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The Revenant, drammatico, 2016

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“La vendetta è nelle mani di Dio.”

Cfr.  Romani 12,19 Dt 32,35 Pr 25,21-22

 

Revenant – Redivivo (The Revenant) è un film del 2015, diretto, co-scritto e co-prodotto da Alejandro González Iñárritu.

Il film ha vinto 3 Golden Globes, 5 premi BAFTA  e 3 Premi Oscar.

La trama è ambientata nel XIX secolo, dove un cacciatore cerca vendetta contro i compagni di viaggio che lo hanno abbandonato per morto. E’ una storia che si nutre di epopea e di fatti realmente accaduti. Una storia leggendaria di quelle che gli esploratori americani si raccontano ogni sera accanto al fuoco, e da cui il genio di Iňàrritu ha saputo trarre questa pellicola che resterà un capolavoro del cinema contemporaneo. Magistralmente il nostro regista messicano al suo quarto Oscar (Amores perros 2000, 21 grammi 2003, Babel 2006, Birdman 2014) ha saputo coniugare il lirismo e la brutalità, il cielo e il fango, il grande cinema russo e il grande cinema americano, la tradizione con le innovazioni tecnologiche, il grande Di Caprio (Buon compleanno Mr. Grape 1993,  Pronti a morire

 

 

1995, Romeo + Giulietta di William Shakespeare 1996, La stanza di Marvin 1996, Titanic 1997, La maschera di ferro 1998, Celebrity 1998, Gangs of New York 2002, Prova a prendermi 2002, The Aviator 2004, Nessuna verità 2008,J. Edgar, 2011,Django Unchained 2012, Il grande Gatsby 2013, The Wolf of Wall Street 2013) e gli Oscar.

Dalla carta alla pellicola, per la materializzazione del sogno, dello sconosciuto o dell’inedito, a volte può esserci un abisso di frustrazione e di inganno. Non questa volta. Un’esperienza cinematografica come poche mai viste.

Un film elegiaco e sanguinante, estenuante e sovraumano in molti passaggi, ma di una forza e bellezza forse eccessiva per la sensibilità dei più. Due ore e mezza di immersione totale in una natura incontaminata, dove neve e violenza, grido di bestie e suspense in una cornice di “sopravvivenza” che trascende da ogni forma di romanticismo della società si incatena lo spettatore ad una contingenza reale quanto sconosciuta.

The Revenant è al contempo non convenzionale e modesto. Non convenzionale per la straordinaria epopea che emerge fin dalla prima sequenza antologica e modesto per la sua drammatica semplicità. Questa opposizione, quasi paradossalmente dà al film la sua identità traboccante quanto pura.

Il film è stato girato principalmente nella Columbia Britannica, a Calgary.  Le riprese del film in origine avrebbero dovuto concludersi entro marzo 2015 tuttavia González Iñárritu prolungò la lavorazione fino ad aprile-maggio. Le riprese particolarmente impegnative duravano davvero per poche ore al giorno. Questo non solo per creare più intensità, ma anche per le condizioni climatiche. I set posti in paesaggi così remoti che per raggiungerli era necessario il 40% della giornata. Quei posti, però, sono così meravigliosi e potenti che sembrano immacolati, mai toccati dall’uomo, ed è ciò che il regista ha sempre voluto.

González Iñárritu ha rivelato che il film è stato girato interamente con luce naturale e che le condizioni ambientali sono state uno dei problemi principali, come la temperatura che è scesa fino a -30°, e a un certo punto è diventato così freddo che gli schermi si sono bloccati.

Nonostante la produzione avesse pianificato di girare l’intero film in Canada, l’arrivo della primavera e del caldo ha costretto la troupe a spostarsi nella Terra del Fuoco, in Argentina  per girare le ultime sequenze.

Leonardo Di Caprio ha rivelato in più interviste alcuni dettagli sulle difficoltà che ha dovuto affrontare per interpretare il ruolo di Hugh Glass.

Nell’ottobre 2015 ha spiegato a Wired che durante le riprese ha dovuto indossare una pelliccia d’alce e una di orso pesanti 45 chili, che ha rischiato più volte di cedere all’ipotermia e di aver lavorato anche quando aveva la febbre alta in modo da sfruttare ogni malanno per rendere ancora più autentica la sua interpretazione; la tosse continua che si sente nel film non è infatti simulata, bensì é la bronchite che Di Caprio si è procurato a temperature artiche.

Tornando ai nostri interpreti possiamo annoverare anche: Tom Hardy (Black Hawk Down – Black Hawk abbattuto 2001,Star Trek: La nemesi 2002, The Pusher 2004, Uragano 2007, Inception 2010, Il cavaliere oscuro – il ritorno 2012, Child 44 – il bambino numero 44 2015, Legend 2015) nei panni del cattivo John Fitzgerald; Domhnall Gleesom (Henry Potter – parte 1 e 2 – 2010 e 2011, Doppio gioco 2012, Anna Karenina 2012, Unbroken 2014, Ex Machina 2015, Star Wars – Il risveglio della forza 2015) nel ruolo del capo della spedizione Andrew Henry.

La colonna sonora è stata affidata agli illustri: Ryūichi Sakamoto ( già compositore di Seta – Silk di François Girard 2007 ed attore in Furyo, regia di Nagisa Oshima 1983, L’ultimo imperatore, regia di Bernardo Bertolucci 1987 ed New Rose Hotel, regia di Abel Ferrara 1998) e Carsten Nicolai conosciuto con lo pseudonimo di Alva Noto -.

La Fotografia è curata da Emmanuel Lubezki Morgenstern, soprannominato “Chivo” , già premiato con altri due Oscar per Gravity 2014 e poi Birthman 2015.

Qualsiasi sia la temperatura della sala di proiezione, torniamo ad essa. Siamo nel 1823 e questo viaggio attraverso le grandi pianure degli Stati Uniti si promette indimenticabile.

[review]

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.
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The Revenant, drammatico, 2016

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“La vendetta è nelle mani di Dio.”

Cfr.  Romani 12,19 Dt 32,35 Pr 25,21-22

 

Revenant – Redivivo (The Revenant) è un film del 2015, diretto, co-scritto e co-prodotto da Alejandro González Iñárritu.

Il film ha vinto 3 Golden Globes, 5 premi BAFTA  e 3 Premi Oscar.

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La trama è ambientata nel XIX secolo, dove un cacciatore cerca vendetta contro i compagni di viaggio che lo hanno abbandonato per morto. E’ una storia che si nutre di epopea e di fatti realmente accaduti. Una storia leggendaria di quelle che gli esploratori americani si raccontano ogni sera accanto al fuoco, e da cui il genio di Iňàrritu ha saputo trarre questa pellicola che resterà un capolavoro del cinema contemporaneo. Magistralmente il nostro regista messicano al suo quarto Oscar (Amores perros 2000, 21 grammi 2003, Babel 2006, Birdman 2014) ha saputo coniugare il lirismo e la brutalità, il cielo e il fango, il grande cinema russo e il grande cinema americano, la tradizione con le innovazioni tecnologiche, il grande Di Caprio (Buon compleanno Mr. Grape 1993,  Pronti a morire

 

 

1995, Romeo + Giulietta di William Shakespeare 1996, La stanza di Marvin 1996, Titanic 1997, La maschera di ferro 1998, Celebrity 1998, Gangs of New York 2002, Prova a prendermi 2002, The Aviator 2004, Nessuna verità 2008,J. Edgar, 2011,Django Unchained 2012, Il grande Gatsby 2013, The Wolf of Wall Street 2013) e gli Oscar.

Dalla carta alla pellicola, per la materializzazione del sogno, dello sconosciuto o dell’inedito, a volte può esserci un abisso di frustrazione e di inganno. Non questa volta. Un’esperienza cinematografica come poche mai viste.

Un film elegiaco e sanguinante, estenuante e sovraumano in molti passaggi, ma di una forza e bellezza forse eccessiva per la sensibilità dei più. Due ore e mezza di immersione totale in una natura incontaminata, dove neve e violenza, grido di bestie e suspense in una cornice di “sopravvivenza” che trascende da ogni forma di romanticismo della società si incatena lo spettatore ad una contingenza reale quanto sconosciuta.

The Revenant è al contempo non convenzionale e modesto. Non convenzionale per la straordinaria epopea che emerge fin dalla prima sequenza antologica e modesto per la sua drammatica semplicità. Questa opposizione, quasi paradossalmente dà al film la sua identità traboccante quanto pura.

Il film è stato girato principalmente nella Columbia Britannica, a Calgary.  Le riprese del film in origine avrebbero dovuto concludersi entro marzo 2015 tuttavia González Iñárritu prolungò la lavorazione fino ad aprile-maggio. Le riprese particolarmente impegnative duravano davvero per poche ore al giorno. Questo non solo per creare più intensità, ma anche per le condizioni climatiche. I set posti in paesaggi così remoti che per raggiungerli era necessario il 40% della giornata. Quei posti, però, sono così meravigliosi e potenti che sembrano immacolati, mai toccati dall’uomo, ed è ciò che il regista ha sempre voluto.

González Iñárritu ha rivelato che il film è stato girato interamente con luce naturale e che le condizioni ambientali sono state uno dei problemi principali, come la temperatura che è scesa fino a -30°, e a un certo punto è diventato così freddo che gli schermi si sono bloccati.

Nonostante la produzione avesse pianificato di girare l’intero film in Canada, l’arrivo della primavera e del caldo ha costretto la troupe a spostarsi nella Terra del Fuoco, in Argentina  per girare le ultime sequenze.

Leonardo Di Caprio ha rivelato in più interviste alcuni dettagli sulle difficoltà che ha dovuto affrontare per interpretare il ruolo di Hugh Glass.

Nell’ottobre 2015 ha spiegato a Wired che durante le riprese ha dovuto indossare una pelliccia d’alce e una di orso pesanti 45 chili, che ha rischiato più volte di cedere all’ipotermia e di aver lavorato anche quando aveva la febbre alta in modo da sfruttare ogni malanno per rendere ancora più autentica la sua interpretazione; la tosse continua che si sente nel film non è infatti simulata, bensì é la bronchite che Di Caprio si è procurato a temperature artiche.

Tornando ai nostri interpreti possiamo annoverare anche: Tom Hardy (Black Hawk Down – Black Hawk abbattuto 2001,Star Trek: La nemesi 2002, The Pusher 2004, Uragano 2007, Inception 2010, Il cavaliere oscuro – il ritorno 2012, Child 44 – il bambino numero 44 2015, Legend 2015) nei panni del cattivo John Fitzgerald; Domhnall Gleesom (Henry Potter – parte 1 e 2 – 2010 e 2011, Doppio gioco 2012, Anna Karenina 2012, Unbroken 2014, Ex Machina 2015, Star Wars – Il risveglio della forza 2015) nel ruolo del capo della spedizione Andrew Henry.

La colonna sonora è stata affidata agli illustri: Ryūichi Sakamoto ( già compositore di Seta – Silk di François Girard 2007 ed attore in Furyo, regia di Nagisa Oshima 1983, L’ultimo imperatore, regia di Bernardo Bertolucci 1987 ed New Rose Hotel, regia di Abel Ferrara 1998) e Carsten Nicolai conosciuto con lo pseudonimo di Alva Noto -.

La Fotografia è curata da Emmanuel Lubezki Morgenstern, soprannominato “Chivo” , già premiato con altri due Oscar per Gravity 2014 e poi Birthman 2015.

Qualsiasi sia la temperatura della sala di proiezione, torniamo ad essa. Siamo nel 1823 e questo viaggio attraverso le grandi pianure degli Stati Uniti si promette indimenticabile.

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E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.
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