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Sei Salmi per aiutarci nei momenti difficili della vita

In quei momenti, i Salmi possono aiutarci a capire meglio il mistero della prova e ad affrontarla

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La sofferenza fa parte della nostra vita terrena. Noi la allontaniamo, piangiamo quando bussa alla nostra porta. In quei momenti, i Salmi possono aiutarci a capire meglio il mistero della prova e ad affrontarla

di Christine Ponsard

In certi periodi della nostra vita, quando le delusioni si accumulano, quando viviamo momenti difficili con le persone che amiamo, quando affrontiamo fallimenti personali o problemi di salute, possiamo scoraggiarci. A volte è l’inizio di una vera e propria depressione, che richiede cure mediche (non capita solo agli altri!), ma più spesso è solo una sfida passeggera. Come superare questo ostacolo? Come recuperare la fiducia? I Salmi ci aprono una via per uscire dall’oscurità.

“Fino a quando, o Signore, mi dimenticherai?” (Salmo 12)

Quando Dio sembra così distante che quasi dubitiamo della sua esistenza, siamo tentati di desistere dalla preghiera. Crediamo che la preghiera sia valida solo se trabocchiamo di amore e gratitudine. Quando il nostro cuore è triste, non preghiamo più perché ci vengono alle labbra solo parole amare.

Ma allora perché non raccontare questa amarezza al Signore? Come potremo dire che il Signore ha mutato il nostro dolore in danza e ci ha rivestiti di gioia (Salmo 29) se ci allontaniamo da Lui? La Bibbia è piena di grida d’angoscia. Lo stesso Gesù, prima di morire, ha detto: “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

“Getta sul Signore il tuo affanno, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli” (Salmo 54)

Dio vuole liberarci da tutti i nostri fardelli. Ci chiede solo una cosa: di permettergli di agire. Di non vergognarci a dargli tutto, anche quello che ci umilia, che ci sembra disprezzabile, addirittura repellente.

Un unico frutto marcio può contaminare tutta una cassa di frutti sani. Un unico seme marcio che non osiamo presentare al Signore basta per riempirci di tristezza e amarezza.

Lavami da tutte le mie iniquità e purificami dal mio peccato” (Salmo 50)

Dio non sta aspettando solo che compiamo buone azioni e ci liberiamo delle nostre croci. Vuole anche che Gli consegniamo il nostro peccato, perché la Sua gioia sta nel perdonarci.

Un giorno, il Signore ha chiesto a San Girolamo il suo bene più prezioso. Il santo ha elencato tutto ciò che aveva dato al Signore: digiuni prolungati, lunghe ore di preghiera, atti d’amore… Il Signore, però, stava aspettando un’altra cosa, e San Girolamo non sapeva cosa offrirgli! “E il tuo peccato?”, gli ha chiesto Gesù. “Perché non pensi di darmelo?”

“Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà” (Salmo 36)

Quando non sappiamo dove andare e l’ansia ci immerge nell’oscurità, abbiamo bisogno più che mai di impegnarci per indirizzare il nostro cammino verso il Signore, realizzando passo dopo passo la Sua volontà attraverso le piccole cose della vita quotidiana. Sforziamoci di vivere il momento presente pienamente, senza preoccuparci del resto. L’unica cosa che importa, l’unica cosa che dipende da noi, è fare la volontà di Dio qui e ora. Il resto appartiene solo a Lui. Non tormentiamoci in modo superfluo! Cerchiamo il Regno di Dio, e tutto il resto ci verrà dato in aggiunta.

“Ogni giorno ti benedirò e loderò il tuo nome per sempre” (Salmo 144)

Tutti i giorni, anche quando va tutto male, possiamo dire almeno un “Grazie” al Signore. Anche il giorno più oscuro ha la sua luce: il sorriso di un bambino, la bellezza di un paesaggio, un gesto di tenerezza, un incontro inaspettato.

Non addormentatevi senza aver detto “Grazie” al Signore. Non un “Grazie” vago e impersonale, ma uno specifico per qualcosa di specifico. Più ringraziamo, più motivi per ringraziare avremo. La lode apre i nostri occhi e il nostro cuore alle meraviglie di Dio.

“Il Signore, il mio Dio, illumina le mie tenebre. (…) il Dio che mi cinge di forza e rende la via retta” (Salmo 17)

Dio non sopprime la notte, la illumina. Non ci dispensa dal lottare, ci dà tutto ciò che serve per lottare coraggiosamente fino alla vittoria. Qualunque sia l’opacità della nostra notte, qualunque siano le lotte della vita, abbiamo la certezza che in Gesù risorto già siamo vittoriosi. Confidiamo in Lui con tutto il cuore, e poi canteremo “Poiché tu sei stato il mio aiuto, io esulto all’ombra delle tue ali”.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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In quei momenti, i Salmi possono aiutarci a capire meglio il mistero della prova e ad affrontarla

  

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La sofferenza fa parte della nostra vita terrena. Noi la allontaniamo, piangiamo quando bussa alla nostra porta. In quei momenti, i Salmi possono aiutarci a capire meglio il mistero della prova e ad affrontarla

di Christine Ponsard

In certi periodi della nostra vita, quando le delusioni si accumulano, quando viviamo momenti difficili con le persone che amiamo, quando affrontiamo fallimenti personali o problemi di salute, possiamo scoraggiarci. A volte è l’inizio di una vera e propria depressione, che richiede cure mediche (non capita solo agli altri!), ma più spesso è solo una sfida passeggera. Come superare questo ostacolo? Come recuperare la fiducia? I Salmi ci aprono una via per uscire dall’oscurità.

“Fino a quando, o Signore, mi dimenticherai?” (Salmo 12)

Quando Dio sembra così distante che quasi dubitiamo della sua esistenza, siamo tentati di desistere dalla preghiera. Crediamo che la preghiera sia valida solo se trabocchiamo di amore e gratitudine. Quando il nostro cuore è triste, non preghiamo più perché ci vengono alle labbra solo parole amare.

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Ma allora perché non raccontare questa amarezza al Signore? Come potremo dire che il Signore ha mutato il nostro dolore in danza e ci ha rivestiti di gioia (Salmo 29) se ci allontaniamo da Lui? La Bibbia è piena di grida d’angoscia. Lo stesso Gesù, prima di morire, ha detto: “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

“Getta sul Signore il tuo affanno, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli” (Salmo 54)

Dio vuole liberarci da tutti i nostri fardelli. Ci chiede solo una cosa: di permettergli di agire. Di non vergognarci a dargli tutto, anche quello che ci umilia, che ci sembra disprezzabile, addirittura repellente.

Un unico frutto marcio può contaminare tutta una cassa di frutti sani. Un unico seme marcio che non osiamo presentare al Signore basta per riempirci di tristezza e amarezza.

Lavami da tutte le mie iniquità e purificami dal mio peccato” (Salmo 50)

Dio non sta aspettando solo che compiamo buone azioni e ci liberiamo delle nostre croci. Vuole anche che Gli consegniamo il nostro peccato, perché la Sua gioia sta nel perdonarci.

Un giorno, il Signore ha chiesto a San Girolamo il suo bene più prezioso. Il santo ha elencato tutto ciò che aveva dato al Signore: digiuni prolungati, lunghe ore di preghiera, atti d’amore… Il Signore, però, stava aspettando un’altra cosa, e San Girolamo non sapeva cosa offrirgli! “E il tuo peccato?”, gli ha chiesto Gesù. “Perché non pensi di darmelo?”

“Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà” (Salmo 36)

Quando non sappiamo dove andare e l’ansia ci immerge nell’oscurità, abbiamo bisogno più che mai di impegnarci per indirizzare il nostro cammino verso il Signore, realizzando passo dopo passo la Sua volontà attraverso le piccole cose della vita quotidiana. Sforziamoci di vivere il momento presente pienamente, senza preoccuparci del resto. L’unica cosa che importa, l’unica cosa che dipende da noi, è fare la volontà di Dio qui e ora. Il resto appartiene solo a Lui. Non tormentiamoci in modo superfluo! Cerchiamo il Regno di Dio, e tutto il resto ci verrà dato in aggiunta.

“Ogni giorno ti benedirò e loderò il tuo nome per sempre” (Salmo 144)

Tutti i giorni, anche quando va tutto male, possiamo dire almeno un “Grazie” al Signore. Anche il giorno più oscuro ha la sua luce: il sorriso di un bambino, la bellezza di un paesaggio, un gesto di tenerezza, un incontro inaspettato.

Non addormentatevi senza aver detto “Grazie” al Signore. Non un “Grazie” vago e impersonale, ma uno specifico per qualcosa di specifico. Più ringraziamo, più motivi per ringraziare avremo. La lode apre i nostri occhi e il nostro cuore alle meraviglie di Dio.

“Il Signore, il mio Dio, illumina le mie tenebre. (…) il Dio che mi cinge di forza e rende la via retta” (Salmo 17)

Dio non sopprime la notte, la illumina. Non ci dispensa dal lottare, ci dà tutto ciò che serve per lottare coraggiosamente fino alla vittoria. Qualunque sia l’opacità della nostra notte, qualunque siano le lotte della vita, abbiamo la certezza che in Gesù risorto già siamo vittoriosi. Confidiamo in Lui con tutto il cuore, e poi canteremo “Poiché tu sei stato il mio aiuto, io esulto all’ombra delle tue ali”.

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