, Legion 2009, Footloose  2011,Soul Surfer  2011, The Words  2012, Che cosa aspettarsi quando si aspetta  2012, A qualsiasi prezzo  2012, Quello che so sull’amore  2012, Comic Movie 2013,Truth – Il prezzo della verità  2015) nel ruolo del Colonello Roger Charles; Christopher John “Topher” Grace (Traffic 2000, Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco 2001 cameo, Mona Lisa Smile 2003, Appuntamento da sogno! 2004, P.S. Ti amo 2004, Ocean’s Twelve 2004 cameo, In Good Company 2004, Spider-Man 3 2007, Appuntamento con l’amore 2010, Predators 2010, Take Me Home Tonight 2011, The Double 2011, Big Wedding 2013, Playing It Cool 2014,  Interstellar 2014, American Ultra 2014,  Truth – Il prezzo della verità  2015) quale ricercatore del gruppo Mike Smith; Stacy Keach (L’urlo del silenzio  1968, Città amara – Fat City  1972, Gli esecutori 1976, La montagna del dio cannibale 1978, Correre per vincere 1982, Classe 1999 1989, Sunset Grill 1993Fuga da Los Angeles 1996, American History X 1998, Minaccia nucleare 2000, When Eagles Strike 2003, The Hollow – La notte di Ognissanti  2004, W., regia di Oliver Stone 2008, Machete 2010, The Bourne Legacy 2012, Sin City – Una donna per cui uccidere 2014, Cell 2016 ) come il colonello Bill Burkett; Elisabeth Moss  nel ruolo di Lucy Scott.

Il discorso finale della Blanchett,  quando finisce sotto commissione d’inchiesta,  sull’accavallarsi non casuale delle notizie, in modo che tutto si confonda e si annulli affinché alla fine sembri che sono tutti uguali e via con l’amnesia, è un gioiello di sociologia che vale da solo tutto il film e ci riguarda da vicinissimo in quanto paese che geneticamente non possiede la qualità della culture of shame e plurimillenariamente noto come luogo delle peggio trivialità politiche ed etiche.

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