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HomeRubricheCulmen et FonsTre inni eucaristici in latino da conoscere.

Tre inni eucaristici in latino da conoscere.

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1. Tantum Ergo:

In realtà, il famoso “Tantum Ergo” è parte di un inno latino molto più lungo: il “Pange Lingua Gloriosi” scritto da San Tommaso D’Aquino; pertanto, una “comune” assemblea liturgica, il più delle volte, è costretta ad apprezzarne le sole ultime due e più famose strofe.

Tradizionalmente, il Pange Lingua Gloriosi di Tommaso D’Aquino, veniva cantato nella sua forma completa il Giovedì Santo, al termine della “Missa in Coena Domini” e nella solennità di quello che comunemente viene detto “Corpus Domini” .

Al giorno d’oggi, il Tantum Ergo è considerato un vero proprio pilastro spirituale della liturgia romana, nella fattispecie quella eucaristica.

2. O Salutaris Hostia:

Un altro inno scritto da San Tommaso D’Aquino.

Questo, proprio come il Tantum Ergo, è in realtà composto dagli ultimi due versi del “Verbum Supernum Prodiens”, inno proprio alla Solennità del Corpus Domini.

Insieme al Pange Lingua Gloriosi, questo inno fu “commissionato” da Papa Urbano IV, colui il quale istituì la stessa Solennità del Corpus Domini (1264).

N.B.: La solennità del Corpus Domini nacque nel 1247 nella diocesi di Liegi, in Belgio, per celebrare la reale presenza di Cristo nell’eucarestia in reazione alle tesi di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo non era reale, ma solo simbolica. Il papa Urbano IV, con bolla “Transiturus” dell’11 agosto 1264, da Orvieto dove aveva stabilito la residenza della corte pontificia (non andrà mai a Roma), estese la solennità a tutta la Chiesa.

3. Ave Verum Corpus

Il bellissimo inno eucaristico del XIV secolo è stato spesso attribuito a papa Innocenzo III, ma con esattezza non se ne può definire l’autore. Per questo motivo, in video viene riportata la versione di Mozart.

Nei giorni della liturgia “pre-tridentina” (ovvero prima della riforma liturgica del Concilio di Trento, XVI secolo) quest’inno veniva cantato a Messa durante l’elevazione dell’ostia. Oggi, l’Ave Verum Corpus è associato più specificatamente alle feste d’impianto eucaristico e, in alcuni zone, anche al periodo natalizio.

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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Tre inni eucaristici in latino da conoscere.

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1. Tantum Ergo:

In realtà, il famoso “Tantum Ergo” è parte di un inno latino molto più lungo: il “Pange Lingua Gloriosi” scritto da San Tommaso D’Aquino; pertanto, una “comune” assemblea liturgica, il più delle volte, è costretta ad apprezzarne le sole ultime due e più famose strofe.

Tradizionalmente, il Pange Lingua Gloriosi di Tommaso D’Aquino, veniva cantato nella sua forma completa il Giovedì Santo, al termine della “Missa in Coena Domini” e nella solennità di quello che comunemente viene detto “Corpus Domini” .

Al giorno d’oggi, il Tantum Ergo è considerato un vero proprio pilastro spirituale della liturgia romana, nella fattispecie quella eucaristica.

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Un altro inno scritto da San Tommaso D’Aquino.

Questo, proprio come il Tantum Ergo, è in realtà composto dagli ultimi due versi del “Verbum Supernum Prodiens”, inno proprio alla Solennità del Corpus Domini.

Insieme al Pange Lingua Gloriosi, questo inno fu “commissionato” da Papa Urbano IV, colui il quale istituì la stessa Solennità del Corpus Domini (1264).

N.B.: La solennità del Corpus Domini nacque nel 1247 nella diocesi di Liegi, in Belgio, per celebrare la reale presenza di Cristo nell’eucarestia in reazione alle tesi di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo non era reale, ma solo simbolica. Il papa Urbano IV, con bolla “Transiturus” dell’11 agosto 1264, da Orvieto dove aveva stabilito la residenza della corte pontificia (non andrà mai a Roma), estese la solennità a tutta la Chiesa.

3. Ave Verum Corpus

Il bellissimo inno eucaristico del XIV secolo è stato spesso attribuito a papa Innocenzo III, ma con esattezza non se ne può definire l’autore. Per questo motivo, in video viene riportata la versione di Mozart.

Nei giorni della liturgia “pre-tridentina” (ovvero prima della riforma liturgica del Concilio di Trento, XVI secolo) quest’inno veniva cantato a Messa durante l’elevazione dell’ostia. Oggi, l’Ave Verum Corpus è associato più specificatamente alle feste d’impianto eucaristico e, in alcuni zone, anche al periodo natalizio.

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G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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