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Spadaro: la voce profetica della Chiesa in Amazzonia

Ne parla, in quest’intervista a Vatican News, padre Antonio Spadaro, direttore della rivista “La Civiltà Cattolica”

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Il Vangelo come parola viva capace di incidere nell’uomo e nella società. Ne parla, in quest’intervista a Vatican News, padre Antonio Spadaro, direttore della rivista “La Civiltà Cattolica”

Debora Donnini – Città del Vaticano

“Sta andando molto bene, soprattutto perché avverto una grande energia. Mi sembra che questa sia la cifra di questo incontro, un’energia capace di esprimere la ricchezza dei territori dai quali vengono i Pastori, un’energia che viene espressa in molti modi, a volte addirittura con il canto!”. Così padre Antonio Spadaro, che partecipa al Sinodo per l’Amazzonia in quanto membro di nomina pontificia, parla di questi primi giorni di lavori soffermandosi in particolare sul “grande desiderio di annuncio della Parola di Dio e di questioni su domande vere, su come vivere la Chiesa nei loro territori”.

R. – “Profezia” è la parola chiave di questo Sinodo. C’è la necessità di capire come la Chiesa e come il Vangelo, che la Chiesa testimonia, possano cambiare la realtà, possano avere la capacità di incidere anche sulla vita sociale, politica, ecologica dei territori. Il Vangelo come parola viva, non come parola morta.

Il Vangelo come parola viva capace di arrivare al cuore delle persone. In questo senso si è parlato anche dell’importanza dell’Eucarestia, cioè della necessità che arrivi in territori che sono molto vasti…

R. – C’è un’esigenza pastorale profonda che viene fuori dalle parole dei vescovi che a volte raccontano la loro esperienza: è come se in Italia ci fossero ad esempio 60 preti, in proporzione con il loro territorio. C’è un bisogno di proclamare la Parola di Dio, ma anche di vivere l’Eucarestia, quindi di non avere solo dei momenti in cui si prega insieme, ma anche in cui si celebrano insieme i Sacramenti.

A proposito dell’ecologia integrale, cosa pensa?

R. – L’ecologia integrale è un’idea che mette insieme la vita, la nostra religiosità, il nostro modo di vivere ordinariamente il territorio, che non è semplicemente qualcosa di materiale; allora ecologia integrale significa una visione che è tipicamente cattolica che mette insieme l’uomo, la terra, Dio. Questo è un grande appello che emerge sin dall’indizione di questo Sinodo, perché ci aiuta a capire come tutto è connesso.

I rappresentanti delle popolazioni indigene presenti a questo Sinodo, cosa stanno manifestando?

R. – Una presenza viva, una testimonianza della loro esperienza. Dobbiamo ascoltare. Questo è un altro tema importante del Sinodo: l’ascolto.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Debora Donnini – Città del Vaticano

“Sta andando molto bene, soprattutto perché avverto una grande energia. Mi sembra che questa sia la cifra di questo incontro, un’energia capace di esprimere la ricchezza dei territori dai quali vengono i Pastori, un’energia che viene espressa in molti modi, a volte addirittura con il canto!”. Così padre Antonio Spadaro, che partecipa al Sinodo per l’Amazzonia in quanto membro di nomina pontificia, parla di questi primi giorni di lavori soffermandosi in particolare sul “grande desiderio di annuncio della Parola di Dio e di questioni su domande vere, su come vivere la Chiesa nei loro territori”.

R. – “Profezia” è la parola chiave di questo Sinodo. C’è la necessità di capire come la Chiesa e come il Vangelo, che la Chiesa testimonia, possano cambiare la realtà, possano avere la capacità di incidere anche sulla vita sociale, politica, ecologica dei territori. Il Vangelo come parola viva, non come parola morta.

Il Vangelo come parola viva capace di arrivare al cuore delle persone. In questo senso si è parlato anche dell’importanza dell’Eucarestia, cioè della necessità che arrivi in territori che sono molto vasti…

R. – C’è un’esigenza pastorale profonda che viene fuori dalle parole dei vescovi che a volte raccontano la loro esperienza: è come se in Italia ci fossero ad esempio 60 preti, in proporzione con il loro territorio. C’è un bisogno di proclamare la Parola di Dio, ma anche di vivere l’Eucarestia, quindi di non avere solo dei momenti in cui si prega insieme, ma anche in cui si celebrano insieme i Sacramenti.

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A proposito dell’ecologia integrale, cosa pensa?

R. – L’ecologia integrale è un’idea che mette insieme la vita, la nostra religiosità, il nostro modo di vivere ordinariamente il territorio, che non è semplicemente qualcosa di materiale; allora ecologia integrale significa una visione che è tipicamente cattolica che mette insieme l’uomo, la terra, Dio. Questo è un grande appello che emerge sin dall’indizione di questo Sinodo, perché ci aiuta a capire come tutto è connesso.

I rappresentanti delle popolazioni indigene presenti a questo Sinodo, cosa stanno manifestando?

R. – Una presenza viva, una testimonianza della loro esperienza. Dobbiamo ascoltare. Questo è un altro tema importante del Sinodo: l’ascolto.

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