10.3 C
Rome
mercoledì, 13 Novembre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Vita Ecclesiale Rendere socialmente visibile il contenuto morale della fede

Rendere socialmente visibile il contenuto morale della fede

Intervista a Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo,

- Advertisement -

Intervista a Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, sulla crisi della società italiana e il ruolo della Chiesa

«Per un cristiano, il bene comune nasce dalla capacità di rendere socialmente visibile il contenuto morale della fede: finché non sapremo rimpatriare questa verità continueremo a permettere l’accentuarsi dell’individualismo e degli interessi di parte, di pochi, di alcuni, oserei dire dei mediocri o peggiori». Questo è il punto di partenza del ragionamento di Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, che in questa intervista interviene sul tema dell’attuale crisi della società italiana sottolineando in particolare la responsabilità di ogni battezzato e richiamando l’esempio offerto cento anni fa da Luigi Sturzo con il suo Appello ai liberi e forti.

Guardando alla società italiana emerge un dato che ha una sua ambiguità, anche inquietante, cioè il dato dell’identità come risposta alla globalizzazione, ma una risposta che talvolta si colora di chiusura e violenza.

Nelle pagine di questo giornale ho letto un approfondimento del concetto di “identità” da parte di De Rita e Zamagni. Condivido il loro approccio e la preoccupazione che l’identità cristiana non sia precisata dentro il destino di una comunità, così che venga inficiato il suo ineludibile dinamismo missionario. Occorre però ribadire che è in crisi l’identità cristiana. Una grave crisi, figliata dalla crisi spirituale che è madre di tutte le sterilità e le inadempienze che il nostro tempo vive. Una crisi spirituale che sta attraversando il cuore degli uomini e delle istituzioni umane e che trova un paradigma dominante nella separazione dell’etica dalla metafisica, dell’etica dallo spirituale. Quando ciò accade, come sta avvenendo nella nostra epoca, la conseguenza prima e diretta è il cambiamento della visione del reale, della percezione delle relazioni. Separando il senso morale dal valore dell’esistere si finisce con il perdere la tensione verso le virtù; si smarrisce la passione per la conversione personale e comunitaria; si allenta il senso del dovere, del sacrificio, della responsabilità, della comunione interumana, del bene comune. L’uomo, così, da “prossimo” diventa “remoto” e la sua dignità, specie quando impoverita o sfruttata, diviene un problema da risolvere, ridotta a questione meramente politica o economica. Definire la nostra identità “cristiana” non significa appena aggettivarla, ma sostanziarla, personificarla nell’esigente legge dell’incarnazione. La nostra è un’identità segnata e significata, terribilmente segnata e significata. Può essere accolta o rifiutata, così da renderci partecipi dello stesso destino di Cristo, ma non potrà essere cancellata dalla storia, perché «Dio resisterebbe ancora nei cuori!», come notava Romano Guardini. Il cristianesimo ha un costitutivo dinamismo missionario e universalistico, che però, per essere fedele alla propria indole, deve essere sviluppato non con la forza, ma per le vie dell’amore e della libertà, come ci testimonia ferialmente Papa Francesco. Soltanto il recupero di questa identità profonda può, sul lungo periodo, evitare sia la decadenza della nostra civiltà, sia la riduzione del Vangelo a un repertorio di “consigli per gli acquisti” di un benessere terreno. Zygmunt Bauman richiamava l’attenzione sul tema dell’identità, che, nel tempo liquido, finisce con il rivelarsi come «qualcosa che va inventato, piuttosto che scoperto; qualcosa che è ancora necessario costruire da zero». Sarebbe terribile per noi laici cristiani accettare supinamente questa evidenza. In realtà si può parlare d’identità in due modi: o in termini “speculativi” o in termini “contemplativi”. In termini speculativi, per la sociologia corrente, l’identità è un problema. Più la vita si fa liquida, più le radici vengono estirpate, più le memorie vengono adulterate o cancellate e più l’uomo — ridotto «ad una sola dimensione», come evidenziava Herbert Marcuse — finisce con il diventare un serio problema a se stesso. Dobbiamo parlare d’identità in termini contemplativi, e così essa diviene sinonimo di “identificazione”. Identità, dunque, non come qualcosa che va inventato o scoperto, ma come Qualcuno che va incontrato, accolto, amato, servito: è il mio io che si fa tu; è il mio essere vivo nell’altro. Il cristiano, solo contemplando, interiorizzando, assimilando il Dio che ama e la fede che ripone in Lui, può vedere la storia sfigurata dal male con uno sguardo trasfigurato dal bene, e così proiettare in modo deciso sulla storia, su ogni uomo, lo stesso amore che riceve da Dio. Solo attraverso questa dimensione soprannaturale, ancor meglio da questa sintesi tra divino e umano, tra soprannaturale e naturale, tra fede e vita, tra spirituale e sociale, tra amore per Dio e amore per il prossimo, l’identità risorge e si rende agibile nei nostri corpi comunitari e sociali.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Rendere socialmente visibile il contenuto morale della fede

Intervista a Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo,

  

- Advertisement -

Intervista a Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, sulla crisi della società italiana e il ruolo della Chiesa

«Per un cristiano, il bene comune nasce dalla capacità di rendere socialmente visibile il contenuto morale della fede: finché non sapremo rimpatriare questa verità continueremo a permettere l’accentuarsi dell’individualismo e degli interessi di parte, di pochi, di alcuni, oserei dire dei mediocri o peggiori». Questo è il punto di partenza del ragionamento di Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, che in questa intervista interviene sul tema dell’attuale crisi della società italiana sottolineando in particolare la responsabilità di ogni battezzato e richiamando l’esempio offerto cento anni fa da Luigi Sturzo con il suo Appello ai liberi e forti.

Guardando alla società italiana emerge un dato che ha una sua ambiguità, anche inquietante, cioè il dato dell’identità come risposta alla globalizzazione, ma una risposta che talvolta si colora di chiusura e violenza.

Nelle pagine di questo giornale ho letto un approfondimento del concetto di “identità” da parte di De Rita e Zamagni. Condivido il loro approccio e la preoccupazione che l’identità cristiana non sia precisata dentro il destino di una comunità, così che venga inficiato il suo ineludibile dinamismo missionario. Occorre però ribadire che è in crisi l’identità cristiana. Una grave crisi, figliata dalla crisi spirituale che è madre di tutte le sterilità e le inadempienze che il nostro tempo vive. Una crisi spirituale che sta attraversando il cuore degli uomini e delle istituzioni umane e che trova un paradigma dominante nella separazione dell’etica dalla metafisica, dell’etica dallo spirituale. Quando ciò accade, come sta avvenendo nella nostra epoca, la conseguenza prima e diretta è il cambiamento della visione del reale, della percezione delle relazioni. Separando il senso morale dal valore dell’esistere si finisce con il perdere la tensione verso le virtù; si smarrisce la passione per la conversione personale e comunitaria; si allenta il senso del dovere, del sacrificio, della responsabilità, della comunione interumana, del bene comune. L’uomo, così, da “prossimo” diventa “remoto” e la sua dignità, specie quando impoverita o sfruttata, diviene un problema da risolvere, ridotta a questione meramente politica o economica. Definire la nostra identità “cristiana” non significa appena aggettivarla, ma sostanziarla, personificarla nell’esigente legge dell’incarnazione. La nostra è un’identità segnata e significata, terribilmente segnata e significata. Può essere accolta o rifiutata, così da renderci partecipi dello stesso destino di Cristo, ma non potrà essere cancellata dalla storia, perché «Dio resisterebbe ancora nei cuori!», come notava Romano Guardini. Il cristianesimo ha un costitutivo dinamismo missionario e universalistico, che però, per essere fedele alla propria indole, deve essere sviluppato non con la forza, ma per le vie dell’amore e della libertà, come ci testimonia ferialmente Papa Francesco. Soltanto il recupero di questa identità profonda può, sul lungo periodo, evitare sia la decadenza della nostra civiltà, sia la riduzione del Vangelo a un repertorio di “consigli per gli acquisti” di un benessere terreno. Zygmunt Bauman richiamava l’attenzione sul tema dell’identità, che, nel tempo liquido, finisce con il rivelarsi come «qualcosa che va inventato, piuttosto che scoperto; qualcosa che è ancora necessario costruire da zero». Sarebbe terribile per noi laici cristiani accettare supinamente questa evidenza. In realtà si può parlare d’identità in due modi: o in termini “speculativi” o in termini “contemplativi”. In termini speculativi, per la sociologia corrente, l’identità è un problema. Più la vita si fa liquida, più le radici vengono estirpate, più le memorie vengono adulterate o cancellate e più l’uomo — ridotto «ad una sola dimensione», come evidenziava Herbert Marcuse — finisce con il diventare un serio problema a se stesso. Dobbiamo parlare d’identità in termini contemplativi, e così essa diviene sinonimo di “identificazione”. Identità, dunque, non come qualcosa che va inventato o scoperto, ma come Qualcuno che va incontrato, accolto, amato, servito: è il mio io che si fa tu; è il mio essere vivo nell’altro. Il cristiano, solo contemplando, interiorizzando, assimilando il Dio che ama e la fede che ripone in Lui, può vedere la storia sfigurata dal male con uno sguardo trasfigurato dal bene, e così proiettare in modo deciso sulla storia, su ogni uomo, lo stesso amore che riceve da Dio. Solo attraverso questa dimensione soprannaturale, ancor meglio da questa sintesi tra divino e umano, tra soprannaturale e naturale, tra fede e vita, tra spirituale e sociale, tra amore per Dio e amore per il prossimo, l’identità risorge e si rende agibile nei nostri corpi comunitari e sociali.

- Advertisement -
Originale: Aleteia.org

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
278FansMi piace
867FollowerSegui
13,000FollowerSegui
603FollowerSegui
58IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Paolo e il suo Vangelo

Desiderio e sequela

Teologia spirituale

“Se Dio è amore, tutto è amore”

Accompagnare gli adulti nella fede

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

Consigli Pubblicitari

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO