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A pranzo con i poveri invece che con le autorità.

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Papa Bergoglio e l’affetto della gente di Assisi. Al clero e ai laici: “Tutti sbagliamo, riconoscere sbagli e chiedere scusa”

30deabc23d

Nel pontificato della sobrietà la forma è sostanza, lo stile svela contenuti. A pranzo con i poveri alla mensa della Caritas di Santa Maria degli Angeli invece che con le autorità al Sacro Convento di Assisi. Persino nella scelta della tavola alla quale sedersi, Bergoglio mostra da che parte sta. Con i poveri, gli ultimi, chi non ha nulla. Perché Cristo è lì e non altrove. “O si sta coi poveri o col denaro”, aveva detto poco prima durante la messa a piazza San Francesco.

E ancora: “O con me o contro di me”. Chi sta con gli ultimi sta dalla parte giusta, è questa la scelta del Papa venuto da un Paese ai confini del mondo. “Servono categorie nuove per interpretare questo Papa: le categorie vecchie non funzionano più”, afferma a “Vatican Insider” il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, che nella cittadella della pace guida il pellegrinaggio diocesano.

E’ stato un incontro all’insegna della spontaneità, il pranzo odierno del Papa nel centro Caritas di Santa Maria degli Angeli, a cominciare dall’abbraccio, all’ingresso della struttura, fra il Pontefice e Abdahlaha, un bambino marocchino di sette anni, figlio di una ospite del centro di accoglienza. Il bambino poi ha preso per mano il Papa e l’ha accompagnato fino alla mensa, presenti 55 ospiti dei vari centri di accoglienza della diocesi, e gli si è messo a sedere vicino per il pranzo, nell’angolo della grande tavola a forma di elle su cui lo stesso Francesco aveva chiesto di poter sedere, allo scopo di vedere tutti i commensali. Il papa ha mangiato poco, anche perché e’ stato circondato dall’affetto dei presenti. Non ha avuto il tempo, prima di andarsene, neanche di gustare i mostaccioli, dolcetti che piacevano tanto al santo di Assisi e che lui si fece cucinare un’ultima volta da frate Jacopo. Pranzo con un clima particolarmente disteso per il presidente del Consiglio Enrico Letta oggi nel refettorio del Sacro Convento di Assisi al termine della messa per San Francesco patrono d’Italia presieduta dal Papa.

Appuntamento al quale non ha comunque partecipato il pontefice che invece ha mangiato alla mensa della Caritas a Santa Maria degli Angeli. Letta ha pranzato allo stesso tavolo del presidente del Senato Piero Grasso, dei vertici dei Francescani e del ministro Zanonato. Nella stessa sale molti degli amministratori dei Comuni, delle Province e delle Regioni italiane oggi ad Assisi. Diversi quelli che hanno scambiato battute e si sono fatti fotografare con Letta. Nel corso del pranzo è stato servito un antipasto umbro, ravioli al pomodoro, roast beef con verdure e un dolce alla crema.”E’ stato un incontro molto bello e spontaneo”, ha detto padre Vittorio Viola, direttore della Caritas diocesana, apparso visibilmente commosso al termine dell’incontro. “Ha riservato molta attenzione a tutti, con gesti ma soprattutto ascoltando quelli che hanno avuto una vita difficile.

Ha mostrato sensibilità e ha avuto parole di incoraggiamento per i presenti”. Livio, 33 anni, di Assisi, ha cantato “Fratello Sole Sorella Luna”, mentre Riccardo, di Milano, ha voluto leggere al Papa una poesia per la pace. “Ho passato tanti anni in carcere – ha detto Riccardo – e ho voluto a tutti i costi venire da Milano per incontrarlo. Ora sono pentito per quello che ho fatto nella mia vita”. Anche Vittorio, di Caserta, e’ apparso commosso per l’incontro con il Pontefice. “Il Papa mi ha detto “dai, forza” e mi ha dato tanto calore”.

Vittorio ha perso il lavoro da alcuni anni ed è ospite del centro. Il pranzo è passato in secondo piano rispetto alla volontà di tutti di ricevere una parola o un gesto da parte di Papa Francesco. Il menu – antipasto fichi e prosciutto, lasagne alla bolognese, arrosto di manzo con patate arrosto e insalata mista, macedonia con una pallina di gelato – è stato preparato fin da ieri sera. “E’ stato tutto molto semplice”, ha detto il cuoco Tommaso.  “Io vorrei farvi una domanda: chi di voi sa il giorno del suo battesimo? Pochi eh pochi”, ha detto il Papa “a braccio” incontrando nella cattedrale di San Rufino il clero e i consigli pastorali della diocesi di Assisi. “Adesso i compiti per casa – ha aggiunto scherzando -“mamma, papà, dimmi quando sono stato battezzato. Ma è importante perché è il giorno della nascita come figlio di Dio”.

Nell’incontro con il Clero il Papa è ritornato su alcuni concetti forti:”Non abbiate paura di uscire e andare incontro agli emarginati, non lasciatevi bloccare da pregiudizi, da abitudini, rigidità mentali o pastorali, dal ‘si e’ sempre fatto così'”. Così Papa Francesco incontrando, nella Cattedrale di San Rufino ad Assisi, il clero, le persone di vita consacrata, i membri dei Consigli pastorali della diocesi.

Francesco ha richiamato all’aspetto missionario della Chiesa: “Annunciare fino nelle periferie”. “Quali sono le vostre periferie? – ha chiesto il papa – Proviamo a pensarci. Domandiamoci quali sono le periferie in questa Diocesi. Certamente, in un primo senso, sono le zone della Diocesi che rischiano di essere ai margini, fuori dai fasci di luce dei riflettori. Ma sono anche persone, realtà umane di fatto emarginate, disprezzate. Sono persone che magari si trovano fisicamente vicine al ‘centro’, ma spiritualmente sono lontane”.

Bergoglio si è inoltre rivolto agli sposi  alle coppie che non dovrebbero “Mai finire la giornata senza fare la pace”. Lo dice a braccio Papa Francesco che nella Cattedrale di San Rufino ad Assisi ha incontrato il clero, le persone di vita  consacrata e i membri dei consigli  pastorali della diocesi. Il Papa ha parlato delle coppie e del matrimonio parlando della capacità di perdonare e chiedere scusa.

“Ai novelli sposi, io dico sempre- dice il Papa fuori dal discorso ufficiale-   litigate pure, arrivate anche a tirarvi i piatti addosso. Ma alla fine della giornata, chiedetevi scusa e fate la pace!”. Le parole accolte da un fragoroso applauso.

da Vaticaninsider

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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A pranzo con i poveri invece che con le autorità.

  

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Papa Bergoglio e l’affetto della gente di Assisi. Al clero e ai laici: “Tutti sbagliamo, riconoscere sbagli e chiedere scusa”

30deabc23d

Nel pontificato della sobrietà la forma è sostanza, lo stile svela contenuti. A pranzo con i poveri alla mensa della Caritas di Santa Maria degli Angeli invece che con le autorità al Sacro Convento di Assisi. Persino nella scelta della tavola alla quale sedersi, Bergoglio mostra da che parte sta. Con i poveri, gli ultimi, chi non ha nulla. Perché Cristo è lì e non altrove. “O si sta coi poveri o col denaro”, aveva detto poco prima durante la messa a piazza San Francesco.

E ancora: “O con me o contro di me”. Chi sta con gli ultimi sta dalla parte giusta, è questa la scelta del Papa venuto da un Paese ai confini del mondo. “Servono categorie nuove per interpretare questo Papa: le categorie vecchie non funzionano più”, afferma a “Vatican Insider” il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, che nella cittadella della pace guida il pellegrinaggio diocesano.

E’ stato un incontro all’insegna della spontaneità, il pranzo odierno del Papa nel centro Caritas di Santa Maria degli Angeli, a cominciare dall’abbraccio, all’ingresso della struttura, fra il Pontefice e Abdahlaha, un bambino marocchino di sette anni, figlio di una ospite del centro di accoglienza. Il bambino poi ha preso per mano il Papa e l’ha accompagnato fino alla mensa, presenti 55 ospiti dei vari centri di accoglienza della diocesi, e gli si è messo a sedere vicino per il pranzo, nell’angolo della grande tavola a forma di elle su cui lo stesso Francesco aveva chiesto di poter sedere, allo scopo di vedere tutti i commensali. Il papa ha mangiato poco, anche perché e’ stato circondato dall’affetto dei presenti. Non ha avuto il tempo, prima di andarsene, neanche di gustare i mostaccioli, dolcetti che piacevano tanto al santo di Assisi e che lui si fece cucinare un’ultima volta da frate Jacopo. Pranzo con un clima particolarmente disteso per il presidente del Consiglio Enrico Letta oggi nel refettorio del Sacro Convento di Assisi al termine della messa per San Francesco patrono d’Italia presieduta dal Papa.

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Appuntamento al quale non ha comunque partecipato il pontefice che invece ha mangiato alla mensa della Caritas a Santa Maria degli Angeli. Letta ha pranzato allo stesso tavolo del presidente del Senato Piero Grasso, dei vertici dei Francescani e del ministro Zanonato. Nella stessa sale molti degli amministratori dei Comuni, delle Province e delle Regioni italiane oggi ad Assisi. Diversi quelli che hanno scambiato battute e si sono fatti fotografare con Letta. Nel corso del pranzo è stato servito un antipasto umbro, ravioli al pomodoro, roast beef con verdure e un dolce alla crema.”E’ stato un incontro molto bello e spontaneo”, ha detto padre Vittorio Viola, direttore della Caritas diocesana, apparso visibilmente commosso al termine dell’incontro. “Ha riservato molta attenzione a tutti, con gesti ma soprattutto ascoltando quelli che hanno avuto una vita difficile.

Ha mostrato sensibilità e ha avuto parole di incoraggiamento per i presenti”. Livio, 33 anni, di Assisi, ha cantato “Fratello Sole Sorella Luna”, mentre Riccardo, di Milano, ha voluto leggere al Papa una poesia per la pace. “Ho passato tanti anni in carcere – ha detto Riccardo – e ho voluto a tutti i costi venire da Milano per incontrarlo. Ora sono pentito per quello che ho fatto nella mia vita”. Anche Vittorio, di Caserta, e’ apparso commosso per l’incontro con il Pontefice. “Il Papa mi ha detto “dai, forza” e mi ha dato tanto calore”.

Vittorio ha perso il lavoro da alcuni anni ed è ospite del centro. Il pranzo è passato in secondo piano rispetto alla volontà di tutti di ricevere una parola o un gesto da parte di Papa Francesco. Il menu – antipasto fichi e prosciutto, lasagne alla bolognese, arrosto di manzo con patate arrosto e insalata mista, macedonia con una pallina di gelato – è stato preparato fin da ieri sera. “E’ stato tutto molto semplice”, ha detto il cuoco Tommaso.  “Io vorrei farvi una domanda: chi di voi sa il giorno del suo battesimo? Pochi eh pochi”, ha detto il Papa “a braccio” incontrando nella cattedrale di San Rufino il clero e i consigli pastorali della diocesi di Assisi. “Adesso i compiti per casa – ha aggiunto scherzando -“mamma, papà, dimmi quando sono stato battezzato. Ma è importante perché è il giorno della nascita come figlio di Dio”.

Nell’incontro con il Clero il Papa è ritornato su alcuni concetti forti:”Non abbiate paura di uscire e andare incontro agli emarginati, non lasciatevi bloccare da pregiudizi, da abitudini, rigidità mentali o pastorali, dal ‘si e’ sempre fatto così'”. Così Papa Francesco incontrando, nella Cattedrale di San Rufino ad Assisi, il clero, le persone di vita consacrata, i membri dei Consigli pastorali della diocesi.

Francesco ha richiamato all’aspetto missionario della Chiesa: “Annunciare fino nelle periferie”. “Quali sono le vostre periferie? – ha chiesto il papa – Proviamo a pensarci. Domandiamoci quali sono le periferie in questa Diocesi. Certamente, in un primo senso, sono le zone della Diocesi che rischiano di essere ai margini, fuori dai fasci di luce dei riflettori. Ma sono anche persone, realtà umane di fatto emarginate, disprezzate. Sono persone che magari si trovano fisicamente vicine al ‘centro’, ma spiritualmente sono lontane”.

Bergoglio si è inoltre rivolto agli sposi  alle coppie che non dovrebbero “Mai finire la giornata senza fare la pace”. Lo dice a braccio Papa Francesco che nella Cattedrale di San Rufino ad Assisi ha incontrato il clero, le persone di vita  consacrata e i membri dei consigli  pastorali della diocesi. Il Papa ha parlato delle coppie e del matrimonio parlando della capacità di perdonare e chiedere scusa.

“Ai novelli sposi, io dico sempre- dice il Papa fuori dal discorso ufficiale-   litigate pure, arrivate anche a tirarvi i piatti addosso. Ma alla fine della giornata, chiedetevi scusa e fate la pace!”. Le parole accolte da un fragoroso applauso.

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