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Storie di speranza dal centro del disastro

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Immagini dalle zone del sisma

Il drammatico terremoto che si è abbattuto sul centro Italia ieri notte ha ormai portato il conto delle vittime alla triste cifra di 247 persone oltre alle centinaia di feriti e alle migliaia di persone sfollate, alcune temporaneamente altre con lo sguardo sconsolato sulle macerie della loro casa. Ma per fortuna, anche una buona notizia. Dall’inizio dei soccorsi ben 215 persone estratte vive! La speranza è a prova di terremoto…

Nel cuore del disastro
Case sventrate, famiglie travolte, talvolta annientate dal terremoto, gesti di solidarietà, drammatici gesti di sciacallaggio che tanto feriscono anche chi non è direttamente coinvolto. Storie di umanità con luci e ombre poi quel disprezzo riversato sul web nei confronti di chi, come molti migranti, che pur non avendo nulla hanno messo a disposizione quel poco, compresa la propria disponibilità a dare una mano.

I richiedenti asilo residenti nelle Marche, prevalentemente nordafricani, aiutano già ora la Protezione Civile. Anche i 75 richiedenti asilo di Gioiosa Ionica (in provincia di Reggio Calabria), avendo difficoltà ad organizzare la partenza, per aiutare hanno deciso di donare il pocket money, ossia la somma garantita loro per le spese personali, per i terremotati. Gesti di solidarietà che non vanno disprezzati, ma riconosciuti con gratitudine a dimostrazione che spesso proprio chi non ha più nulla, è solidale perché empatico con chi è nella disgrazia.

Storie belle
Come quella di Suor Mariana, salvata da quello che lei stessa definisce come un “eroe”, che ha messo a repentaglio la propria vita per tirarla fuori dalle macerie:

“Ha rischiato la sua vita per salvarmi. Ha fatto un gesto eroico e il Signore lo ricompenserà”. A parlare è suor Mariana, 32enne albanese, che si trovava ad Amatrice nel convento ‘Don Minozzi, in villeggiatura. Altre tre religiose sono state messe in salvo dai soccorritori, mentre si cerca ancora tra le macerie del convento le tre suore e i quattro ospiti della struttura che mancano all’appello dopo il sisma (Repubblica, 25 agosto).

…e amare
O come nonna Vitaliana che grazie alla sua prontezza ha messo al sicuro i suoi nipotini di 6 e 4 anni nascondendoli sotto il letto e facendo scudo col suo corpo ai due bambini e assicurandone così la salvezza. Sono stati estratti tutti e tre vivi e non corrono immediato pericolo. Purtroppo nonno Vito – invece – non ce l’ha fatta (Vanity Fair, 24 agosto).

Un “Grazie” ai soccorritori è doveroso…

Gli interventi dei vigili del fuoco che estraggono dalle macerie due bambini ancora vivi. L’applauso è liberatorio!

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Il drammatico terremoto che si è abbattuto sul centro Italia ieri notte ha ormai portato il conto delle vittime alla triste cifra di 247 persone oltre alle centinaia di feriti e alle migliaia di persone sfollate, alcune temporaneamente altre con lo sguardo sconsolato sulle macerie della loro casa. Ma per fortuna, anche una buona notizia. Dall’inizio dei soccorsi ben 215 persone estratte vive! La speranza è a prova di terremoto…

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, Vigili del fuoco: 215 persone estratte vive da macerie http://skytg24.it/diretta 

Nel cuore del disastro
Case sventrate, famiglie travolte, talvolta annientate dal terremoto, gesti di solidarietà, drammatici gesti di sciacallaggio che tanto feriscono anche chi non è direttamente coinvolto. Storie di umanità con luci e ombre poi quel disprezzo riversato sul web nei confronti di chi, come molti migranti, che pur non avendo nulla hanno messo a disposizione quel poco, compresa la propria disponibilità a dare una mano.

I richiedenti asilo residenti nelle Marche, prevalentemente nordafricani, aiutano già ora la Protezione Civile. Anche i 75 richiedenti asilo di Gioiosa Ionica (in provincia di Reggio Calabria), avendo difficoltà ad organizzare la partenza, per aiutare hanno deciso di donare il pocket money, ossia la somma garantita loro per le spese personali, per i terremotati. Gesti di solidarietà che non vanno disprezzati, ma riconosciuti con gratitudine a dimostrazione che spesso proprio chi non ha più nulla, è solidale perché empatico con chi è nella disgrazia.

Storie belle
Come quella di Suor Mariana, salvata da quello che lei stessa definisce come un “eroe”, che ha messo a repentaglio la propria vita per tirarla fuori dalle macerie:

“Ha rischiato la sua vita per salvarmi. Ha fatto un gesto eroico e il Signore lo ricompenserà”. A parlare è suor Mariana, 32enne albanese, che si trovava ad Amatrice nel convento ‘Don Minozzi, in villeggiatura. Altre tre religiose sono state messe in salvo dai soccorritori, mentre si cerca ancora tra le macerie del convento le tre suore e i quattro ospiti della struttura che mancano all’appello dopo il sisma (Repubblica, 25 agosto).

…e amare
O come nonna Vitaliana che grazie alla sua prontezza ha messo al sicuro i suoi nipotini di 6 e 4 anni nascondendoli sotto il letto e facendo scudo col suo corpo ai due bambini e assicurandone così la salvezza. Sono stati estratti tutti e tre vivi e non corrono immediato pericolo. Purtroppo nonno Vito – invece – non ce l’ha fatta (Vanity Fair, 24 agosto).

Un “Grazie” ai soccorritori è doveroso…

Gli interventi dei vigili del fuoco che estraggono dalle macerie due bambini ancora vivi. L’applauso è liberatorio!

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