30.8 C
Rome
lunedì, 19 Agosto 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Società e Politica Perché “libertà di fede” e “libertà religiosa” non sono davvero sinonimi

Perché “libertà di fede” e “libertà religiosa” non sono davvero sinonimi

I tweet di Obama e Hillary Clinton dopo la strage di cristiani in Sri Lanka

- Advertisement -

I tweet di Obama e Hillary Clinton dopo la strage di cristiani in Sri Lanka sui “Easter Worshippers” aprono ad un tema vero: le religioni che spazio devono avere nella società?

Il web è impazzito, almeno quello che vuole stare dietro ai tweet dei potenti o degli ex-potenti, quando quasi all’unisono due pezzi da novanta dei Democratici americani – l’ex Presidente Barack Obama e l’ex candidata alla presidenza Hillary Clinton – hanno scritto un tweet di cordoglio per le vittime dell’attentato terroristico in Sri Lanka che (all’ultima conta) ha fatto ben 310 morti durante la celebrazione della Pasqua.

Un vero martirio per quei cristiani morti inequivocabilmente in quanto cristiani che celebravano il momento centrale della fede cristiana: la Resurrezione di Cristo. Ecco che quindi le parole scelte non sono banali, i due hanno scelto “Easter worshippers” letteralmente “adoratori della Pasqua”, non “christians”, tra l’altro più breve in un testo che deve stare in un tweet.

C’è chi ci ha letto una perifrasi per evitare di dire per l’appunto cristiani, laddove in circostanze analoghe era stato detto “musulmani” per rendere il cordoglio per attentati terroristici che avevano coinvolto quella comunità religiosa. No il tema è più sensibile, e più complesso e la scelta delle parole non è casuale (ora vedremo perché) come nota acutamente anche un teologo come il professor Massimo Faggioli, che da più di dieci anni vive e insegna negli Stati Uniti,

Si diceva appunto che la scelta delle parole non è casuale, e non è nemmeno una caduta accidentale essendo stata scelta da entrambi i leader democratici che vivono la politica repubblicana come quella del “partito che fa le cose per i cristiani e le chiese” e che – per contraltare – determina una speculare politica religiosa per i Dem americani: noi siamo le “vittime” di questa politica (o di questa retorica). Che dunque non sia casuale come uso delle parole, è abbastanza evidente. Del resto ai tempi di Hillary Clinton segretario di Stato americano (qualcosa di più di un ministro degli esteri in Italia), i tentativi di cambiare la terminologia relativa alla libertà religiosa cambiando da “freedom of religion” a “freedom of worship” sono stati numerosi, come ricorda Pasquale Annicchino, ricercatore ed esperto giurista che all’epoca ha discusso più volte di questo tema con il Dipartimento di Stato. Annicchino ricorda come lui e i suoi colleghi abbiano spiegato ai funzionari che quel cambiamento avrebbe minato la possibilità di riconoscere – in aree difficili del mondo – la possibilità per i fedeli di organizzarsi in chiese riconosciute, essere quindi formazioni sociali visibili con dei diritti e la possibilità di incidere nel dibattito sociale. La dicitura “freedom of worship”, il diritto di credere, rientra esclusivamente nel foro interno, nei diritti della propria coscienza, ma è solo se si persegue e si difende la “freedom of religion” che è possibile legittimare le conversioni pubbliche, difendere i luoghi di culto, i diritti delle famiglie ad una istruzione religiosa per i figli. Una decisione del genere in politica estera sarebbe funzionale ad una analoga in patria, che limiti uno dei capisaldi della cultura americana, la vitalità delle chiese (tutte le chiese) nel dibattito politico.

Il modello americano di tutela della libertà religiosa, un punto di riferimento?

Ecco quindi che non sono i voti dei musulmani (come sostiene don Mauro Leonardi su AGI), quelli che Obama o la Clinton cercano di non scontentare (alla lunga sarebbero anche loro colpiti da una politica che trasformi la religione in un mero fatto privato). Essi cercano difendere una idea di lungo periodo che releghi la religione alla sfera della libertà di parola, ma non a quella di legittimo comprimario nel discorso pubblico, qualcosa di già noto in Europa, ma molto meno negli USA, dove il pluralismo sociale è dovuto anche ad un differente sviluppo della modernità nel ‘700, dove il tema dirimente non è “chi ha il potere”, ma “come faccio ad evitare che il potere si concentri”.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Articolo precedenteScelte di vita e vocazione
Articolo successivoCos’è l’Ottava di Pasqua?

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Perché “libertà di fede” e “libertà religiosa” non sono davvero sinonimi

I tweet di Obama e Hillary Clinton dopo la strage di cristiani in Sri Lanka

  

- Advertisement -

I tweet di Obama e Hillary Clinton dopo la strage di cristiani in Sri Lanka sui “Easter Worshippers” aprono ad un tema vero: le religioni che spazio devono avere nella società?

Il web è impazzito, almeno quello che vuole stare dietro ai tweet dei potenti o degli ex-potenti, quando quasi all’unisono due pezzi da novanta dei Democratici americani – l’ex Presidente Barack Obama e l’ex candidata alla presidenza Hillary Clinton – hanno scritto un tweet di cordoglio per le vittime dell’attentato terroristico in Sri Lanka che (all’ultima conta) ha fatto ben 310 morti durante la celebrazione della Pasqua.

Un vero martirio per quei cristiani morti inequivocabilmente in quanto cristiani che celebravano il momento centrale della fede cristiana: la Resurrezione di Cristo. Ecco che quindi le parole scelte non sono banali, i due hanno scelto “Easter worshippers” letteralmente “adoratori della Pasqua”, non “christians”, tra l’altro più breve in un testo che deve stare in un tweet.

- Advertisement -

C’è chi ci ha letto una perifrasi per evitare di dire per l’appunto cristiani, laddove in circostanze analoghe era stato detto “musulmani” per rendere il cordoglio per attentati terroristici che avevano coinvolto quella comunità religiosa. No il tema è più sensibile, e più complesso e la scelta delle parole non è casuale (ora vedremo perché) come nota acutamente anche un teologo come il professor Massimo Faggioli, che da più di dieci anni vive e insegna negli Stati Uniti,

Si diceva appunto che la scelta delle parole non è casuale, e non è nemmeno una caduta accidentale essendo stata scelta da entrambi i leader democratici che vivono la politica repubblicana come quella del “partito che fa le cose per i cristiani e le chiese” e che – per contraltare – determina una speculare politica religiosa per i Dem americani: noi siamo le “vittime” di questa politica (o di questa retorica). Che dunque non sia casuale come uso delle parole, è abbastanza evidente. Del resto ai tempi di Hillary Clinton segretario di Stato americano (qualcosa di più di un ministro degli esteri in Italia), i tentativi di cambiare la terminologia relativa alla libertà religiosa cambiando da “freedom of religion” a “freedom of worship” sono stati numerosi, come ricorda Pasquale Annicchino, ricercatore ed esperto giurista che all’epoca ha discusso più volte di questo tema con il Dipartimento di Stato. Annicchino ricorda come lui e i suoi colleghi abbiano spiegato ai funzionari che quel cambiamento avrebbe minato la possibilità di riconoscere – in aree difficili del mondo – la possibilità per i fedeli di organizzarsi in chiese riconosciute, essere quindi formazioni sociali visibili con dei diritti e la possibilità di incidere nel dibattito sociale. La dicitura “freedom of worship”, il diritto di credere, rientra esclusivamente nel foro interno, nei diritti della propria coscienza, ma è solo se si persegue e si difende la “freedom of religion” che è possibile legittimare le conversioni pubbliche, difendere i luoghi di culto, i diritti delle famiglie ad una istruzione religiosa per i figli. Una decisione del genere in politica estera sarebbe funzionale ad una analoga in patria, che limiti uno dei capisaldi della cultura americana, la vitalità delle chiese (tutte le chiese) nel dibattito politico.

Il modello americano di tutela della libertà religiosa, un punto di riferimento?

Ecco quindi che non sono i voti dei musulmani (come sostiene don Mauro Leonardi su AGI), quelli che Obama o la Clinton cercano di non scontentare (alla lunga sarebbero anche loro colpiti da una politica che trasformi la religione in un mero fatto privato). Essi cercano difendere una idea di lungo periodo che releghi la religione alla sfera della libertà di parola, ma non a quella di legittimo comprimario nel discorso pubblico, qualcosa di già noto in Europa, ma molto meno negli USA, dove il pluralismo sociale è dovuto anche ad un differente sviluppo della modernità nel ‘700, dove il tema dirimente non è “chi ha il potere”, ma “come faccio ad evitare che il potere si concentri”.

- Advertisement -
Originale: Aleteia.org

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Articolo precedenteScelte di vita e vocazione
Articolo successivoCos’è l’Ottava di Pasqua?

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
277FansMi piace
842FollowerSegui
13,000FollowerSegui
593FollowerSegui
56IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Il Vangelo di Marco

A scuola di preghiera

La tenerezza nel vangelo di Marco

Libri – Diacone: un dossier di studio

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO