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Home Rubriche Risponde il teologo Se Dio è tanto potente da creare l’universo perché si occupa dell’uomo?

Se Dio è tanto potente da creare l’universo perché si occupa dell’uomo?

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Nei confronti dell’universo che appare infinito, cosa è mai l’uomo per Dio, chiede un lettore, e come concepire un Dio che crea tutto questo? Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Ai tempi di Gesù l’universo era piccolo, era quello che si vedeva ad occhio nudo, le stelle erano solo puntini. Adesso sappiamo che quei puntini sono soli spaventosamente grandi e con una energia enorme, che le galassie sono moltissime e che un essere umano è totalmente e immensamente insignificante in rapporto all’universo. Come si può concepire un Dio che ha dentro di sè la potenza di creare dal nulla milioni di galassie e miliardi di soli? E questo Dio si è dato tanto da fare per creare degli esseri che sono men che meno di microbi. Questo Dio immenso e con una potenza inimmaginabile perché dovrebbe ascoltare me con miliardi e miliardi di pianeti sparsi nell’universo?

Roberto Pedaletti

Se analizzassimo la statua del David di Michelangelo da chimici essa non sarebbe diversa da una stalattite e la potremmo scambiare per una zolletta di bicarbonato di sodio, da ciò è chiaro che è fondamentale con che occhio guardiamo le cose. Il mondo di cui facciamo parte che cos’è e com’è? Qual è la figura che tiene insieme questo immenso puzzle che chiamiamo creato e mondo? Il lettore capisce che è fondamentale sapere la «figura o immagine» della totalità del creato perché come in un puzzle di 10.000 pezzi, se non conoscessimo l’immagine che li tiene insieme e dà loro senso, un pezzo potrebbe andare bene con un altro a caso e sarebbe impossibile ricostruirlo.

Ordunque qual è l’immagine di questo mondo che ci permetterebbe di sapere chi noi siamo, che ruolo abbiamo in esso e che cosa si dovrebbe fare?

Questo compito lo lasciamo ai filosofi e a quei presunti scienziati che si autoproclamano filosofi e rivendicano la loro competenza anche in questo settore.

Qui stiamo nel campo della religione cristiana. Se il lettore si mettesse davanti all’affresco di Michelangelo che rappresenta la creazione dell’uomo, vedrebbe che il centro, il senso, il perno, il criterio di tutto il dipinto è lo spazio tra il dito di Dio e quello di Adamo: tutto ruota e ha significato in forza e grazie ad esso. Adamo poteva poi essere più o meno smilzo, sdraiato o in ginocchio, e Dio poteva anche non avere lo svolazzo e gli angeli intorno…l’importante è quella relazione tra l’onnipotenza di Dio e il dito di Adamo che la riceve. In altri termini, per noi che vogliamo ricostruire il puzzle è importante l’immagine d’insieme, ma per il pittore è fondamentale quello che lui vuol dire in quell’opera.

Ora chiediamoci: che cosa voleva fare e dirci Dio quando ha creato il mondo? Qual è il criterio, il centro, il nucleo, il senso di tutto il creato? Intorno a quale perno ruota il significato globale del creato tutto?

Il cristianesimo ritiene che, e Gesù lo dice espressamente in tutto il Vangelo: il centro del creato sia l’uomo, e tutto gira intorno a lui. Poi a mio avviso si potevano avere anche astri cubici e invece della gravitazione anche la repulsione, perché l’universo fisico è in funzione della vita dell’uomo, a questa Dio si appassiona e di essa si preoccupa: Dio ha tanto amato l’uomo da dare il suo Figlio unigenito.

Proprio per questo, nonostante ci sembriamo dispersi in uno spazio infinito e possiamo sembrare dei microbi che vagano per la materialità gretta e bellissima degli astri e delle galassie, possiamo sentirci importanti, degni di considerazione, apprezzabili e grandi… perché siamo il centro e il senso di tutta la creazione, ciò che dà ad esso significato e volto. Siamo l’oggetto dell’amore di Dio. Per cui diventa relativa l’immagine del mondo che questo può avere, perché il significato glielo diamo noi «esseri umani», come il raggio di luce che percorre il dito di Gesù nel dipinto di Caravaggio nella «vocazione di Matteo». È quella luce che dà senso a tutto il resto del quadro, che poteva essere fatto anche in altri modi, ma se togliete quel raggio di luce tutto diventa insignificante e banale.

Ecco perché Dio ascolta proprio te, me e ogni persona umana, perché se togliete l’uomo dal mondo, il mondo diventa un’ammucchiata di materia senza senso, buia, stupida e inutile.

Ma questo ci dice qualcosa di più. Tutta la potenza che Dio ha posto nel creare il mondo tutto, è, se vogliamo dire così, poca cosa rispetto all’essere umano, il quale – unico – è stato fatto a «immagine e somiglianza di Dio». È in questa immagine e somiglianza che Dio ha dato il meglio di se stesso, è l’uomo la vera immagine del mondo, e se volessimo ricostruire il puzzle del mondo creato, la figura globale sarebbe quella di ricostruire bene l’uomo nell’amore, nella bontà, in una storia fatta di giustizia, di misericordia, di servizio… se riuscissimo a ricostruire in concreto questa immagine dell’uomo: ecco questo sarebbe il vero senso del mondo intero e in ciò il creato avrebbe un volto.

Perciò il lettore preghi tranquillo non è una voce dispersa negli abissi o nei vuoti spazi astrali, Dio è dentro di lui e ci sente bene.

Athos Turchi

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Se Dio è tanto potente da creare l’universo perché si occupa dell’uomo?

  

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Nei confronti dell’universo che appare infinito, cosa è mai l’uomo per Dio, chiede un lettore, e come concepire un Dio che crea tutto questo? Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Ai tempi di Gesù l’universo era piccolo, era quello che si vedeva ad occhio nudo, le stelle erano solo puntini. Adesso sappiamo che quei puntini sono soli spaventosamente grandi e con una energia enorme, che le galassie sono moltissime e che un essere umano è totalmente e immensamente insignificante in rapporto all’universo. Come si può concepire un Dio che ha dentro di sè la potenza di creare dal nulla milioni di galassie e miliardi di soli? E questo Dio si è dato tanto da fare per creare degli esseri che sono men che meno di microbi. Questo Dio immenso e con una potenza inimmaginabile perché dovrebbe ascoltare me con miliardi e miliardi di pianeti sparsi nell’universo?

Roberto Pedaletti

Se analizzassimo la statua del David di Michelangelo da chimici essa non sarebbe diversa da una stalattite e la potremmo scambiare per una zolletta di bicarbonato di sodio, da ciò è chiaro che è fondamentale con che occhio guardiamo le cose. Il mondo di cui facciamo parte che cos’è e com’è? Qual è la figura che tiene insieme questo immenso puzzle che chiamiamo creato e mondo? Il lettore capisce che è fondamentale sapere la «figura o immagine» della totalità del creato perché come in un puzzle di 10.000 pezzi, se non conoscessimo l’immagine che li tiene insieme e dà loro senso, un pezzo potrebbe andare bene con un altro a caso e sarebbe impossibile ricostruirlo.

Ordunque qual è l’immagine di questo mondo che ci permetterebbe di sapere chi noi siamo, che ruolo abbiamo in esso e che cosa si dovrebbe fare?

Questo compito lo lasciamo ai filosofi e a quei presunti scienziati che si autoproclamano filosofi e rivendicano la loro competenza anche in questo settore.

Qui stiamo nel campo della religione cristiana. Se il lettore si mettesse davanti all’affresco di Michelangelo che rappresenta la creazione dell’uomo, vedrebbe che il centro, il senso, il perno, il criterio di tutto il dipinto è lo spazio tra il dito di Dio e quello di Adamo: tutto ruota e ha significato in forza e grazie ad esso. Adamo poteva poi essere più o meno smilzo, sdraiato o in ginocchio, e Dio poteva anche non avere lo svolazzo e gli angeli intorno…l’importante è quella relazione tra l’onnipotenza di Dio e il dito di Adamo che la riceve. In altri termini, per noi che vogliamo ricostruire il puzzle è importante l’immagine d’insieme, ma per il pittore è fondamentale quello che lui vuol dire in quell’opera.

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Ora chiediamoci: che cosa voleva fare e dirci Dio quando ha creato il mondo? Qual è il criterio, il centro, il nucleo, il senso di tutto il creato? Intorno a quale perno ruota il significato globale del creato tutto?

Il cristianesimo ritiene che, e Gesù lo dice espressamente in tutto il Vangelo: il centro del creato sia l’uomo, e tutto gira intorno a lui. Poi a mio avviso si potevano avere anche astri cubici e invece della gravitazione anche la repulsione, perché l’universo fisico è in funzione della vita dell’uomo, a questa Dio si appassiona e di essa si preoccupa: Dio ha tanto amato l’uomo da dare il suo Figlio unigenito.

Proprio per questo, nonostante ci sembriamo dispersi in uno spazio infinito e possiamo sembrare dei microbi che vagano per la materialità gretta e bellissima degli astri e delle galassie, possiamo sentirci importanti, degni di considerazione, apprezzabili e grandi… perché siamo il centro e il senso di tutta la creazione, ciò che dà ad esso significato e volto. Siamo l’oggetto dell’amore di Dio. Per cui diventa relativa l’immagine del mondo che questo può avere, perché il significato glielo diamo noi «esseri umani», come il raggio di luce che percorre il dito di Gesù nel dipinto di Caravaggio nella «vocazione di Matteo». È quella luce che dà senso a tutto il resto del quadro, che poteva essere fatto anche in altri modi, ma se togliete quel raggio di luce tutto diventa insignificante e banale.

Ecco perché Dio ascolta proprio te, me e ogni persona umana, perché se togliete l’uomo dal mondo, il mondo diventa un’ammucchiata di materia senza senso, buia, stupida e inutile.

Ma questo ci dice qualcosa di più. Tutta la potenza che Dio ha posto nel creare il mondo tutto, è, se vogliamo dire così, poca cosa rispetto all’essere umano, il quale – unico – è stato fatto a «immagine e somiglianza di Dio». È in questa immagine e somiglianza che Dio ha dato il meglio di se stesso, è l’uomo la vera immagine del mondo, e se volessimo ricostruire il puzzle del mondo creato, la figura globale sarebbe quella di ricostruire bene l’uomo nell’amore, nella bontà, in una storia fatta di giustizia, di misericordia, di servizio… se riuscissimo a ricostruire in concreto questa immagine dell’uomo: ecco questo sarebbe il vero senso del mondo intero e in ciò il creato avrebbe un volto.

Perciò il lettore preghi tranquillo non è una voce dispersa negli abissi o nei vuoti spazi astrali, Dio è dentro di lui e ci sente bene.

Athos Turchi

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