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Paulo Coehlo – Il Manoscritto ritrovato ad Accra – Bompiani.

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“Realizzare la propria Leggenda Personale é

il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa.

E quando Tu desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira

affinché tu realizzi il tuo desiderio.”

Paulo Coehlo, L’Alchimista

 

manoscritto-ritrovato-accraIl nostro autore ha al suo attivo oltre 43 milioni di libri venduti, lettori in più di 150 paesi, forum di discussione in Internet con il suo nome: Paulo Coehlo è ormai diventato un fenomeno di massa di rilevanza mondiale. Non si tratta soltanto di uno degli autori più letti al mondo, ma anche uno tra quelli che ha maggior influenza sui lettori, i quali lo considerano un punto di riferimento.

Paulo Coelho scrittore e poeta brasiliano; così viene presentato nella prima riga sul sito di wikipedia.  Infatti ancora una volta dobbiamo constatare che questa sua ultima creazione è pregevole come una poesia lunga quasi 200 pagine.  Nell’introduzione l’autore ci rivela la fonte dalla quale ha tratto questa nuova impresa, ed è sorprendente constatare come certe vicende ed esperienze gli giungano un po’ come cadute in mano.

La vita di Coehlo è la storia di un sogno: il sogno di diventare scrittore. Paulo cominciò a nutrire questa aspirazione fin da quando aveva nove anni. Per riuscire a realizzare il suo sogno  dovette  combattere a lungo, senza lasciarsi mai vincere dallo scoraggiamento. Combattere contro la famiglia, contro le convenzioni  sociali e contro  difficoltà d’ogni  genere. Coehlo è un uomo e uno scrittore straordinario, che pur avendo avuto un’esistenza privata non poco ingrata soprattutto in gioventù,  è riuscito a virare la sua forma mentis verso una spiritualità non solo inconsueta e sorprendentemente profonda ma a trasmettere a milioni di lettori nel mondo – di culture, età e religioni le più disparate – una trascendenza nuova, viva, proficua e fruibile. Senza classificazioni, senza partitismi per nessuna fede – ne ufficiale e ne ufficiosa – questo autore riesce a parlare alla scintilla divina che risiede nel cuore di ogni essere umano.

Oggi, che è passato molto tempo – il suo primo libro è uscito nel 1987 quando lo scrittore aveva già 40 anni – e Paulo Coehlo è diventato uno scrittore famoso, si può dire che tutto quel che accadde negli anni decisivi della sua gioventù non fosse che indirizzato all’oggi e a ciò che la sua penna ci riserverà per il futuro.

Anche se la lotta, il successo e il riconoscimento che hanno caratterizzato la vita di Coehlo sono peculiarità prettamente maschili, Paulo si è dedicato con costanza a sviluppare il proprio lato femminile. In lui, la donna ha un posto essenziale. Coehlo sostiene che in tutti gli uomini esiste un lato femminile. Muovendo da questa convinzione, ha elaborato una logica di pensiero diversa, oltre ad una saggezza ancestrale che si è rivelata assai importante nella sua vita. Paulo ritiene che la componente femminile può essere considerata alla stregua di una qualità che reca intuizione e soprattutto compassione. Dopo aver percorso per anni il sentiero della lotta, un giorno provò a lasciarsi trasportare senza far nulla per difendersi, e fu così che scoprì il volto femminile di Dio: un essere comprensivo e compassionevole che ama la vita, gli uomini e le cose. Paulo Coehlo dichiara di essere un gran ammiratore delle donne: riconosce che esse hanno avuto un ruolo essenziale nella sua vita. Se da ragazzo ammetteva solo quella che viene definita l’”l’identità maschile”, da adulto, nei suoi libri Brida, Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, Veronika decide di morire e Undici minuti, ha esplorato anche il proprio lato femminile, con entusiasmo e sincerità. Alla conclusione del Cammino di Santiago, il nostro instancabile autore decise di affrontare anche il Cammino di Roma, conosciuto come “il Cammino Femminile”. Su questo sentiero, il pellegrino ha l’obbligo di  esercitare la meditazione e la compassione, e di avvicinarsi alla terra. Da questa esperienza, è nato Brida.

Per Paulo, la donna rappresenta la compassione e la forza istintiva e creatrice di cui il mondo non può essere privato. Chi disprezza i valori femminili, non solo rifiuta ma deturpa l’integrità dell’essenza umana. Ciò nondimeno Coehlo non si ferma a questo e indagherà ulteriormente nella natura della donna. Nel libro Undici minuti si spingerà infatti nei più intimi meandri dell’animo femminile. Il libro uscito nel 2003 è un analisi sulla natura del sesso e dell’amore, ma è anche un romanzo che esamina l’intensa e difficile relazione tra anima e corpo, e suggerisce il modo per arrivare alla loro unione perfetta, riscattando un tema vitale per l’essere umano.

Se la sua prima opera Il Cammino di Santiago è un libro di testimonianza, il secondo è un testo profondamente diverso. L’Alchimista è un romanzo decisamente simbolico dove Paulo riversa tutte le conoscenze accumulate negli unici anni di studio dell’alchimia e tutte le sue concezioni del mondo.

Quando Coehlo è ormai uno scrittore affermato, scrive Monte Cinque. Il libro racconta la storia del profeta Elia, al quale Dio ordina di abbandonare Israele. In un mondo dominato da superstizioni, conflitti religiosi e tradizioni – all’insegna del sincretismo – profondamente radicate, il giovane profeta deve affrontare una lunga serie di avvenimenti tormentosi che lo porteranno all’incontro con il Creatore. La vicenda di Elia diventa una splendida lezione di coraggio e di speranza. “Fino a che punto possiamo determinare il nostro destino?”: ecco la domanda che Monte Cinque pone al lettore, perché ciascuno trovi la sua risposta personale.

Oggi, nella sua ultima creatura Il Manoscritto ritrovato ad Accra, Coehlo ci dona un’altra chiave per proseguire il nostro viaggio personale, per raggiungere la meta della nostra Leggenda Personale.

Il libro si apre con un incipit molto forte, dal Vangelo di Luca. Sono le parole che il Cristo rivolge alle donne raccolte e piangenti sulla via della sua salita al calvario, il versetto 23,28: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma su voi stesse e sui vostri figli.”

L’importante per Paulo, il giorno tragico – c’è un popolo inerme – del 14 luglio 1099 quando i primi crociati entrarono a Gerusalemme – per liberarla da cosa poi? -, è quello di ricordare il fondamentale insegnamento di  Gesù di Nazareth; quello dell’amore.

Attraverso le parole di un saggio, conosciuto come il copto, il nostro autore ci guida sulla via della verità.

Ci aiuta a rifocalizzare la nostra anima sui veri valori della dignità umana. Quella dignità che non ha tempo, che non risponde ne a regole e ne a consuetudini umane perché è inscritta nell’essenza dell’essere umano da colui che ne è il Creatore. Quello che dobbiamo temere ogni attimo della nostra vita terrena non è la morte fisica o la sofferenza fisica, ma dobbiamo temere la morte dell’anima. Dimenticando la nostra origine dimentichiamo la nostra meta finale e in questo modo ci perdiamo per sempre.

Il copto raduna tutti gli abitanti della città, giovani ed anziani, donne e bambini, nella  piazza dove il governatore romano Ponzio Pilato – nella sua viltà e cecità – aveva condannato Gesù alla morte in croce. La folla è eterogenea, formata da cristiani, ebrei e mussulmani che vivono in pace avendo trovato un loro equilibrio. Tutti si ritrovano in piazza per ascoltare un saggio che doni loro la forza per affrontare l’imminente catastrofe che nessuno si aspettava ne tantomeno desiderava. Una battaglia voluta da altri, una conquista che per loro non ha altro significato che nuove sofferenze, nuovi padroni e nuove incertezze.

Pertanto il copto li invita a rivolgere la loro attenzione agli insegnamenti che provengono dall’amore, dalle perdite sofferte, dai momenti di crisi come da quelli di gloria e dalla coesistenza quotidiana quanto antica – e non solo di quel momento tragico – con la morte.  Questi sono solo alcuni dei suoi insegnamenti:

“Benedetti siano coloro che non temono la solitudine. Che non si spaventano della propria compagnia, che non si disperano cercando qualcosa di cui occuparsi, divertirsi o scherzare.”

“Stai vicino a quelli che non hanno timore di essere vulnerabili, perché hanno fiducia in loro stessi e sanno che ad un certo punto nella nostra vita, tutti inciampiamo, e non interpretano ciò come un segno di debolezza, ma di umanità.”

“L’amore è un atto di fede in un’altra persona, non un atto di sottomissione. Non cercare di essere amato a qualsiasi prezzo, perché l’amore non ha un prezzo.”

“L’amore non ha bisogno di essere compreso. Ha bisogno di essere dimostrato. Quindi quello che ti riserverà il futuro dipende totalmente dalla tua capacità di amare.”

“L’eleganza non è una qualità esteriore, bensì una manifestazione dell’anima che si rende visibile al mondo.”

“Più il cuore si avvicina alla semplicità, più è capace di amare liberamente e profondamente, senza riserve né paure. E quanto più ama senza riserve né paure, tanto più sa rendere elegante ogni piccolo gesto.”

“L’amore non lascia parlar di sé se non con la dolcezza. Ci si deve sforzare di vedere il sesso come un offerta. Un rituale di trasformazione. Dobbiamo restituire al sacro il suo senso di sacro.”

“Ogni uomo che percorre il giusto cammino procede con eleganza e diffonde intorno a sé la luce.”

“Non sei sconfitto quando perdi, ma quando desisti.” 

Paulo Coehlo è una persona semplice e generosa, che non ha perduto l’ingenuità, la capacità di stupirsi e il potere di osservazione tipici dell’infanzia. È un uomo impregnato di spiritualità, un grande esploratore della vita e della condizione umana. I suoi  libri  ripercorrono e ricreano la sua ricerca esistenziale, esplorando l’universo magico che sta all’interno dell’uomo. Le sue storie sono parabole semplici, concepite in base alla tradizione della narrativa orale. Paulo Coehlo scrive per il bambino che è dentro ciascuno di noi, perciò rinuncia ai ragionamenti filosofici e al linguaggio complicato. Il suo stile letterario si distingue per la semplicità.

Una delle sue ultime frasi al discorso d’ Ingresso all’Accademia Brasiliana delle Lettere  fu: “Sic transit gloria mundi. La gloria del mondo è transitoria. Non è la gloria a fornire la dimensione della nostra vita, bensì la scelta che facciamo di seguire le nostre utopie e di lottare per realizzare i nostri sogni. Tutti siamo protagonisti della nostra vita, e non dobbiamo dimenticare che spesso sono gli eroi più anonimi a lasciare l’impronta più duratura.”

Trovandomi in Francia ho letto questo libro in francese e lessi a suo tempo Monte Cinque in lingua spagnola essendo a Madrid, posso quindi affermare per esperienza personale che non ci sono barriere linguistiche che tengano alla spiritualità di quest’autore.

Egidia Simonetti

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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Paulo Coehlo – Il Manoscritto ritrovato ad Accra – Bompiani.

  

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“Realizzare la propria Leggenda Personale é

il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa.

E quando Tu desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira

affinché tu realizzi il tuo desiderio.”

Paulo Coehlo, L’Alchimista

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manoscritto-ritrovato-accraIl nostro autore ha al suo attivo oltre 43 milioni di libri venduti, lettori in più di 150 paesi, forum di discussione in Internet con il suo nome: Paulo Coehlo è ormai diventato un fenomeno di massa di rilevanza mondiale. Non si tratta soltanto di uno degli autori più letti al mondo, ma anche uno tra quelli che ha maggior influenza sui lettori, i quali lo considerano un punto di riferimento.

Paulo Coelho scrittore e poeta brasiliano; così viene presentato nella prima riga sul sito di wikipedia.  Infatti ancora una volta dobbiamo constatare che questa sua ultima creazione è pregevole come una poesia lunga quasi 200 pagine.  Nell’introduzione l’autore ci rivela la fonte dalla quale ha tratto questa nuova impresa, ed è sorprendente constatare come certe vicende ed esperienze gli giungano un po’ come cadute in mano.

La vita di Coehlo è la storia di un sogno: il sogno di diventare scrittore. Paulo cominciò a nutrire questa aspirazione fin da quando aveva nove anni. Per riuscire a realizzare il suo sogno  dovette  combattere a lungo, senza lasciarsi mai vincere dallo scoraggiamento. Combattere contro la famiglia, contro le convenzioni  sociali e contro  difficoltà d’ogni  genere. Coehlo è un uomo e uno scrittore straordinario, che pur avendo avuto un’esistenza privata non poco ingrata soprattutto in gioventù,  è riuscito a virare la sua forma mentis verso una spiritualità non solo inconsueta e sorprendentemente profonda ma a trasmettere a milioni di lettori nel mondo – di culture, età e religioni le più disparate – una trascendenza nuova, viva, proficua e fruibile. Senza classificazioni, senza partitismi per nessuna fede – ne ufficiale e ne ufficiosa – questo autore riesce a parlare alla scintilla divina che risiede nel cuore di ogni essere umano.

Oggi, che è passato molto tempo – il suo primo libro è uscito nel 1987 quando lo scrittore aveva già 40 anni – e Paulo Coehlo è diventato uno scrittore famoso, si può dire che tutto quel che accadde negli anni decisivi della sua gioventù non fosse che indirizzato all’oggi e a ciò che la sua penna ci riserverà per il futuro.

Anche se la lotta, il successo e il riconoscimento che hanno caratterizzato la vita di Coehlo sono peculiarità prettamente maschili, Paulo si è dedicato con costanza a sviluppare il proprio lato femminile. In lui, la donna ha un posto essenziale. Coehlo sostiene che in tutti gli uomini esiste un lato femminile. Muovendo da questa convinzione, ha elaborato una logica di pensiero diversa, oltre ad una saggezza ancestrale che si è rivelata assai importante nella sua vita. Paulo ritiene che la componente femminile può essere considerata alla stregua di una qualità che reca intuizione e soprattutto compassione. Dopo aver percorso per anni il sentiero della lotta, un giorno provò a lasciarsi trasportare senza far nulla per difendersi, e fu così che scoprì il volto femminile di Dio: un essere comprensivo e compassionevole che ama la vita, gli uomini e le cose. Paulo Coehlo dichiara di essere un gran ammiratore delle donne: riconosce che esse hanno avuto un ruolo essenziale nella sua vita. Se da ragazzo ammetteva solo quella che viene definita l’”l’identità maschile”, da adulto, nei suoi libri Brida, Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, Veronika decide di morire e Undici minuti, ha esplorato anche il proprio lato femminile, con entusiasmo e sincerità. Alla conclusione del Cammino di Santiago, il nostro instancabile autore decise di affrontare anche il Cammino di Roma, conosciuto come “il Cammino Femminile”. Su questo sentiero, il pellegrino ha l’obbligo di  esercitare la meditazione e la compassione, e di avvicinarsi alla terra. Da questa esperienza, è nato Brida.

Per Paulo, la donna rappresenta la compassione e la forza istintiva e creatrice di cui il mondo non può essere privato. Chi disprezza i valori femminili, non solo rifiuta ma deturpa l’integrità dell’essenza umana. Ciò nondimeno Coehlo non si ferma a questo e indagherà ulteriormente nella natura della donna. Nel libro Undici minuti si spingerà infatti nei più intimi meandri dell’animo femminile. Il libro uscito nel 2003 è un analisi sulla natura del sesso e dell’amore, ma è anche un romanzo che esamina l’intensa e difficile relazione tra anima e corpo, e suggerisce il modo per arrivare alla loro unione perfetta, riscattando un tema vitale per l’essere umano.

Se la sua prima opera Il Cammino di Santiago è un libro di testimonianza, il secondo è un testo profondamente diverso. L’Alchimista è un romanzo decisamente simbolico dove Paulo riversa tutte le conoscenze accumulate negli unici anni di studio dell’alchimia e tutte le sue concezioni del mondo.

Quando Coehlo è ormai uno scrittore affermato, scrive Monte Cinque. Il libro racconta la storia del profeta Elia, al quale Dio ordina di abbandonare Israele. In un mondo dominato da superstizioni, conflitti religiosi e tradizioni – all’insegna del sincretismo – profondamente radicate, il giovane profeta deve affrontare una lunga serie di avvenimenti tormentosi che lo porteranno all’incontro con il Creatore. La vicenda di Elia diventa una splendida lezione di coraggio e di speranza. “Fino a che punto possiamo determinare il nostro destino?”: ecco la domanda che Monte Cinque pone al lettore, perché ciascuno trovi la sua risposta personale.

Oggi, nella sua ultima creatura Il Manoscritto ritrovato ad Accra, Coehlo ci dona un’altra chiave per proseguire il nostro viaggio personale, per raggiungere la meta della nostra Leggenda Personale.

Il libro si apre con un incipit molto forte, dal Vangelo di Luca. Sono le parole che il Cristo rivolge alle donne raccolte e piangenti sulla via della sua salita al calvario, il versetto 23,28: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma su voi stesse e sui vostri figli.”

L’importante per Paulo, il giorno tragico – c’è un popolo inerme – del 14 luglio 1099 quando i primi crociati entrarono a Gerusalemme – per liberarla da cosa poi? -, è quello di ricordare il fondamentale insegnamento di  Gesù di Nazareth; quello dell’amore.

Attraverso le parole di un saggio, conosciuto come il copto, il nostro autore ci guida sulla via della verità.

Ci aiuta a rifocalizzare la nostra anima sui veri valori della dignità umana. Quella dignità che non ha tempo, che non risponde ne a regole e ne a consuetudini umane perché è inscritta nell’essenza dell’essere umano da colui che ne è il Creatore. Quello che dobbiamo temere ogni attimo della nostra vita terrena non è la morte fisica o la sofferenza fisica, ma dobbiamo temere la morte dell’anima. Dimenticando la nostra origine dimentichiamo la nostra meta finale e in questo modo ci perdiamo per sempre.

Il copto raduna tutti gli abitanti della città, giovani ed anziani, donne e bambini, nella  piazza dove il governatore romano Ponzio Pilato – nella sua viltà e cecità – aveva condannato Gesù alla morte in croce. La folla è eterogenea, formata da cristiani, ebrei e mussulmani che vivono in pace avendo trovato un loro equilibrio. Tutti si ritrovano in piazza per ascoltare un saggio che doni loro la forza per affrontare l’imminente catastrofe che nessuno si aspettava ne tantomeno desiderava. Una battaglia voluta da altri, una conquista che per loro non ha altro significato che nuove sofferenze, nuovi padroni e nuove incertezze.

Pertanto il copto li invita a rivolgere la loro attenzione agli insegnamenti che provengono dall’amore, dalle perdite sofferte, dai momenti di crisi come da quelli di gloria e dalla coesistenza quotidiana quanto antica – e non solo di quel momento tragico – con la morte.  Questi sono solo alcuni dei suoi insegnamenti:

“Benedetti siano coloro che non temono la solitudine. Che non si spaventano della propria compagnia, che non si disperano cercando qualcosa di cui occuparsi, divertirsi o scherzare.”

“Stai vicino a quelli che non hanno timore di essere vulnerabili, perché hanno fiducia in loro stessi e sanno che ad un certo punto nella nostra vita, tutti inciampiamo, e non interpretano ciò come un segno di debolezza, ma di umanità.”

“L’amore è un atto di fede in un’altra persona, non un atto di sottomissione. Non cercare di essere amato a qualsiasi prezzo, perché l’amore non ha un prezzo.”

“L’amore non ha bisogno di essere compreso. Ha bisogno di essere dimostrato. Quindi quello che ti riserverà il futuro dipende totalmente dalla tua capacità di amare.”

“L’eleganza non è una qualità esteriore, bensì una manifestazione dell’anima che si rende visibile al mondo.”

“Più il cuore si avvicina alla semplicità, più è capace di amare liberamente e profondamente, senza riserve né paure. E quanto più ama senza riserve né paure, tanto più sa rendere elegante ogni piccolo gesto.”

“L’amore non lascia parlar di sé se non con la dolcezza. Ci si deve sforzare di vedere il sesso come un offerta. Un rituale di trasformazione. Dobbiamo restituire al sacro il suo senso di sacro.”

“Ogni uomo che percorre il giusto cammino procede con eleganza e diffonde intorno a sé la luce.”

“Non sei sconfitto quando perdi, ma quando desisti.” 

Paulo Coehlo è una persona semplice e generosa, che non ha perduto l’ingenuità, la capacità di stupirsi e il potere di osservazione tipici dell’infanzia. È un uomo impregnato di spiritualità, un grande esploratore della vita e della condizione umana. I suoi  libri  ripercorrono e ricreano la sua ricerca esistenziale, esplorando l’universo magico che sta all’interno dell’uomo. Le sue storie sono parabole semplici, concepite in base alla tradizione della narrativa orale. Paulo Coehlo scrive per il bambino che è dentro ciascuno di noi, perciò rinuncia ai ragionamenti filosofici e al linguaggio complicato. Il suo stile letterario si distingue per la semplicità.

Una delle sue ultime frasi al discorso d’ Ingresso all’Accademia Brasiliana delle Lettere  fu: “Sic transit gloria mundi. La gloria del mondo è transitoria. Non è la gloria a fornire la dimensione della nostra vita, bensì la scelta che facciamo di seguire le nostre utopie e di lottare per realizzare i nostri sogni. Tutti siamo protagonisti della nostra vita, e non dobbiamo dimenticare che spesso sono gli eroi più anonimi a lasciare l’impronta più duratura.”

Trovandomi in Francia ho letto questo libro in francese e lessi a suo tempo Monte Cinque in lingua spagnola essendo a Madrid, posso quindi affermare per esperienza personale che non ci sono barriere linguistiche che tengano alla spiritualità di quest’autore.

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