10.5 C
Roma
Mar, 20 Ottobre 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Vita Ecclesiale Sinodo, il cardinale Ouellet: “Non sono contrario ai viri probati, ma scettico”

Sinodo, il cardinale Ouellet: “Non sono contrario ai viri probati, ma scettico”

«Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato»

- Advertisement -

A pochi giorni dall’apertura dell’assise sull’Amazzonia, il prefetto dei Vescovi presenta un libro sul tema del celibato sacerdotale: «Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato». Sulle crociate anti-Sinodo: «Lascio agli altri libertà di espressione».

CITTA’ DEL VATICANO. «Non sono contrario, ma sono scettico». Il cardinale Marc Ouellet dichiara pubblicamente la sua posizione sulla questione che, da mesi, accende il dibattito intorno al Sinodo sull’Amazzonia che si terrà in Vaticano dal 6 al 27 ottobre. Ovvero quella dei “viri probati”, l’ordinazione di uomini sposati di una certa età e di provata fede che possano distribuire i sacramenti. Una possibilità già prevista nella Chiesa antica e che era stata discussa nel Sinodo del 2005, ma che ora, da diverse parti, viene interpretata come preludio all’abolizione del celibato.

Un rischio probabilmente paventato anche dal cardinale Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina, che a quattro giorni dall’apertura dell’assise sinodale ha pubblicato un libro, “Amici dello sposo” (edito da Cantagalli), per approfondire «una visione rinnovata del celibato sacerdotale».

La tempistica è curiosa, ma l’opera del porporato canadese, «ratzingeriano di ferro» e «conservatore aperto» com’è conosciuto in Curia, non vuole essere un attacco al Sinodo né un modo per influenzare le discussioni dei Padri. Almeno così ha assicurato lo stesso autore questa mattina, durante la presentazione del volume nella Sala Marconi del Palazzo Pio.

Ouellet rimane fermo sulle sue posizioni: «Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato», ma usa toni concilianti circa il dibattito che avverrà inevitabilmente in aula sul tema: «Alla fine è lo Spirito Santo a guidare i lavori». Certo prende le distanze da alcuni colleghi vescovi e cardinali che, recentemente, hanno pubblicato documenti di otto pagine contro i presunti «gravi errori teologici ed eresie» contenuti nell’Instrumentum laboris. Gli stessi che hanno lanciato «una crociata di digiuno e preghiera» dall’inizio alla fine dell’assise per evitare derive nella Chiesa.«Lascio ad altri la libertà di esprimersi – commenta il prefetto dei vescovi -, io ho espresso il mio punto di vista. Sono fiducioso perché il Papa è il Successore di Pietro e un uomo di discernimento, oltre che di grande testimonianza. Quindi, io come suo collaboratore, cerco di fare il mio meglio».

Per Ouellet è «troppo presto» per dire se ci saranno spaccature nel caso in cui la proposta dei «viri probati» venisse approvata dalla maggioranza dei 2/3 dei Padri votanti, e quindi messa nero su bianco in una esortazione apostolica del Pontefice divenendo magistero della Chiesa. «Non posso anticipare adesso una risposta, è presto. Bisogna vivere l’evento, seguire la riflessione.  Ci sono tutti i vescovi dell’Amazzonia e altri invitati, ci faranno prendere coscienza delle condizioni culturali ed ecclesiali di questo territorio immenso, di tutte le problematiche ecologiche, della protezione delle popolazioni e delle questioni antropologiche fondamentali. Credo che ci sarà uno scambio positivo e ricco».

Nessuna scintilla, quindi, come avvenuto nel doppio Sinodo sulla famiglia del 2014-2015. Eppure c’è chi arriva a ipotizzare anche uno «scisma» dopo l’assemblea sulla Amazzonia. «Questo evento è stato convocato dal Santo Padre nella luce dello spirito e della preghiera. È lo Spirito Santo, non dimenticatelo, a guidare i lavori», taglia corto il cardinale. Il Sinodo, aggiunge, è «un esercizio spirituale di grande portata» e, proprio per questo, «deve essere condotto con apertura di cuore, senza pregiudizi che chiudono prima di cominciare a sentire che cosa hanno da dire i vescovi che stanno lì».

Inoltre, la questione dei viri probati per il capo Dicastero è «una ipotesi molto, molto, secondaria. Le questioni essenziali non sono quelle». Alcuni vescovi dei diversi Vicariati della “cuenca” Amazonicas, tuttavia, non la pensano così; anzi molti parlano di una vera «necessità» considerando che ci sono comunità indigene, difficilmente raggiungibili se non dopo ore (o, addirittura, giorni) di viaggio in canoa, che ricevono l’Eucarestia una volta ogni due mesi.

Ouellet ha chiare queste situazioni, ma reputa comunque «controproducente per l’evangelizzazione introdurre alternative» che possano mettere in dubbio «la potenza evangelizzatrice del celibato». Che «non è un dogma», afferma, «ma un legame strettissimo, intimissimo, con Cristo sia per il vescovo che per il prete».

Quanto al caso specifico dell’Amazzonia, essa «è stata evangelizzata all’80% da comunità religiose, preti, gruppi di consacrati», rammenta il porporato. «Se le vocazioni sono in calo, se non abbiamo più preti da inviare, bisogna trovare un’alternativa. Non sono contrario ai viri probati, ma sono scettico. In Amazzonia mancano i catechisti, non hanno nemmeno i diaconi. Che comincino da altre cose prima di pensare che alle comunità lontane servono viri probati. Bisogna prendere atto delle condizioni concrete di ciascun posto e sviluppare una evangelizzazione inculturata perché gli indigeni si sentano parte della comunità. Ma non credo che il sacerdozio uxorato sia la soluzione».

Il cardinale Ouellet si toglie, infine, un sassolino dalla scarpa con chi faceva notare che rischia di diventare troppo autoreferenziale un dibattito solo sui ministeri e non sull’esigenza dei fedeli di ricevere i sacramenti. «Come mai parliamo di bisogno di sacramenti e poi la cresima è diventata un addio e non inserimento nell’assemblea?», ha domandato. «Fino a che punto si prende sul serio la preparazione di giovani e bambini che si confermano e poi spariscono? I genitori vengono insieme ai figli, poi dopo la cresima non si vede più nessuno».

Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Sinodo, il cardinale Ouellet: “Non sono contrario ai viri probati, ma scettico”

«Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato»

  

- Advertisement -

A pochi giorni dall’apertura dell’assise sull’Amazzonia, il prefetto dei Vescovi presenta un libro sul tema del celibato sacerdotale: «Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato». Sulle crociate anti-Sinodo: «Lascio agli altri libertà di espressione».

CITTA’ DEL VATICANO. «Non sono contrario, ma sono scettico». Il cardinale Marc Ouellet dichiara pubblicamente la sua posizione sulla questione che, da mesi, accende il dibattito intorno al Sinodo sull’Amazzonia che si terrà in Vaticano dal 6 al 27 ottobre. Ovvero quella dei “viri probati”, l’ordinazione di uomini sposati di una certa età e di provata fede che possano distribuire i sacramenti. Una possibilità già prevista nella Chiesa antica e che era stata discussa nel Sinodo del 2005, ma che ora, da diverse parti, viene interpretata come preludio all’abolizione del celibato.

Un rischio probabilmente paventato anche dal cardinale Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina, che a quattro giorni dall’apertura dell’assise sinodale ha pubblicato un libro, “Amici dello sposo” (edito da Cantagalli), per approfondire «una visione rinnovata del celibato sacerdotale».

La tempistica è curiosa, ma l’opera del porporato canadese, «ratzingeriano di ferro» e «conservatore aperto» com’è conosciuto in Curia, non vuole essere un attacco al Sinodo né un modo per influenzare le discussioni dei Padri. Almeno così ha assicurato lo stesso autore questa mattina, durante la presentazione del volume nella Sala Marconi del Palazzo Pio.

Ouellet rimane fermo sulle sue posizioni: «Non credo che per avere un volto amazzonico, la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxorato», ma usa toni concilianti circa il dibattito che avverrà inevitabilmente in aula sul tema: «Alla fine è lo Spirito Santo a guidare i lavori». Certo prende le distanze da alcuni colleghi vescovi e cardinali che, recentemente, hanno pubblicato documenti di otto pagine contro i presunti «gravi errori teologici ed eresie» contenuti nell’Instrumentum laboris. Gli stessi che hanno lanciato «una crociata di digiuno e preghiera» dall’inizio alla fine dell’assise per evitare derive nella Chiesa.«Lascio ad altri la libertà di esprimersi – commenta il prefetto dei vescovi -, io ho espresso il mio punto di vista. Sono fiducioso perché il Papa è il Successore di Pietro e un uomo di discernimento, oltre che di grande testimonianza. Quindi, io come suo collaboratore, cerco di fare il mio meglio».

- Advertisement -

Per Ouellet è «troppo presto» per dire se ci saranno spaccature nel caso in cui la proposta dei «viri probati» venisse approvata dalla maggioranza dei 2/3 dei Padri votanti, e quindi messa nero su bianco in una esortazione apostolica del Pontefice divenendo magistero della Chiesa. «Non posso anticipare adesso una risposta, è presto. Bisogna vivere l’evento, seguire la riflessione.  Ci sono tutti i vescovi dell’Amazzonia e altri invitati, ci faranno prendere coscienza delle condizioni culturali ed ecclesiali di questo territorio immenso, di tutte le problematiche ecologiche, della protezione delle popolazioni e delle questioni antropologiche fondamentali. Credo che ci sarà uno scambio positivo e ricco».

Nessuna scintilla, quindi, come avvenuto nel doppio Sinodo sulla famiglia del 2014-2015. Eppure c’è chi arriva a ipotizzare anche uno «scisma» dopo l’assemblea sulla Amazzonia. «Questo evento è stato convocato dal Santo Padre nella luce dello spirito e della preghiera. È lo Spirito Santo, non dimenticatelo, a guidare i lavori», taglia corto il cardinale. Il Sinodo, aggiunge, è «un esercizio spirituale di grande portata» e, proprio per questo, «deve essere condotto con apertura di cuore, senza pregiudizi che chiudono prima di cominciare a sentire che cosa hanno da dire i vescovi che stanno lì».

Inoltre, la questione dei viri probati per il capo Dicastero è «una ipotesi molto, molto, secondaria. Le questioni essenziali non sono quelle». Alcuni vescovi dei diversi Vicariati della “cuenca” Amazonicas, tuttavia, non la pensano così; anzi molti parlano di una vera «necessità» considerando che ci sono comunità indigene, difficilmente raggiungibili se non dopo ore (o, addirittura, giorni) di viaggio in canoa, che ricevono l’Eucarestia una volta ogni due mesi.

Ouellet ha chiare queste situazioni, ma reputa comunque «controproducente per l’evangelizzazione introdurre alternative» che possano mettere in dubbio «la potenza evangelizzatrice del celibato». Che «non è un dogma», afferma, «ma un legame strettissimo, intimissimo, con Cristo sia per il vescovo che per il prete».

Quanto al caso specifico dell’Amazzonia, essa «è stata evangelizzata all’80% da comunità religiose, preti, gruppi di consacrati», rammenta il porporato. «Se le vocazioni sono in calo, se non abbiamo più preti da inviare, bisogna trovare un’alternativa. Non sono contrario ai viri probati, ma sono scettico. In Amazzonia mancano i catechisti, non hanno nemmeno i diaconi. Che comincino da altre cose prima di pensare che alle comunità lontane servono viri probati. Bisogna prendere atto delle condizioni concrete di ciascun posto e sviluppare una evangelizzazione inculturata perché gli indigeni si sentano parte della comunità. Ma non credo che il sacerdozio uxorato sia la soluzione».

Il cardinale Ouellet si toglie, infine, un sassolino dalla scarpa con chi faceva notare che rischia di diventare troppo autoreferenziale un dibattito solo sui ministeri e non sull’esigenza dei fedeli di ricevere i sacramenti. «Come mai parliamo di bisogno di sacramenti e poi la cresima è diventata un addio e non inserimento nell’assemblea?», ha domandato. «Fino a che punto si prende sul serio la preparazione di giovani e bambini che si confermano e poi spariscono? I genitori vengono insieme ai figli, poi dopo la cresima non si vede più nessuno».

- Advertisement -
Originale: Vatican Insider

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
286FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
632FollowerSegui
122IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x