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Sinagoghe in Italia, Mattioli 1885, Fidenza

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“Il perdono non cambia il passato

 ma di certo amplia il futuro. “

 Paul Boese

 

 

L’ebraismo italiano rappresenta un unicum e vanta una presenza bi millenaria e ininterrotta. In particolare, le oltre le cinquanta sinagoghe presenti in Italia offrono interni riccamente decorati secondo gli stili architettonici del tempo, dal baracco, al rococò, al neoclassico. Nelle sinagoghe e nei musei ebraici italiani si conservano preziosi arredi e corredi cerimoniali in argenti e tessuti dal XVI al XX secolo, uno straordinario patrimonio  artistico e culturale di grande valore.

 

Come è noto, il patrimonio culturale italiano presenta una varietà, una ricchezza e una diffusione territoriale uniche al mondo, nell’ambito di tale patrimonio, i beni culturali ebraici – architettonici, artistici, librari e archivistici – rappresentano un elemento con caratteristiche peculiari e testimoniano una presenza – a dire di alcuni minoritaria – ma profondamente radicata da almeno due millenni nella storia civile, politica e di pensiero italiana. 

 

Di questa secolare storia, di queste antiche tradizioni e di questa complessa cultura sono rimaste tracce visibili, spesso profonde e tuttora significative nelle città e nei piccoli centri, nei quali la presenza ebraica ha avuto un suo particolare radicamento, tanto che si può affermare che non vi sia angolo del territorio nazionale che non ne contenga.

 

Va ancora sottolineato che il patrimonio architettonico dell’ebraismo italiano è tanto più importante e significativo quando si consideri le distruzioni quasi totali di insigne sinagoghe nella Europa centro-orientale nel periodo nazista. 

 

Al loro interno, le sinagoghe conservano arredi e oggetti rituali: monumentali armadi (aranòt), che sono superbi esempi dell’arte lignea tra il XVI e VXIII secolo, e tra i quali vanno citati il rinascimentale aròn di Urbino e quelli barocchi di Venezia e di Pesaro; manufatti in argento e in tessuto (rimmonim, ataroth, meilim, parokoth) che costituiscono i preziosi rivestimenti per i rotoli della Torà (sefarim), tra i quali, senz’altro, emergono quelli di produzione romana e veneziana rea- lizzate da raffinate botteghe, presenti non solo presso le comunità di Roma e Venezia, ma anche in molte altre, come Modena, Firenze, Livorno.

 

Testimonianze tutte di grande spiritualità, ma nel contempo segno di una tradizione artistica stret-tamente legata con la coeva produzione di importanti botteghe ebraiche, pur impegnate in commissioni chiesastiche, alle quali entrambi le comunità si indirizzavano chiedendo, ciascuna di proprio, di adattare le convenzioni e gli stili della cultura dominante ai contenuti e scopi del credo a cui apparteneva.

 

Tutto questo viene magistralmente illustrato e spiegato in Sinagoghe in Italia. Guida ai luoghi del culto e della Tradizione Ebraica” di Franco Bonilauri e Vincenza Maugeri.

Da un titolo simile ci si aspetterebbe forse un semplice manuale per il turista “fai da te”, invece in questo volumetto portatile ma concentratissimo, sintetico e piuttosto esaustivo, si possono trovare molte informazioni interessanti e abbastanza approfondite.

Non è, infatti, un semplice elenco di sinagoghe con la descrizione dei vari elementi architettonici corredato da qualche breve nota storica, ma una vera e propria sintesi della cultura ebraica italiana.

 

Inizia con una prefazione del Rabbino Alberto Sermoneta dedicata alla genesi e al significato della sinagoga, prosegue poi con un’introduzione sulla storia degli ebrei in Italia, corredata da note di approfondimento sulla lingua ebraica, sul calendario, sulla Torah (ossia il Pentateuco, i primi cinque libri della Bibbia) e l’arte della sua scrittura amanuense, i suoi paramenti e ornamenti, sui momenti salienti della vita di un ebreo (la nascita, la maggiorità religiosa, il matrimonio), sulla musica e il canto in sinagoga. Un glossario divide questa prima parte dalla terza, la vera e propria guida.

 

Quest’ultima è a sua volta suddivisa in regioni e, partendo dal Piemonte, si arriva seguendo un preciso e dettagliato, itinerario alla Sicilia. Ogni regione viene introdotta da una cartina e da note storiche generali. Partendo poi, dal capoluogo, prosegue per i centri più piccoli, illustrando dettagliatamente l’architettura, non soltanto dei luoghi di culto propriamente detti, ma anche dei musei, dei ghetti, là dove vennero istituiti dai vari governanti per segregare e discriminare gli ebrei, e delle particolarità che si possono trovare nella zona circostante.

 

In alcuni casi sono presenti citazioni letterarie o descrizioni di usi e costumi tipici locali, in altri vengono menzionati i pittori e gli artisti che hanno contribuito alla realizzazione di opere d’arte o hanno inaugurato nuovi stili.

 

In carta patinata e con cartine geografiche e bellissime illustrazioni a colori, è un libro utile non solo per chi vuole viaggiare o per chi è interessato all’arte dei luoghi di culto, ma anche a tutti coloro che vogliono conoscere qualcosa in più dell’ebraismo, anche là dove ormai non c’è più la presenza di una comunità o dove, dopo oltre quattro secoli, si va lentamente riformando.

 

[review]

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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Sinagoghe in Italia, Mattioli 1885, Fidenza

  

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“Il perdono non cambia il passato

 ma di certo amplia il futuro. “

 Paul Boese

 

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L’ebraismo italiano rappresenta un unicum e vanta una presenza bi millenaria e ininterrotta. In particolare, le oltre le cinquanta sinagoghe presenti in Italia offrono interni riccamente decorati secondo gli stili architettonici del tempo, dal baracco, al rococò, al neoclassico. Nelle sinagoghe e nei musei ebraici italiani si conservano preziosi arredi e corredi cerimoniali in argenti e tessuti dal XVI al XX secolo, uno straordinario patrimonio  artistico e culturale di grande valore.

 

Come è noto, il patrimonio culturale italiano presenta una varietà, una ricchezza e una diffusione territoriale uniche al mondo, nell’ambito di tale patrimonio, i beni culturali ebraici – architettonici, artistici, librari e archivistici – rappresentano un elemento con caratteristiche peculiari e testimoniano una presenza – a dire di alcuni minoritaria – ma profondamente radicata da almeno due millenni nella storia civile, politica e di pensiero italiana. 

 

Di questa secolare storia, di queste antiche tradizioni e di questa complessa cultura sono rimaste tracce visibili, spesso profonde e tuttora significative nelle città e nei piccoli centri, nei quali la presenza ebraica ha avuto un suo particolare radicamento, tanto che si può affermare che non vi sia angolo del territorio nazionale che non ne contenga.

 

Va ancora sottolineato che il patrimonio architettonico dell’ebraismo italiano è tanto più importante e significativo quando si consideri le distruzioni quasi totali di insigne sinagoghe nella Europa centro-orientale nel periodo nazista. 

 

Al loro interno, le sinagoghe conservano arredi e oggetti rituali: monumentali armadi (aranòt), che sono superbi esempi dell’arte lignea tra il XVI e VXIII secolo, e tra i quali vanno citati il rinascimentale aròn di Urbino e quelli barocchi di Venezia e di Pesaro; manufatti in argento e in tessuto (rimmonim, ataroth, meilim, parokoth) che costituiscono i preziosi rivestimenti per i rotoli della Torà (sefarim), tra i quali, senz’altro, emergono quelli di produzione romana e veneziana rea- lizzate da raffinate botteghe, presenti non solo presso le comunità di Roma e Venezia, ma anche in molte altre, come Modena, Firenze, Livorno.

 

Testimonianze tutte di grande spiritualità, ma nel contempo segno di una tradizione artistica stret-tamente legata con la coeva produzione di importanti botteghe ebraiche, pur impegnate in commissioni chiesastiche, alle quali entrambi le comunità si indirizzavano chiedendo, ciascuna di proprio, di adattare le convenzioni e gli stili della cultura dominante ai contenuti e scopi del credo a cui apparteneva.

 

Tutto questo viene magistralmente illustrato e spiegato in Sinagoghe in Italia. Guida ai luoghi del culto e della Tradizione Ebraica” di Franco Bonilauri e Vincenza Maugeri.

Da un titolo simile ci si aspetterebbe forse un semplice manuale per il turista “fai da te”, invece in questo volumetto portatile ma concentratissimo, sintetico e piuttosto esaustivo, si possono trovare molte informazioni interessanti e abbastanza approfondite.

Non è, infatti, un semplice elenco di sinagoghe con la descrizione dei vari elementi architettonici corredato da qualche breve nota storica, ma una vera e propria sintesi della cultura ebraica italiana.

 

Inizia con una prefazione del Rabbino Alberto Sermoneta dedicata alla genesi e al significato della sinagoga, prosegue poi con un’introduzione sulla storia degli ebrei in Italia, corredata da note di approfondimento sulla lingua ebraica, sul calendario, sulla Torah (ossia il Pentateuco, i primi cinque libri della Bibbia) e l’arte della sua scrittura amanuense, i suoi paramenti e ornamenti, sui momenti salienti della vita di un ebreo (la nascita, la maggiorità religiosa, il matrimonio), sulla musica e il canto in sinagoga. Un glossario divide questa prima parte dalla terza, la vera e propria guida.

 

Quest’ultima è a sua volta suddivisa in regioni e, partendo dal Piemonte, si arriva seguendo un preciso e dettagliato, itinerario alla Sicilia. Ogni regione viene introdotta da una cartina e da note storiche generali. Partendo poi, dal capoluogo, prosegue per i centri più piccoli, illustrando dettagliatamente l’architettura, non soltanto dei luoghi di culto propriamente detti, ma anche dei musei, dei ghetti, là dove vennero istituiti dai vari governanti per segregare e discriminare gli ebrei, e delle particolarità che si possono trovare nella zona circostante.

 

In alcuni casi sono presenti citazioni letterarie o descrizioni di usi e costumi tipici locali, in altri vengono menzionati i pittori e gli artisti che hanno contribuito alla realizzazione di opere d’arte o hanno inaugurato nuovi stili.

 

In carta patinata e con cartine geografiche e bellissime illustrazioni a colori, è un libro utile non solo per chi vuole viaggiare o per chi è interessato all’arte dei luoghi di culto, ma anche a tutti coloro che vogliono conoscere qualcosa in più dell’ebraismo, anche là dove ormai non c’è più la presenza di una comunità o dove, dopo oltre quattro secoli, si va lentamente riformando.

 

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E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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