34.4 C
Roma
Mar, 27 Luglio 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

HomeParola di DioIl Vangelo della Festa - Anno BSantissima Trinità - Anno B - 30 maggio 2021

Santissima Trinità – Anno B – 30 maggio 2021

Tutti “immersi”, battezzati, nello stesso Dio trinitario






    Dal Vangelo secondo Matteo

     “In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»”.




    Gesù, nel congedarsi dai suoi amici che ha convocato presso il monte degli olivi, trasmette loro gli stessi sui poteri ed affida la medesima missione. “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…”. Missione dei discepoli del Signore è quella di donare a tutti la salvezza che, lui, ci ha procurato con la sua morte e risurrezione. Indica anche la strada e la modalità: “battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Battezzare significa “immergere”. Occorre immergere in Dio tutti coloro che, accogliendolo, lo accettano e innestano la propria vita nella sua linfa vitale. Compito di un battezzato, di ogni battezzato, è quello di contagiare gli altri col virus della gioia, della speranza, della consolazione e sperare che scoppi una pandemia che possiede l’effetto benefico di diventare salvifica.

    Ma tutti siamo deboli, fragili, non ci sentiamo all’altezza del compito, reputiamo che siamo insignificanti, che sono capaci solo gli altri. È necessario, allora, comprendere che da soli possiamo poco e male. Occorre capire che ogni gesto, anche quello testimoniale proprio a ciascuno di noi, può essere efficace solo se non è pura e inutile ostentazione della propria fede, ma testimonianza umile e collaborativa con la grazia di Dio che è in ciascuno. Gesù ha promesso che non avrebbe lasciato orfani i suoi amici e lo stesso promette a noi: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. L’uomo non è chiamato a fare un cammino solitario avvolto dai suoi dubbi, tormentato dalle proprie incertezze ma deve avvertire quasi sensibilmente la compagnia di Dio. Non c’è passo che compiamo che sia estraneo alla paternità di Dio, non c’è progetto che sogniamo che sia a lui estraneo, non c’è sofferenza che lascia indifferente colui che ci ha creati e redenti. A Dio sta a cuore la vita e la storia di ciascuno dei suoi figli. Sant’Agostino direbbe: “l’orecchio di Dio è sul cuore dell’uomo” pronto a percepire ogni gemito, ogni lamento, ogni sospiro. La nostra forza prende da qui la sua energia, la nostra determinazione riceve dalla certezza che Dio è con noi, la spinta per andare avanti, comunque.

    Ma Dio, in cui siamo stati immersi attraverso il battesimo, è trinitario: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questo, non tanto si deve comprendere col ragionamento filosofico o teologico che siano, ma evidenziarlo sulla nostra pelle, nella nostra storia personale, riconoscerlo vero rivelandolo nel nostro esistere cristiano. Occorre raccontare come abbiamo incontrato, sperimentato e vissuto l’amore di Dio Padre, come la grazia di Gesù Cristo ha operato nella nostra condizione personale, e, soprattutto, come ci è dato di vivere la comunione dello Spirito Santo. Per fare questo occorre riconoscere gli altri come fratelli, come dono per la nostra vita. Occorre che ci prendiamo cura dei più deboli, fragili, bisognosi. È necessario mettere in circolo, attraverso la vita battesimale di ciascuno, quella comunitaria. Come io sono stato “immerso” in Dio così pure tutti coloro che con me condividono la stessa condizione. Abbiamo lo stesso Padre, viviamo nella stessa grazia di Cristo, condividiamo la stessa comunione nello Spirito Santo: ecco la santissima Trinità.




    Fratelli carissimi,
    rivolgiamo la nostra unanime preghiera a Dio Padre,
    che ha rivelato al mondo il suo grande amore
    nel dono del Figlio unigenito e dello Spirito Santo.

    R. Signore Dio nostro, ascoltaci.

    Per la santa Chiesa,
    perché attesti al mondo intero la sua realtà di popolo di Dio,
    convocato dall’amore del Padre, per mezzo di Cristo,
    nella comunione di un solo Spirito, preghiamo. R.

    Per tutti i popoli della terra,
    perché illuminati dalla sapienza dello Spirito
    riconoscano in Gesù Cristo l’inviato del Padre,
    e siano radunati nell’unica Chiesa, preghiamo. R.

    Per tutti coloro che sono nella sofferenza e nella prova,
    perché sperimentino l’amore del Padre
    e la presenza consolante dello Spirito di Cristo, preghiamo. R.

    Per tutti gli uomini
    lacerati e sconvolti dalle violenze e dai conflitti,
    perché mediante l’azione dello Spirito
    si sentano figli dell’unico Padre e fratelli in Cristo,
    che nel suo sangue ha fatto pace fra cielo e terra, preghiamo. R.

    Per noi qui presenti,
    perché la grazia del Battesimo,
    conferitoci nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
    cresca e fruttifichi con un’adesione sempre più convinta e operosa, preghiamo. R.

    Guarda, o Padre, al volto del tuo Figlio,
    e accogli la preghiera di questa tua famiglia,
    perché fortificata dal dono dello Spirito,
    diventi segno e primizia dell’umanità
    partecipe del mistero uno e trino del tuo amore.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.




    Signore Dio nostro, la comunione al tuo sacramento, e la professione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone, ci sia pegno di salvezza dell’anima e del corpo. Per Cristo nostro Signore.





Dal Vangelo secondo Matteo

 “In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»”.



Gesù, nel congedarsi dai suoi amici che ha convocato presso il monte degli olivi, trasmette loro gli stessi sui poteri ed affida la medesima missione. “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…”. Missione dei discepoli del Signore è quella di donare a tutti la salvezza che, lui, ci ha procurato con la sua morte e risurrezione. Indica anche la strada e la modalità: “battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Battezzare significa “immergere”. Occorre immergere in Dio tutti coloro che, accogliendolo, lo accettano e innestano la propria vita nella sua linfa vitale. Compito di un battezzato, di ogni battezzato, è quello di contagiare gli altri col virus della gioia, della speranza, della consolazione e sperare che scoppi una pandemia che possiede l’effetto benefico di diventare salvifica.

Ma tutti siamo deboli, fragili, non ci sentiamo all’altezza del compito, reputiamo che siamo insignificanti, che sono capaci solo gli altri. È necessario, allora, comprendere che da soli possiamo poco e male. Occorre capire che ogni gesto, anche quello testimoniale proprio a ciascuno di noi, può essere efficace solo se non è pura e inutile ostentazione della propria fede, ma testimonianza umile e collaborativa con la grazia di Dio che è in ciascuno. Gesù ha promesso che non avrebbe lasciato orfani i suoi amici e lo stesso promette a noi: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. L’uomo non è chiamato a fare un cammino solitario avvolto dai suoi dubbi, tormentato dalle proprie incertezze ma deve avvertire quasi sensibilmente la compagnia di Dio. Non c’è passo che compiamo che sia estraneo alla paternità di Dio, non c’è progetto che sogniamo che sia a lui estraneo, non c’è sofferenza che lascia indifferente colui che ci ha creati e redenti. A Dio sta a cuore la vita e la storia di ciascuno dei suoi figli. Sant’Agostino direbbe: “l’orecchio di Dio è sul cuore dell’uomo” pronto a percepire ogni gemito, ogni lamento, ogni sospiro. La nostra forza prende da qui la sua energia, la nostra determinazione riceve dalla certezza che Dio è con noi, la spinta per andare avanti, comunque.

Ma Dio, in cui siamo stati immersi attraverso il battesimo, è trinitario: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questo, non tanto si deve comprendere col ragionamento filosofico o teologico che siano, ma evidenziarlo sulla nostra pelle, nella nostra storia personale, riconoscerlo vero rivelandolo nel nostro esistere cristiano. Occorre raccontare come abbiamo incontrato, sperimentato e vissuto l’amore di Dio Padre, come la grazia di Gesù Cristo ha operato nella nostra condizione personale, e, soprattutto, come ci è dato di vivere la comunione dello Spirito Santo. Per fare questo occorre riconoscere gli altri come fratelli, come dono per la nostra vita. Occorre che ci prendiamo cura dei più deboli, fragili, bisognosi. È necessario mettere in circolo, attraverso la vita battesimale di ciascuno, quella comunitaria. Come io sono stato “immerso” in Dio così pure tutti coloro che con me condividono la stessa condizione. Abbiamo lo stesso Padre, viviamo nella stessa grazia di Cristo, condividiamo la stessa comunione nello Spirito Santo: ecco la santissima Trinità.



Fratelli carissimi,
rivolgiamo la nostra unanime preghiera a Dio Padre,
che ha rivelato al mondo il suo grande amore
nel dono del Figlio unigenito e dello Spirito Santo.

R. Signore Dio nostro, ascoltaci.

Per la santa Chiesa,
perché attesti al mondo intero la sua realtà di popolo di Dio,
convocato dall’amore del Padre, per mezzo di Cristo,
nella comunione di un solo Spirito, preghiamo. R.

Per tutti i popoli della terra,
perché illuminati dalla sapienza dello Spirito
riconoscano in Gesù Cristo l’inviato del Padre,
e siano radunati nell’unica Chiesa, preghiamo. R.

Per tutti coloro che sono nella sofferenza e nella prova,
perché sperimentino l’amore del Padre
e la presenza consolante dello Spirito di Cristo, preghiamo. R.

Per tutti gli uomini
lacerati e sconvolti dalle violenze e dai conflitti,
perché mediante l’azione dello Spirito
si sentano figli dell’unico Padre e fratelli in Cristo,
che nel suo sangue ha fatto pace fra cielo e terra, preghiamo. R.

Per noi qui presenti,
perché la grazia del Battesimo,
conferitoci nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
cresca e fruttifichi con un’adesione sempre più convinta e operosa, preghiamo. R.

Guarda, o Padre, al volto del tuo Figlio,
e accogli la preghiera di questa tua famiglia,
perché fortificata dal dono dello Spirito,
diventi segno e primizia dell’umanità
partecipe del mistero uno e trino del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.



Signore Dio nostro, la comunione al tuo sacramento, e la professione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone, ci sia pegno di salvezza dell’anima e del corpo. Per Cristo nostro Signore.

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Santissima Trinità – Anno B – 30 maggio 2021

Tutti “immersi”, battezzati, nello stesso Dio trinitario



Dal Vangelo secondo Matteo

 “In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»”.



Gesù, nel congedarsi dai suoi amici che ha convocato presso il monte degli olivi, trasmette loro gli stessi sui poteri ed affida la medesima missione. “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…”. Missione dei discepoli del Signore è quella di donare a tutti la salvezza che, lui, ci ha procurato con la sua morte e risurrezione. Indica anche la strada e la modalità: “battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Battezzare significa “immergere”. Occorre immergere in Dio tutti coloro che, accogliendolo, lo accettano e innestano la propria vita nella sua linfa vitale. Compito di un battezzato, di ogni battezzato, è quello di contagiare gli altri col virus della gioia, della speranza, della consolazione e sperare che scoppi una pandemia che possiede l’effetto benefico di diventare salvifica.

Ma tutti siamo deboli, fragili, non ci sentiamo all’altezza del compito, reputiamo che siamo insignificanti, che sono capaci solo gli altri. È necessario, allora, comprendere che da soli possiamo poco e male. Occorre capire che ogni gesto, anche quello testimoniale proprio a ciascuno di noi, può essere efficace solo se non è pura e inutile ostentazione della propria fede, ma testimonianza umile e collaborativa con la grazia di Dio che è in ciascuno. Gesù ha promesso che non avrebbe lasciato orfani i suoi amici e lo stesso promette a noi: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. L’uomo non è chiamato a fare un cammino solitario avvolto dai suoi dubbi, tormentato dalle proprie incertezze ma deve avvertire quasi sensibilmente la compagnia di Dio. Non c’è passo che compiamo che sia estraneo alla paternità di Dio, non c’è progetto che sogniamo che sia a lui estraneo, non c’è sofferenza che lascia indifferente colui che ci ha creati e redenti. A Dio sta a cuore la vita e la storia di ciascuno dei suoi figli. Sant’Agostino direbbe: “l’orecchio di Dio è sul cuore dell’uomo” pronto a percepire ogni gemito, ogni lamento, ogni sospiro. La nostra forza prende da qui la sua energia, la nostra determinazione riceve dalla certezza che Dio è con noi, la spinta per andare avanti, comunque.

Ma Dio, in cui siamo stati immersi attraverso il battesimo, è trinitario: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questo, non tanto si deve comprendere col ragionamento filosofico o teologico che siano, ma evidenziarlo sulla nostra pelle, nella nostra storia personale, riconoscerlo vero rivelandolo nel nostro esistere cristiano. Occorre raccontare come abbiamo incontrato, sperimentato e vissuto l’amore di Dio Padre, come la grazia di Gesù Cristo ha operato nella nostra condizione personale, e, soprattutto, come ci è dato di vivere la comunione dello Spirito Santo. Per fare questo occorre riconoscere gli altri come fratelli, come dono per la nostra vita. Occorre che ci prendiamo cura dei più deboli, fragili, bisognosi. È necessario mettere in circolo, attraverso la vita battesimale di ciascuno, quella comunitaria. Come io sono stato “immerso” in Dio così pure tutti coloro che con me condividono la stessa condizione. Abbiamo lo stesso Padre, viviamo nella stessa grazia di Cristo, condividiamo la stessa comunione nello Spirito Santo: ecco la santissima Trinità.



Fratelli carissimi,
rivolgiamo la nostra unanime preghiera a Dio Padre,
che ha rivelato al mondo il suo grande amore
nel dono del Figlio unigenito e dello Spirito Santo.

R. Signore Dio nostro, ascoltaci.

Per la santa Chiesa,
perché attesti al mondo intero la sua realtà di popolo di Dio,
convocato dall’amore del Padre, per mezzo di Cristo,
nella comunione di un solo Spirito, preghiamo. R.

Per tutti i popoli della terra,
perché illuminati dalla sapienza dello Spirito
riconoscano in Gesù Cristo l’inviato del Padre,
e siano radunati nell’unica Chiesa, preghiamo. R.

Per tutti coloro che sono nella sofferenza e nella prova,
perché sperimentino l’amore del Padre
e la presenza consolante dello Spirito di Cristo, preghiamo. R.

Per tutti gli uomini
lacerati e sconvolti dalle violenze e dai conflitti,
perché mediante l’azione dello Spirito
si sentano figli dell’unico Padre e fratelli in Cristo,
che nel suo sangue ha fatto pace fra cielo e terra, preghiamo. R.

Per noi qui presenti,
perché la grazia del Battesimo,
conferitoci nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
cresca e fruttifichi con un’adesione sempre più convinta e operosa, preghiamo. R.

Guarda, o Padre, al volto del tuo Figlio,
e accogli la preghiera di questa tua famiglia,
perché fortificata dal dono dello Spirito,
diventi segno e primizia dell’umanità
partecipe del mistero uno e trino del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.



Signore Dio nostro, la comunione al tuo sacramento, e la professione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone, ci sia pegno di salvezza dell’anima e del corpo. Per Cristo nostro Signore.

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
293FansMi piace
1,020FollowerSegui
13,000FollowerSegui
648FollowerSegui
312IscrittiIscriviti

Consigli pubblicitari

Top News

Top Video

Consigli pubblicitari

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Qual è la differenza tra cattolico e cristiano?

Il cristiano è colui che ha Cristo come Signore Nel Nuovo Testamento si fa riferimento quattro volte ai seguaci di Cristo: 1. 1 Pt 4,16: “Ma...

Libri consigliati

Attualità del decalogo

Accompagnare gli adulti nella fede

Governo pastorale, «nobile lavoro»

Eva e il serpente

Consigli pubblicitari

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Consigli Pubblicitari

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x