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Perché i 3 cicli dell’anno liturgico?

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L’anno liturgico non corrisponde a quello civile. Inizia la prima Domenica d’Avvento, quest’anno il 29 novembre

3 cicli dell’anno liturgico: cosa rappresentano, e come sapere se siamo nell’anno A, B o C?

Ora, nel novembre 2020, stiamo terminando un anno liturgico del ciclo A e ci prepariamo a iniziare, in Avvento, il prossimo anno liturgico, che sarà del ciclo B. Ma perché?

L’anno liturgico, nella Chiesa cattolica, non corrisponde all’anno civile, ovvero non inizia il 1º gennaio e non termina il 31 dicembre. Ogni anno liturgico inizia la prima Domenica d’Avvento, che quest’anno cadrà il 29 novembre.

3 cicli dell’anno liturgico

Oltre a questo, ogni anno liturgico ha un ciclo proprio di letture dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Ci sono tre cicli diversi, chiamati degli anni A, B e C. Quando termina un anno C, ricomincia un anno A, e così via. In questo modo, la distribuzione dei testi biblici nel corso di quei tre anni permette ai fedeli cattolici una visione generale di tutta la Storia della Salvezza.

La costituzione Sacrosanctum Concilium chiede: “Affinché la mensa della parola di Dio sia preparata ai fedeli con maggiore abbondanza, vengano aperti più largamente i tesori della Bibbia in modo che, in un determinato numero di anni, si legga al popolo la maggior parte della sacra Scrittura”.

Per questo, il rito romano organizza le letture bibliche della celebrazione eucaristica di modo che si completino ogni ciclo di tre anni:

  • Nell’anno “A”, la lettura principale (Vangelo) segue il Vangelo di San Matteo;
  • Nell’anno “B” si legge il Vangelo di San Marco;
  • Nell’anno “C” si legge il Vangelo di San Luca.

E il Vangelo di San Giovanni? È riservato a occasioni speciali, soprattutto grandi feste e solennità, con enfasi nella Settimana Santa.

Come sapere se siamo in un anno liturgico A, B o C?

Per sapere in qualche anno liturgico ci si trova, basta sommare gli algarismi dell’anno.

Il riferimento è il ciclo C, che si applica agli anni la cui somma di algarismi è divisibile per 3, come il 2019: 2 + 0 + 1 + 9 = 12. Visto che 12 è divisibile per 3, ecco un anno del ciclo C.

Gli algarismi del 2020 sommati danno 4, ovvero 3 + 1. Si applica quindi il ciclo immediatamente successivo al C, ovvero si torna al ciclo A. Allo stesso modo, la somma degli algarismi del 2021 è 5, ovvero, 3 + 2. Si applicherà quindi il ciclo B, mentre il 2022 tornerà ad essere ciclo C perché la somma dei suoi algarismi è 6, che è multiplo di 3.

È come se il ciclo iniziasse il primo anno cristiano: l’anno 1 sarebbe stato ciclo A, l’anno 2 ciclo B, l’anno 3 ciclo C, e gli anni 6, 9, 12, 15… nuovamente ciclo C.

Originale: Aleteia.org
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Ora, nel novembre 2020, stiamo terminando un anno liturgico del ciclo A e ci prepariamo a iniziare, in Avvento, il prossimo anno liturgico, che sarà del ciclo B. Ma perché?

L’anno liturgico, nella Chiesa cattolica, non corrisponde all’anno civile, ovvero non inizia il 1º gennaio e non termina il 31 dicembre. Ogni anno liturgico inizia la prima Domenica d’Avvento, che quest’anno cadrà il 29 novembre.

3 cicli dell’anno liturgico

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Ci sono tre cicli diversi, chiamati degli anni A, B e C. Quando termina un anno C, ricomincia un anno A, e così via. In questo modo, la distribuzione dei testi biblici nel corso di quei tre anni permette ai fedeli cattolici una visione generale di tutta la Storia della Salvezza.

La costituzione Sacrosanctum Concilium chiede: “Affinché la mensa della parola di Dio sia preparata ai fedeli con maggiore abbondanza, vengano aperti più largamente i tesori della Bibbia in modo che, in un determinato numero di anni, si legga al popolo la maggior parte della sacra Scrittura”.

Per questo, il rito romano organizza le letture bibliche della celebrazione eucaristica di modo che si completino ogni ciclo di tre anni:

  • Nell’anno “A”, la lettura principale (Vangelo) segue il Vangelo di San Matteo;
  • Nell’anno “B” si legge il Vangelo di San Marco;
  • Nell’anno “C” si legge il Vangelo di San Luca.

E il Vangelo di San Giovanni? È riservato a occasioni speciali, soprattutto grandi feste e solennità, con enfasi nella Settimana Santa.

Come sapere se siamo in un anno liturgico A, B o C?

Per sapere in qualche anno liturgico ci si trova, basta sommare gli algarismi dell’anno.

Il riferimento è il ciclo C, che si applica agli anni la cui somma di algarismi è divisibile per 3, come il 2019: 2 + 0 + 1 + 9 = 12. Visto che 12 è divisibile per 3, ecco un anno del ciclo C.

Gli algarismi del 2020 sommati danno 4, ovvero 3 + 1. Si applica quindi il ciclo immediatamente successivo al C, ovvero si torna al ciclo A. Allo stesso modo, la somma degli algarismi del 2021 è 5, ovvero, 3 + 2. Si applicherà quindi il ciclo B, mentre il 2022 tornerà ad essere ciclo C perché la somma dei suoi algarismi è 6, che è multiplo di 3.

È come se il ciclo iniziasse il primo anno cristiano: l’anno 1 sarebbe stato ciclo A, l’anno 2 ciclo B, l’anno 3 ciclo C, e gli anni 6, 9, 12, 15… nuovamente ciclo C.

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