Cookie Consent by Free Privacy Policy website
9.5 C
Roma
Sab, 16 Ottobre 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

HomeArgomentiVaticanoSanta Sede: ridurre il debito dei Paesi poveri provati dalla pandemia

Santa Sede: ridurre il debito dei Paesi poveri provati dalla pandemia

L’emergenza Covid-19 rappresenta una sfida senza precedenti, che impone attenzione per i Paesi in via di sviluppo.

- Advertisement -
- Advertisement -
- Advertisement -

L’emergenza Covid-19 rappresenta una sfida senza precedenti, che impone attenzione per i Paesi in via di sviluppo. Ieri l’intervento dell’Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, alla 67.ma sessione dell’Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Una crisi economica “unica”, provocata dal coronavirus, che causa disoccupazione, crollo delle imprese, fragilità dei mercati finanziari, una potenziale tragedia all’orizzonte. Monsignor Ivan Jurkovič, Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, all’Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, tratteggia così le gravi conseguenze della pandemia sui Paesi più poveri. Parla di “impatto potenzialmente devastante”, al quale la comunità internazionale deve rispondere con efficacia.

Un fardello insostenibile

Il presule sottolinea la necessità di “affrontare il peso paralizzante del debito estero accumulato, sia pubblico che privato, nei Paesi in via di sviluppo negli ultimi anni”, esorta a moltiplicare gli sforzi alla luce della crisi attuale. “La Santa Sede – afferma – sollecita tutte le Nazioni per la riduzione o la cancellazione del debito che grava sui bilanci degli Stati più poveri”. Non bisogna solo far funzionare i mercati – ha sottolineato Jurkovič – ma passare ad un mondo più inclusivo, investendo nel capitale umano, concedendo crediti ai poveri, proteggendo i consumatori. C’è bisogno di “un’agenda più esigente” che mitighi le asimmetrie del mercato.

- Advertisement -

Una crisi morale

“Le radici di questa crisi – afferma l’Osservatore della Santa Sede – non sono solo economiche e finanziarie ma, soprattutto, di natura morale”. “Riconoscendo il primato dell’essere sull’avere e dell’etica sull’economia, i popoli del mondo – sottolinea – dovrebbero adottare un’etica di solidarietà per alimentare la loro azioni”. L’eccessiva liberalizzazione ha privilegiato i guadagni a breve termine, ha favorito abusi anche nell’ambiente, impattando non solo sulla vita economica, ma anche sulla vita delle persone. “Di fronte a questa potenziale tragedia all’orizzonte si richiede un forte approccio etico, basato sulla nostra responsabilità”.

Accanto ai fratelli vulnerabili

La sfida più urgente – evidenzia monsignor Jurkovič – è quella di rispondere alla crisi sanitaria generata dal coronavirus e poi arginare i danni della crisi economica. La comunità internazionale non può permettere che il sistema finanziario continui a generare un’economia globale instabile; “deve adottare urgentemente misure – spiega il presule – per prevenire lo scoppio di altre crisi finanziarie in futuro”. E’ fondamentale così adottare un’etica di solidarietà per un progresso più sano, più umano, con un’economia a servizio della persona, per costruire la pace e proteggere l’ambiente. L’Osservatore della Santa Sede, prima di concludere il suo intervento, ricorda che si sta preparando un documento in vista della 15^ Conferenza ministeriale dell’Unctad. Richiamando Papa Francesco, monsignor Jurkovič ha concluso che questo non è il momento dell’indifferenza, perché il mondo intero sta soffrendo e ha bisogno di essere unito nell’affrontare la pandemia pertanto è dovere di tutti non abbandonare i fratelli e le sorelle più vulnerabili.

- Advertisement -
Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Santa Sede: ridurre il debito dei Paesi poveri provati dalla pandemia

L’emergenza Covid-19 rappresenta una sfida senza precedenti, che impone attenzione per i Paesi in via di sviluppo.

- Advertisement -

L’emergenza Covid-19 rappresenta una sfida senza precedenti, che impone attenzione per i Paesi in via di sviluppo. Ieri l’intervento dell’Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, alla 67.ma sessione dell’Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Una crisi economica “unica”, provocata dal coronavirus, che causa disoccupazione, crollo delle imprese, fragilità dei mercati finanziari, una potenziale tragedia all’orizzonte. Monsignor Ivan Jurkovič, Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, all’Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, tratteggia così le gravi conseguenze della pandemia sui Paesi più poveri. Parla di “impatto potenzialmente devastante”, al quale la comunità internazionale deve rispondere con efficacia.

Un fardello insostenibile

Il presule sottolinea la necessità di “affrontare il peso paralizzante del debito estero accumulato, sia pubblico che privato, nei Paesi in via di sviluppo negli ultimi anni”, esorta a moltiplicare gli sforzi alla luce della crisi attuale. “La Santa Sede – afferma – sollecita tutte le Nazioni per la riduzione o la cancellazione del debito che grava sui bilanci degli Stati più poveri”. Non bisogna solo far funzionare i mercati – ha sottolineato Jurkovič – ma passare ad un mondo più inclusivo, investendo nel capitale umano, concedendo crediti ai poveri, proteggendo i consumatori. C’è bisogno di “un’agenda più esigente” che mitighi le asimmetrie del mercato.

- Advertisement -

Una crisi morale

“Le radici di questa crisi – afferma l’Osservatore della Santa Sede – non sono solo economiche e finanziarie ma, soprattutto, di natura morale”. “Riconoscendo il primato dell’essere sull’avere e dell’etica sull’economia, i popoli del mondo – sottolinea – dovrebbero adottare un’etica di solidarietà per alimentare la loro azioni”. L’eccessiva liberalizzazione ha privilegiato i guadagni a breve termine, ha favorito abusi anche nell’ambiente, impattando non solo sulla vita economica, ma anche sulla vita delle persone. “Di fronte a questa potenziale tragedia all’orizzonte si richiede un forte approccio etico, basato sulla nostra responsabilità”.

Accanto ai fratelli vulnerabili

La sfida più urgente – evidenzia monsignor Jurkovič – è quella di rispondere alla crisi sanitaria generata dal coronavirus e poi arginare i danni della crisi economica. La comunità internazionale non può permettere che il sistema finanziario continui a generare un’economia globale instabile; “deve adottare urgentemente misure – spiega il presule – per prevenire lo scoppio di altre crisi finanziarie in futuro”. E’ fondamentale così adottare un’etica di solidarietà per un progresso più sano, più umano, con un’economia a servizio della persona, per costruire la pace e proteggere l’ambiente. L’Osservatore della Santa Sede, prima di concludere il suo intervento, ricorda che si sta preparando un documento in vista della 15^ Conferenza ministeriale dell’Unctad. Richiamando Papa Francesco, monsignor Jurkovič ha concluso che questo non è il momento dell’indifferenza, perché il mondo intero sta soffrendo e ha bisogno di essere unito nell’affrontare la pandemia pertanto è dovere di tutti non abbandonare i fratelli e le sorelle più vulnerabili.

- Advertisement -
Originale: Vatican News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
293FansMi piace
1,020FollowerSegui
13,000FollowerSegui
645FollowerSegui
319IscrittiIscriviti

Consigli pubblicitari

Top News

Top Video

Consigli pubblicitari

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Preghiera per proteggere la tua casa e scacciare gli spiriti cattivi

E' una lunga invocazione che chiede anzitutto l'intervento della gloria di Gesù Cristo E’ una preghiera potente in cui si invocano Gesù Cristo, la Madonna...

Libri consigliati

La ricerca storica su Gesù

Bibbia: poeti e poesie

Un solo Libro, due eredi

Fusco: La gioia dell’ascolto

Consigli pubblicitari

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Consigli Pubblicitari

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x