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Quando vi sentite soli e non amati, meditate su questa scena biblica

L’invito è aperto. Dobbiamo solo rispondere e accettare il fatto che Dio ci ama più di quanto possiamo immaginare.

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Dio vuole confortarvi, e questa scena può aiutare a guarire la vostra anima

Vivendo in un mondo difficile, sperimentiamo spesso rifiuto e tradimento da parte di chi amiamo di più. Può essere complicato, e come risultato possiamo sentirci non amati e completamente soli.

È in quei momenti che Gesù vuole offrirci un messaggio d’amore, e c’è una scena particolare della Bibbia che può offrirci consolazione e pace.

La scena non si offre immediatamente alla meditazione, ma quando la analizziamo più da vicino può dare lo spunto per ore di preghiera. È tratta dal Vangelo di Giovanni e vede un breve momento in cui il “discepolo amato” di Gesù riposa sul suo petto durante l’Ultima Cena:

“Ora, a tavola, inclinato sul petto di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che Gesù amava” (Giovanni 13, 23).

Questo breve versetto ha davvero molto da offrire.

In primo luogo, anziché identificare il discepolo, San Giovanni afferma che era quello “che Gesù amava”. Se si può riferire a un individuo specifico, si applica anche a ciascuno di noi, che Gesù ama teneramente.

Gesù ha rivelato a Santa Margherita Maria Alacoque: “Il mio divin cuore è tanto appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare, che non potendo più contenere in se stesso le fiamme del suo ardente Amore, sente il bisogno di diffonderle”. Gesù ci ama infinitamente di più di quanto possiamo immaginare, e vuole effondere il suo amore su di noi. Non riesce più a contenere l’amore che prova per noi!

Questo discepolo all’Ultima Cena si è poi inclinato sul petto di Gesù, risposando sul suo cuore. Pensateci per qualche secondo.

Non vorreste riposare anche voi sul cuore di Gesù?

Pensate a quando eravate bambini, quando vi inclinavate e riposavate sul petto di vostra madre o vostro padre, avvolti nel suo abbraccio. Ancora una volta, è quello che Gesù vuole che facciamo anche noi, e sono i sentimenti che vuole che proviamo quando pensiamo a questa scena.

Gesù ha invitato a Santa Margherita Maria a fare proprio questo quando le ha fatto visita: “Mi fece riposare a lungo sul suo divin petto e mi scoprì le meraviglie del suo Amore e i segreti inesplicabili del suo Sacro Cuore”.

Questa scena può diventare viva ogni volta che riceviamo Gesù nella Santa Eucaristia. Dopo averlo accolto nel nostro corpo, torniamo al banco e possiamo meditare su questa scena. Può essere un’esperienza potente se crediamo davvero che Dio ci ami e ci stia invitando a riposare sul suo cuore.

Ricordate che non siamo mai davvero soli in questo mondo, anche quando tutti ci hanno abbandonati. Gesù è stato abbandonato sulla croce e capisce bene questo sentimento, e vuole che partecipiamo al suo banchetto e poniamo il capo vicino al suo cuore. Facendo questo, potremo sentire il battito del suo amore e cogliere un barlume della sua ardente carità.

L’invito è aperto. Dobbiamo solo rispondere e accettare il fatto che Dio ci ama più di quanto possiamo immaginare.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Vivendo in un mondo difficile, sperimentiamo spesso rifiuto e tradimento da parte di chi amiamo di più. Può essere complicato, e come risultato possiamo sentirci non amati e completamente soli.

È in quei momenti che Gesù vuole offrirci un messaggio d’amore, e c’è una scena particolare della Bibbia che può offrirci consolazione e pace.

La scena non si offre immediatamente alla meditazione, ma quando la analizziamo più da vicino può dare lo spunto per ore di preghiera. È tratta dal Vangelo di Giovanni e vede un breve momento in cui il “discepolo amato” di Gesù riposa sul suo petto durante l’Ultima Cena:

“Ora, a tavola, inclinato sul petto di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che Gesù amava” (Giovanni 13, 23).

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In primo luogo, anziché identificare il discepolo, San Giovanni afferma che era quello “che Gesù amava”. Se si può riferire a un individuo specifico, si applica anche a ciascuno di noi, che Gesù ama teneramente.

Gesù ha rivelato a Santa Margherita Maria Alacoque: “Il mio divin cuore è tanto appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare, che non potendo più contenere in se stesso le fiamme del suo ardente Amore, sente il bisogno di diffonderle”. Gesù ci ama infinitamente di più di quanto possiamo immaginare, e vuole effondere il suo amore su di noi. Non riesce più a contenere l’amore che prova per noi!

Questo discepolo all’Ultima Cena si è poi inclinato sul petto di Gesù, risposando sul suo cuore. Pensateci per qualche secondo.

Non vorreste riposare anche voi sul cuore di Gesù?

Pensate a quando eravate bambini, quando vi inclinavate e riposavate sul petto di vostra madre o vostro padre, avvolti nel suo abbraccio. Ancora una volta, è quello che Gesù vuole che facciamo anche noi, e sono i sentimenti che vuole che proviamo quando pensiamo a questa scena.

Gesù ha invitato a Santa Margherita Maria a fare proprio questo quando le ha fatto visita: “Mi fece riposare a lungo sul suo divin petto e mi scoprì le meraviglie del suo Amore e i segreti inesplicabili del suo Sacro Cuore”.

Questa scena può diventare viva ogni volta che riceviamo Gesù nella Santa Eucaristia. Dopo averlo accolto nel nostro corpo, torniamo al banco e possiamo meditare su questa scena. Può essere un’esperienza potente se crediamo davvero che Dio ci ami e ci stia invitando a riposare sul suo cuore.

Ricordate che non siamo mai davvero soli in questo mondo, anche quando tutti ci hanno abbandonati. Gesù è stato abbandonato sulla croce e capisce bene questo sentimento, e vuole che partecipiamo al suo banchetto e poniamo il capo vicino al suo cuore. Facendo questo, potremo sentire il battito del suo amore e cogliere un barlume della sua ardente carità.

L’invito è aperto. Dobbiamo solo rispondere e accettare il fatto che Dio ci ama più di quanto possiamo immaginare.

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