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Il pianto dei bambini strappati alle famiglie spezza il cuore dell’America

Oltre 2000 bambini sono stati separati dai loro genitori al confine con il Messico mentre provavano ad attraversare come ritorsione

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C’è voluta la testimonianza audio diffusa dai giornalisti investigativi di ProPublica, che dà voce (e pianto) aibambini figli di migranti illegali che vengono separati dai genitori dalla polizia di frontiera americana per smuovere le acque circa il trattamento che gli immigrati subiscono alla frontiera tra Messico e Stati Uniti.

I numeri

I dati ufficiali forniti dal Governo americano dicono che al 9 giugno erano trattenuti 2.342 i bambini da soli da quando, il 5 maggio scorso, è entrata in vigore la norma voluta dal Presidente Donald Trump che persegue penalmente l’immigrazione illegale. Secondo le stime potrebbero diventare 30mila entro la fine di agosto.  La prassi, in precedenza, era che le “unità familiari” venissero dirottate verso i tribunali per l’immigrazione, e spesso tutti i loro membri venivano rilasciati dopo tre settimane di detenzione in base a una legge che limita la permanenza in cella di minori senza documenti. Adesso invece, dopo gli inasprimenti della legge, i migranti irregolari vengono perseguiti penalmente, anche se questo vuol dire separarli dalla famiglia al loro seguito (TPI).

Un pianto disperato

«Il mio papà, il mio papà» si sente invocare in spagnolo nella registrazione, mentre altri bambini chiedono della mamma o di poter telefonare alla zia. Interrogati, rispondono di venire dal Guatemala e dal Salvador. Si sentono le voci degli agenti di polizia, si sente parlare di cibo da dare ai bambini. Si ode distintamente l’osservazione sprezzante di un poliziotto, riferita ai pianti: «Bene, abbiamo un’orchestra qui. Manca solo il direttore» (Avvenire).

I bambini usati come armi

Jeff Sessions, Ministro di Giustizia dell’Amministrazione Trump intervistato da Fox News ha detto: «Stiamo facendo la cosa giusta, ci stiamo prendendo cura di questi bambini, non vengono abusati, il dipartimento Salute li tiene in buone condizioni», l’intento, ha ammesso Sessions,  è quello di far arrivare un messaggio di deterrenza: «Speriamo che la gente lo capisca e che attraversi il confine passando dall’ingresso e non violando il confine illegalmente».

Un trauma per questi minori

Peter Welch, deputato del Vermont, fa parte della delegazione del Congresso che ha visitato le strutture di accoglienza di Brownsville in Texas nelle ultime ore per sincerarsi della situazione, racconta: «Ho visto gabbie piene di bambini. Non è nient’altro che una prigione».

Su Twitter Welch descrive il quadro. «La struttura accoglie 1.500 ragazzi, è piena. È una vergogna», scrive, contestando in maniera diretta le affermazioni del segretario alla Sicurezza Interna, Kirstjen Nielsen, il quale aveva detto: «Non adottiamo una policy per separare le famiglie al confine. Punto. La narrazione ingannevole, è irresponsabile e non produttiva».

«I ragazzi – racconta ancora il deputato Welch in un altro tweet – sono seduti su panchine metalliche, guardano fissi davanti rimanendo in silenzio». «Questi ragazzi sono traumatizzati» aggiunge il senatore Merkley. «Non ha nessuna importanza se il pavimento venga spazzato e le lenzuola piegate. Sono stati separati dai genitori».

Unicef e Onu contro gli USA

In una nota di Unicef USA si legge: “Chiediamo ai nostri rappresentanti politici di porre fine alla separazione dei bambini dai genitori come tattica deterrente contro l’immigrazione. La separazione dalla famiglia rende i minorenni ancora più esposti al rischio di sfruttamento e abuso, indipendentemente dal contesto in cui vengano a trovarsi” e ancora “Queste traumatiche separazioni provocano su bambini e adolescenti un terribile stress emotivo, che può avere conseguenze profonde sul loro sviluppo e aumentare il rischio di malattie psicologiche fino all’età adulta

La prassi “è inaccettabile e crudele“, così da Ginevra l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Raad al-Hussein. “Pensare che uno Stato possa cercare di dissuadere i genitori infliggendo tali abusi sui bambini è inammissibile”, ha detto al-Hussein aprendo una sessione del Consiglio per i diritti umani lunedì scorso (Il Fatto).

La risposta americana è stata quella di abbandonare la Commissione, decisione che fa seguito all’abbandono da parte degli Stati Uniti dell’accordo sul nucleare iraniano e di quello sul clima di Parigi.

Le first ladies americane contro le separazioni

Lo riporta il PostLaura Bush ha definito «crudele» e «immorale» la separazione delle famiglie, aggiungendo che nonostante viva in uno stato di confine – il Texas – e apprezzi il mantenimento della sicurezza, le scene raccontate dai media le «spezzano il cuore». Melania Trump ha detto di “detestare” queste scene, e di sperare che Repubblicani e Democratici possano cambiare l’attuale legge sull’immigrazione.

Originale: Aleteia.org
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Oltre 2000 bambini sono stati separati dai loro genitori al confine con il Messico mentre provavano ad attraversare come ritorsione

  

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I numeri

I dati ufficiali forniti dal Governo americano dicono che al 9 giugno erano trattenuti 2.342 i bambini da soli da quando, il 5 maggio scorso, è entrata in vigore la norma voluta dal Presidente Donald Trump che persegue penalmente l’immigrazione illegale. Secondo le stime potrebbero diventare 30mila entro la fine di agosto.  La prassi, in precedenza, era che le “unità familiari” venissero dirottate verso i tribunali per l’immigrazione, e spesso tutti i loro membri venivano rilasciati dopo tre settimane di detenzione in base a una legge che limita la permanenza in cella di minori senza documenti. Adesso invece, dopo gli inasprimenti della legge, i migranti irregolari vengono perseguiti penalmente, anche se questo vuol dire separarli dalla famiglia al loro seguito (TPI).

Un pianto disperato

«Il mio papà, il mio papà» si sente invocare in spagnolo nella registrazione, mentre altri bambini chiedono della mamma o di poter telefonare alla zia. Interrogati, rispondono di venire dal Guatemala e dal Salvador. Si sentono le voci degli agenti di polizia, si sente parlare di cibo da dare ai bambini. Si ode distintamente l’osservazione sprezzante di un poliziotto, riferita ai pianti: «Bene, abbiamo un’orchestra qui. Manca solo il direttore» (Avvenire).

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I bambini usati come armi

Jeff Sessions, Ministro di Giustizia dell’Amministrazione Trump intervistato da Fox News ha detto: «Stiamo facendo la cosa giusta, ci stiamo prendendo cura di questi bambini, non vengono abusati, il dipartimento Salute li tiene in buone condizioni», l’intento, ha ammesso Sessions,  è quello di far arrivare un messaggio di deterrenza: «Speriamo che la gente lo capisca e che attraversi il confine passando dall’ingresso e non violando il confine illegalmente».

Un trauma per questi minori

Peter Welch, deputato del Vermont, fa parte della delegazione del Congresso che ha visitato le strutture di accoglienza di Brownsville in Texas nelle ultime ore per sincerarsi della situazione, racconta: «Ho visto gabbie piene di bambini. Non è nient’altro che una prigione».

Su Twitter Welch descrive il quadro. «La struttura accoglie 1.500 ragazzi, è piena. È una vergogna», scrive, contestando in maniera diretta le affermazioni del segretario alla Sicurezza Interna, Kirstjen Nielsen, il quale aveva detto: «Non adottiamo una policy per separare le famiglie al confine. Punto. La narrazione ingannevole, è irresponsabile e non produttiva».

«I ragazzi – racconta ancora il deputato Welch in un altro tweet – sono seduti su panchine metalliche, guardano fissi davanti rimanendo in silenzio». «Questi ragazzi sono traumatizzati» aggiunge il senatore Merkley. «Non ha nessuna importanza se il pavimento venga spazzato e le lenzuola piegate. Sono stati separati dai genitori».

Unicef e Onu contro gli USA

In una nota di Unicef USA si legge: “Chiediamo ai nostri rappresentanti politici di porre fine alla separazione dei bambini dai genitori come tattica deterrente contro l’immigrazione. La separazione dalla famiglia rende i minorenni ancora più esposti al rischio di sfruttamento e abuso, indipendentemente dal contesto in cui vengano a trovarsi” e ancora “Queste traumatiche separazioni provocano su bambini e adolescenti un terribile stress emotivo, che può avere conseguenze profonde sul loro sviluppo e aumentare il rischio di malattie psicologiche fino all’età adulta

La prassi “è inaccettabile e crudele“, così da Ginevra l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Raad al-Hussein. “Pensare che uno Stato possa cercare di dissuadere i genitori infliggendo tali abusi sui bambini è inammissibile”, ha detto al-Hussein aprendo una sessione del Consiglio per i diritti umani lunedì scorso (Il Fatto).

La risposta americana è stata quella di abbandonare la Commissione, decisione che fa seguito all’abbandono da parte degli Stati Uniti dell’accordo sul nucleare iraniano e di quello sul clima di Parigi.

Le first ladies americane contro le separazioni

Lo riporta il PostLaura Bush ha definito «crudele» e «immorale» la separazione delle famiglie, aggiungendo che nonostante viva in uno stato di confine – il Texas – e apprezzi il mantenimento della sicurezza, le scene raccontate dai media le «spezzano il cuore». Melania Trump ha detto di “detestare” queste scene, e di sperare che Repubblicani e Democratici possano cambiare l’attuale legge sull’immigrazione.

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