14.2 C
Roma
Lun, 19 Aprile 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

HomeArgomentiPapaPapa: nell’incontro definitivo con Gesù porteremo solo quello che abbiamo donato

Papa: nell’incontro definitivo con Gesù porteremo solo quello che abbiamo donato

Il cielo e la terra passeranno

- Advertisement -
Stamani all’Angelus Papa Francesco ricorda che l’esistenza personale e dell’umanità ha un fine da raggiungere: l’incontro definitivo con Gesù. Per questo, il Papa esorta a prestare attenzione a quanto abbiamo realizzato in questa vita credendo alla sua Parola. Con noi porteremo solo quello che abbiamo donato. Furbizia e denaro non serviranno quel giorno
 

Debora Donnini – Città del Vaticano

Nel Vangelo di oggi “Gesù dice che la storia dei popoli e quella dei singoli hanno un fine e una meta da raggiungere: l’incontro definitivo con il Signore”. Lo sottolinea stamani Papa Francesco all’Angelus. “La storia dell’umanità” così come “la storia personale di ciascuno di noi” non può, infatti, essere compresa come “un semplice susseguirsi di parole e fatti che non hanno un senso” né, d’altra parte, essere “interpretata alla luce di una visione fatalistica”, come se tutto fosse già prestabilito, “impedendo di compiere scelte che siano frutto di una vera decisione”.

L’incontro con il Volto raggiante d’amore del Signore

La sua riflessione parte, appunto, dal brano odierno del Vangelo (Mc 13, 24-32) che – sottolinea il Papa – “non è in primo luogo un discorso sulla fine del mondo” ma è piuttosto “l’invito a vivere bene il presente”, sempre pronti “per quando saremo chiamati a rendere conto della nostra vita”. Si parla di quei giorni in cui “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce”. “La luce che in quel giorno ultimo risplenderà” sarà quella del Signore Gesù che verrà nella gloria, ricorda il Papa, e “in quell’incontro vedremo finalmente il suo Volto”, “un Volto raggiante di amore, di fronte al quale apparirà in totale verità anche ogni essere umano”.

Il cielo e la terra passeranno

Non si conosce né il tempo né il modo in cui avverrà, ma conosciamo un principio fondamentale con cui confrontarci: “il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Il vero punto cruciale è questo. In quel giorno, ognuno di noi dovrà comprendere se la Parola del Figlio di Dio ha illuminato la propria esistenza personale, oppure se gli ha voltato le spalle preferendo confidare nelle proprie parole.

Non serviranno furbizia o denaro, porteremo solo ciò che abbiamo donato

Sarà, dunque, “più che mai il momento in cui abbandonarci definitivamente all’amore del Padre”, sottolinea:

Nessuno di noi può sfuggire a questo momento. La furbizia, che spesso mettiamo nei nostri comportamenti per accreditare l’immagine che vogliamo offrire, non servirà più; alla stessa stregua, la potenza del denaro e dei mezzi economici con i quali pretendiamo con presunzione di comperare tutto e tutti, non potrà più essere usata. Avremo con noi nient’altro che quanto abbiamo realizzato in questa vita credendo alla sua Parola: il tutto o il nulla di quanto abbiamo vissuto o tralasciato di compiere. Con noi soltanto porteremo quello che abbiamo donato, quello che abbiamo dato.

Infine, il Papa esorta ad invocare la Vergine perché la constatazione della nostra provvisorietà sulla terra “non ci faccia sprofondare nell’angoscia” ma “ci richiami alla responsabilità verso noi stessi, verso il prossimo, verso il mondo intero”.

Giornata dei poveri: stimolo per divenire strumenti di misericordia

Al termine della preghiera mariana, Francesco ha anche ricordato l’odierna Giornata Mondiale dei Poveri, in occasione della quale – prima dell’Angelus – ha celebrato la Messa nella Basilica di San Pietro, e il pranzo con tante persone indigenti a cui partecipa, sempre oggi, nell’Aula Paolo VI. Questa Giornata di vicinanza della comunità cristiana ai poveri coinvolge sempre di più parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali e – spiega il Papa – vuole essere “uno stimolo a diventare strumenti di misericordia nel tessuto sociale”.

Centrafrica e Stati Uniti nella preghiera del Papa

Il Papa ha, poi, rivolto un appello per la Repubblica Centrafricana dove, due giorni fa, è stata compiuta una strage in un campo di sfollati, nella quale sono stati uccisi anche due sacerdoti. “A questo popolo a me tanto caro, dove ho aperto la prima Porta Santa dell’Anno della Misericordia, esprimo tutta la mia vicinanza e il mio amore”, ricorda esortando a pregare subito un’Ave Maria “per i morti e i feriti e perché cessi ogni violenza in quell’amato Paese che ha tanto bisogno di pace”. La sua preghiera va anche a quanti sono stati colpiti dagli incendi che stanno flagellando la California e per le vittime del gelo nella costa Est degli Stati Uniti.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Papa: nell’incontro definitivo con Gesù porteremo solo quello che abbiamo donato

Il cielo e la terra passeranno

- Advertisement -
Stamani all’Angelus Papa Francesco ricorda che l’esistenza personale e dell’umanità ha un fine da raggiungere: l’incontro definitivo con Gesù. Per questo, il Papa esorta a prestare attenzione a quanto abbiamo realizzato in questa vita credendo alla sua Parola. Con noi porteremo solo quello che abbiamo donato. Furbizia e denaro non serviranno quel giorno
 

Debora Donnini – Città del Vaticano

Nel Vangelo di oggi “Gesù dice che la storia dei popoli e quella dei singoli hanno un fine e una meta da raggiungere: l’incontro definitivo con il Signore”. Lo sottolinea stamani Papa Francesco all’Angelus. “La storia dell’umanità” così come “la storia personale di ciascuno di noi” non può, infatti, essere compresa come “un semplice susseguirsi di parole e fatti che non hanno un senso” né, d’altra parte, essere “interpretata alla luce di una visione fatalistica”, come se tutto fosse già prestabilito, “impedendo di compiere scelte che siano frutto di una vera decisione”.

L’incontro con il Volto raggiante d’amore del Signore

La sua riflessione parte, appunto, dal brano odierno del Vangelo (Mc 13, 24-32) che – sottolinea il Papa – “non è in primo luogo un discorso sulla fine del mondo” ma è piuttosto “l’invito a vivere bene il presente”, sempre pronti “per quando saremo chiamati a rendere conto della nostra vita”. Si parla di quei giorni in cui “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce”. “La luce che in quel giorno ultimo risplenderà” sarà quella del Signore Gesù che verrà nella gloria, ricorda il Papa, e “in quell’incontro vedremo finalmente il suo Volto”, “un Volto raggiante di amore, di fronte al quale apparirà in totale verità anche ogni essere umano”.

Il cielo e la terra passeranno

Non si conosce né il tempo né il modo in cui avverrà, ma conosciamo un principio fondamentale con cui confrontarci: “il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Il vero punto cruciale è questo. In quel giorno, ognuno di noi dovrà comprendere se la Parola del Figlio di Dio ha illuminato la propria esistenza personale, oppure se gli ha voltato le spalle preferendo confidare nelle proprie parole.

Non serviranno furbizia o denaro, porteremo solo ciò che abbiamo donato

- Advertisement -

Sarà, dunque, “più che mai il momento in cui abbandonarci definitivamente all’amore del Padre”, sottolinea:

Nessuno di noi può sfuggire a questo momento. La furbizia, che spesso mettiamo nei nostri comportamenti per accreditare l’immagine che vogliamo offrire, non servirà più; alla stessa stregua, la potenza del denaro e dei mezzi economici con i quali pretendiamo con presunzione di comperare tutto e tutti, non potrà più essere usata. Avremo con noi nient’altro che quanto abbiamo realizzato in questa vita credendo alla sua Parola: il tutto o il nulla di quanto abbiamo vissuto o tralasciato di compiere. Con noi soltanto porteremo quello che abbiamo donato, quello che abbiamo dato.

Infine, il Papa esorta ad invocare la Vergine perché la constatazione della nostra provvisorietà sulla terra “non ci faccia sprofondare nell’angoscia” ma “ci richiami alla responsabilità verso noi stessi, verso il prossimo, verso il mondo intero”.

Giornata dei poveri: stimolo per divenire strumenti di misericordia

Al termine della preghiera mariana, Francesco ha anche ricordato l’odierna Giornata Mondiale dei Poveri, in occasione della quale – prima dell’Angelus – ha celebrato la Messa nella Basilica di San Pietro, e il pranzo con tante persone indigenti a cui partecipa, sempre oggi, nell’Aula Paolo VI. Questa Giornata di vicinanza della comunità cristiana ai poveri coinvolge sempre di più parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali e – spiega il Papa – vuole essere “uno stimolo a diventare strumenti di misericordia nel tessuto sociale”.

Centrafrica e Stati Uniti nella preghiera del Papa

Il Papa ha, poi, rivolto un appello per la Repubblica Centrafricana dove, due giorni fa, è stata compiuta una strage in un campo di sfollati, nella quale sono stati uccisi anche due sacerdoti. “A questo popolo a me tanto caro, dove ho aperto la prima Porta Santa dell’Anno della Misericordia, esprimo tutta la mia vicinanza e il mio amore”, ricorda esortando a pregare subito un’Ave Maria “per i morti e i feriti e perché cessi ogni violenza in quell’amato Paese che ha tanto bisogno di pace”. La sua preghiera va anche a quanti sono stati colpiti dagli incendi che stanno flagellando la California e per le vittime del gelo nella costa Est degli Stati Uniti.

- Advertisement -
Originale: Vatican News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
293FansMi piace
1,020FollowerSegui
13,000FollowerSegui
647FollowerSegui
227IscrittiIscriviti

Consigli pubblicitari

Top News

Top Video

Consigli pubblicitari

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Qual è la differenza tra cattolico e cristiano?

Il cristiano è colui che ha Cristo come Signore Nel Nuovo Testamento si fa riferimento quattro volte ai seguaci di Cristo: 1. 1 Pt 4,16: “Ma...

Libri consigliati

La preghiera, la sete, le radici

La tenerezza nel vangelo di Marco

Governo pastorale, «nobile lavoro»

La Shoah alla luce del Sinai

La grande città e la salvezza

Consigli pubblicitari

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Consigli Pubblicitari

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x