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The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca

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La sensibilità di un uomo, presente o assente che sia,  impregna tutto quello che tocca. Forest Whitaker, figlio di un assicuratore e di un’insegnante è stato sempre spinto verso le discipline sportive grazie alle sue caratteristiche fisiche tra cui quella dell’altezza di 1,88 m. Ha sempre avuto ottimi livelli sportivi al college ma poi non ha potuto ignorare la sua passione per la recitazione ed il canto – significativo il suo timbro da tenore – che lo spinsero a frequentare l’università di San Francisco. Molte sono le interpretazioni che gli renderanno merito della scelta fatta per la vita. Ha esordito con il film Fuori di Testa (con i giovani Sean Penn, Nicolas Cage, Eric Stoltz, Anthony Edwards) nel lontano 1982 per poi passare a Platoon ( Oliver Stone) a Good Morning Vietnam (Berry Levinson) e Bird (Clint Eastwood) meraviglioso tributo al grande sassofonista Charlie “Bird”Parker; giusto alcuni esempi del decennio degli anni ’80; La moglie del soldato (Neil Jordan) nel  1992 per poi passare a Prêt à Porter (Robert  Altman) a  Smoke  (Wayne Wang) e  Ghost Dog – Il codice del samurai (Jim Jarmusch) sbalorditivo melange di diverse tipologie di film e primo grande esempio di questo prototipo di regia; piccolo viaggio nel mondo interpretativo di Forest degli anni ’90; Il quarto angelo (John Irvin) nel 2001 per poi passare a Panic Room (David Fincher) a The Great Debaters  (Denzel Washington) e infine  arriva il riconoscimento con il Premio Oscar per L’Ultimo Re di Scozia del 2006. Queste poche righe per tratteggiare ad ampie linee un grande attore come Forest Whitaker che al suo saldo conta 60 interpretazioni. Tutte pellicole che hanno avuto una loro storia e per un buon 20% sono state oggetto di riconoscimenti e premi di ogni genere tra Oscar, Golden Globe, Amy Award, Orsi di  Berlino e Leoni d’Argento di Venezia. Ma anche il suo impegno televisivo non è meno pregevole. Inoltre l’aspetto che ai più non è noto è la sua attività di regista. ‘Donne’ (Waiting to Exhale, 1998) e ‘Una teenager alla Casa Bianca’ (First Daughter, 2004) due tra le sue regie più conosciute.

In The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca, questa nuova performance, non poteva che dare ancora una volta il meglio di se.

L’interpretazione di Whitaker  è a dir poco stupefacente. L’aggettivo che potrebbe sembrare troppo fantasioso;  tenendo conto della caratteristica del personaggio,  l’aplomb di un maggiordomo è noto per silenziosità, acromia e stabilità; è al contrario molto riduttivo.

La pellicola è l’adattamento cinematografico di un articolo pubblicato sul The Washington Post che narra la vita di Eugene Allen maggiordomo alla Casa Bianca per ben più di trent’anni.

Nipote di schiavi della Virginia, Eugene Allen viene assunto come maggiordomo alla Casa Bianca nel 1952 come lavapiatti, e in seguito venne incaricato alla direzione della dispensa. I suoi artifici altamente cordiali e riservati sul piano personale, accompagnati da una buona dose di scrupolosità e solerzia come domestico, gli permisero di raggiungere una rapida e soddisfacente scalata professionale fino alla nomina di maggiordomo personale del Presidente. Nel corso di questo ruolo raggiunse l’apice della carriera: interagendo quotidianamente con i Presidenti che serviva non tardò a guadagnarsi la stima e l’amicizia personale, al punto che questi spesso e volentieri si confidavano con lui su delicate questioni sia intime che legate all’amministrazione del governo. La reputazione che si guadagnò era talmente alta che quando John Fitzgerald Kennedy cadde assassinato nel 1963 a Dallas, ricevette un invito come ospite d’onore al funerale da parte della famiglia presidenziale, ma sia pur ringraziando con cortesia, preferì declinare l’offerta sostenendo di dover farsi trovare pronto a ricevere i Kennedy al loro ritorno alla Casa Bianca dalle esequie solenni, e per prendersi cura dei preparativi delle visite programmate. Accettò comunque in dono la cravatta  preferita di Kennedy  offertagli dalla vedova.

Nella sua lunghissima carriera ebbe l’occasione di servire non solo i capi di stato di tutto il mondo ospitati alla Casa Bianca nelle riviste ufficiali, ma anche personaggi dello spettacolo come Duke Ellington, Elvis Presley, Sammy Davis Jr. Fu visitato tra gli altri da Martin Luther King che durante una cena alla Casa Bianca aveva espressamente chiesto di fare un giro nelle cucine per incontrare i camerieri, le cuoche e le persone di servizio.

Ormai comunemente accettato come incisivo ed autorevole membro del personale della Casa Bianca, in occasione di una cena di stato fu invitato dalla First Lady Nancy Reagan come ospite d’onore insieme alla propria consorte accanto alla coppia presidenziale. Ebbe l’opportunità di volare sull’ Air Force One con Nixon e di trascorrere un periodo nella residenza estiva di Camp David con Carter. Si ritirò in pensione nel 1986 dopo aver servito ben otto presidenti e trascorse un esistenza molto molto tranquilla rifiutando sempre qualsiasi intervista o proposta di scrivere un libro. Ricorda come il giorno più bello della sua vita quello dell’elezione di Barack Obama, segno inequivocabile del pacifico e non violento progresso afroamericano. Fu il neoeletto Presidente Obama ad invitalo come ospite d’onore e fu per Eugene la prima volta che entrò alla Casa Bianca con onore e scortato dai Marines.

Il nostro protagonista vede sua madre violentata e il padre assassinato per aver cercato di prendere le sue difese. Il film ripercorre tutte le tappe della conquista dei diritti civili della popolazione statunitense prima solo attraverso gli occhi del protagonista e successivamente anche attraverso le vicende dei suoi due figli; il primo attivista politico contro la discriminazione razziale aderirà a vari movimenti di protesta quale quelli ispirati da Martin Luther King e successivamente da Malcom X , il secondo invece soldato e vittima di guerra in Vietnam.

Il razzismo negli USA è un fenomeno storico complesso che affonda le sue radici nel periodo subito seguente all’epoca coloniale ed espansionistica della nazione e quindi alla formazione dello stato federale, e successivamente aggravata dai massicci moti d’immigrazione provenienti dai territori europei, asiatici, latinoamericani ed africani agli albori del XIX secolo.

Purtroppo la diffusione delle teorie eugeniste di Madison Grant traghettarono il problema razziale fin dentro il 1920 e fu solo nel 1960 che tutte le altre razze non caucasiche lentamente, una per volta, riuscirono a conquistare i diritti civili. Le leggi sulla segregazione razziale dei neri negli stati del sud verranno abolite dal governo federale, solo a quasi cento anni dalla loro entrata in vigore (Lincoln, 1 gennaio 1863), nel 1964 con l’approvazione del Civil Rights Act e nel 1965 con il Voting  Right Act.

Il nostro protagonista è come un movie vivente di questo pezzo di storia dell’America e in fondo di tutto il genere umano.

Allen è morto nel 2010 due anni dopo sua moglie per un’insufficienza renale, lasciando il figlio Charles come erede e testimone di una vita così singolare e preziosa per la storia del popolo americano ma senza alcun dubbio per l’umanità intera.

Tutto il cast del film è impressionante, sembra di vivere in una galleria interminabile di star come è già stato nel film Prêt a Porter. Forse potrebbe sembrare banale pensarlo e ancor più scriverlo ma proprio  tutte queste ragioni e ancor più per la prestigiosa interpretazione di Whitaker che questo film meriterebbe senza alcun dubbio l’ Oscar.

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca

  

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In The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca, questa nuova performance, non poteva che dare ancora una volta il meglio di se.

L’interpretazione di Whitaker  è a dir poco stupefacente. L’aggettivo che potrebbe sembrare troppo fantasioso;  tenendo conto della caratteristica del personaggio,  l’aplomb di un maggiordomo è noto per silenziosità, acromia e stabilità; è al contrario molto riduttivo.

La pellicola è l’adattamento cinematografico di un articolo pubblicato sul The Washington Post che narra la vita di Eugene Allen maggiordomo alla Casa Bianca per ben più di trent’anni.

Nipote di schiavi della Virginia, Eugene Allen viene assunto come maggiordomo alla Casa Bianca nel 1952 come lavapiatti, e in seguito venne incaricato alla direzione della dispensa. I suoi artifici altamente cordiali e riservati sul piano personale, accompagnati da una buona dose di scrupolosità e solerzia come domestico, gli permisero di raggiungere una rapida e soddisfacente scalata professionale fino alla nomina di maggiordomo personale del Presidente. Nel corso di questo ruolo raggiunse l’apice della carriera: interagendo quotidianamente con i Presidenti che serviva non tardò a guadagnarsi la stima e l’amicizia personale, al punto che questi spesso e volentieri si confidavano con lui su delicate questioni sia intime che legate all’amministrazione del governo. La reputazione che si guadagnò era talmente alta che quando John Fitzgerald Kennedy cadde assassinato nel 1963 a Dallas, ricevette un invito come ospite d’onore al funerale da parte della famiglia presidenziale, ma sia pur ringraziando con cortesia, preferì declinare l’offerta sostenendo di dover farsi trovare pronto a ricevere i Kennedy al loro ritorno alla Casa Bianca dalle esequie solenni, e per prendersi cura dei preparativi delle visite programmate. Accettò comunque in dono la cravatta  preferita di Kennedy  offertagli dalla vedova.

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Ormai comunemente accettato come incisivo ed autorevole membro del personale della Casa Bianca, in occasione di una cena di stato fu invitato dalla First Lady Nancy Reagan come ospite d’onore insieme alla propria consorte accanto alla coppia presidenziale. Ebbe l’opportunità di volare sull’ Air Force One con Nixon e di trascorrere un periodo nella residenza estiva di Camp David con Carter. Si ritirò in pensione nel 1986 dopo aver servito ben otto presidenti e trascorse un esistenza molto molto tranquilla rifiutando sempre qualsiasi intervista o proposta di scrivere un libro. Ricorda come il giorno più bello della sua vita quello dell’elezione di Barack Obama, segno inequivocabile del pacifico e non violento progresso afroamericano. Fu il neoeletto Presidente Obama ad invitalo come ospite d’onore e fu per Eugene la prima volta che entrò alla Casa Bianca con onore e scortato dai Marines.

Il nostro protagonista vede sua madre violentata e il padre assassinato per aver cercato di prendere le sue difese. Il film ripercorre tutte le tappe della conquista dei diritti civili della popolazione statunitense prima solo attraverso gli occhi del protagonista e successivamente anche attraverso le vicende dei suoi due figli; il primo attivista politico contro la discriminazione razziale aderirà a vari movimenti di protesta quale quelli ispirati da Martin Luther King e successivamente da Malcom X , il secondo invece soldato e vittima di guerra in Vietnam.

Il razzismo negli USA è un fenomeno storico complesso che affonda le sue radici nel periodo subito seguente all’epoca coloniale ed espansionistica della nazione e quindi alla formazione dello stato federale, e successivamente aggravata dai massicci moti d’immigrazione provenienti dai territori europei, asiatici, latinoamericani ed africani agli albori del XIX secolo.

Purtroppo la diffusione delle teorie eugeniste di Madison Grant traghettarono il problema razziale fin dentro il 1920 e fu solo nel 1960 che tutte le altre razze non caucasiche lentamente, una per volta, riuscirono a conquistare i diritti civili. Le leggi sulla segregazione razziale dei neri negli stati del sud verranno abolite dal governo federale, solo a quasi cento anni dalla loro entrata in vigore (Lincoln, 1 gennaio 1863), nel 1964 con l’approvazione del Civil Rights Act e nel 1965 con il Voting  Right Act.

Il nostro protagonista è come un movie vivente di questo pezzo di storia dell’America e in fondo di tutto il genere umano.

Allen è morto nel 2010 due anni dopo sua moglie per un’insufficienza renale, lasciando il figlio Charles come erede e testimone di una vita così singolare e preziosa per la storia del popolo americano ma senza alcun dubbio per l’umanità intera.

Tutto il cast del film è impressionante, sembra di vivere in una galleria interminabile di star come è già stato nel film Prêt a Porter. Forse potrebbe sembrare banale pensarlo e ancor più scriverlo ma proprio  tutte queste ragioni e ancor più per la prestigiosa interpretazione di Whitaker che questo film meriterebbe senza alcun dubbio l’ Oscar.

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