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Perché i cattolici usano crocifissi che mostrano Gesù sulla croce?

Se la croce vuota è un simbolo condiviso da tutte le Chiese cristiane, i cattolici spiccano per il loro uso frequente del crocifisso, una croce che mostra il corpo torturato di Gesù Cristo.

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L’uso dei crocifissi da parte dei cattolici segue un’antica tradizione che onora il supremo sacrificio di Cristo

Se la croce vuota è un simbolo condiviso da tutte le Chiese cristiane, i cattolici spiccano per il loro uso frequente del crocifisso, una croce che mostra il corpo torturato di Gesù Cristo.

Perché?

La Chiesa cattolica ha onorato il supremo sacrificio di Gesù sulla croce fin dai primi tempi del cristianesimo. Inizialmente si faceva in modo velato, usando figure simboliche per rappresentare Cristo sulla croce. In origine venivano inserite le lettere greche tau (T) e rho (P), creando un’immagine astratta che assomiglia a una persona sulla croce.

I primi cristiani usavano anche un delfino avvolto intorno a un tridente, simboli presi in prestito dalla mitologia greca e applicati al sacrificio di Gesù sulla croce.

Dopo la legalizzazione del cristianesimo, però, gli artisti furono in grado di essere più aperti e realistici, e i cristiani ritrassero liberamente Gesù sulla croce. Una delle ispirazioni dietro a questa espressione artistica deriva dalla Lettera di San Paolo ai Corinzi, in cui scrive: “Noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia” (1 Corinzi 1, 23).

L’obiettivo del crocifisso è sempre stato quello di mostrare l’immenso amore che Cristo ha per tutta l’umanità e ricordarci la speranza della Resurrezione.

Sant’Agostino, nel IV secolo, ha offerto un perfetto riassunto della ragione per cui i cattolici usano un crocifisso:

La morte del Signore nostro Dio non dovrebbe essere per noi motivo di vergogna; piuttosto, dovrebbe essere la nostra più grande speranza, la nostra massima gloria. Prendendo su di sé la morte che ha trovato in noi, ha promesso fedelmente di donarci la vita in Lui, come non potremmo fare da soli.

Ci amati al punto che, pur essendo senza peccato, ha sofferto per noi peccatori la punizione che meritavamo per i nostri peccati. Come può non darci la ricompensa che meritiamo per la nostra giustizia, visto che Egli è la fonte stessa della giustizia? Essendo le sue promesse vere, come può non ricompensare i santi quando ha sopportato la punizione dei peccatori pur essendo senza peccato?

Fratelli, riconosciamo senza paura, e proclamiamo apertamente, che Cristo è stato crocifisso per noi; confessiamolo, non con paura ma con gioia, non con vergogna ma nella gloria.

Alla fin fine, il crocifisso ci ricorda che non c’è resurrezione senza la croce, e che siamo chiamati a prendere su di noi le nostre croci e a seguire Gesù, che ci ha mostrato l’esempio della vera vita cristiana. Dobbiamo imitare Lui e il suo grande amore per tutta l’umanità essendo disposti a fare di tutto, anche se ciò vuol dire offrire la nostra vita per un’altra persona.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Se la croce vuota è un simbolo condiviso da tutte le Chiese cristiane, i cattolici spiccano per il loro uso frequente del crocifisso, una croce che mostra il corpo torturato di Gesù Cristo.

Perché?

La Chiesa cattolica ha onorato il supremo sacrificio di Gesù sulla croce fin dai primi tempi del cristianesimo. Inizialmente si faceva in modo velato, usando figure simboliche per rappresentare Cristo sulla croce. In origine venivano inserite le lettere greche tau (T) e rho (P), creando un’immagine astratta che assomiglia a una persona sulla croce.

I primi cristiani usavano anche un delfino avvolto intorno a un tridente, simboli presi in prestito dalla mitologia greca e applicati al sacrificio di Gesù sulla croce.

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Dopo la legalizzazione del cristianesimo, però, gli artisti furono in grado di essere più aperti e realistici, e i cristiani ritrassero liberamente Gesù sulla croce. Una delle ispirazioni dietro a questa espressione artistica deriva dalla Lettera di San Paolo ai Corinzi, in cui scrive: “Noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia” (1 Corinzi 1, 23).

L’obiettivo del crocifisso è sempre stato quello di mostrare l’immenso amore che Cristo ha per tutta l’umanità e ricordarci la speranza della Resurrezione.

Sant’Agostino, nel IV secolo, ha offerto un perfetto riassunto della ragione per cui i cattolici usano un crocifisso:

La morte del Signore nostro Dio non dovrebbe essere per noi motivo di vergogna; piuttosto, dovrebbe essere la nostra più grande speranza, la nostra massima gloria. Prendendo su di sé la morte che ha trovato in noi, ha promesso fedelmente di donarci la vita in Lui, come non potremmo fare da soli.

Ci amati al punto che, pur essendo senza peccato, ha sofferto per noi peccatori la punizione che meritavamo per i nostri peccati. Come può non darci la ricompensa che meritiamo per la nostra giustizia, visto che Egli è la fonte stessa della giustizia? Essendo le sue promesse vere, come può non ricompensare i santi quando ha sopportato la punizione dei peccatori pur essendo senza peccato?

Fratelli, riconosciamo senza paura, e proclamiamo apertamente, che Cristo è stato crocifisso per noi; confessiamolo, non con paura ma con gioia, non con vergogna ma nella gloria.

Alla fin fine, il crocifisso ci ricorda che non c’è resurrezione senza la croce, e che siamo chiamati a prendere su di noi le nostre croci e a seguire Gesù, che ci ha mostrato l’esempio della vera vita cristiana. Dobbiamo imitare Lui e il suo grande amore per tutta l’umanità essendo disposti a fare di tutto, anche se ciò vuol dire offrire la nostra vita per un’altra persona.

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