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Tiziano Ferro: «Quello che non riesco a fare lo consegno a Dio»

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E poi: “Mi capita spesso di svegliarmi la mattina e di chiedergli di guidare le mie scelte”. Mentre lo scorso anno: “Se sono in America è anche perché voglio un figlio, e lo voglio anche da solo”.

Tiziano Ferro ha rilasciato al Corriere della Sera un’intervista in cui racconta il suo percorso umano e artistico. Parla della sua depressione, delle difficoltà che ha vissuto e di come la musica e le canzoni lo abbiano salvato:

«Se non fosse stato per questo mestiere, chissà come e dove sarei finito. Sicuramente sarei andato verso il peggio. E non mi riferisco necessariamente all’ipotesi che avrei potuto trasformarmi in un delinquente: la morte civile e morale si nasconde dietro tante maschere. Io ad esempio sono un perfezionista e questo lato del mio carattere mi spinge ad isolarmi. E da qui alla depressione o alla misantropia il passo è breve. Quindi sì, la musica per me ha fatto miracoli». (Corriere.it)

Chiedo a Dio di guidare le mie scelte

La parte dell’articolo che più mi ha colpito e anche un po’ destabilizzato, devo ammetterlo – ma si sa… gli artisti sono poliedrici – è quella che riguarda il suo rapporto con Dio. Il cantante confida di essere caratterialmente una persona che pensa troppo, che si arrovella la mente e che vuole tenere sempre tutto sotto controllo. Quindi per liberarsi da questo peso sfiancante ha dichiarato di offrire a Dio le sue preoccupazioni e chiedere a Lui di guidare le sue decisioni:

«Quello che non riesco a fare lo consegno a Dio. Mi capita spesso di svegliarmi la mattina e di chiedergli di guidare le mie scelte» (Corriere.it).

Mentre lo scorso anno…

Un pensiero bellissimo: affidarsi a Dio è la scelta vincente! Mentre leggo, però, il mio stupore per questa affermazione lascia subito il passo ad un retrogusto amaro e ad un senso di confusione.

Solo lo scorso anno il cantante affermava sui giornali:

«Se sono in America è anche perché voglio un figlio, e lo voglio anche da solo»  (Vanityfair.it).

Infatti in occasione di quelle dichiarazioni, in veste di fan (non sono mai andata ad un concerto ma le sue canzoni le conoscevo quasi tutte) gli avevo scritto una lettera per ricordargli che i figli non si pagano e che ogni bambino ha diritto alla sua mamma e al suo papà. Appellandomi anche allora alla sua fede proprio perché in più contesti – e anche nei suoi brani – il cantante aveva affermato di essere credente.

Promotore e testimonial del Lazio Pride

Dobbiamo domandarci – pensando soprattutto ai giovani, ai fan adolescenti, ai ragazzi che lo seguono e ammirano – se non c’è un po’ di confusione in tutto questo. Come è possibile affermare pubblicamente la propria fede e dichiarare al contempo di volere un figlio da solo (quindi tramite la barbara pratica dell’utero in affitto)? E poi essere promotori e testimonial del Lazio Pride di Latina, tanto per fare un esempio?

Anche in queste scelte Tiziano Ferro è guidato da Dio?

Nell’intervista di oggi racconta ancora di essere…

“stato fortunato perché ho sempre incontrato preti e insegnanti di religione che esaltavano l’importanza della misericordia facendomi apparire Dio non come un giudice severo e inflessibile, ma come un’entità con la quale dialogare serenamente”. (Corriere.it)

E anche di questo possiamo solo rallegrarci, perché Dio è davvero misericordia, ma il termine misericordia – che ha dentro la sua radice l’etimo “viscere materne”“utero” – significa amare nella verità, e il Signore amandoci così ci ridona – una volta che abbiamo preso consapevolezza dei nostri errori e ci siamo pentiti – la vita, perché Egli fa nuove tutte le cose.

Ma la verità, si sa, “costa” a tutti, e a maggior ragione ai vip.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Tiziano Ferro: «Quello che non riesco a fare lo consegno a Dio»

  

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E poi: “Mi capita spesso di svegliarmi la mattina e di chiedergli di guidare le mie scelte”. Mentre lo scorso anno: “Se sono in America è anche perché voglio un figlio, e lo voglio anche da solo”.

Tiziano Ferro ha rilasciato al Corriere della Sera un’intervista in cui racconta il suo percorso umano e artistico. Parla della sua depressione, delle difficoltà che ha vissuto e di come la musica e le canzoni lo abbiano salvato:

«Se non fosse stato per questo mestiere, chissà come e dove sarei finito. Sicuramente sarei andato verso il peggio. E non mi riferisco necessariamente all’ipotesi che avrei potuto trasformarmi in un delinquente: la morte civile e morale si nasconde dietro tante maschere. Io ad esempio sono un perfezionista e questo lato del mio carattere mi spinge ad isolarmi. E da qui alla depressione o alla misantropia il passo è breve. Quindi sì, la musica per me ha fatto miracoli». (Corriere.it)

Chiedo a Dio di guidare le mie scelte

La parte dell’articolo che più mi ha colpito e anche un po’ destabilizzato, devo ammetterlo – ma si sa… gli artisti sono poliedrici – è quella che riguarda il suo rapporto con Dio. Il cantante confida di essere caratterialmente una persona che pensa troppo, che si arrovella la mente e che vuole tenere sempre tutto sotto controllo. Quindi per liberarsi da questo peso sfiancante ha dichiarato di offrire a Dio le sue preoccupazioni e chiedere a Lui di guidare le sue decisioni:

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«Quello che non riesco a fare lo consegno a Dio. Mi capita spesso di svegliarmi la mattina e di chiedergli di guidare le mie scelte» (Corriere.it).

Mentre lo scorso anno…

Un pensiero bellissimo: affidarsi a Dio è la scelta vincente! Mentre leggo, però, il mio stupore per questa affermazione lascia subito il passo ad un retrogusto amaro e ad un senso di confusione.

Solo lo scorso anno il cantante affermava sui giornali:

«Se sono in America è anche perché voglio un figlio, e lo voglio anche da solo»  (Vanityfair.it).

Infatti in occasione di quelle dichiarazioni, in veste di fan (non sono mai andata ad un concerto ma le sue canzoni le conoscevo quasi tutte) gli avevo scritto una lettera per ricordargli che i figli non si pagano e che ogni bambino ha diritto alla sua mamma e al suo papà. Appellandomi anche allora alla sua fede proprio perché in più contesti – e anche nei suoi brani – il cantante aveva affermato di essere credente.

Promotore e testimonial del Lazio Pride

Dobbiamo domandarci – pensando soprattutto ai giovani, ai fan adolescenti, ai ragazzi che lo seguono e ammirano – se non c’è un po’ di confusione in tutto questo. Come è possibile affermare pubblicamente la propria fede e dichiarare al contempo di volere un figlio da solo (quindi tramite la barbara pratica dell’utero in affitto)? E poi essere promotori e testimonial del Lazio Pride di Latina, tanto per fare un esempio?

Anche in queste scelte Tiziano Ferro è guidato da Dio?

Nell’intervista di oggi racconta ancora di essere…

“stato fortunato perché ho sempre incontrato preti e insegnanti di religione che esaltavano l’importanza della misericordia facendomi apparire Dio non come un giudice severo e inflessibile, ma come un’entità con la quale dialogare serenamente”. (Corriere.it)

E anche di questo possiamo solo rallegrarci, perché Dio è davvero misericordia, ma il termine misericordia – che ha dentro la sua radice l’etimo “viscere materne”“utero” – significa amare nella verità, e il Signore amandoci così ci ridona – una volta che abbiamo preso consapevolezza dei nostri errori e ci siamo pentiti – la vita, perché Egli fa nuove tutte le cose.

Ma la verità, si sa, “costa” a tutti, e a maggior ragione ai vip.

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