8.9 C
Rome
Mar, 10 Dicembre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Vita Ecclesiale Sinodo, il cardinale Ouellet: “Non sono contrario ai viri probati, ma scettico”

Sinodo, il cardinale Ouellet: “Non sono contrario ai viri probati, ma scettico”

«Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato»

- Advertisement -

A pochi giorni dall’apertura dell’assise sull’Amazzonia, il prefetto dei Vescovi presenta un libro sul tema del celibato sacerdotale: «Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato». Sulle crociate anti-Sinodo: «Lascio agli altri libertà di espressione».

CITTA’ DEL VATICANO. «Non sono contrario, ma sono scettico». Il cardinale Marc Ouellet dichiara pubblicamente la sua posizione sulla questione che, da mesi, accende il dibattito intorno al Sinodo sull’Amazzonia che si terrà in Vaticano dal 6 al 27 ottobre. Ovvero quella dei “viri probati”, l’ordinazione di uomini sposati di una certa età e di provata fede che possano distribuire i sacramenti. Una possibilità già prevista nella Chiesa antica e che era stata discussa nel Sinodo del 2005, ma che ora, da diverse parti, viene interpretata come preludio all’abolizione del celibato.

Un rischio probabilmente paventato anche dal cardinale Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina, che a quattro giorni dall’apertura dell’assise sinodale ha pubblicato un libro, “Amici dello sposo” (edito da Cantagalli), per approfondire «una visione rinnovata del celibato sacerdotale».

La tempistica è curiosa, ma l’opera del porporato canadese, «ratzingeriano di ferro» e «conservatore aperto» com’è conosciuto in Curia, non vuole essere un attacco al Sinodo né un modo per influenzare le discussioni dei Padri. Almeno così ha assicurato lo stesso autore questa mattina, durante la presentazione del volume nella Sala Marconi del Palazzo Pio.

Ouellet rimane fermo sulle sue posizioni: «Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato», ma usa toni concilianti circa il dibattito che avverrà inevitabilmente in aula sul tema: «Alla fine è lo Spirito Santo a guidare i lavori». Certo prende le distanze da alcuni colleghi vescovi e cardinali che, recentemente, hanno pubblicato documenti di otto pagine contro i presunti «gravi errori teologici ed eresie» contenuti nell’Instrumentum laboris. Gli stessi che hanno lanciato «una crociata di digiuno e preghiera» dall’inizio alla fine dell’assise per evitare derive nella Chiesa.«Lascio ad altri la libertà di esprimersi – commenta il prefetto dei vescovi -, io ho espresso il mio punto di vista. Sono fiducioso perché il Papa è il Successore di Pietro e un uomo di discernimento, oltre che di grande testimonianza. Quindi, io come suo collaboratore, cerco di fare il mio meglio».

Per Ouellet è «troppo presto» per dire se ci saranno spaccature nel caso in cui la proposta dei «viri probati» venisse approvata dalla maggioranza dei 2/3 dei Padri votanti, e quindi messa nero su bianco in una esortazione apostolica del Pontefice divenendo magistero della Chiesa. «Non posso anticipare adesso una risposta, è presto. Bisogna vivere l’evento, seguire la riflessione.  Ci sono tutti i vescovi dell’Amazzonia e altri invitati, ci faranno prendere coscienza delle condizioni culturali ed ecclesiali di questo territorio immenso, di tutte le problematiche ecologiche, della protezione delle popolazioni e delle questioni antropologiche fondamentali. Credo che ci sarà uno scambio positivo e ricco».

Nessuna scintilla, quindi, come avvenuto nel doppio Sinodo sulla famiglia del 2014-2015. Eppure c’è chi arriva a ipotizzare anche uno «scisma» dopo l’assemblea sulla Amazzonia. «Questo evento è stato convocato dal Santo Padre nella luce dello spirito e della preghiera. È lo Spirito Santo, non dimenticatelo, a guidare i lavori», taglia corto il cardinale. Il Sinodo, aggiunge, è «un esercizio spirituale di grande portata» e, proprio per questo, «deve essere condotto con apertura di cuore, senza pregiudizi che chiudono prima di cominciare a sentire che cosa hanno da dire i vescovi che stanno lì».

Inoltre, la questione dei viri probati per il capo Dicastero è «una ipotesi molto, molto, secondaria. Le questioni essenziali non sono quelle». Alcuni vescovi dei diversi Vicariati della “cuenca” Amazonicas, tuttavia, non la pensano così; anzi molti parlano di una vera «necessità» considerando che ci sono comunità indigene, difficilmente raggiungibili se non dopo ore (o, addirittura, giorni) di viaggio in canoa, che ricevono l’Eucarestia una volta ogni due mesi.

Ouellet ha chiare queste situazioni, ma reputa comunque «controproducente per l’evangelizzazione introdurre alternative» che possano mettere in dubbio «la potenza evangelizzatrice del celibato». Che «non è un dogma», afferma, «ma un legame strettissimo, intimissimo, con Cristo sia per il vescovo che per il prete».

Quanto al caso specifico dell’Amazzonia, essa «è stata evangelizzata all’80% da comunità religiose, preti, gruppi di consacrati», rammenta il porporato. «Se le vocazioni sono in calo, se non abbiamo più preti da inviare, bisogna trovare un’alternativa. Non sono contrario ai viri probati, ma sono scettico. In Amazzonia mancano i catechisti, non hanno nemmeno i diaconi. Che comincino da altre cose prima di pensare che alle comunità lontane servono viri probati. Bisogna prendere atto delle condizioni concrete di ciascun posto e sviluppare una evangelizzazione inculturata perché gli indigeni si sentano parte della comunità. Ma non credo che il sacerdozio uxorato sia la soluzione».

Il cardinale Ouellet si toglie, infine, un sassolino dalla scarpa con chi faceva notare che rischia di diventare troppo autoreferenziale un dibattito solo sui ministeri e non sull’esigenza dei fedeli di ricevere i sacramenti. «Come mai parliamo di bisogno di sacramenti e poi la cresima è diventata un addio e non inserimento nell’assemblea?», ha domandato. «Fino a che punto si prende sul serio la preparazione di giovani e bambini che si confermano e poi spariscono? I genitori vengono insieme ai figli, poi dopo la cresima non si vede più nessuno».

Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Sinodo, il cardinale Ouellet: “Non sono contrario ai viri probati, ma scettico”

«Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato»

  

- Advertisement -

A pochi giorni dall’apertura dell’assise sull’Amazzonia, il prefetto dei Vescovi presenta un libro sul tema del celibato sacerdotale: «Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato». Sulle crociate anti-Sinodo: «Lascio agli altri libertà di espressione».

CITTA’ DEL VATICANO. «Non sono contrario, ma sono scettico». Il cardinale Marc Ouellet dichiara pubblicamente la sua posizione sulla questione che, da mesi, accende il dibattito intorno al Sinodo sull’Amazzonia che si terrà in Vaticano dal 6 al 27 ottobre. Ovvero quella dei “viri probati”, l’ordinazione di uomini sposati di una certa età e di provata fede che possano distribuire i sacramenti. Una possibilità già prevista nella Chiesa antica e che era stata discussa nel Sinodo del 2005, ma che ora, da diverse parti, viene interpretata come preludio all’abolizione del celibato.

Un rischio probabilmente paventato anche dal cardinale Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina, che a quattro giorni dall’apertura dell’assise sinodale ha pubblicato un libro, “Amici dello sposo” (edito da Cantagalli), per approfondire «una visione rinnovata del celibato sacerdotale».

La tempistica è curiosa, ma l’opera del porporato canadese, «ratzingeriano di ferro» e «conservatore aperto» com’è conosciuto in Curia, non vuole essere un attacco al Sinodo né un modo per influenzare le discussioni dei Padri. Almeno così ha assicurato lo stesso autore questa mattina, durante la presentazione del volume nella Sala Marconi del Palazzo Pio.

Ouellet rimane fermo sulle sue posizioni: «Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato», ma usa toni concilianti circa il dibattito che avverrà inevitabilmente in aula sul tema: «Alla fine è lo Spirito Santo a guidare i lavori». Certo prende le distanze da alcuni colleghi vescovi e cardinali che, recentemente, hanno pubblicato documenti di otto pagine contro i presunti «gravi errori teologici ed eresie» contenuti nell’Instrumentum laboris. Gli stessi che hanno lanciato «una crociata di digiuno e preghiera» dall’inizio alla fine dell’assise per evitare derive nella Chiesa.«Lascio ad altri la libertà di esprimersi – commenta il prefetto dei vescovi -, io ho espresso il mio punto di vista. Sono fiducioso perché il Papa è il Successore di Pietro e un uomo di discernimento, oltre che di grande testimonianza. Quindi, io come suo collaboratore, cerco di fare il mio meglio».

- Advertisement -

Per Ouellet è «troppo presto» per dire se ci saranno spaccature nel caso in cui la proposta dei «viri probati» venisse approvata dalla maggioranza dei 2/3 dei Padri votanti, e quindi messa nero su bianco in una esortazione apostolica del Pontefice divenendo magistero della Chiesa. «Non posso anticipare adesso una risposta, è presto. Bisogna vivere l’evento, seguire la riflessione.  Ci sono tutti i vescovi dell’Amazzonia e altri invitati, ci faranno prendere coscienza delle condizioni culturali ed ecclesiali di questo territorio immenso, di tutte le problematiche ecologiche, della protezione delle popolazioni e delle questioni antropologiche fondamentali. Credo che ci sarà uno scambio positivo e ricco».

Nessuna scintilla, quindi, come avvenuto nel doppio Sinodo sulla famiglia del 2014-2015. Eppure c’è chi arriva a ipotizzare anche uno «scisma» dopo l’assemblea sulla Amazzonia. «Questo evento è stato convocato dal Santo Padre nella luce dello spirito e della preghiera. È lo Spirito Santo, non dimenticatelo, a guidare i lavori», taglia corto il cardinale. Il Sinodo, aggiunge, è «un esercizio spirituale di grande portata» e, proprio per questo, «deve essere condotto con apertura di cuore, senza pregiudizi che chiudono prima di cominciare a sentire che cosa hanno da dire i vescovi che stanno lì».

Inoltre, la questione dei viri probati per il capo Dicastero è «una ipotesi molto, molto, secondaria. Le questioni essenziali non sono quelle». Alcuni vescovi dei diversi Vicariati della “cuenca” Amazonicas, tuttavia, non la pensano così; anzi molti parlano di una vera «necessità» considerando che ci sono comunità indigene, difficilmente raggiungibili se non dopo ore (o, addirittura, giorni) di viaggio in canoa, che ricevono l’Eucarestia una volta ogni due mesi.

Ouellet ha chiare queste situazioni, ma reputa comunque «controproducente per l’evangelizzazione introdurre alternative» che possano mettere in dubbio «la potenza evangelizzatrice del celibato». Che «non è un dogma», afferma, «ma un legame strettissimo, intimissimo, con Cristo sia per il vescovo che per il prete».

Quanto al caso specifico dell’Amazzonia, essa «è stata evangelizzata all’80% da comunità religiose, preti, gruppi di consacrati», rammenta il porporato. «Se le vocazioni sono in calo, se non abbiamo più preti da inviare, bisogna trovare un’alternativa. Non sono contrario ai viri probati, ma sono scettico. In Amazzonia mancano i catechisti, non hanno nemmeno i diaconi. Che comincino da altre cose prima di pensare che alle comunità lontane servono viri probati. Bisogna prendere atto delle condizioni concrete di ciascun posto e sviluppare una evangelizzazione inculturata perché gli indigeni si sentano parte della comunità. Ma non credo che il sacerdozio uxorato sia la soluzione».

Il cardinale Ouellet si toglie, infine, un sassolino dalla scarpa con chi faceva notare che rischia di diventare troppo autoreferenziale un dibattito solo sui ministeri e non sull’esigenza dei fedeli di ricevere i sacramenti. «Come mai parliamo di bisogno di sacramenti e poi la cresima è diventata un addio e non inserimento nell’assemblea?», ha domandato. «Fino a che punto si prende sul serio la preparazione di giovani e bambini che si confermano e poi spariscono? I genitori vengono insieme ai figli, poi dopo la cresima non si vede più nessuno».

- Advertisement -
Originale: Vatican Insider

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
279FansMi piace
873FollowerSegui
13,000FollowerSegui
606FollowerSegui
58IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

Consigli Pubblicitari

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO