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Proposta Film: Lion, film drammatico

Recensioni film di interesse

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Fra pochi giorni questa pellicola copie un anno da quando fu presentata nelle sale cinematografiche italiane il 22 dicembre 2016.

Forse per questo, visto che anche ora è imminente il Natale, mi sembra un bene ricordare che le realtà sono tante e che vale la pena credere che c’è sempre un modo nuovo e speciale di amare e di impegnarsi in un qualcosa di più grande di noi.

Ed è per questo che dedico questa recensione a Khalil Mahzoum.  Una recensione che auguro infervori il nostro cuore e ci illumini ad accogliere la vita soprattutto quando ci sfida ad acconsentire l’ignoto o semplicemente ciò che con qualsiasi logica dovrebbe essere respinto.

Perché come amorevolmente il nostro compianto Giovanni Paolo I ci invitava che credere non è solo la coincidenza tra fede e ragione ma che la ragione senza opere è morta. Un amore non concreto, fatto di opere e di sostegno a 360° gradi, é un amore fasullo, un amore che è molto meno di un platonico innamoramento adolescenziale ed acerbo.

L’amore è doloroso ? L’amore può essere frustrante ? L’amore può condurci alla morte ? Certo tutto questo è incluso nel pacchetto e chi più di Yehoshua di Nazareth, ucciso sulla croce, ci può testimoniare che l’amore fa nuove tutte le cose.

Lion é basato sul libro di memorie “La strada per tornare a casa” e racconta la vera storia di Saroo Brierley.

Saroo è un bambino di 4 anni che si perde una sera che esce con il fratello maggiore Guddu. Siamo alla fine degli anni 80 quando l’ India inizia una particolare fase del suo caotico sviluppo economico e sociale. La povertà dilaga e si sviluppa in modo complesso e incontrollabile. Saroo fa parte di una famiglia poverissima in cui una madre sola lavora a livello di schiavitù in una cava di pietre e il fratello di poco maggiore di lui lavora di notte vendendo minuterie dove capita. Un’altra piccola sorella e dedita alle poche mansioni domestiche che la sua età le permettono di assolvere.

Saroo insistette quella sera di voler seguire il fratello al lavoro. La sua sensibilità di bambino gli suggeriva di voler dare il suo contributo per la famiglia. Ma la sua giovane età e la fame lo fanno crollare di sonno su una panchina della stazione dove il fratello quella sera si era recato per i suoi piccoli affari. Il fratello gli raccomanda di non muoversi da lì per nessuna ragione. Ma anche il fratello, in fin dei conti un bambino, non immagina che Saroo svegliandosi e ritrovandosi solo sarebbe stato preso dal panico. Mentre cerca Guddu Saroo sale inavvertitamente su di un treno in sosta. Cerca il fratello ma non lo trova. Esausto per la ricerca crolla di nuovo nel sonno. Quando si sveglia il treno era ormai in movimento per una meta a lui del tutto sconosciuta. Calcutta a ben 1600 km lontana dal suo piccolo villaggio.

Lontano, in una città sconosciuta, enorme, caotica e dove si parla una lingua diversa dalla sua inizia l’epopea di Saroo.

Gli Slum di Calcutta, la tratta degli organi, la pedofilia, gente di malaffare e l’orfanatrofio. Nulla è stato risparmiato a questo bambino.

Sono passati anni da quando ho potuto vedere una pellicola tanto capace di emozionare. Una storia che tocca le corde più profonde dell’anima umana. Un momento di riflessione sulla realtà di ieri e di oggi. Un immersione totale in un racconto mozzafiato dove diverse culture si scontrano ed incontrano; lo spazio ed il tempo non riescono a fermare la volontà di un personaggio guidato dal ricordo del passato che ne ha indissolubilmente segnato l’esistenza.

Non solo la ricerca della propria identità, già abitata dall’amore gratuito di chi lo aveva adottato ed allevato come dei veri genitori, ma la ricerca del principio dell’amore, del punto esatto di dove questa corrente era stata spezzata dagli eventi. Una rottura non voluta da nessuno e di un amore che deve ancora essere e che ha il diritto di vedere la luce dell’esistenza.

Vita e amore, l’unico binomio su cui verremo interrogati.  

Contributo allo sviluppo della personalità:
10
Culturalmente valido:
10
Spiritualmente utile:
10
Discernimento del bene e del male:
10
Avvincente:
9
Innovativo:
10
Indicatore di culture diverse:
10
Resa dei personaggi:
10
Colonna sonora:
8
Fotografia:
8
Pertinenza linguistica e prossemica:
8
Montaggio:
8
E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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Fra pochi giorni questa pellicola copie un anno da quando fu presentata nelle sale cinematografiche italiane il 22 dicembre 2016.

Forse per questo, visto che anche ora è imminente il Natale, mi sembra un bene ricordare che le realtà sono tante e che vale la pena credere che c’è sempre un modo nuovo e speciale di amare e di impegnarsi in un qualcosa di più grande di noi.

Ed è per questo che dedico questa recensione a Khalil Mahzoum.  Una recensione che auguro infervori il nostro cuore e ci illumini ad accogliere la vita soprattutto quando ci sfida ad acconsentire l’ignoto o semplicemente ciò che con qualsiasi logica dovrebbe essere respinto.

Perché come amorevolmente il nostro compianto Giovanni Paolo I ci invitava che credere non è solo la coincidenza tra fede e ragione ma che la ragione senza opere è morta. Un amore non concreto, fatto di opere e di sostegno a 360° gradi, é un amore fasullo, un amore che è molto meno di un platonico innamoramento adolescenziale ed acerbo.

L’amore è doloroso ? L’amore può essere frustrante ? L’amore può condurci alla morte ? Certo tutto questo è incluso nel pacchetto e chi più di Yehoshua di Nazareth, ucciso sulla croce, ci può testimoniare che l’amore fa nuove tutte le cose.

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Lion é basato sul libro di memorie “La strada per tornare a casa” e racconta la vera storia di Saroo Brierley.

Saroo è un bambino di 4 anni che si perde una sera che esce con il fratello maggiore Guddu. Siamo alla fine degli anni 80 quando l’ India inizia una particolare fase del suo caotico sviluppo economico e sociale. La povertà dilaga e si sviluppa in modo complesso e incontrollabile. Saroo fa parte di una famiglia poverissima in cui una madre sola lavora a livello di schiavitù in una cava di pietre e il fratello di poco maggiore di lui lavora di notte vendendo minuterie dove capita. Un’altra piccola sorella e dedita alle poche mansioni domestiche che la sua età le permettono di assolvere.

Saroo insistette quella sera di voler seguire il fratello al lavoro. La sua sensibilità di bambino gli suggeriva di voler dare il suo contributo per la famiglia. Ma la sua giovane età e la fame lo fanno crollare di sonno su una panchina della stazione dove il fratello quella sera si era recato per i suoi piccoli affari. Il fratello gli raccomanda di non muoversi da lì per nessuna ragione. Ma anche il fratello, in fin dei conti un bambino, non immagina che Saroo svegliandosi e ritrovandosi solo sarebbe stato preso dal panico. Mentre cerca Guddu Saroo sale inavvertitamente su di un treno in sosta. Cerca il fratello ma non lo trova. Esausto per la ricerca crolla di nuovo nel sonno. Quando si sveglia il treno era ormai in movimento per una meta a lui del tutto sconosciuta. Calcutta a ben 1600 km lontana dal suo piccolo villaggio.

Lontano, in una città sconosciuta, enorme, caotica e dove si parla una lingua diversa dalla sua inizia l’epopea di Saroo.

Gli Slum di Calcutta, la tratta degli organi, la pedofilia, gente di malaffare e l’orfanatrofio. Nulla è stato risparmiato a questo bambino.

Sono passati anni da quando ho potuto vedere una pellicola tanto capace di emozionare. Una storia che tocca le corde più profonde dell’anima umana. Un momento di riflessione sulla realtà di ieri e di oggi. Un immersione totale in un racconto mozzafiato dove diverse culture si scontrano ed incontrano; lo spazio ed il tempo non riescono a fermare la volontà di un personaggio guidato dal ricordo del passato che ne ha indissolubilmente segnato l’esistenza.

Non solo la ricerca della propria identità, già abitata dall’amore gratuito di chi lo aveva adottato ed allevato come dei veri genitori, ma la ricerca del principio dell’amore, del punto esatto di dove questa corrente era stata spezzata dagli eventi. Una rottura non voluta da nessuno e di un amore che deve ancora essere e che ha il diritto di vedere la luce dell’esistenza.

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Culturalmente valido:
10
Spiritualmente utile:
10
Discernimento del bene e del male:
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Avvincente:
9
Innovativo:
10
Indicatore di culture diverse:
10
Resa dei personaggi:
10
Colonna sonora:
8
Fotografia:
8
Pertinenza linguistica e prossemica:
8
Montaggio:
8

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E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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