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HomeParola di DioIl Vangelo della Festa - Anno BPentecoste - Anno B - 23 maggio 2021

Pentecoste – Anno B – 23 maggio 2021

Il segreto vero della vita umana è la sinergia con Dio






    Dal Vangelo secondo Giovanni

    “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
    Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»”.




    Dopo l’ascensione di Gesù in cielo quel manipolo di poveri uomini, analfabeti, dediti alla pesca, emarginati rispetto alla società che contava, vinte le loro paure, si sono messi al servizio del vangelo con le loro contraddizioni, povertà, incoerenze ed errori. Hanno imparato però che ciò che fanno è un’azione congiunta tra loro e la potenza di Dio che li ha pervasi. “Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa…”. Da timidi, impauriti, fino al punto da barricarsi nel cenacolo, affrontano le folle, predicano, provocano, addirittura accusano. La loro vita è trasformata, la loro esistenza conosce nuove mappe, nuovi orizzonti, nuove intensità.

    Quando si accoglie docilmente lo Spirito nel proprio cuore e gli si permette di agire, esplode con tutta la sua veemenza, con tutta la sua energia che trasforma, plasma, pacifica, equilibra. La vita di ciascuno, quando lo Spirito ci inabita, è diversa nel suo modo di esprimersi e, soprattutto, nei risultati che consegue. Come i rematori che sono seduti nella stessa barca debbono remare nella stessa direzione se vogliono avanzare, così il cristiano, abitato dallo Spirito di Di,o deve collaborare docilmente rendendosi disponibile alla sua azione. Lo Spirito dona la luce e l’uomo cammina. Lo Spirito da la forza e l’uomo lotta. Lo Spirito illumina e l’uomo argomenta. Lo Spirito ci fa riconoscere Dio e l’uomo lo incontra e ne fa esperienza.

    Gesù lo aveva promesso che non avrebbe lasciato orfani i suoi amici. Si era impegnato ad inviare il Consolatore, il Paraclito e tiene fede alla sua promessa. Sa che essi senza di lui sono paralizzati, senza di lui si sentono inutili e sono astenici, allora irrora con il dono del suo amore tutti coloro che lo invocano. Invano l’uomo può pretendere di farne a meno. Illuderà solo sé stesso ingannandosi e ingannando. Si ha bisogno dello Spirito di Dio come il terreno spaccato e riarso necessita dalla calura. Come ha la bocca spalancata per ricevere il refrigerio dell’acqua così il cuore indurito dell’uomo, la sterilità dei nostri gesti, le intenzioni labili della nostra volontà necessitano di essere irrorate dalla fecondità dello Spirito.

    La novità consiste in un segreto tanto prezioso quanto ignorato: lo Spirito di Dio è sempre con noi. Lo abbiamo ricevuto, come cristiani nel giorno del nostro battesimo, occorre solo allearci con lui. Prenderne coscienza, collaborare, ascoltare ubbidire, permettergli di agire, di “esplodere” con tutto il suo vigore e la sua Forza. “Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa…”.

    “Se  il Signore non costruisce la città invano vi faticano i costruttori”. Ecco come un tempo Dio si alleò con Mosè, con Abramo, come ha collaborato con Maria di Nazaret, così vuole fare con ognuno di noi. La strada del successo, del raggiungimento di un traguardo, è nella scelta della nostra sinergia con Dio.




    Lo Spirito del Signore, atteso e invocato, discende oggi sulla Chiesa, per compiere anche nel nostro tempo i grandi prodigi della Pentecoste.
    Apriamoci alla sua azione, per annunziare e testimoniare a tutti la potenza liberatrice della Pasqua di risurrezione.

    Preghiamo insieme e diciamo:

    R. Rinnovaci, o Padre, nel tuo Santo Spirito.

    Per la Chiesa diffusa nel mondo,
    perché abbia la coscienza viva
    di essere il popolo messianico
    che ha come legge la carità e come caratteristica la libertà dei figli,
    a cui è affidato l’annunzio del Vangelo, preghiamo. R.

    Per il papa, successore di Pietro,
    e per tutti i vescovi che formano con lui il collegio apostolico,
    perché animati dalla sapienza e dalla forza dello Spirito
    annunzino in ogni linguaggio la Parola che salva, preghiamo. R.

    Per tutti i figli di Dio,
    perché consapevoli della dignità profetica, sacerdotale e regale
    a loro comunicata dallo Spirito del Signore,
    diventino sempre più un Vangelo vivente,
    leggibile dai vicini e dai lontani, preghiamo. R.

    Per ogni uomo che ama la verità,
    soffre per la giustizia, lotta per la causa della libertà e della pace,
    perché lo Spirito Santo rinnovi i suoi prodigi
    e rianimi i cuori alla speranza, preghiamo. R.

    Per gli uomini e le donne
    quotidianamente impegnati in ogni campo dell’attività umana,
    perché siano consapevoli che ad ognuno di loro
    è consegnato un dono e un messaggio dello Spirito
    per la costruzione del mondo nuovo, preghiamo. R.

    O Padre, fonte prima di ogni rinnovamento nell’amore,
    fa’ che in ogni lingua, popolo e cultura
    risuoni l’annunzio gioioso della fede apostolica
    e il tuo Santo Spirito rechi al mondo
    la forza rigenerante della Pasqua del tuo Figlio.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

    R. Amen.




    O Dio, che doni alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo, custodisci in noi la tua grazia, perché resti sempre vivo il dono dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto e questo cibo spirituale giovi alla nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.





Dal Vangelo secondo Giovanni

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»”.



Dopo l’ascensione di Gesù in cielo quel manipolo di poveri uomini, analfabeti, dediti alla pesca, emarginati rispetto alla società che contava, vinte le loro paure, si sono messi al servizio del vangelo con le loro contraddizioni, povertà, incoerenze ed errori. Hanno imparato però che ciò che fanno è un’azione congiunta tra loro e la potenza di Dio che li ha pervasi. “Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa…”. Da timidi, impauriti, fino al punto da barricarsi nel cenacolo, affrontano le folle, predicano, provocano, addirittura accusano. La loro vita è trasformata, la loro esistenza conosce nuove mappe, nuovi orizzonti, nuove intensità.

Quando si accoglie docilmente lo Spirito nel proprio cuore e gli si permette di agire, esplode con tutta la sua veemenza, con tutta la sua energia che trasforma, plasma, pacifica, equilibra. La vita di ciascuno, quando lo Spirito ci inabita, è diversa nel suo modo di esprimersi e, soprattutto, nei risultati che consegue. Come i rematori che sono seduti nella stessa barca debbono remare nella stessa direzione se vogliono avanzare, così il cristiano, abitato dallo Spirito di Di,o deve collaborare docilmente rendendosi disponibile alla sua azione. Lo Spirito dona la luce e l’uomo cammina. Lo Spirito da la forza e l’uomo lotta. Lo Spirito illumina e l’uomo argomenta. Lo Spirito ci fa riconoscere Dio e l’uomo lo incontra e ne fa esperienza.

Gesù lo aveva promesso che non avrebbe lasciato orfani i suoi amici. Si era impegnato ad inviare il Consolatore, il Paraclito e tiene fede alla sua promessa. Sa che essi senza di lui sono paralizzati, senza di lui si sentono inutili e sono astenici, allora irrora con il dono del suo amore tutti coloro che lo invocano. Invano l’uomo può pretendere di farne a meno. Illuderà solo sé stesso ingannandosi e ingannando. Si ha bisogno dello Spirito di Dio come il terreno spaccato e riarso necessita dalla calura. Come ha la bocca spalancata per ricevere il refrigerio dell’acqua così il cuore indurito dell’uomo, la sterilità dei nostri gesti, le intenzioni labili della nostra volontà necessitano di essere irrorate dalla fecondità dello Spirito.

La novità consiste in un segreto tanto prezioso quanto ignorato: lo Spirito di Dio è sempre con noi. Lo abbiamo ricevuto, come cristiani nel giorno del nostro battesimo, occorre solo allearci con lui. Prenderne coscienza, collaborare, ascoltare ubbidire, permettergli di agire, di “esplodere” con tutto il suo vigore e la sua Forza. “Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa…”.

“Se  il Signore non costruisce la città invano vi faticano i costruttori”. Ecco come un tempo Dio si alleò con Mosè, con Abramo, come ha collaborato con Maria di Nazaret, così vuole fare con ognuno di noi. La strada del successo, del raggiungimento di un traguardo, è nella scelta della nostra sinergia con Dio.



Lo Spirito del Signore, atteso e invocato, discende oggi sulla Chiesa, per compiere anche nel nostro tempo i grandi prodigi della Pentecoste.
Apriamoci alla sua azione, per annunziare e testimoniare a tutti la potenza liberatrice della Pasqua di risurrezione.

Preghiamo insieme e diciamo:

R. Rinnovaci, o Padre, nel tuo Santo Spirito.

Per la Chiesa diffusa nel mondo,
perché abbia la coscienza viva
di essere il popolo messianico
che ha come legge la carità e come caratteristica la libertà dei figli,
a cui è affidato l’annunzio del Vangelo, preghiamo. R.

Per il papa, successore di Pietro,
e per tutti i vescovi che formano con lui il collegio apostolico,
perché animati dalla sapienza e dalla forza dello Spirito
annunzino in ogni linguaggio la Parola che salva, preghiamo. R.

Per tutti i figli di Dio,
perché consapevoli della dignità profetica, sacerdotale e regale
a loro comunicata dallo Spirito del Signore,
diventino sempre più un Vangelo vivente,
leggibile dai vicini e dai lontani, preghiamo. R.

Per ogni uomo che ama la verità,
soffre per la giustizia, lotta per la causa della libertà e della pace,
perché lo Spirito Santo rinnovi i suoi prodigi
e rianimi i cuori alla speranza, preghiamo. R.

Per gli uomini e le donne
quotidianamente impegnati in ogni campo dell’attività umana,
perché siano consapevoli che ad ognuno di loro
è consegnato un dono e un messaggio dello Spirito
per la costruzione del mondo nuovo, preghiamo. R.

O Padre, fonte prima di ogni rinnovamento nell’amore,
fa’ che in ogni lingua, popolo e cultura
risuoni l’annunzio gioioso della fede apostolica
e il tuo Santo Spirito rechi al mondo
la forza rigenerante della Pasqua del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

R. Amen.



O Dio, che doni alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo, custodisci in noi la tua grazia, perché resti sempre vivo il dono dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto e questo cibo spirituale giovi alla nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
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Pentecoste – Anno B – 23 maggio 2021

Il segreto vero della vita umana è la sinergia con Dio



Dal Vangelo secondo Giovanni

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»”.



Dopo l’ascensione di Gesù in cielo quel manipolo di poveri uomini, analfabeti, dediti alla pesca, emarginati rispetto alla società che contava, vinte le loro paure, si sono messi al servizio del vangelo con le loro contraddizioni, povertà, incoerenze ed errori. Hanno imparato però che ciò che fanno è un’azione congiunta tra loro e la potenza di Dio che li ha pervasi. “Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa…”. Da timidi, impauriti, fino al punto da barricarsi nel cenacolo, affrontano le folle, predicano, provocano, addirittura accusano. La loro vita è trasformata, la loro esistenza conosce nuove mappe, nuovi orizzonti, nuove intensità.

Quando si accoglie docilmente lo Spirito nel proprio cuore e gli si permette di agire, esplode con tutta la sua veemenza, con tutta la sua energia che trasforma, plasma, pacifica, equilibra. La vita di ciascuno, quando lo Spirito ci inabita, è diversa nel suo modo di esprimersi e, soprattutto, nei risultati che consegue. Come i rematori che sono seduti nella stessa barca debbono remare nella stessa direzione se vogliono avanzare, così il cristiano, abitato dallo Spirito di Di,o deve collaborare docilmente rendendosi disponibile alla sua azione. Lo Spirito dona la luce e l’uomo cammina. Lo Spirito da la forza e l’uomo lotta. Lo Spirito illumina e l’uomo argomenta. Lo Spirito ci fa riconoscere Dio e l’uomo lo incontra e ne fa esperienza.

Gesù lo aveva promesso che non avrebbe lasciato orfani i suoi amici. Si era impegnato ad inviare il Consolatore, il Paraclito e tiene fede alla sua promessa. Sa che essi senza di lui sono paralizzati, senza di lui si sentono inutili e sono astenici, allora irrora con il dono del suo amore tutti coloro che lo invocano. Invano l’uomo può pretendere di farne a meno. Illuderà solo sé stesso ingannandosi e ingannando. Si ha bisogno dello Spirito di Dio come il terreno spaccato e riarso necessita dalla calura. Come ha la bocca spalancata per ricevere il refrigerio dell’acqua così il cuore indurito dell’uomo, la sterilità dei nostri gesti, le intenzioni labili della nostra volontà necessitano di essere irrorate dalla fecondità dello Spirito.

La novità consiste in un segreto tanto prezioso quanto ignorato: lo Spirito di Dio è sempre con noi. Lo abbiamo ricevuto, come cristiani nel giorno del nostro battesimo, occorre solo allearci con lui. Prenderne coscienza, collaborare, ascoltare ubbidire, permettergli di agire, di “esplodere” con tutto il suo vigore e la sua Forza. “Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa…”.

“Se  il Signore non costruisce la città invano vi faticano i costruttori”. Ecco come un tempo Dio si alleò con Mosè, con Abramo, come ha collaborato con Maria di Nazaret, così vuole fare con ognuno di noi. La strada del successo, del raggiungimento di un traguardo, è nella scelta della nostra sinergia con Dio.



Lo Spirito del Signore, atteso e invocato, discende oggi sulla Chiesa, per compiere anche nel nostro tempo i grandi prodigi della Pentecoste.
Apriamoci alla sua azione, per annunziare e testimoniare a tutti la potenza liberatrice della Pasqua di risurrezione.

Preghiamo insieme e diciamo:

R. Rinnovaci, o Padre, nel tuo Santo Spirito.

Per la Chiesa diffusa nel mondo,
perché abbia la coscienza viva
di essere il popolo messianico
che ha come legge la carità e come caratteristica la libertà dei figli,
a cui è affidato l’annunzio del Vangelo, preghiamo. R.

Per il papa, successore di Pietro,
e per tutti i vescovi che formano con lui il collegio apostolico,
perché animati dalla sapienza e dalla forza dello Spirito
annunzino in ogni linguaggio la Parola che salva, preghiamo. R.

Per tutti i figli di Dio,
perché consapevoli della dignità profetica, sacerdotale e regale
a loro comunicata dallo Spirito del Signore,
diventino sempre più un Vangelo vivente,
leggibile dai vicini e dai lontani, preghiamo. R.

Per ogni uomo che ama la verità,
soffre per la giustizia, lotta per la causa della libertà e della pace,
perché lo Spirito Santo rinnovi i suoi prodigi
e rianimi i cuori alla speranza, preghiamo. R.

Per gli uomini e le donne
quotidianamente impegnati in ogni campo dell’attività umana,
perché siano consapevoli che ad ognuno di loro
è consegnato un dono e un messaggio dello Spirito
per la costruzione del mondo nuovo, preghiamo. R.

O Padre, fonte prima di ogni rinnovamento nell’amore,
fa’ che in ogni lingua, popolo e cultura
risuoni l’annunzio gioioso della fede apostolica
e il tuo Santo Spirito rechi al mondo
la forza rigenerante della Pasqua del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

R. Amen.



O Dio, che doni alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo, custodisci in noi la tua grazia, perché resti sempre vivo il dono dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto e questo cibo spirituale giovi alla nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

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B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
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