17 C
Rome
sabato, 19 Ottobre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Rubriche Recensioni Libri Schiavi degli Dei, Biagio Russo, Edizioni del Poggio

Schiavi degli Dei, Biagio Russo, Edizioni del Poggio

- Advertisement -

 

Per quel che mi riguarda, lo sò già, sono percorsi talvolta dolorosi, ma che mi hanno portato alla convinzione che su tutto vi è una energia suprema, una grande intelligenza universale che tutto crea. Ha generato l’Universo, le sue leggi, le sue creature e finanche coloro che hanno creato l’uomo, così come oggi egli é.

Biagio Russo, Schiavi degli Dei, pag. 19

 

Sono pochi i libri che ho riletto più di una volta, e soprattutto non immediatamente in ordine cronologico e ancor meno per motivi analitici. Come tutti, teologi in primis, solo la Bibbia l’ho letta e riletta più volte nel corso degli anni al punto da perdere il conto; la Bibbia è stata sviscerata ed amata e accolta come la mia stessa vita ed identità.

L’opera del nostro autore mi ha colpito subito perché per me come per tutti coloro che amano veramente il sapere non si può acriticamente non comprendere che ogni  scienza dona all’umanità una porzione della verità. Ogni scienza ci spiega un qualcosa una parte di quell’immenso che nonostante i millenni ci è ancora ignoto o per lo meno non contestualizzato.

Ho di proposito indicato come incipit le parole stesse di Russo. Ritengo che sia  doveroso chiarire che ben oltre il suo serio lavoro egli non sia irrispettoso verso le credenze di nessuno. Il suo scopo, come quello di qualsiasi scienziato, è di aiutare il genere umano a comprendere e quindi in senso ampio a continuare la sua evoluzione.

 

 

Purtroppo in alcuni passi della sua opera egli non può esimersi dal puntualizzare eventi risolutivi accaduti, spiacevolmente celati e passati sotto silenzio, e pertanto è stato costretto anche a fare cenno dei responsabili di tali occultamenti.

 

 

Occultare è comunque un crimine. Non sapere cambia gli eventi. Non sapere, non far sapere è direttamente o indirettamente  un rinforzo all’errore. A quanto pare questo è copiosamente accaduto. Accadrà ancora? Probabilmente si. Russo non ha tutte le risposte. Ma il suo merito è l’onestà di aver dato un integro aiuto affinché possa avvenire un salto di qualità per il benessere e la consapevolezza di tutto il genere umano.

Tanti anni fa i miei figli al rientro da scuola mi posero questa domanda: “Mamma, oggi la maestra ci ha parlato del Big Bang. Ma chi ha creato l’Universo? E’ stato Dio o il Big Bang?” Una domanda innocente di bambini che chiedono la verità. La mia risposta fu semplice. “Gli scienziati sono coloro che dello studio e della scoperta hanno fatto lo scopo della loro vita. Possono anche loro fare degli errori soprattutto in merito alla completezza delle risposte. Non tutto quello che scoprono è come una torta finita e perfetta da gustare. Quello che voi dovete chiedervi è chi ha creato – oppure da dove vengono – la materia/le materie coinvolte in quel cosmico evento che gli scienziati hanno scoperto e chiamato Big Bang.”

Il nocciolo della questione degli studi di Russo, e degli scienziati a cui lui fa riferimento, è ancora il medesimo come quello che affrontai con i miei bambini. Oltre alle domande che lui ci lascia in eredità di suo stesso pugno del tipo: “Come mai è avvenuta una destrutturazione delle conoscenze pregresse? “Come mai del racconto del Diluvio Universale ne esistono almeno 60 versioni sparse per tutto il mondo?” “Non esistono veramente più i veri superstiti di quella civiltà che 350’000 anni fa era molto più progredita della nostra?” “Come è stato possibile che nel 1892 a Morrisonville nell’Illinois fu trovata una catena d’oro di 300 milioni di anni fa?” “Come si spiegano l’esistenza di utensili risalenti all’Eocene, cioè 50 milioni di anni fa?” “Cosa pensare della famosa Pila di Bagdad, sempre se sopravvissuta alla guerra, lei risale al 3000 a.C.?”;  io personalmente ne aggiungerei delle altre.

 

Se i Dingir o gli Anunnaki siano veramente scomparsi dal nostro pianeta, oppure siano ancora presenti in qualche modo, questo non lo sappiamo. Almeno per ora lo ignoriamo. Ma il punto non è solo questo.

 

I lulu dovevano essere degli schiavi? Ok, ma oggi lavoriamo e produciamo per il nostro stesso fabbisogno e sentendo i continui rapporti della FAO e degli altri organismi preposti al monitoraggio della produzione di cibo su scala mondiale gli approvvigionamenti non sono neppure sufficienti per i 2/3 dell’umanità che vive al di sotto del livello di sussistenza?

 

Come mai se avevano tanto bisogno di schiavi hanno deciso di scomparire?  Come mai, assodato ormai le ragioni del linguaggio particolare, la Bibbia è comunque un testo completo a riguardo di una sana ed integra sopravvivenza “degli Schiavi degli  Dei”? Non preoccupandosi di noi e lasciando tranquillamente che il genere umano si autodistruggesse e alla velocità desiderata avrebbero potuto “formattare” e rincominciare il loro progetto da zero.  Siamo veramente solo un esperimento genetico o siamo qualcosa di più?

 

Sono venuti perché avevano “fame” o perché il pianeta terra possedeva qualcosa che adesso è scomparso per cui anche loro sono “altrove”?

 

Come mai nei paesi islamici sembra esserci una ingiustificata fobia verso i siti archeologici e una corsa alla distruzione di ogni forma di testimonianza del passato? Come spiegare nonostante l’inconfutabile processo di destrutturazione delle conoscenze pregresse, di cui l’autore stesso fa

 

 

cenno, che proprio tra i figli di Sem continua a splendere con una forza inconsueta “la luce della sapienza”? Come mai dopo millenni sempre e solo i figli di Sem continuano ad essere perseguitati nonostante il loro sincero e concreto Tiqqun ‘Olam ?

 

Inoltre, come ampiamente illustrato nelle sue opere, anche se in tono fin troppo dispregiativo e privo di molte conoscenze successive visto il suo ruolo di giurista in una cultura patriarcale, dallo stesso Bachofen – che anche il nostro Russo cita – i dingir dopo i nephilim hanno comunque preferito che regnasse un matriarcato?

 

Avrei altre domande. Ma credo sia giusto lasciare spazio a tutti. Quindi invito tutti a leggere l’opera di Biagio Russo e di integrare  con la propria sensibilità e la propria fede questo pregevole testo.

 

[review]

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Schiavi degli Dei, Biagio Russo, Edizioni del Poggio

  

- Advertisement -

 

Per quel che mi riguarda, lo sò già, sono percorsi talvolta dolorosi, ma che mi hanno portato alla convinzione che su tutto vi è una energia suprema, una grande intelligenza universale che tutto crea. Ha generato l’Universo, le sue leggi, le sue creature e finanche coloro che hanno creato l’uomo, così come oggi egli é.

Biagio Russo, Schiavi degli Dei, pag. 19

 

Sono pochi i libri che ho riletto più di una volta, e soprattutto non immediatamente in ordine cronologico e ancor meno per motivi analitici. Come tutti, teologi in primis, solo la Bibbia l’ho letta e riletta più volte nel corso degli anni al punto da perdere il conto; la Bibbia è stata sviscerata ed amata e accolta come la mia stessa vita ed identità.

- Advertisement -

L’opera del nostro autore mi ha colpito subito perché per me come per tutti coloro che amano veramente il sapere non si può acriticamente non comprendere che ogni  scienza dona all’umanità una porzione della verità. Ogni scienza ci spiega un qualcosa una parte di quell’immenso che nonostante i millenni ci è ancora ignoto o per lo meno non contestualizzato.

Ho di proposito indicato come incipit le parole stesse di Russo. Ritengo che sia  doveroso chiarire che ben oltre il suo serio lavoro egli non sia irrispettoso verso le credenze di nessuno. Il suo scopo, come quello di qualsiasi scienziato, è di aiutare il genere umano a comprendere e quindi in senso ampio a continuare la sua evoluzione.

 

 

Purtroppo in alcuni passi della sua opera egli non può esimersi dal puntualizzare eventi risolutivi accaduti, spiacevolmente celati e passati sotto silenzio, e pertanto è stato costretto anche a fare cenno dei responsabili di tali occultamenti.

 

 

Occultare è comunque un crimine. Non sapere cambia gli eventi. Non sapere, non far sapere è direttamente o indirettamente  un rinforzo all’errore. A quanto pare questo è copiosamente accaduto. Accadrà ancora? Probabilmente si. Russo non ha tutte le risposte. Ma il suo merito è l’onestà di aver dato un integro aiuto affinché possa avvenire un salto di qualità per il benessere e la consapevolezza di tutto il genere umano.

Tanti anni fa i miei figli al rientro da scuola mi posero questa domanda: “Mamma, oggi la maestra ci ha parlato del Big Bang. Ma chi ha creato l’Universo? E’ stato Dio o il Big Bang?” Una domanda innocente di bambini che chiedono la verità. La mia risposta fu semplice. “Gli scienziati sono coloro che dello studio e della scoperta hanno fatto lo scopo della loro vita. Possono anche loro fare degli errori soprattutto in merito alla completezza delle risposte. Non tutto quello che scoprono è come una torta finita e perfetta da gustare. Quello che voi dovete chiedervi è chi ha creato – oppure da dove vengono – la materia/le materie coinvolte in quel cosmico evento che gli scienziati hanno scoperto e chiamato Big Bang.”

Il nocciolo della questione degli studi di Russo, e degli scienziati a cui lui fa riferimento, è ancora il medesimo come quello che affrontai con i miei bambini. Oltre alle domande che lui ci lascia in eredità di suo stesso pugno del tipo: “Come mai è avvenuta una destrutturazione delle conoscenze pregresse? “Come mai del racconto del Diluvio Universale ne esistono almeno 60 versioni sparse per tutto il mondo?” “Non esistono veramente più i veri superstiti di quella civiltà che 350’000 anni fa era molto più progredita della nostra?” “Come è stato possibile che nel 1892 a Morrisonville nell’Illinois fu trovata una catena d’oro di 300 milioni di anni fa?” “Come si spiegano l’esistenza di utensili risalenti all’Eocene, cioè 50 milioni di anni fa?” “Cosa pensare della famosa Pila di Bagdad, sempre se sopravvissuta alla guerra, lei risale al 3000 a.C.?”;  io personalmente ne aggiungerei delle altre.

 

Se i Dingir o gli Anunnaki siano veramente scomparsi dal nostro pianeta, oppure siano ancora presenti in qualche modo, questo non lo sappiamo. Almeno per ora lo ignoriamo. Ma il punto non è solo questo.

 

I lulu dovevano essere degli schiavi? Ok, ma oggi lavoriamo e produciamo per il nostro stesso fabbisogno e sentendo i continui rapporti della FAO e degli altri organismi preposti al monitoraggio della produzione di cibo su scala mondiale gli approvvigionamenti non sono neppure sufficienti per i 2/3 dell’umanità che vive al di sotto del livello di sussistenza?

 

Come mai se avevano tanto bisogno di schiavi hanno deciso di scomparire?  Come mai, assodato ormai le ragioni del linguaggio particolare, la Bibbia è comunque un testo completo a riguardo di una sana ed integra sopravvivenza “degli Schiavi degli  Dei”? Non preoccupandosi di noi e lasciando tranquillamente che il genere umano si autodistruggesse e alla velocità desiderata avrebbero potuto “formattare” e rincominciare il loro progetto da zero.  Siamo veramente solo un esperimento genetico o siamo qualcosa di più?

 

Sono venuti perché avevano “fame” o perché il pianeta terra possedeva qualcosa che adesso è scomparso per cui anche loro sono “altrove”?

 

Come mai nei paesi islamici sembra esserci una ingiustificata fobia verso i siti archeologici e una corsa alla distruzione di ogni forma di testimonianza del passato? Come spiegare nonostante l’inconfutabile processo di destrutturazione delle conoscenze pregresse, di cui l’autore stesso fa

 

 

cenno, che proprio tra i figli di Sem continua a splendere con una forza inconsueta “la luce della sapienza”? Come mai dopo millenni sempre e solo i figli di Sem continuano ad essere perseguitati nonostante il loro sincero e concreto Tiqqun ‘Olam ?

 

Inoltre, come ampiamente illustrato nelle sue opere, anche se in tono fin troppo dispregiativo e privo di molte conoscenze successive visto il suo ruolo di giurista in una cultura patriarcale, dallo stesso Bachofen – che anche il nostro Russo cita – i dingir dopo i nephilim hanno comunque preferito che regnasse un matriarcato?

 

Avrei altre domande. Ma credo sia giusto lasciare spazio a tutti. Quindi invito tutti a leggere l’opera di Biagio Russo e di integrare  con la propria sensibilità e la propria fede questo pregevole testo.

 

[review]

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
277FansMi piace
856FollowerSegui
13,000FollowerSegui
602FollowerSegui
57IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Dell’essere e dell’amore

Fusco: La gioia dell’ascolto

Vincere ansietà e paure

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO