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Si può fare la Comunione più volte al giorno?

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C’è qualche limite nel numero di Messe cui si può partecipare?

Ci sono fedeli che, per ovvie ragioni, devono partecipare a molte Messe in un solo giorno, come nel caso dei ministri straordinari della Comunione, i sagrestani, i lettori, gli accoliti e gli animatori del canto, ma questo non fa sì che debbano necessariamente fare la Comunione a tutte le Messe.

Non c’è alcuna regolamentazione che limiti il numero di volte in cui si può assistere alla Messa in un solo giorno, ma esiste invece per il numero di volte in cui ci si può comunicare.

La possibilità di comunicarsi più di una volta al giorno – e quando si dice più di una si vuol dire non più di due – è stabilita nell’attuale Codice di Diritto Canonico per determinate circostanze (ricordiamo che il Codice è l’insieme delle norme giuridiche che regolano l’organizzazione della Chiesa cattolica di rito latino).

Riguardo ai sacerdoti e al numero di Messe che devono celebrare, il Codice afferma: “Eccettuati i casi in cui, a norma del diritto, è lecito celebrare o concelebrare l’Eucaristia più volte nello stesso giorno, non è consentito al sacerdote celebrare più di una volta al giorno. Nel caso vi sia scarsità di sacerdoti, l’Ordinario del luogo può concedere che i sacerdoti, per giusta causa, celebrino due volte al giorno” (Canone 905).

Di norma, quindi, e/o in circostanze ordinarie (perché ci sono eccezioni), i sacerdoti non devono celebrare più di due Messe e di conseguenza non devono comunicarsi più di due volte al giorno. Se questo si applica ai sacerdoti, a maggior ragione vale per i fedeli.

“Chi ha già ricevuto la santissima Eucaristia, può riceverla una seconda volta nello stesso giorno, soltanto entro la celebrazione eucaristica alla quale partecipa, salvo il disposto del can. 921, §2” (in pericolo di morte) (Can 917).

Il testo latino utilizza la parola iterum, che significa in senso stretto “una seconda volta, un’altra volta, di nuovo”.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 1388, cita (alla nota 224) una spiegazione della commissione pontificia per l’autentica interpretazione del Codice di Diritto Canonico nella quale si dice che “chi ha già ricevuto la santissima Eucaristia può riceverla una seconda volta nello stesso giorno”.

Nel Codice, si permette ai fedeli di comunicarsi due volte al giorno a patto che si partecipi a due Messe.

La Chiesa ha affermato l’impossibilità di ricevere la Santa Comunione più di due volte al giorno. Perché? Per rispetto e venerazione dell’Eucaristia, la cui ricezione non deve essere banalizzata.

Teniamo conto del fatto che nessuno diventa più cristiano o più santo per il fatto di comunicarsi più di una volta al giorno.

Più che comunicarci più di una volta al giorno, ciò che conta è stare sempre nella grazia di Dio, la buona disposizione (la preparazione) e la successiva azione di grazie perché la Comunione eucaristica dia i suoi frutti.

Se fatta come si deve, con una sola Comunione una volta a settimana, partecipando all’intera Messa tutte le domeniche e nelle feste di precetto, si riesce a crescere e/o a maturare nella vita cristiana.

Se si può partecipare all’Eucaristia ogni giorno come consiglia la Chiesa è un bene, ma vale di più una Comunione settimanale ben fatta che comunicarsi tutti i giorni nella routine e superficialmente.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Ci sono fedeli che, per ovvie ragioni, devono partecipare a molte Messe in un solo giorno, come nel caso dei ministri straordinari della Comunione, i sagrestani, i lettori, gli accoliti e gli animatori del canto, ma questo non fa sì che debbano necessariamente fare la Comunione a tutte le Messe.

Non c’è alcuna regolamentazione che limiti il numero di volte in cui si può assistere alla Messa in un solo giorno, ma esiste invece per il numero di volte in cui ci si può comunicare.

La possibilità di comunicarsi più di una volta al giorno – e quando si dice più di una si vuol dire non più di due – è stabilita nell’attuale Codice di Diritto Canonico per determinate circostanze (ricordiamo che il Codice è l’insieme delle norme giuridiche che regolano l’organizzazione della Chiesa cattolica di rito latino).

Riguardo ai sacerdoti e al numero di Messe che devono celebrare, il Codice afferma: “Eccettuati i casi in cui, a norma del diritto, è lecito celebrare o concelebrare l’Eucaristia più volte nello stesso giorno, non è consentito al sacerdote celebrare più di una volta al giorno. Nel caso vi sia scarsità di sacerdoti, l’Ordinario del luogo può concedere che i sacerdoti, per giusta causa, celebrino due volte al giorno” (Canone 905).

Di norma, quindi, e/o in circostanze ordinarie (perché ci sono eccezioni), i sacerdoti non devono celebrare più di due Messe e di conseguenza non devono comunicarsi più di due volte al giorno. Se questo si applica ai sacerdoti, a maggior ragione vale per i fedeli.

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“Chi ha già ricevuto la santissima Eucaristia, può riceverla una seconda volta nello stesso giorno, soltanto entro la celebrazione eucaristica alla quale partecipa, salvo il disposto del can. 921, §2” (in pericolo di morte) (Can 917).

Il testo latino utilizza la parola iterum, che significa in senso stretto “una seconda volta, un’altra volta, di nuovo”.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 1388, cita (alla nota 224) una spiegazione della commissione pontificia per l’autentica interpretazione del Codice di Diritto Canonico nella quale si dice che “chi ha già ricevuto la santissima Eucaristia può riceverla una seconda volta nello stesso giorno”.

Nel Codice, si permette ai fedeli di comunicarsi due volte al giorno a patto che si partecipi a due Messe.

La Chiesa ha affermato l’impossibilità di ricevere la Santa Comunione più di due volte al giorno. Perché? Per rispetto e venerazione dell’Eucaristia, la cui ricezione non deve essere banalizzata.

Teniamo conto del fatto che nessuno diventa più cristiano o più santo per il fatto di comunicarsi più di una volta al giorno.

Più che comunicarci più di una volta al giorno, ciò che conta è stare sempre nella grazia di Dio, la buona disposizione (la preparazione) e la successiva azione di grazie perché la Comunione eucaristica dia i suoi frutti.

Se fatta come si deve, con una sola Comunione una volta a settimana, partecipando all’intera Messa tutte le domeniche e nelle feste di precetto, si riesce a crescere e/o a maturare nella vita cristiana.

Se si può partecipare all’Eucaristia ogni giorno come consiglia la Chiesa è un bene, ma vale di più una Comunione settimanale ben fatta che comunicarsi tutti i giorni nella routine e superficialmente.

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