12 C
Rome
giovedì, 17 Ottobre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Papa Papa: perdonare gli altri, non tutto si risolve con la giustizia

Papa: perdonare gli altri, non tutto si risolve con la giustizia

Il perdono è quanto di più prezioso abbiamo ricevuto

- Advertisement -
Stamani all’udienza generale in Piazza San Pietro il Papa ha rivolto una forte esortazione a perdonare gli altri ricordando che Gesù inserisce nei rapporti umani la forza del perdono
 

Debora Donnini – Città del Vaticano

Il perdono che siamo capaci di dare agli altri è quanto di più prezioso abbiamo ricevuto. Lo ricorda Papa Francesco stamani nella catechesi all’udienza generale in Piazza San Pietro, rivolgendo un forte invito a perdonare così come siamo stati perdonati da Dio. Il Papa completa così la riflessione sulla quinta domanda del “Padre Nostro”, soffermandosi, questa volta, sull’espressione “come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Non esistono, infatti, nella Chiesa “‘self made man’, uomini che si sono fatti da soli”, perché “tutti – chiarisce – siamo debitori verso Dio” e “Gesù inserisce nei rapporti umani la forza del perdono”.

Nella vita non tutto si risolve con la giustizia. Soprattutto laddove si deve mettere un argine al male, qualcuno deve amare oltre il dovuto, per ricominciare una storia di grazia. Il male conosce le sue vendette, e se non lo si interrompe rischia di dilagare soffocando il mondo intero. Alla legge del taglione – quello che tu hai fatto a me, io lo restituisco a te; alle volte si fa con questo gesto – no? – che tutti conosciamo –, Gesù sostituisce la legge dell’amore: quello che Dio ha fatto a me, io lo restituisco a te!

Il perdono è quanto di più prezioso abbiamo ricevuto

Il Papa esorta, quindi, se non ci si sente capaci di perdonare, a chiedere al Signore questa grazia:

Dio dona ad ogni cristiano la grazia di scrivere una storia di bene nella vita dei suoi fratelli, specialmente di quelli che hanno compiuto qualcosa di spiacevole e di sbagliato. Con una parola, un abbraccio, un sorriso, possiamo trasmettere agli altri ciò che abbiamo ricevuto di più prezioso. Qual è la cosa preziosa che noi abbiamo ricevuto? Il perdono, che noi siamo capaci di dare agli altri anche il perdono. Grazie.

La riflessione di Francesco si snoda lungo il capitolo 18 di Matteo, quando Gesù dice a Pietro che deve perdonare “fino a settanta volte sette”. “Chi prega, impara a dire ‘grazie’” mentre “noi ci dimentichiamo tante volte di dire ‘grazie’”, ricorda ancora il Papa, mettendo in evidenza che Dio ci ama “infinitamente più di quanto noi lo amiamo” e che “per quanto ci sforziamo”, ci sarà sempre “qualcosa di cui chiedere perdono”. Basti pensare ai “giorni trascorsi pigramente” o ai “momenti in cui il rancore ha occupato il nostro cuore”. Esperienze “non rare” che fanno implorare: “Rimetti a noi i nostri debiti”. L’invocazione poteva limitarsi a questa prima parte ma Gesù “la salda con una seconda espressione che fa tutt’uno con la prima” tramite “una congiunzione impietosa”: “chiediamo al Signore di rimettere i nostri debiti, i nostri peccati, ‘come’ noi perdoniamo i nostri amici, la gente che vive con noi, i nostri vicini”, esorta ancora il Papa. La relazione di benevolenza verticale da parte di Dio è chiamata, quindi, a tradursi in una relazione nuova con i fratelli.

Se non perdoni, Dio non ti perdonerà. Chiudi la porta

Ogni cristiano, infatti, sa che esiste per lui il perdono dei peccati, che Dio perdona tutto e sempre, ribadisce il Papa, sottolineando però che la grazia di Dio “è sempre impegnativa”, cioè chi ha ricevuto tanto, deve imparare a dare tanto, come sottolinea sempre il Vangelo di Matteo: “se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”.  Il Papa ricorda che tante volte la gente dice che non perdonerà mai “quella persona”. Ma, avverte, “se tu non perdoni, Dio non ti perdonerà. Tu chiudi la porta”. E, in proposito, ricorda la parabola del debitore di 10mila talenti a cui il re condona il debito, mentre lui non lo condona ad un suo fratello che gli doveva 100 denari e il padrone, alla fine, lo fa condannare.  Quindi richiama l’esperienza di un prete che era angosciato perché, andando a dare gli ultimi sacramenti ad un’anziana in punto di morte, quando le chiese se si pentisse dei suoi peccati, rispose di “sì” mentre alla domanda se perdonasse gli altri, rispose di “no”:

Se tu non perdoni, Dio non ti perdonerà. Pensiamo noi, che stiamo qui, se noi perdoniamo, se siamo capaci di perdonare. “Padre, io non ce la faccio, perché quella gente mi ha fatto tante …” – “Ma se tu non ce la fai, chiedi al Signore che ti dia la forza per farcela: Signore, aiutami a perdonare”. Ritroviamo qui la saldatura tra l’amore per Dio e quello per il prossimo. Amore chiama amore, perdono chiama perdono.

A ragazzi di Milano: il Vangelo sia la vostra regola di vita

Nei saluti ai pellegrini di lingua italiana, in particolare il Papa ha voluto salutare un gruppo di preadolescenti di Milano, accompagnati anche dal loro arcivescovo, monsignor Mario Delpini, incoraggiandoli a crescere nella fede e nella carità. “Il Vangelo – li ha esortati – sia la vostra regola di vita, come lo fu per i vostri santi: Ambrogio e Carlo, i quali con l’amore cambiarono il loro mondo”.

Consegnato il testimone della Staffetta della Speranza

Al termine dell’udienza un bambino di 4 anni, guarito da una grave forma tumorale, ha consegnato al Papa il testimone della “Staffetta per la Speranza”, la maratona benefica dedicata a bambini e ragazzi d’Italia colpiti da leucemie e malattie rare, che si è conclusa oggi con l’udienza in Piazza San Pietro. Una delegazione della stessa Staffetta ha anche dato a Papa Francesco una busta con i messaggi di bambini dagli 8 ai 13 anni che attualmente stanno in terapia e di uno di 25 anni che è guarito e una targa della “Città della Speranza”, la fondazione che organizza l’iniziativa, e il Papa ha autografato una maglietta già firmata anche da tutti gli atleti che hanno preso parte alla maratona.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Papa: perdonare gli altri, non tutto si risolve con la giustizia

Il perdono è quanto di più prezioso abbiamo ricevuto

  

- Advertisement -
Stamani all’udienza generale in Piazza San Pietro il Papa ha rivolto una forte esortazione a perdonare gli altri ricordando che Gesù inserisce nei rapporti umani la forza del perdono
 

Debora Donnini – Città del Vaticano

Il perdono che siamo capaci di dare agli altri è quanto di più prezioso abbiamo ricevuto. Lo ricorda Papa Francesco stamani nella catechesi all’udienza generale in Piazza San Pietro, rivolgendo un forte invito a perdonare così come siamo stati perdonati da Dio. Il Papa completa così la riflessione sulla quinta domanda del “Padre Nostro”, soffermandosi, questa volta, sull’espressione “come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Non esistono, infatti, nella Chiesa “‘self made man’, uomini che si sono fatti da soli”, perché “tutti – chiarisce – siamo debitori verso Dio” e “Gesù inserisce nei rapporti umani la forza del perdono”.

Nella vita non tutto si risolve con la giustizia. Soprattutto laddove si deve mettere un argine al male, qualcuno deve amare oltre il dovuto, per ricominciare una storia di grazia. Il male conosce le sue vendette, e se non lo si interrompe rischia di dilagare soffocando il mondo intero. Alla legge del taglione – quello che tu hai fatto a me, io lo restituisco a te; alle volte si fa con questo gesto – no? – che tutti conosciamo –, Gesù sostituisce la legge dell’amore: quello che Dio ha fatto a me, io lo restituisco a te!

Il perdono è quanto di più prezioso abbiamo ricevuto

Il Papa esorta, quindi, se non ci si sente capaci di perdonare, a chiedere al Signore questa grazia:

Dio dona ad ogni cristiano la grazia di scrivere una storia di bene nella vita dei suoi fratelli, specialmente di quelli che hanno compiuto qualcosa di spiacevole e di sbagliato. Con una parola, un abbraccio, un sorriso, possiamo trasmettere agli altri ciò che abbiamo ricevuto di più prezioso. Qual è la cosa preziosa che noi abbiamo ricevuto? Il perdono, che noi siamo capaci di dare agli altri anche il perdono. Grazie.

- Advertisement -

La riflessione di Francesco si snoda lungo il capitolo 18 di Matteo, quando Gesù dice a Pietro che deve perdonare “fino a settanta volte sette”. “Chi prega, impara a dire ‘grazie’” mentre “noi ci dimentichiamo tante volte di dire ‘grazie’”, ricorda ancora il Papa, mettendo in evidenza che Dio ci ama “infinitamente più di quanto noi lo amiamo” e che “per quanto ci sforziamo”, ci sarà sempre “qualcosa di cui chiedere perdono”. Basti pensare ai “giorni trascorsi pigramente” o ai “momenti in cui il rancore ha occupato il nostro cuore”. Esperienze “non rare” che fanno implorare: “Rimetti a noi i nostri debiti”. L’invocazione poteva limitarsi a questa prima parte ma Gesù “la salda con una seconda espressione che fa tutt’uno con la prima” tramite “una congiunzione impietosa”: “chiediamo al Signore di rimettere i nostri debiti, i nostri peccati, ‘come’ noi perdoniamo i nostri amici, la gente che vive con noi, i nostri vicini”, esorta ancora il Papa. La relazione di benevolenza verticale da parte di Dio è chiamata, quindi, a tradursi in una relazione nuova con i fratelli.

Se non perdoni, Dio non ti perdonerà. Chiudi la porta

Ogni cristiano, infatti, sa che esiste per lui il perdono dei peccati, che Dio perdona tutto e sempre, ribadisce il Papa, sottolineando però che la grazia di Dio “è sempre impegnativa”, cioè chi ha ricevuto tanto, deve imparare a dare tanto, come sottolinea sempre il Vangelo di Matteo: “se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”.  Il Papa ricorda che tante volte la gente dice che non perdonerà mai “quella persona”. Ma, avverte, “se tu non perdoni, Dio non ti perdonerà. Tu chiudi la porta”. E, in proposito, ricorda la parabola del debitore di 10mila talenti a cui il re condona il debito, mentre lui non lo condona ad un suo fratello che gli doveva 100 denari e il padrone, alla fine, lo fa condannare.  Quindi richiama l’esperienza di un prete che era angosciato perché, andando a dare gli ultimi sacramenti ad un’anziana in punto di morte, quando le chiese se si pentisse dei suoi peccati, rispose di “sì” mentre alla domanda se perdonasse gli altri, rispose di “no”:

Se tu non perdoni, Dio non ti perdonerà. Pensiamo noi, che stiamo qui, se noi perdoniamo, se siamo capaci di perdonare. “Padre, io non ce la faccio, perché quella gente mi ha fatto tante …” – “Ma se tu non ce la fai, chiedi al Signore che ti dia la forza per farcela: Signore, aiutami a perdonare”. Ritroviamo qui la saldatura tra l’amore per Dio e quello per il prossimo. Amore chiama amore, perdono chiama perdono.

A ragazzi di Milano: il Vangelo sia la vostra regola di vita

Nei saluti ai pellegrini di lingua italiana, in particolare il Papa ha voluto salutare un gruppo di preadolescenti di Milano, accompagnati anche dal loro arcivescovo, monsignor Mario Delpini, incoraggiandoli a crescere nella fede e nella carità. “Il Vangelo – li ha esortati – sia la vostra regola di vita, come lo fu per i vostri santi: Ambrogio e Carlo, i quali con l’amore cambiarono il loro mondo”.

Consegnato il testimone della Staffetta della Speranza

Al termine dell’udienza un bambino di 4 anni, guarito da una grave forma tumorale, ha consegnato al Papa il testimone della “Staffetta per la Speranza”, la maratona benefica dedicata a bambini e ragazzi d’Italia colpiti da leucemie e malattie rare, che si è conclusa oggi con l’udienza in Piazza San Pietro. Una delegazione della stessa Staffetta ha anche dato a Papa Francesco una busta con i messaggi di bambini dagli 8 ai 13 anni che attualmente stanno in terapia e di uno di 25 anni che è guarito e una targa della “Città della Speranza”, la fondazione che organizza l’iniziativa, e il Papa ha autografato una maglietta già firmata anche da tutti gli atleti che hanno preso parte alla maratona.

- Advertisement -
Originale: Vatican News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
277FansMi piace
838FollowerSegui
13,000FollowerSegui
603FollowerSegui
57IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO