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Qual è il trono che secondo la Bibbia durerà per sempre?

Se la maggior parte dei troni verrà distrutta, questo è eterno

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Se la maggior parte dei troni verrà distrutta, questo è eterno

Nel corso della storia, i regni sono nati e caduti e gli imperi hanno conquistato e sono stati distrutti. Spesso i leader di queste Nazioni si sono seduti su un trono fisico che rappresentava la loro autorità e il loro potere.

Molti leader ornavano riccamente i loro troni, rendendoli più di un semplice pezzo di mobilio. Per alcuni leader era come se il trono fosse la fonte del potere, e molti combattevano chi ci si sedeva. Questi troni sono venuti meno dopo poche generazioni. È un potere temporale fugace, che spesso corrompeva la persona che lo deteneva.

C’è però un trono profetizzato nell’Antico Testamento che dura fino a oggi e durerà per tutta l’eternità.

Dio ha parlato al re Davide attraverso il profeta Samuele di un trono eterno:

“Io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio” (2 Samuele 7, 12-14).

Se in qualche modo questo è stato realizzato mediante il figlio di Davide, Salomone, è stato realizzato definitivamente attraverso Gesù Cristo, il vero Figlio di Davide. Egli è il Messia della linea di Davide e colui che realizza questa profezia stabilendo un nuovo regno che non ha confini o un regno terreno.

Gesù stesso ha descritto dove sia questo trono parlando con gli apostoli:

“E Gesù disse loro: ‘In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele’” (Matteo 19, 28).

Gesù descrive poi come alla fine del mondo Egli tornerà sulla Terra in modo spettacolare:

“Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra” (Matteo 25, 31-33)

Il Libro dell’Apocalisse conferma l’esistenza di questo trono eterno nella Gerusalemme celeste:

“Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono. Attorno al trono, poi, c’erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d’oro sul capo. Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio. Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo” (Apocalisse 4, 2-6).

Quando si riflette su questo trono, ci dovrebbe ricordare dove riporre la nostra fiducia. I leader terreni nasceranno e cadranno, e se dobbiamo promuovere verità e giustizia nella società, questi leader non sono tuttavia quelli in cui dovremmo confidare in modo pieno e definitivo.

Siamo figli di un Re che governa il mondo nell’amore e nella misericordia, e il suo è un trono eterno che brillerà quando questo mondo arriverà alla fine. Questo pensiero dovrebbe darci pace.

Originale: Aleteia.org
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Nel corso della storia, i regni sono nati e caduti e gli imperi hanno conquistato e sono stati distrutti. Spesso i leader di queste Nazioni si sono seduti su un trono fisico che rappresentava la loro autorità e il loro potere.

Molti leader ornavano riccamente i loro troni, rendendoli più di un semplice pezzo di mobilio. Per alcuni leader era come se il trono fosse la fonte del potere, e molti combattevano chi ci si sedeva. Questi troni sono venuti meno dopo poche generazioni. È un potere temporale fugace, che spesso corrompeva la persona che lo deteneva.

C’è però un trono profetizzato nell’Antico Testamento che dura fino a oggi e durerà per tutta l’eternità.

Dio ha parlato al re Davide attraverso il profeta Samuele di un trono eterno:

“Io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio” (2 Samuele 7, 12-14).

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Se in qualche modo questo è stato realizzato mediante il figlio di Davide, Salomone, è stato realizzato definitivamente attraverso Gesù Cristo, il vero Figlio di Davide. Egli è il Messia della linea di Davide e colui che realizza questa profezia stabilendo un nuovo regno che non ha confini o un regno terreno.

Gesù stesso ha descritto dove sia questo trono parlando con gli apostoli:

“E Gesù disse loro: ‘In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele’” (Matteo 19, 28).

Gesù descrive poi come alla fine del mondo Egli tornerà sulla Terra in modo spettacolare:

“Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra” (Matteo 25, 31-33)

Il Libro dell’Apocalisse conferma l’esistenza di questo trono eterno nella Gerusalemme celeste:

“Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono. Attorno al trono, poi, c’erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d’oro sul capo. Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio. Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo” (Apocalisse 4, 2-6).

Quando si riflette su questo trono, ci dovrebbe ricordare dove riporre la nostra fiducia. I leader terreni nasceranno e cadranno, e se dobbiamo promuovere verità e giustizia nella società, questi leader non sono tuttavia quelli in cui dovremmo confidare in modo pieno e definitivo.

Siamo figli di un Re che governa il mondo nell’amore e nella misericordia, e il suo è un trono eterno che brillerà quando questo mondo arriverà alla fine. Questo pensiero dovrebbe darci pace.

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