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Quando Bergoglio mentì a mamma Regina pur di diventare sacerdote

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Ma quando la madre scoprì che studiava Teologia e non Medicina, lui rispose: “la mia è medicina per l’anima”

Jorge Mario Bergoglio da giovane aveva promesso alla madre che sarebbe diventato un medico. E quando mamma Regina si accorse che non studiava Medicina ma Teologia e lo accusò di averle mentito, lui replicò. «Non ho mentito, la mia è Medicina, ma per le anime!». (AdnKronos, 11 agosto).

“STUDIERO’ MEDICINA”
Scrive Emanuela Pizziolo in “Papa Francesco, la forza dell’umiltà” che il futuro pontefice, a 19 anni, appena diplomato, comunicò a sua madre che desiderava proseguire gli studi. «Che bella notizia, figliolo», esclamò la madre Regina. «E che Facoltà vuoi scegliere?». «Medicina», risposte Jorge, In famiglia c’era entusiasmo per la scelta del figlio, quella di voler iscriversi all’università era una notizia molto attesa da tutta la famiglia.

LA STANZA PER JORGE
Regina, si legge ancora nel libro della Pizziolo, pensava che un ragazza che doveva studiare Medicina, non poteva farlo in una casa affollata da fratelli e sorelle e dal gran baccano che c’è in tutte le ore del giorno. Decise così di preparagli uno “studio” tutto per lui, promuovendo a questo scopo uno sgabuzzino. In quella stanzetta Jorge inizio a trascorrere le sue giornate. 

“DIVENTERA’ UN GRAN DOTTORE”
«Mio figlio diventerà un gran dottore«, assicurava Regina ai vicini e a chiunque ascoltasse le sue parole piene di orgoglio per il primogenito, futuro medico. «A volte si dimentica pure di mangiare, preso com’è dai suoi libri». Intanto Jorge aveva chiesto alla mamma di non entrare nello studio, spiegandole che se ne sarebbe occupato lui stesso delle pulizie, perché temeva che lei, involontariamente, potesse perdergli qualche carta o appunto importante. 

LA SCOPERTA DI MAMMA REGINA
In un pomeriggio del 1957 però Regina decise che il suo ragazzo era troppo occupato a studiare per trovare il tempo di pensare alle pulizie, così, approfittando di un suo momento di assenza, entrò nella stanza armata di stracci e spazzolone. Ma subito capì, si legge ancora in “Papa Francesco, la forza dell’umiltà”, che qualcosa non quadrava. Al posto dei libri di Medicina, si imbatté in un un numero impressionante di testi di Teologia e Filosofia. La donna uscì dalla stanza con le mani tremanti e andò in cucina.

“MEDICINA PER LE ANIME”
Poco dopo arrivò Jorge. Regina lo chiamò e gli disse: «Jorge…mi avevi detto che studiavi Medicina», trattenendo a fatica le lacrime. «Si mamma», rispose lui. «Perché mi hai mentito», incalzò Regina. «No, mamma, studio medicina per le anime!», disse il futuro Papa Francesco. La madre si mise piangere. Disappunto e delusione erano forti. Per una famiglia di immigrati come la loro, un figlio dottore sarebbe stato un autentico riscatto sociale. 

DUE ANNI DI “LOTTA”
Jorge aveva combattuto per due anni contro la chiamata di Dio, ma più aveva tentato di sottrarsi a quello che ormai sapeva essere il suo destino, più il bisogno di donarsi completamente al Signore si era fatto ineludibile. 

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Ma quando la madre scoprì che studiava Teologia e non Medicina, lui rispose: “la mia è medicina per l’anima”

Jorge Mario Bergoglio da giovane aveva promesso alla madre che sarebbe diventato un medico. E quando mamma Regina si accorse che non studiava Medicina ma Teologia e lo accusò di averle mentito, lui replicò. «Non ho mentito, la mia è Medicina, ma per le anime!». (AdnKronos, 11 agosto).

“STUDIERO’ MEDICINA”
Scrive Emanuela Pizziolo in “Papa Francesco, la forza dell’umiltà” che il futuro pontefice, a 19 anni, appena diplomato, comunicò a sua madre che desiderava proseguire gli studi. «Che bella notizia, figliolo», esclamò la madre Regina. «E che Facoltà vuoi scegliere?». «Medicina», risposte Jorge, In famiglia c’era entusiasmo per la scelta del figlio, quella di voler iscriversi all’università era una notizia molto attesa da tutta la famiglia.

LA STANZA PER JORGE
Regina, si legge ancora nel libro della Pizziolo, pensava che un ragazza che doveva studiare Medicina, non poteva farlo in una casa affollata da fratelli e sorelle e dal gran baccano che c’è in tutte le ore del giorno. Decise così di preparagli uno “studio” tutto per lui, promuovendo a questo scopo uno sgabuzzino. In quella stanzetta Jorge inizio a trascorrere le sue giornate. 

“DIVENTERA’ UN GRAN DOTTORE”
«Mio figlio diventerà un gran dottore«, assicurava Regina ai vicini e a chiunque ascoltasse le sue parole piene di orgoglio per il primogenito, futuro medico. «A volte si dimentica pure di mangiare, preso com’è dai suoi libri». Intanto Jorge aveva chiesto alla mamma di non entrare nello studio, spiegandole che se ne sarebbe occupato lui stesso delle pulizie, perché temeva che lei, involontariamente, potesse perdergli qualche carta o appunto importante. 

LA SCOPERTA DI MAMMA REGINA
In un pomeriggio del 1957 però Regina decise che il suo ragazzo era troppo occupato a studiare per trovare il tempo di pensare alle pulizie, così, approfittando di un suo momento di assenza, entrò nella stanza armata di stracci e spazzolone. Ma subito capì, si legge ancora in “Papa Francesco, la forza dell’umiltà”, che qualcosa non quadrava. Al posto dei libri di Medicina, si imbatté in un un numero impressionante di testi di Teologia e Filosofia. La donna uscì dalla stanza con le mani tremanti e andò in cucina.

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“MEDICINA PER LE ANIME”
Poco dopo arrivò Jorge. Regina lo chiamò e gli disse: «Jorge…mi avevi detto che studiavi Medicina», trattenendo a fatica le lacrime. «Si mamma», rispose lui. «Perché mi hai mentito», incalzò Regina. «No, mamma, studio medicina per le anime!», disse il futuro Papa Francesco. La madre si mise piangere. Disappunto e delusione erano forti. Per una famiglia di immigrati come la loro, un figlio dottore sarebbe stato un autentico riscatto sociale. 

DUE ANNI DI “LOTTA”
Jorge aveva combattuto per due anni contro la chiamata di Dio, ma più aveva tentato di sottrarsi a quello che ormai sapeva essere il suo destino, più il bisogno di donarsi completamente al Signore si era fatto ineludibile. 

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