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Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno A Pentecoste - Anno A - 31 maggio 2020

Pentecoste – Anno A – 31 maggio 2020

Dio il “fisioterapista” del primo passo






    Dal Vangelo secondo Giovanni

    “La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»”.




    Gesù mantiene le promesse. Aveva assicurato i suoi amici che non li avrebbe lasciati orfani, ed ecco il compimento del suo impegno: il dono delle Spirito Santo. La forza, il calore, il sostegno, la compagnia del suo amore. In una specie di rinnovata creazione, Gesù risorto, soffia lo Spirito sui discepoli. Come Dio creatore sull’argilla da lui plasmata alita lo Spirito di vita rendendola uomo, così Gesù, soffiando sui discepoli li rende apostoli. Li trasforma. Da timidi capaci di predicare, da fuggenti a trascinatori, da traditori a capaci di donare la vita per il vangelo.

    La forza trasformante dello Spirito agisce nei cuori di chi lo accoglie con docilità e si lascia plasmare, si lascia fare. I discepoli hanno paura e si chiudono, si paralizzano nel cenacolo. Si isolano dal resto del mondo. Gesù li raggiunge perché è sempre Dio che aggiusta il suo passo al ritmo del nostro, adegua la forza del suo amore alla capacità di ciascuno a saperlo metabolizzare. Una flebo di fiducia Gesù trasfonde nell’animo turbato dei suoi amici. Forse dalla paura passano alla vergogna perché prendono coscienza d’aver tradito ed abbandonato ma confidano nella misericordiosa comprensione di chi per loro ha dato la vita e quindi li comprende e non cessa di vare fiducia in loro che aveva chiamati conoscendo la loro debolezza, fragilità e ignoranza.

    Quando ci chiudiamo in noi stessi avvolti e avvinti dalle cadute e dalle sconfitte ci ammuffiamo anche se apparentemente crediamo che nascondendoci ci sottraiamo al giudizio, al confronto ma in effetti ci avveleniamo e ci arrotoliamo solo in noi stessi come un gomitolo che poi non sa e non riesce più a districarsi. Ma è proprio in questi momenti che Gesù si propone come colui che è capace di sciogliere ogni schiavitù, ci visita, ci anticipa, si offre. Compie il famoso e difficile primo passo. Spetta a noi riprendere il cammino far diventare incendio la scintilla che lui fa scoccare nella nostra vita, far diventare respiro l’alito che soffia in ciascuno di coloro che sono vinti, sconfitti, tristi e lasciati a se stessi e chiusi in se stessi.

    Suscitare la vita, alimentare la speranza, sostenere le intenzioni, realizzare i progetti questo aiuta a vivere ad uscire fuori dagli schemi, dalle paure, dai rifugi in cui illusoriamente ci si va a riparare nel momento del bisogno. Ai discepoli dona lo Spirito, riaccende la vita, riavvia i motori. Perdona e chiede di perdonare. “Il perdono non è un sentimento, ma una decisione”. Occorre farsi carico di questo invito che Gesù rivolge a coloro sui quali invoca e soffia il suo Spirito. Portatori di vita nuova di passi inediti dopo aver accolto il primo passo di Dio verso di noi.




    Lo Spirito del Signore, atteso e invocato,
    discende oggi sulla Chiesa,
    per compiere anche nel nostro tempo i grandi prodigi della Pentecoste.
    Apriamoci alla sua azione,
    per annunziare e testimoniare a tutti
    la potenza liberatrice della Pasqua di risurrezione.

    Preghiamo insieme e diciamo:

    R. Rinnovaci, o Padre, nel tuo Santo Spirito.

    Per la Chiesa diffusa nel mondo,
    perché abbia la coscienza viva
    di essere il popolo messianico
    che ha come legge la carità e come caratteristica la libertà dei figli,
    a cui è affidato l’annunzio del Vangelo, preghiamo. R.

    Per il papa, successore di Pietro,
    e per tutti i vescovi che formano con lui il collegio apostolico,
    perché animati dalla sapienza e dalla forza dello Spirito
    annunzino in ogni linguaggio la Parola che salva, preghiamo. R.

    Per tutti i figli di Dio,
    perché consapevoli della dignità profetica, sacerdotale e regale
    a loro comunicata dallo Spirito del Signore,
    diventino sempre più un Vangelo vivente,
    leggibile dai vicini e dai lontani, preghiamo. R.

    Per ogni uomo che ama la verità,
    soffre per la giustizia, lotta per la causa della libertà e della pace,
    perché lo Spirito Santo rinnovi i suoi prodigi
    e rianimi i cuori alla speranza, preghiamo. R.

    Per gli uomini e le donne
    quotidianamente impegnati in ogni campo dell’attività umana,
    perché siano consapevoli che ad ognuno di loro
    è consegnato un dono e un messaggio dello Spirito
    per la costruzione del mondo nuovo, preghiamo. R.

    O Padre, fonte prima di ogni rinnovamento nell’amore,
    fa’ che in ogni lingua, popolo e cultura
    risuoni l’annunzio gioioso della fede apostolica
    e il tuo Santo Spirito rechi al mondo
    la forza rigenerante della Pasqua del tuo Figlio.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

    R. Amen.




    O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna, sia sempre operante in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.





Dal Vangelo secondo Giovanni

“La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»”.



Gesù mantiene le promesse. Aveva assicurato i suoi amici che non li avrebbe lasciati orfani, ed ecco il compimento del suo impegno: il dono delle Spirito Santo. La forza, il calore, il sostegno, la compagnia del suo amore. In una specie di rinnovata creazione, Gesù risorto, soffia lo Spirito sui discepoli. Come Dio creatore sull’argilla da lui plasmata alita lo Spirito di vita rendendola uomo, così Gesù, soffiando sui discepoli li rende apostoli. Li trasforma. Da timidi capaci di predicare, da fuggenti a trascinatori, da traditori a capaci di donare la vita per il vangelo.

La forza trasformante dello Spirito agisce nei cuori di chi lo accoglie con docilità e si lascia plasmare, si lascia fare. I discepoli hanno paura e si chiudono, si paralizzano nel cenacolo. Si isolano dal resto del mondo. Gesù li raggiunge perché è sempre Dio che aggiusta il suo passo al ritmo del nostro, adegua la forza del suo amore alla capacità di ciascuno a saperlo metabolizzare. Una flebo di fiducia Gesù trasfonde nell’animo turbato dei suoi amici. Forse dalla paura passano alla vergogna perché prendono coscienza d’aver tradito ed abbandonato ma confidano nella misericordiosa comprensione di chi per loro ha dato la vita e quindi li comprende e non cessa di vare fiducia in loro che aveva chiamati conoscendo la loro debolezza, fragilità e ignoranza.

Quando ci chiudiamo in noi stessi avvolti e avvinti dalle cadute e dalle sconfitte ci ammuffiamo anche se apparentemente crediamo che nascondendoci ci sottraiamo al giudizio, al confronto ma in effetti ci avveleniamo e ci arrotoliamo solo in noi stessi come un gomitolo che poi non sa e non riesce più a districarsi. Ma è proprio in questi momenti che Gesù si propone come colui che è capace di sciogliere ogni schiavitù, ci visita, ci anticipa, si offre. Compie il famoso e difficile primo passo. Spetta a noi riprendere il cammino far diventare incendio la scintilla che lui fa scoccare nella nostra vita, far diventare respiro l’alito che soffia in ciascuno di coloro che sono vinti, sconfitti, tristi e lasciati a se stessi e chiusi in se stessi.

Suscitare la vita, alimentare la speranza, sostenere le intenzioni, realizzare i progetti questo aiuta a vivere ad uscire fuori dagli schemi, dalle paure, dai rifugi in cui illusoriamente ci si va a riparare nel momento del bisogno. Ai discepoli dona lo Spirito, riaccende la vita, riavvia i motori. Perdona e chiede di perdonare. “Il perdono non è un sentimento, ma una decisione”. Occorre farsi carico di questo invito che Gesù rivolge a coloro sui quali invoca e soffia il suo Spirito. Portatori di vita nuova di passi inediti dopo aver accolto il primo passo di Dio verso di noi.



Lo Spirito del Signore, atteso e invocato,
discende oggi sulla Chiesa,
per compiere anche nel nostro tempo i grandi prodigi della Pentecoste.
Apriamoci alla sua azione,
per annunziare e testimoniare a tutti
la potenza liberatrice della Pasqua di risurrezione.

Preghiamo insieme e diciamo:

R. Rinnovaci, o Padre, nel tuo Santo Spirito.

Per la Chiesa diffusa nel mondo,
perché abbia la coscienza viva
di essere il popolo messianico
che ha come legge la carità e come caratteristica la libertà dei figli,
a cui è affidato l’annunzio del Vangelo, preghiamo. R.

Per il papa, successore di Pietro,
e per tutti i vescovi che formano con lui il collegio apostolico,
perché animati dalla sapienza e dalla forza dello Spirito
annunzino in ogni linguaggio la Parola che salva, preghiamo. R.

Per tutti i figli di Dio,
perché consapevoli della dignità profetica, sacerdotale e regale
a loro comunicata dallo Spirito del Signore,
diventino sempre più un Vangelo vivente,
leggibile dai vicini e dai lontani, preghiamo. R.

Per ogni uomo che ama la verità,
soffre per la giustizia, lotta per la causa della libertà e della pace,
perché lo Spirito Santo rinnovi i suoi prodigi
e rianimi i cuori alla speranza, preghiamo. R.

Per gli uomini e le donne
quotidianamente impegnati in ogni campo dell’attività umana,
perché siano consapevoli che ad ognuno di loro
è consegnato un dono e un messaggio dello Spirito
per la costruzione del mondo nuovo, preghiamo. R.

O Padre, fonte prima di ogni rinnovamento nell’amore,
fa’ che in ogni lingua, popolo e cultura
risuoni l’annunzio gioioso della fede apostolica
e il tuo Santo Spirito rechi al mondo
la forza rigenerante della Pasqua del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

R. Amen.



O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna, sia sempre operante in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
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Pentecoste – Anno A – 31 maggio 2020

Dio il “fisioterapista” del primo passo



Dal Vangelo secondo Giovanni

“La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»”.



Gesù mantiene le promesse. Aveva assicurato i suoi amici che non li avrebbe lasciati orfani, ed ecco il compimento del suo impegno: il dono delle Spirito Santo. La forza, il calore, il sostegno, la compagnia del suo amore. In una specie di rinnovata creazione, Gesù risorto, soffia lo Spirito sui discepoli. Come Dio creatore sull’argilla da lui plasmata alita lo Spirito di vita rendendola uomo, così Gesù, soffiando sui discepoli li rende apostoli. Li trasforma. Da timidi capaci di predicare, da fuggenti a trascinatori, da traditori a capaci di donare la vita per il vangelo.

La forza trasformante dello Spirito agisce nei cuori di chi lo accoglie con docilità e si lascia plasmare, si lascia fare. I discepoli hanno paura e si chiudono, si paralizzano nel cenacolo. Si isolano dal resto del mondo. Gesù li raggiunge perché è sempre Dio che aggiusta il suo passo al ritmo del nostro, adegua la forza del suo amore alla capacità di ciascuno a saperlo metabolizzare. Una flebo di fiducia Gesù trasfonde nell’animo turbato dei suoi amici. Forse dalla paura passano alla vergogna perché prendono coscienza d’aver tradito ed abbandonato ma confidano nella misericordiosa comprensione di chi per loro ha dato la vita e quindi li comprende e non cessa di vare fiducia in loro che aveva chiamati conoscendo la loro debolezza, fragilità e ignoranza.

Quando ci chiudiamo in noi stessi avvolti e avvinti dalle cadute e dalle sconfitte ci ammuffiamo anche se apparentemente crediamo che nascondendoci ci sottraiamo al giudizio, al confronto ma in effetti ci avveleniamo e ci arrotoliamo solo in noi stessi come un gomitolo che poi non sa e non riesce più a districarsi. Ma è proprio in questi momenti che Gesù si propone come colui che è capace di sciogliere ogni schiavitù, ci visita, ci anticipa, si offre. Compie il famoso e difficile primo passo. Spetta a noi riprendere il cammino far diventare incendio la scintilla che lui fa scoccare nella nostra vita, far diventare respiro l’alito che soffia in ciascuno di coloro che sono vinti, sconfitti, tristi e lasciati a se stessi e chiusi in se stessi.

Suscitare la vita, alimentare la speranza, sostenere le intenzioni, realizzare i progetti questo aiuta a vivere ad uscire fuori dagli schemi, dalle paure, dai rifugi in cui illusoriamente ci si va a riparare nel momento del bisogno. Ai discepoli dona lo Spirito, riaccende la vita, riavvia i motori. Perdona e chiede di perdonare. “Il perdono non è un sentimento, ma una decisione”. Occorre farsi carico di questo invito che Gesù rivolge a coloro sui quali invoca e soffia il suo Spirito. Portatori di vita nuova di passi inediti dopo aver accolto il primo passo di Dio verso di noi.



Lo Spirito del Signore, atteso e invocato,
discende oggi sulla Chiesa,
per compiere anche nel nostro tempo i grandi prodigi della Pentecoste.
Apriamoci alla sua azione,
per annunziare e testimoniare a tutti
la potenza liberatrice della Pasqua di risurrezione.

Preghiamo insieme e diciamo:

R. Rinnovaci, o Padre, nel tuo Santo Spirito.

Per la Chiesa diffusa nel mondo,
perché abbia la coscienza viva
di essere il popolo messianico
che ha come legge la carità e come caratteristica la libertà dei figli,
a cui è affidato l’annunzio del Vangelo, preghiamo. R.

Per il papa, successore di Pietro,
e per tutti i vescovi che formano con lui il collegio apostolico,
perché animati dalla sapienza e dalla forza dello Spirito
annunzino in ogni linguaggio la Parola che salva, preghiamo. R.

Per tutti i figli di Dio,
perché consapevoli della dignità profetica, sacerdotale e regale
a loro comunicata dallo Spirito del Signore,
diventino sempre più un Vangelo vivente,
leggibile dai vicini e dai lontani, preghiamo. R.

Per ogni uomo che ama la verità,
soffre per la giustizia, lotta per la causa della libertà e della pace,
perché lo Spirito Santo rinnovi i suoi prodigi
e rianimi i cuori alla speranza, preghiamo. R.

Per gli uomini e le donne
quotidianamente impegnati in ogni campo dell’attività umana,
perché siano consapevoli che ad ognuno di loro
è consegnato un dono e un messaggio dello Spirito
per la costruzione del mondo nuovo, preghiamo. R.

O Padre, fonte prima di ogni rinnovamento nell’amore,
fa’ che in ogni lingua, popolo e cultura
risuoni l’annunzio gioioso della fede apostolica
e il tuo Santo Spirito rechi al mondo
la forza rigenerante della Pasqua del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

R. Amen.



O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna, sia sempre operante in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

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B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
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