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HomeArgomentiVita cristiana"Questo è il giorno fatto dal Signore, rallegriamoci ed esultiamo in esso"...

“Questo è il giorno fatto dal Signore, rallegriamoci ed esultiamo in esso” (Sal 118, 24).

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Di che cosa dobbiamo rallegrarci: dobbiamo rallegrarci che in questo giorno la morte è stata sconfitta e ha vinto la vita. Così, celebrare la Pasqua significa per noi “passare” dal peccato alla vita nuova! Ogni Pasqua è per noi opportunità nuova che il Risorto ci concede per risorgere dal nostro peccato alla vita nuova. Ogni qualvolta andiamo a celebrare il sacramento delle Riconciliazione è Pasqua perché avviene per noi questo passaggio: da morti risorgiamo a vita nuova!

            “Il rinnovamento della nostra vita è pertanto il passaggio dalla morte alla vita, che s’inizia in virtù della fede, affinché nella speranza siamo contenti e nella sofferenza siamo pazienti, benché il nostro uomo esteriore si vada disfacendo mentre quello interiore si rinnova di giorno in giorno (2 Cor 4, 16). Proprio in vista della nuova vita e dell’uomo nuovo di cui ci si comanda di rivestirci (Col 3, 9 s.). Spogliandoci di quello vecchio, purificandoci dal vecchio fermento per essere una pasta nuova, essendo già stato immolato Cristo, nostra Pasqua (1 Cor 5, 7), proprio in vista di questo rinnovamento della vita è stato stabilito per questa celebrazione il primo mese dell’anno, che perciò si chiama il mese dei nuovi raccolti (Ex 23, 15). Inoltre poiché nel volgere dei secoli è adesso apparsa la terza epoca, la risurrezione del Signore è avvenuta dopo tre giorni. La prima epoca infatti è quella anteriore alla Legge, la seconda quella della Legge, la terza quella della Grazia, in cui si rivela il piano misterioso di Dio prima nascosto nell’oscurità delle profezie. Ciò è dunque indicato pure dal numero dei giorni d’ogni fase lunare poiché nelle Scritture il numero sette suol essere simbolo di una certa perfezione e perciò la Pasqua si celebra la terza settimana della luna cioè nel giorno che cade tra il quattordici e il ventuno del mese.” (“Lettere” di sant’Agostino, vescovo).

La Pasqua è il tempo della Grazia, tempo in cui si rivela a noi il piano misterioso di Dio: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (Gv3,14)” allora anche noi viviamo questo tempo nella gioia e nella gratitudine sapendo che Dio ci ama e vuole donare a tutti la vita vera la vita da risorti! Lasciamoci raggiungere dalla GRAZIA affinché siamo dei risorti che annunciano e testimoniano l’amore del Padre.

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G. Guerra
Sacerdote della diocesi di Avezzano (dei Marsi) . Ordinato presbitero il 28 giugno 2012.
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“Questo è il giorno fatto dal Signore, rallegriamoci ed esultiamo in esso” (Sal 118, 24).

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Di che cosa dobbiamo rallegrarci: dobbiamo rallegrarci che in questo giorno la morte è stata sconfitta e ha vinto la vita. Così, celebrare la Pasqua significa per noi “passare” dal peccato alla vita nuova! Ogni Pasqua è per noi opportunità nuova che il Risorto ci concede per risorgere dal nostro peccato alla vita nuova. Ogni qualvolta andiamo a celebrare il sacramento delle Riconciliazione è Pasqua perché avviene per noi questo passaggio: da morti risorgiamo a vita nuova!

            “Il rinnovamento della nostra vita è pertanto il passaggio dalla morte alla vita, che s’inizia in virtù della fede, affinché nella speranza siamo contenti e nella sofferenza siamo pazienti, benché il nostro uomo esteriore si vada disfacendo mentre quello interiore si rinnova di giorno in giorno (2 Cor 4, 16). Proprio in vista della nuova vita e dell’uomo nuovo di cui ci si comanda di rivestirci (Col 3, 9 s.). Spogliandoci di quello vecchio, purificandoci dal vecchio fermento per essere una pasta nuova, essendo già stato immolato Cristo, nostra Pasqua (1 Cor 5, 7), proprio in vista di questo rinnovamento della vita è stato stabilito per questa celebrazione il primo mese dell’anno, che perciò si chiama il mese dei nuovi raccolti (Ex 23, 15). Inoltre poiché nel volgere dei secoli è adesso apparsa la terza epoca, la risurrezione del Signore è avvenuta dopo tre giorni. La prima epoca infatti è quella anteriore alla Legge, la seconda quella della Legge, la terza quella della Grazia, in cui si rivela il piano misterioso di Dio prima nascosto nell’oscurità delle profezie. Ciò è dunque indicato pure dal numero dei giorni d’ogni fase lunare poiché nelle Scritture il numero sette suol essere simbolo di una certa perfezione e perciò la Pasqua si celebra la terza settimana della luna cioè nel giorno che cade tra il quattordici e il ventuno del mese.” (“Lettere” di sant’Agostino, vescovo).

La Pasqua è il tempo della Grazia, tempo in cui si rivela a noi il piano misterioso di Dio: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (Gv3,14)” allora anche noi viviamo questo tempo nella gioia e nella gratitudine sapendo che Dio ci ama e vuole donare a tutti la vita vera la vita da risorti! Lasciamoci raggiungere dalla GRAZIA affinché siamo dei risorti che annunciano e testimoniano l’amore del Padre.

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G. Guerra
Sacerdote della diocesi di Avezzano (dei Marsi) . Ordinato presbitero il 28 giugno 2012.
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