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“Realizzare nel nuovo anno un mondo più solidale e accogliente”

Francesco all'Angelus

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Appello di Francesco all’Angelus per «assicurare ai rifugiati e ai migranti un avvenire di pace». Il ringraziamento al presidente Mattarella per gli auguri e la benedizione per l’Italia
 
GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO
 

«Ci conceda il Signore di operare in questo nuovo anno con generosità per realizzare un mondo più solidale e accogliente», invoca Francesco all’Angelus richiamando particolarmente l’attenzione su chi è costretto a fuggire dalla propria casa. «Desidero, ancora una volta, farmi voce di questi nostri fratelli e sorelle che invocano per il loro futuro un orizzonte di pace», afferma il Papa al termine della celebrazione eucaristica nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 51° Giornata mondiale della Pace.  

La pace «è diritto di tutti», sottolinea il Pontefice, per essa «molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, ad affrontare fatiche e sofferenze. Non spegniamo la speranza nel loro cuore; non soffochiamo le loro aspettative di pace!», esorta Jorge Mario Bergoglio. Ed evidenzia che è «importante che da parte di tutti, istituzioni civili, realtà educative, assistenziali ed ecclesiali, ci sia l’impegno per assicurare ai rifugiati, ai migranti, a tutti un avvenire di pace».  

 

Francesco dedica poi la sua riflessione a Maria «Madre di Dio e Madre nostra» alla quale affida il 2018 appena iniziato: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta», è la sua preghiera.  

Alla folla riunita in piazza San Pietro, il Pontefice ricorda che «sulla prima pagina del calendario del nuovo anno che il Signore ci dona, la Chiesa pone, come una stupenda miniatura, la solennità liturgica di Maria Santissima Madre di Dio». Perciò «in questo primo giorno dell’anno solare, fissiamo lo sguardo su di lei, per riprendere, sotto la sua materna protezione, il cammino lungo i sentieri del tempo».  

«Il Vangelo di oggi – spiega Francesco – ci riconduce alla stalla di Betlemme: i pastori arrivano in fretta e trovano Maria, Giuseppe e il Bambino e riferiscono l’annuncio dato loro dagli angeli, cioè che quel Neonato è il Salvatore». Tutti si stupiscono, mentre «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore».  

Leggi anche: Maria sempre giovane, è il peccato che invecchia

La Vergine, ribadisce il Pontefice riprendendo le parole dell’omelia nella Basilica, «ci fa capire come va accolto l’evento del Natale: non superficialmente ma nel cuore». E «ci indica il vero modo di ricevere il dono di Dio: conservarlo nel cuore e meditarlo». Si tratta, secondo Papa Francesco, di «un invito rivolto a ciascuno di noi a pregare contemplando e gustando questo dono che è Gesù stesso». Infatti, è «mediante Maria che il Figlio di Dio assume la corporeità, ma la maternità di Maria non si riduce a questo: grazie alla sua fede, Lei è anche la prima discepola di Gesù e questo dilata la sua maternità».  

Quindi, sostiene il Papa, «sarà la fede di Maria a provocare a Cana il primo segno miracoloso, che contribuisce a suscitare la fede dei discepoli». Con la stessa fede, «Maria è presente ai piedi della croce e riceve come figlio l’apostolo Giovanni e infine, dopo la Risurrezione, diventa madre orante della Chiesa su cui scende con potenza lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste». Dunque, aggiunge il Pontefice, «come madre, Maria svolge una funzione molto speciale: si pone tra suo Figlio Gesù e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze». Lei «intercede, consapevole che in quanto madre può, anzi, deve far presente al Figlio i bisogni degli uomini, specialmente i più deboli e disagiati». Proprio a queste persone è dedicato il tema della Giornata Mondiale della Pace che oggi si celebra: “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, ricorda il Papa. 

Che, dopo l’Angelus, «sulla soglia del 2018», rivolge a tutti il suo «cordiale augurio di ogni bene per il nuovo anno», senza dimenticare di ringraziare il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, «per gli auguri che mi ha rivolto ieri sera nel suo messaggio di fine anno e che ricambio di cuore, auspicando per il popolo italiano un anno di serenità e di pace, illuminato dalla costante benedizione di Dio».  

Papa Francesco esprime poi il suo «apprezzamento» per le molteplici iniziative di preghiera e di azione per la pace, organizzate in ogni parte del mondo in occasione dell’odierna ricorrenza; in particolare, la Marcia nazionale che si è svolta ieri sera a Sotto il Monte, promossa da Cei, Caritas Italiana, Pax Christi e Azione Cattolica. E saluta pure i partecipanti alla manifestazione “Pace in tutte le terre”, promossa a Roma e in molti Paesi dalla Comunità di Sant’Egidio. «Cari amici, vi incoraggio a portare avanti con gioia il vostro impegno di solidarietà, specialmente nelle periferie delle città, per favorire la convivenza pacifica», dice. E rinnova a tutti «l’augurio di un anno di pace nella grazia del Signore e con la protezione materna di Maria, la Santa Madre di Dio: buon anno, buon pranzo, e non dimenticatevi di pregare per me». 

Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Francesco all'Angelus

  

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GIACOMO GALEAZZI
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«Ci conceda il Signore di operare in questo nuovo anno con generosità per realizzare un mondo più solidale e accogliente», invoca Francesco all’Angelus richiamando particolarmente l’attenzione su chi è costretto a fuggire dalla propria casa. «Desidero, ancora una volta, farmi voce di questi nostri fratelli e sorelle che invocano per il loro futuro un orizzonte di pace», afferma il Papa al termine della celebrazione eucaristica nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 51° Giornata mondiale della Pace.  

La pace «è diritto di tutti», sottolinea il Pontefice, per essa «molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, ad affrontare fatiche e sofferenze. Non spegniamo la speranza nel loro cuore; non soffochiamo le loro aspettative di pace!», esorta Jorge Mario Bergoglio. Ed evidenzia che è «importante che da parte di tutti, istituzioni civili, realtà educative, assistenziali ed ecclesiali, ci sia l’impegno per assicurare ai rifugiati, ai migranti, a tutti un avvenire di pace».  

 

Francesco dedica poi la sua riflessione a Maria «Madre di Dio e Madre nostra» alla quale affida il 2018 appena iniziato: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta», è la sua preghiera.  

Alla folla riunita in piazza San Pietro, il Pontefice ricorda che «sulla prima pagina del calendario del nuovo anno che il Signore ci dona, la Chiesa pone, come una stupenda miniatura, la solennità liturgica di Maria Santissima Madre di Dio». Perciò «in questo primo giorno dell’anno solare, fissiamo lo sguardo su di lei, per riprendere, sotto la sua materna protezione, il cammino lungo i sentieri del tempo».  

«Il Vangelo di oggi – spiega Francesco – ci riconduce alla stalla di Betlemme: i pastori arrivano in fretta e trovano Maria, Giuseppe e il Bambino e riferiscono l’annuncio dato loro dagli angeli, cioè che quel Neonato è il Salvatore». Tutti si stupiscono, mentre «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore».  

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Leggi anche: Maria sempre giovane, è il peccato che invecchia

La Vergine, ribadisce il Pontefice riprendendo le parole dell’omelia nella Basilica, «ci fa capire come va accolto l’evento del Natale: non superficialmente ma nel cuore». E «ci indica il vero modo di ricevere il dono di Dio: conservarlo nel cuore e meditarlo». Si tratta, secondo Papa Francesco, di «un invito rivolto a ciascuno di noi a pregare contemplando e gustando questo dono che è Gesù stesso». Infatti, è «mediante Maria che il Figlio di Dio assume la corporeità, ma la maternità di Maria non si riduce a questo: grazie alla sua fede, Lei è anche la prima discepola di Gesù e questo dilata la sua maternità».  

Quindi, sostiene il Papa, «sarà la fede di Maria a provocare a Cana il primo segno miracoloso, che contribuisce a suscitare la fede dei discepoli». Con la stessa fede, «Maria è presente ai piedi della croce e riceve come figlio l’apostolo Giovanni e infine, dopo la Risurrezione, diventa madre orante della Chiesa su cui scende con potenza lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste». Dunque, aggiunge il Pontefice, «come madre, Maria svolge una funzione molto speciale: si pone tra suo Figlio Gesù e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze». Lei «intercede, consapevole che in quanto madre può, anzi, deve far presente al Figlio i bisogni degli uomini, specialmente i più deboli e disagiati». Proprio a queste persone è dedicato il tema della Giornata Mondiale della Pace che oggi si celebra: “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, ricorda il Papa. 

Che, dopo l’Angelus, «sulla soglia del 2018», rivolge a tutti il suo «cordiale augurio di ogni bene per il nuovo anno», senza dimenticare di ringraziare il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, «per gli auguri che mi ha rivolto ieri sera nel suo messaggio di fine anno e che ricambio di cuore, auspicando per il popolo italiano un anno di serenità e di pace, illuminato dalla costante benedizione di Dio».  

Papa Francesco esprime poi il suo «apprezzamento» per le molteplici iniziative di preghiera e di azione per la pace, organizzate in ogni parte del mondo in occasione dell’odierna ricorrenza; in particolare, la Marcia nazionale che si è svolta ieri sera a Sotto il Monte, promossa da Cei, Caritas Italiana, Pax Christi e Azione Cattolica. E saluta pure i partecipanti alla manifestazione “Pace in tutte le terre”, promossa a Roma e in molti Paesi dalla Comunità di Sant’Egidio. «Cari amici, vi incoraggio a portare avanti con gioia il vostro impegno di solidarietà, specialmente nelle periferie delle città, per favorire la convivenza pacifica», dice. E rinnova a tutti «l’augurio di un anno di pace nella grazia del Signore e con la protezione materna di Maria, la Santa Madre di Dio: buon anno, buon pranzo, e non dimenticatevi di pregare per me». 

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