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Rimaniamo fiduciosi nell’agire potente di Dio

Il Papa all'Angelus

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Anche quando la speranza sembra naufragare, conserviamo la fiducia in Dio e apriamoci con generosità ai Suoi piani. Questo l’invito che il Papa rivolge ai fedeli prima della preghiera mariana, commentando il Vangelo di questa XI domenica del Tempo ordinario

Gabriella Ceraso- Città del Vaticano

Il Regno di Dio è come un “seme” che cresce “per forza propria”, o come un “granellino di senape” che diventa “la più grande di tutte le piante”. Lo leggiamo nelle parabole dell’odierno Vangelo di Marco e il significato, Papa Francesco nel corso della riflessione prima dell’Angelus, lo traduce in un messaggio di speranza e di fiducia per l’uomo di ieri e di oggi.(Ascolta il servizio sulla catechesi del Papa)

Dio sempre salva

Il lavoro del contadino che getta sul terreno un “seme” e poi al “termine della maturazione provvede al raccolto” non ha niente a che vedere con la crescita di quel piccolo seme. Così è per il Regno di Dio: “Mediante la predicazione e l’azione di Gesù” – fa notare il Pontefice – è “annunciato”, fa “irruzione nel mondo e si sviluppa” secondo “criteri umanamente non decifrabili”, perchè è “soprattutto “espressione della potenza e della bontà di Dio” e non “opera dell’uomo”. Questo insegna a ciascuno di noi a vivere come “stagioni di prova, di speranza e di attesa vigile” i momenti in cui la storia sembra contraddire il disegno del Padre celeste, fatto di “giustizia”, “fraternità” e “pace”:

Infatti, ieri come oggi, il Regno di Dio cresce nel mondo in modo misterioso, in modo e sorprendente, svelando la potenza nascosta del piccolo seme, la sua vitalità vittoriosa. Dentro le pieghe di vicende personali e sociali che a volte sembrano segnare il naufragio della speranza, occorre rimanere fiduciosi nell’agire sommesso ma potente di Dio. Per questo, nei momenti di buio e di difficoltà noi non dobbiamo abbatterci, ma rimanere ancorati alla fedeltà di Dio, alla sua presenza che sempre salva. Ricordate questo: Dio sempre salva. È il Salvatore.

La logica dell’imprevedibilità di Dio

Ma il Regno di Dio è anche come il granellino di senape, “seme piccolissimo” eppure in grado di svilupparsi fino a diventare la “più grande di tutte le piante”. “Una crescita imprevedibile e soprendente”, la definisce Francesco, da imparare a comprendere:

Non è facile per noi entrare in questa logica della imprevedibilità di Dio e accettarla nella nostra vita. Ma oggi il Signore ci esorta a un atteggiamento di fede che supera i nostri progetti, i nostri calcoli, le nostre previsioni. Dio sempre è il Dio delle sorprese. Il Signore sempre ci sorprende. È un invito ad aprirci con più generosità ai piani di Dio, sia sul piano personale che su quello comunitario.

Missione della Chiesa, non successo ma umiltà e fiducia 

In particolare nelle nostre comunità, ribadisce il Papa, occorre “fare attenzione alle piccole e grandi occasioni di bene” che è il Signore a offrire e lasciarci coinvolgere nelle “sue dinamiche di amore, accoglienza e misericordia verso tutti”. Poi, con una considerazione complessiva, Francesco abbraccia quella che definisce “l’identità della missione della Chiesa”:

L’autenticità della missione della Chiesa non è data dal successo o dalla gratificazione dei risultati, ma dall’andare avanti con il coraggio della fiducia e l’umiltà dell’abbandono in Dio. Andare avanti nella confessione di Gesù e con la forza dello Spirito Santo. È la consapevolezza di essere piccoli e deboli strumenti, che nelle mani di Dio e con la sua grazia possono compiere opere grandi, facendo progredire il suo Regno che è «giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo» (Rm 14,17).

Sia la Vergine Maria, è l’auspicio del Papa a farci “semplici e attenti” per collaborare con fede e lavoro allo “sviluppo del Regno di Dio nei cuori e nella storia”.

A Caracas da ieri una nuova beata 

Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa ha salutato il popolo venezuelano ricordando la beatificazione ieri a Caracas di Madre Carmen Rendíles Martínez, fondatrice delle suore Siervas de Jesús de Venezuela: una “fedele discepola del Signore” che nel secolo scorso, con le sue sorelle, “ha servito con amore nelle parrocchie, nelle scuole e accanto ai più bisognosi.” Poi nel corso dei saluti finali, rivolgendosi ad un gruppo di fedeli argentini, Francesco ha ricordato loro la festa nazionale di oggi dedicata ai papà, chiedendo a ciascuno di pregare per i propri padri.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Gabriella Ceraso- Città del Vaticano

Il Regno di Dio è come un “seme” che cresce “per forza propria”, o come un “granellino di senape” che diventa “la più grande di tutte le piante”. Lo leggiamo nelle parabole dell’odierno Vangelo di Marco e il significato, Papa Francesco nel corso della riflessione prima dell’Angelus, lo traduce in un messaggio di speranza e di fiducia per l’uomo di ieri e di oggi.(Ascolta il servizio sulla catechesi del Papa)

Dio sempre salva

Il lavoro del contadino che getta sul terreno un “seme” e poi al “termine della maturazione provvede al raccolto” non ha niente a che vedere con la crescita di quel piccolo seme. Così è per il Regno di Dio: “Mediante la predicazione e l’azione di Gesù” – fa notare il Pontefice – è “annunciato”, fa “irruzione nel mondo e si sviluppa” secondo “criteri umanamente non decifrabili”, perchè è “soprattutto “espressione della potenza e della bontà di Dio” e non “opera dell’uomo”. Questo insegna a ciascuno di noi a vivere come “stagioni di prova, di speranza e di attesa vigile” i momenti in cui la storia sembra contraddire il disegno del Padre celeste, fatto di “giustizia”, “fraternità” e “pace”:

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Infatti, ieri come oggi, il Regno di Dio cresce nel mondo in modo misterioso, in modo e sorprendente, svelando la potenza nascosta del piccolo seme, la sua vitalità vittoriosa. Dentro le pieghe di vicende personali e sociali che a volte sembrano segnare il naufragio della speranza, occorre rimanere fiduciosi nell’agire sommesso ma potente di Dio. Per questo, nei momenti di buio e di difficoltà noi non dobbiamo abbatterci, ma rimanere ancorati alla fedeltà di Dio, alla sua presenza che sempre salva. Ricordate questo: Dio sempre salva. È il Salvatore.

La logica dell’imprevedibilità di Dio

Ma il Regno di Dio è anche come il granellino di senape, “seme piccolissimo” eppure in grado di svilupparsi fino a diventare la “più grande di tutte le piante”. “Una crescita imprevedibile e soprendente”, la definisce Francesco, da imparare a comprendere:

Non è facile per noi entrare in questa logica della imprevedibilità di Dio e accettarla nella nostra vita. Ma oggi il Signore ci esorta a un atteggiamento di fede che supera i nostri progetti, i nostri calcoli, le nostre previsioni. Dio sempre è il Dio delle sorprese. Il Signore sempre ci sorprende. È un invito ad aprirci con più generosità ai piani di Dio, sia sul piano personale che su quello comunitario.

Missione della Chiesa, non successo ma umiltà e fiducia 

In particolare nelle nostre comunità, ribadisce il Papa, occorre “fare attenzione alle piccole e grandi occasioni di bene” che è il Signore a offrire e lasciarci coinvolgere nelle “sue dinamiche di amore, accoglienza e misericordia verso tutti”. Poi, con una considerazione complessiva, Francesco abbraccia quella che definisce “l’identità della missione della Chiesa”:

L’autenticità della missione della Chiesa non è data dal successo o dalla gratificazione dei risultati, ma dall’andare avanti con il coraggio della fiducia e l’umiltà dell’abbandono in Dio. Andare avanti nella confessione di Gesù e con la forza dello Spirito Santo. È la consapevolezza di essere piccoli e deboli strumenti, che nelle mani di Dio e con la sua grazia possono compiere opere grandi, facendo progredire il suo Regno che è «giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo» (Rm 14,17).

Sia la Vergine Maria, è l’auspicio del Papa a farci “semplici e attenti” per collaborare con fede e lavoro allo “sviluppo del Regno di Dio nei cuori e nella storia”.

A Caracas da ieri una nuova beata 

Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa ha salutato il popolo venezuelano ricordando la beatificazione ieri a Caracas di Madre Carmen Rendíles Martínez, fondatrice delle suore Siervas de Jesús de Venezuela: una “fedele discepola del Signore” che nel secolo scorso, con le sue sorelle, “ha servito con amore nelle parrocchie, nelle scuole e accanto ai più bisognosi.” Poi nel corso dei saluti finali, rivolgendosi ad un gruppo di fedeli argentini, Francesco ha ricordato loro la festa nazionale di oggi dedicata ai papà, chiedendo a ciascuno di pregare per i propri padri.

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