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Sul volo per l’Africa il Papa invita a pregare per la tragedia delle Bahamas

Il Papa conclude il tradizionale saluto ai giornalisti presenti sul volo chiedendo di pregare per le vittime dell’uragano che ha colpito gravemente le Bahamas.

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In viaggio verso Maputo, il Papa conclude il tradizionale saluto ai giornalisti presenti sul volo chiedendo di pregare per le vittime dell’uragano che ha colpito gravemente le Bahamas. Poco prima l’auspicio di “frutti” per la visita in Africa e anche un divertente siparietto con il decano dei vaticanisti

Alessandro De Carolis – volo Roma-Maputo

Il pezzo di cuore è là, vicino all’ultima “periferia”, la gente dei Caraibi travolta dalla catastrofe provocata dal “Dorian Hurricane”. Prima di congedarsi dal cordiale giro di saluti con i giornalisti, il Papa afferra di nuovo il microfono per invitare a una preghiera personale chi sta condividendo assieme a lui la lunga trasferta verso l’Africa meridionale. Francesco è informato delle devastazioni lasciate dall’uragano soprattutto nelle Bahamas – notizie e immagini parlano di migliaia di senzatetto e di morti lungo le strade disseminate di macerie. Sono “povera gente – dice – che da un giorno all’altro, perde la casa, perde tutto, anche la vita”. Così il Papa:

Vorrei invitarvi, ognuno nel suo cuore, a fare una preghiera per le vittime degli uragani nelle Bahamas: è povera gente che di colpo, da un giorno all’altro, perde la casa, perde tutto, anche la vita. Ognuno nel suo cuore faccia una preghiera per questi fratelli e sorelle che stanno soffrendo per questi uragani nelle Bahamas. Grazie.

La devastazione di Dorian

Il passaggio di “Dorian” nel Centroamerica richiama per analogia la striscia di morti e distruzioni lasciatisi alle spalle da “Idai” e “Kenneth” tra marzo e aprile scorsi in Mozambico, la prima tappa della settimana che il Papa trascorrerà nel continente africano compresa la visita in Madagascar e la sosta di alcune ore nelle Isole Mauritius. “Speriamo che questo viaggio un po’ lungo dia dei frutti”, aveva esordito Francesco all’inizio del saluto ai cronisti, preceduto dalle parole del neodirettore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, al primo viaggio nella nuova veste.

Francesco e il saluto ai giornalisti

Il Papa ha mostrato grande familiarità con le novità riguardanti il gruppo dei colleghi a bordo. Ha detto di voler concedere un’“omaggio” e dunque uno “spazio speciale” alla collega della EFE (l’agenzia di stampa spagnola, che celebra gli 80 anni di fondazione), che dunque avrà l’opportunità, durante la conferenza stampa sul volo di ritorno, di rivolgere domande supplementari a Francesco. Il Pontefice ha voluto rimarcare l’assenza da questo viaggio di Valentina Alazraki, giornalista di “Televisa”, decana dei vaticanisti in Sala Stampa, che avrebbe toccato in questa circostanza quota 153 viaggi apostolici. Di Valentina, in particolare, il Papa ha definito “un gioiello” il suo ultimo libro sulle donne maltrattate (“Grecia e le altre”, scritto con Luigi Ginami), che – afferma – fa capire “il dolore e lo sfruttamento delle donne al giorno d’oggi”. Con l’assenza della Alazraki, il Papa ha concluso con un sorriso passando il testimone a Phil Pullella, il co-decano a bordo, narratore di dozzine di viaggi papali sull’agenzia Reuters.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Alessandro De Carolis – volo Roma-Maputo

Il pezzo di cuore è là, vicino all’ultima “periferia”, la gente dei Caraibi travolta dalla catastrofe provocata dal “Dorian Hurricane”. Prima di congedarsi dal cordiale giro di saluti con i giornalisti, il Papa afferra di nuovo il microfono per invitare a una preghiera personale chi sta condividendo assieme a lui la lunga trasferta verso l’Africa meridionale. Francesco è informato delle devastazioni lasciate dall’uragano soprattutto nelle Bahamas – notizie e immagini parlano di migliaia di senzatetto e di morti lungo le strade disseminate di macerie. Sono “povera gente – dice – che da un giorno all’altro, perde la casa, perde tutto, anche la vita”. Così il Papa:

Vorrei invitarvi, ognuno nel suo cuore, a fare una preghiera per le vittime degli uragani nelle Bahamas: è povera gente che di colpo, da un giorno all’altro, perde la casa, perde tutto, anche la vita. Ognuno nel suo cuore faccia una preghiera per questi fratelli e sorelle che stanno soffrendo per questi uragani nelle Bahamas. Grazie.

La devastazione di Dorian

Il passaggio di “Dorian” nel Centroamerica richiama per analogia la striscia di morti e distruzioni lasciatisi alle spalle da “Idai” e “Kenneth” tra marzo e aprile scorsi in Mozambico, la prima tappa della settimana che il Papa trascorrerà nel continente africano compresa la visita in Madagascar e la sosta di alcune ore nelle Isole Mauritius. “Speriamo che questo viaggio un po’ lungo dia dei frutti”, aveva esordito Francesco all’inizio del saluto ai cronisti, preceduto dalle parole del neodirettore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, al primo viaggio nella nuova veste.

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Francesco e il saluto ai giornalisti

Il Papa ha mostrato grande familiarità con le novità riguardanti il gruppo dei colleghi a bordo. Ha detto di voler concedere un’“omaggio” e dunque uno “spazio speciale” alla collega della EFE (l’agenzia di stampa spagnola, che celebra gli 80 anni di fondazione), che dunque avrà l’opportunità, durante la conferenza stampa sul volo di ritorno, di rivolgere domande supplementari a Francesco. Il Pontefice ha voluto rimarcare l’assenza da questo viaggio di Valentina Alazraki, giornalista di “Televisa”, decana dei vaticanisti in Sala Stampa, che avrebbe toccato in questa circostanza quota 153 viaggi apostolici. Di Valentina, in particolare, il Papa ha definito “un gioiello” il suo ultimo libro sulle donne maltrattate (“Grecia e le altre”, scritto con Luigi Ginami), che – afferma – fa capire “il dolore e lo sfruttamento delle donne al giorno d’oggi”. Con l’assenza della Alazraki, il Papa ha concluso con un sorriso passando il testimone a Phil Pullella, il co-decano a bordo, narratore di dozzine di viaggi papali sull’agenzia Reuters.

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