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“I rigidi non sanno allargare il cuore come Dio”

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Il Papa a Santa Marta: «I testardi di anima» non capiscono la misericordia del Signore; dimenticano che la Sua onnipotenza «si manifesta soprattutto nel perdono»
 
DOMENICO AGASSO JR
CITTÀ DEL VATICANO

«I testardi di anima» non capiscono che cosa sia la misericordia del Signore. I «rigidi» non sanno «allargare il cuore» come Dio. Lo ribadisce e sottolinea papa Francesco nella Messa di questa mattina a Casa Santa Marta.  

 

 

Come ricorda Radio Vaticana , per il secondo giorno consecutivo la Liturgia fa meditare sul Libro di Giona e sulla misericordia di Dio che apre i cuori degli uomini e vince su tutto. Per il Pontefice, il Profeta è un «testardo che vuole insegnare a Dio come si devono fare le cose».  

 

L’ultimo capitolo della sua storia sarà raccontato domani, ma la vicenda è nota: Dio domanda a Giona di convertire la città di Ninive: la prima volta il Profeta fugge; poi, lo fa e «riesce bene», però restando «sdegnato, arrabbiato» di fronte al perdono che il Signore concede al popolo pentito. Giona è un «testardo, ma più di testardo era un rigido, malato di rigidità», con «l’anima inamidata».  

 

i testardi «di anima, i rigidi, non capiscono cosa sia la misericordia di Dio. Sono come Giona: “Dobbiamo predicare questo, che questi vengano puniti perché hanno fatto del male e devono andare all’inferno…“. I rigidi non sanno allargare il cuore come il Signore. I rigidi sono pusillanimi, con il piccolo cuore chiuso, attaccati alla nuda giustizia. E dimenticano che la giustizia di Dio si è fatta carne nel suo Figlio, si è fatta misericordia, si è fatta perdono; che il cuore di Dio è sempre aperto al perdono».  

 

Ciò che trascurano è che «la onnipotenza di Dio si fa vedere, si manifesta soprattutto nella sua misericordia e nel perdono».  

 

Riconosce il Pontefice: «Non è facile capire la misericordia di Dio, non è facile. Ci vuole tanta preghiera per capirla perché è una grazia. Noi siamo abituati al “me lo hai fatto, te la farò”; a quella giustizia “hai fatto, paghi”. Ma Gesù ha pagato per noi e continua a pagare».  

 

Il Signore infatti avrebbe potuto abbandonare Giona alla sua testardaggine e alla sua rigidità, invece è andato a convincerlo, salvandolo come la popolazione di Ninive: è «il Dio della pazienza, che sa accarezzare, che sa allargare i cuori». 

 

Esclama Francesco: «Sempre vince la misericordia di Dio, perché è la sua onnipotenza che si manifesta proprio nella misericordia».  

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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«I testardi di anima» non capiscono che cosa sia la misericordia del Signore. I «rigidi» non sanno «allargare il cuore» come Dio. Lo ribadisce e sottolinea papa Francesco nella Messa di questa mattina a Casa Santa Marta.  

 

 

Come ricorda Radio Vaticana , per il secondo giorno consecutivo la Liturgia fa meditare sul Libro di Giona e sulla misericordia di Dio che apre i cuori degli uomini e vince su tutto. Per il Pontefice, il Profeta è un «testardo che vuole insegnare a Dio come si devono fare le cose».  

 

L’ultimo capitolo della sua storia sarà raccontato domani, ma la vicenda è nota: Dio domanda a Giona di convertire la città di Ninive: la prima volta il Profeta fugge; poi, lo fa e «riesce bene», però restando «sdegnato, arrabbiato» di fronte al perdono che il Signore concede al popolo pentito. Giona è un «testardo, ma più di testardo era un rigido, malato di rigidità», con «l’anima inamidata».  

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i testardi «di anima, i rigidi, non capiscono cosa sia la misericordia di Dio. Sono come Giona: “Dobbiamo predicare questo, che questi vengano puniti perché hanno fatto del male e devono andare all’inferno…“. I rigidi non sanno allargare il cuore come il Signore. I rigidi sono pusillanimi, con il piccolo cuore chiuso, attaccati alla nuda giustizia. E dimenticano che la giustizia di Dio si è fatta carne nel suo Figlio, si è fatta misericordia, si è fatta perdono; che il cuore di Dio è sempre aperto al perdono».  

 

Ciò che trascurano è che «la onnipotenza di Dio si fa vedere, si manifesta soprattutto nella sua misericordia e nel perdono».  

 

Riconosce il Pontefice: «Non è facile capire la misericordia di Dio, non è facile. Ci vuole tanta preghiera per capirla perché è una grazia. Noi siamo abituati al “me lo hai fatto, te la farò”; a quella giustizia “hai fatto, paghi”. Ma Gesù ha pagato per noi e continua a pagare».  

 

Il Signore infatti avrebbe potuto abbandonare Giona alla sua testardaggine e alla sua rigidità, invece è andato a convincerlo, salvandolo come la popolazione di Ninive: è «il Dio della pazienza, che sa accarezzare, che sa allargare i cuori». 

 

Esclama Francesco: «Sempre vince la misericordia di Dio, perché è la sua onnipotenza che si manifesta proprio nella misericordia».  

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