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Perché festeggiamo il Natale il 25 dicembre?

Gli studiosi respingono la teoria secondo cui questa data è stata scelta come un’alternativa alle celebrazioni pagane romane

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Gli studiosi respingono la teoria secondo cui questa data è stata scelta come un’alternativa alle celebrazioni pagane romane

Il 25 dicembre è così legato al nostro concetto di Natale che è difficile pensare a questa data senza immaginare Babbo Natale e alberi addobbati, ma qual è il vero giorno in cui è nato Gesù? E se non lo sappiamo, perché la Chiesa ha stabilito questa data per il suo compleanno?

Le prove dei racconti evangelici sono scarse: secondo Luca, ad esempio, gli angeli annunciarono la nascita a un gruppo di pastori, ma è possibile che questi fossero all’aperto in pieno inverno? La narrazione di Luca 2, 8 “potrebbe suggerire la stagione primaverile della nascita degli agnelli”, scrive Andrew McGowan, decano e presidente della Berkeley Divinity School della Yale University su Bible History Daily. “Nel freddo mese di dicembre le pecore potevano essere messe nell’ovile”.

Il 25 dicembre è stato scelto, come alcuni hanno suggerito, per offrire un’alternativa alle celebrazioni pagane come i Saturnalia, il Sol Invictus o Mitra? McGowan è scettico al riguardo:

“Nonostante la sua popolarità oggi, questa teoria sulle origini del Natale ha i suoi problemi. Non si ritrova in nessuno degli antichi scritti cristiani. Gli autori cristiani dell’epoca non notano un legame tra il solstizio e la nascita di Gesù: il Padre della Chiesa Ambrogio (c. 339–397), ad esempio, ha descritto Cristo come il vero sole, che ha offuscato gli dèi caduti del vecchio ordine, ma i primi scrittori cristiani non hanno mai suggerito qualche adattamento ingegneristico del calendario; non pensavano che la data fosse stata scelta dalla Chiesa, vedendo piuttosto la coincidenza come un fatto provvidenziale, come la prova naturale del fatto che Dio aveva scelto Gesù al posto dei falsi dèi pagani”.

Clemente Alessandrino, che scrisse nel 200, riconosceva che erano state già proposte varie date, come il 20 o il 21 aprile o il 20 maggio. Non menzionava il 25 dicembre.

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Secondo Jon Sorenson di Catholic Answers, Ippolito Romano spiega nel suo Commento al Libro di Daniele (c. 204) che si credeva che la nascita di Gesù fosse avvenuta il 25 dicembre.

Scriveva Ippolito:

“La prima venuta di nostro Signore nella carne, quando nacque a Betlemme, avvenne il 25 dicembre, mercoledì, quando Augusto era al suo quarantaduesimo anno di regno, cinquemilacinquecento anni dopo Adamo. Soffrì nel trentatreesimo anno, il 25 marzo, venerdì, diciottesimo anno di Tiberio Cesare, mentre erano consoli Rufo e Rubellio”.

Secondo un’altra opera di Ippolito, il Chronicon, Gesù nacque nove mesi dopo l’anniversario della Creazione. “In base ai suoi calcoli, il mondo venne creato nell’equinozio primaverile, il 25 marzo, il che vorrebbe dire che Gesù nacque nove mesi dopo, il 25 dicembre”, afferma Sorenson.

McGowan dice che nel IV secolo “troviamo riferimenti a due date ampiamente riconosciute – e ora anche festeggiate – come compleanno di Gesù: il 25 dicembre nell’Impero romano occidentale e il 6 gennaio in Oriente (soprattutto in Egitto e in Asia Minore)”.

Ma aspettate. Ippolito scrive che Cristo “soffrì nel trentatreesimo anno, il 25 marzo”. Sta allora dicendo che conosciamo anche la data esatta del Venerdì Santo, il giorno della crocifissione di Gesù?

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Il 25 dicembre è così legato al nostro concetto di Natale che è difficile pensare a questa data senza immaginare Babbo Natale e alberi addobbati, ma qual è il vero giorno in cui è nato Gesù? E se non lo sappiamo, perché la Chiesa ha stabilito questa data per il suo compleanno?

Le prove dei racconti evangelici sono scarse: secondo Luca, ad esempio, gli angeli annunciarono la nascita a un gruppo di pastori, ma è possibile che questi fossero all’aperto in pieno inverno? La narrazione di Luca 2, 8 “potrebbe suggerire la stagione primaverile della nascita degli agnelli”, scrive Andrew McGowan, decano e presidente della Berkeley Divinity School della Yale University su Bible History Daily. “Nel freddo mese di dicembre le pecore potevano essere messe nell’ovile”.

Il 25 dicembre è stato scelto, come alcuni hanno suggerito, per offrire un’alternativa alle celebrazioni pagane come i Saturnalia, il Sol Invictus o Mitra? McGowan è scettico al riguardo:

“Nonostante la sua popolarità oggi, questa teoria sulle origini del Natale ha i suoi problemi. Non si ritrova in nessuno degli antichi scritti cristiani. Gli autori cristiani dell’epoca non notano un legame tra il solstizio e la nascita di Gesù: il Padre della Chiesa Ambrogio (c. 339–397), ad esempio, ha descritto Cristo come il vero sole, che ha offuscato gli dèi caduti del vecchio ordine, ma i primi scrittori cristiani non hanno mai suggerito qualche adattamento ingegneristico del calendario; non pensavano che la data fosse stata scelta dalla Chiesa, vedendo piuttosto la coincidenza come un fatto provvidenziale, come la prova naturale del fatto che Dio aveva scelto Gesù al posto dei falsi dèi pagani”.

Clemente Alessandrino, che scrisse nel 200, riconosceva che erano state già proposte varie date, come il 20 o il 21 aprile o il 20 maggio. Non menzionava il 25 dicembre.

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Scriveva Ippolito:

“La prima venuta di nostro Signore nella carne, quando nacque a Betlemme, avvenne il 25 dicembre, mercoledì, quando Augusto era al suo quarantaduesimo anno di regno, cinquemilacinquecento anni dopo Adamo. Soffrì nel trentatreesimo anno, il 25 marzo, venerdì, diciottesimo anno di Tiberio Cesare, mentre erano consoli Rufo e Rubellio”.

Secondo un’altra opera di Ippolito, il Chronicon, Gesù nacque nove mesi dopo l’anniversario della Creazione. “In base ai suoi calcoli, il mondo venne creato nell’equinozio primaverile, il 25 marzo, il che vorrebbe dire che Gesù nacque nove mesi dopo, il 25 dicembre”, afferma Sorenson.

McGowan dice che nel IV secolo “troviamo riferimenti a due date ampiamente riconosciute – e ora anche festeggiate – come compleanno di Gesù: il 25 dicembre nell’Impero romano occidentale e il 6 gennaio in Oriente (soprattutto in Egitto e in Asia Minore)”.

Ma aspettate. Ippolito scrive che Cristo “soffrì nel trentatreesimo anno, il 25 marzo”. Sta allora dicendo che conosciamo anche la data esatta del Venerdì Santo, il giorno della crocifissione di Gesù?

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