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«Serve una nuova mentalità nelle amministrazioni vaticane»

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Il Papa al Consiglio per l’Economia della Santa Sede: «La Chiesa gestisca i propri beni con premura verso i bisognosi, con trasparenza ed efficienza. La riforma della Curia non sarà semplice»

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ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

I beni della Chiesa vanno gestiti con una particolare premura per i poveri, e serve una «nuova mentalità» di servizio evangelico nelle amministrazioni della Santa Sede. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco, nel breve discorso che ha rivolto al nuovo Consiglio per l’Economia, coordinato dal cardinale di Monaco Reinhard Marx, e composto da porporati e laici. Un organismo che ha il ruolo di indirizzare le politiche amministrative e finanziarie del Vaticano.

Il Pontefice ha ricordato che il Consiglio per l’economia,  insieme alla Segreteria per l’Economia e l’ufficio del Revisore generale, sono stati istituiti lo scorso febbraio con una  «missione molto rilevante»: «la consapevolezza della Chiesa della sua responsabilità di tutelare e gestire con attenzione i propri beni alla luce della sua missione di evangelizzazione con particolare premura verso i bisognosi». Francesco ha precisato: «Non dobbiamo uscire da questa strada, trasparenza, efficienza … Tutto è per questo».

«La Santa Sede si sente chiamata – ha continuato Bergoglio – a mettere in atto tale missione, tenendo conto specialmente della sua responsabilità verso la Chiesa universale. Inoltre, questi cambiamenti rispecchieranno il desiderio di mettere in atto la necessaria riforma della Curia romana per meglio servire la Chiesa e la missione di Pietro. Questa è una sfida notevole, che richiede fedeltà e prudenza».

Un percorso, quello della riforma della Curia, che «non sarà semplice e richiede coraggio e determinazione. Una nuova mentalità di servizio evangelico – ha detto il Papa – dovrebbe stabilirsi nelle varie amministrazioni della Santa Sede. Il Consiglio per l’economia svolge un ruolo significativo in questo processo di riforma; ha il compito di sorvegliare la gestione economica e di vigilare sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie di queste amministrazioni; svolge la sua attività in rapporto stretto con la Segreteria per l’Economia».

Francesco ha ringraziato anche il cardinale George Pell, nuovo «ministro delle Finanze» del Vaticano per il suo lavoro.

«Il Consiglio – ha fatto notare Francesco – rappresenta la Chiesa universale: otto cardinali da varie Chiese particolari, sette laici che rappresentano varie parti del mondo e che contribuiscono con la loro esperienza al bene della Chiesa e della sua particolare missione. I laici sono membri a pieno titolo del nuovo Consiglio: non sono membri di seconda classe».

«Il lavoro del Consiglio – ha concluso il Papa – è di grande peso e di grande importanza, e offrirà un contributo fondamentale al servizio svolto dalla Curia romana e dalle varie amministrazioni della Santa Sede. Vi auguro buon lavoro e vi ringrazio tanto per quello che voi fate e farete. Grazie tante. E pregate per me: ne ho bisogno!».

Francesco è dunque tornato a indicare come prioritaria l’attenzione nell’uso delle risorse finanziarie e l’attenzione per i bisognosi e ha parlato del necessario cambiamento di mentalità nelle amministrazioni della Santa Sede.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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I beni della Chiesa vanno gestiti con una particolare premura per i poveri, e serve una «nuova mentalità» di servizio evangelico nelle amministrazioni della Santa Sede. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco, nel breve discorso che ha rivolto al nuovo Consiglio per l’Economia, coordinato dal cardinale di Monaco Reinhard Marx, e composto da porporati e laici. Un organismo che ha il ruolo di indirizzare le politiche amministrative e finanziarie del Vaticano.

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Il Pontefice ha ricordato che il Consiglio per l’economia,  insieme alla Segreteria per l’Economia e l’ufficio del Revisore generale, sono stati istituiti lo scorso febbraio con una  «missione molto rilevante»: «la consapevolezza della Chiesa della sua responsabilità di tutelare e gestire con attenzione i propri beni alla luce della sua missione di evangelizzazione con particolare premura verso i bisognosi». Francesco ha precisato: «Non dobbiamo uscire da questa strada, trasparenza, efficienza … Tutto è per questo».

«La Santa Sede si sente chiamata – ha continuato Bergoglio – a mettere in atto tale missione, tenendo conto specialmente della sua responsabilità verso la Chiesa universale. Inoltre, questi cambiamenti rispecchieranno il desiderio di mettere in atto la necessaria riforma della Curia romana per meglio servire la Chiesa e la missione di Pietro. Questa è una sfida notevole, che richiede fedeltà e prudenza».

Un percorso, quello della riforma della Curia, che «non sarà semplice e richiede coraggio e determinazione. Una nuova mentalità di servizio evangelico – ha detto il Papa – dovrebbe stabilirsi nelle varie amministrazioni della Santa Sede. Il Consiglio per l’economia svolge un ruolo significativo in questo processo di riforma; ha il compito di sorvegliare la gestione economica e di vigilare sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie di queste amministrazioni; svolge la sua attività in rapporto stretto con la Segreteria per l’Economia».

Francesco ha ringraziato anche il cardinale George Pell, nuovo «ministro delle Finanze» del Vaticano per il suo lavoro.

«Il Consiglio – ha fatto notare Francesco – rappresenta la Chiesa universale: otto cardinali da varie Chiese particolari, sette laici che rappresentano varie parti del mondo e che contribuiscono con la loro esperienza al bene della Chiesa e della sua particolare missione. I laici sono membri a pieno titolo del nuovo Consiglio: non sono membri di seconda classe».

«Il lavoro del Consiglio – ha concluso il Papa – è di grande peso e di grande importanza, e offrirà un contributo fondamentale al servizio svolto dalla Curia romana e dalle varie amministrazioni della Santa Sede. Vi auguro buon lavoro e vi ringrazio tanto per quello che voi fate e farete. Grazie tante. E pregate per me: ne ho bisogno!».

Francesco è dunque tornato a indicare come prioritaria l’attenzione nell’uso delle risorse finanziarie e l’attenzione per i bisognosi e ha parlato del necessario cambiamento di mentalità nelle amministrazioni della Santa Sede.

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