18.2 C
Roma
Dom, 25 Ottobre 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Papa Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Papa Francesco: gloria e croce siano...

Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Papa Francesco: gloria e croce siano inscindibili

Solennità dei Santi Pietro e Paolo

- Advertisement -

Nella Santa Messa, nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Papa Francesco esorta a volgere lo sguardo verso Gesù

Piazza San Pietro, incastonata tra il saldo abbraccio del colonnato e il soffice manto di un cielo terso, si è idealmente protesa verso l’orizzonte indicato dall’odierno Vangelo: Gesù Cristo, il Signore. Questo sguardo rivolto verso “l’Unto, il Consacrato di Dio”, ha scandito la Messa nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo, presieduta da Papa Francesco con il rito di benedizione del pallio per i nuovi arcivescovi metropoliti. Alla celebrazione hanno preso parte anche i cardinali creati nel concistoro di ieri.

Gloria e croce

Nell’omelia, il Pontefice indica un grande rischio: se si separa la gloria dalla croce restano solo trionfalismi “vuoti di amore, vuoti di servizio, vuoti di compassione, vuoti di popolo”. Indicando questi possibili abissi dell’animo, Papa Francesco sottolinea che “Gesù vuole riscattare i suoi discepoli, la sua Chiesa, da trionfalismi vuoti”:

“Gloria e croce in Gesù Cristo vanno insieme e non si possono separare; perché quando si abbandona la croce, anche se entriamo nello splendore abbagliante della gloria, ci inganneremo, perché quella non sarà la gloria di Dio, ma la beffa dell’avversario”.

Gesù libera da ogni giogo di schiavitù

Gesù – aggiunge Francesco – è l’Unto che, di villaggio in villaggio, cammina con l’unico desiderio di salvare e sollevare chi era considerato perduto”. “Unge il morto, unge il malato unge le ferite, unge la speranza”. Ogni giogo di schiavitù – sottolinea il Papa – “è distrutto grazie alla sua unzione”:

In tale unzione ogni peccatore, ogni sconfitto, malato, pagano – lì dove si trovava – ha potuto sentirsi membro amato della famiglia di Dio. Con i suoi gesti, Gesù gli diceva in modo personale: tu mi appartieni. Come Pietro, anche noi possiamo confessare con le nostre labbra e il nostro cuore non solo quello che abbiamo udito, ma anche l’esperienza concreta della nostra vita: siamo stati risuscitati, curati, rinnovati, colmati di speranza dall’unzione del Santo. Ogni giogo di schiavitù è distrutto grazie alla sua unzione.

“Questo amore misericordioso – afferma Francesco – richiede di andare in tutti gli angoli della vita per raggiungere tutti, anche se questo costasse il “buon nome”, le comodità, la posizione… il martirio”.

Non si ascoltino i “sussurri” del maligno

Contemplare la vita di Pietro e la sua confessione – spiega Francesco – significa anche “imparare a conoscere le tentazioni che accompagneranno la vita del discepolo”. “Non di rado sentiamo la tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore. Gesù tocca la miseria umana”:

Alla maniera di Pietro, come Chiesa, saremo sempre tentati da quei ‘sussurri’ del maligno che saranno pietra d’inciampo per la missione. E dico “sussurri” perché il demonio seduce sempre di nascosto, facendo sì che non si riconosca la sua intenzione, si comporta come un falso nel volere restare occulto e non essere scoperto.

Invece, partecipare all’unzione di Cristo – conclude il Papa – “è partecipare alla sua gloria, che è la sua Croce”.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Papa Francesco: gloria e croce siano inscindibili

Solennità dei Santi Pietro e Paolo

  

- Advertisement -

Nella Santa Messa, nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Papa Francesco esorta a volgere lo sguardo verso Gesù

Piazza San Pietro, incastonata tra il saldo abbraccio del colonnato e il soffice manto di un cielo terso, si è idealmente protesa verso l’orizzonte indicato dall’odierno Vangelo: Gesù Cristo, il Signore. Questo sguardo rivolto verso “l’Unto, il Consacrato di Dio”, ha scandito la Messa nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo, presieduta da Papa Francesco con il rito di benedizione del pallio per i nuovi arcivescovi metropoliti. Alla celebrazione hanno preso parte anche i cardinali creati nel concistoro di ieri.

Gloria e croce

Nell’omelia, il Pontefice indica un grande rischio: se si separa la gloria dalla croce restano solo trionfalismi “vuoti di amore, vuoti di servizio, vuoti di compassione, vuoti di popolo”. Indicando questi possibili abissi dell’animo, Papa Francesco sottolinea che “Gesù vuole riscattare i suoi discepoli, la sua Chiesa, da trionfalismi vuoti”:

“Gloria e croce in Gesù Cristo vanno insieme e non si possono separare; perché quando si abbandona la croce, anche se entriamo nello splendore abbagliante della gloria, ci inganneremo, perché quella non sarà la gloria di Dio, ma la beffa dell’avversario”.

- Advertisement -

Gesù libera da ogni giogo di schiavitù

Gesù – aggiunge Francesco – è l’Unto che, di villaggio in villaggio, cammina con l’unico desiderio di salvare e sollevare chi era considerato perduto”. “Unge il morto, unge il malato unge le ferite, unge la speranza”. Ogni giogo di schiavitù – sottolinea il Papa – “è distrutto grazie alla sua unzione”:

In tale unzione ogni peccatore, ogni sconfitto, malato, pagano – lì dove si trovava – ha potuto sentirsi membro amato della famiglia di Dio. Con i suoi gesti, Gesù gli diceva in modo personale: tu mi appartieni. Come Pietro, anche noi possiamo confessare con le nostre labbra e il nostro cuore non solo quello che abbiamo udito, ma anche l’esperienza concreta della nostra vita: siamo stati risuscitati, curati, rinnovati, colmati di speranza dall’unzione del Santo. Ogni giogo di schiavitù è distrutto grazie alla sua unzione.

“Questo amore misericordioso – afferma Francesco – richiede di andare in tutti gli angoli della vita per raggiungere tutti, anche se questo costasse il “buon nome”, le comodità, la posizione… il martirio”.

Non si ascoltino i “sussurri” del maligno

Contemplare la vita di Pietro e la sua confessione – spiega Francesco – significa anche “imparare a conoscere le tentazioni che accompagneranno la vita del discepolo”. “Non di rado sentiamo la tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore. Gesù tocca la miseria umana”:

Alla maniera di Pietro, come Chiesa, saremo sempre tentati da quei ‘sussurri’ del maligno che saranno pietra d’inciampo per la missione. E dico “sussurri” perché il demonio seduce sempre di nascosto, facendo sì che non si riconosca la sua intenzione, si comporta come un falso nel volere restare occulto e non essere scoperto.

Invece, partecipare all’unzione di Cristo – conclude il Papa – “è partecipare alla sua gloria, che è la sua Croce”.

- Advertisement -
Originale: Aleteia.org

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
286FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
631FollowerSegui
123IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Libri consigliati

12 storie di ordinaria santità

Il Sacrificio

La tenerezza nel vangelo di Marco

Teilhard, rivoluzione teologica

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x